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Tieni salda la bussola e punta al 9% annuo con il Certificate sugli indici

Il discorso del numero uno della Federal Reserve Jerome Powell venerdì scorso al simposio di Jackson Hole può essere riassunto perfettamente con la sua affermazione finale: “stiamo navigando seguendo le stelle in un cielo denso di nubi”. Tradotto, in gergo tecnico, siamo assolutamente data dependent. Per il mercato, un bel punto di domanda. Le future scelte della Fed e della BCE (la Lagarde si è accodata al discorso di Powell) dipenderanno dalla prossima evoluzione dei dati macroeconomici, una strada certa non c’è e il quadro, come vedremo, rimane abbastanza liquido e da definire. Insomma, nella riunione di settembre possibile con uguale probabilità una pausa o un ulteriore rialzo

Indicazioni che lasciano il sapore dell’incertezza agli operatori di Borsa e che potrebbero portare a scenari anche molto diversi tra loro nei prossimi mesi. Ecco perché, per chi vuole navigare con più tranquillità sui mercati finanziari, una soluzione d’investimento che reputiamo interessante la propone Marex con il certificato su indici ISIN IT0006757840 di Marex investe su Nasdaq100, Eurostoxx Banks e STOXX Europe 600 Utilities. Paga premi del 2,25% trimestrali con memoria (9% annuo) condizionato a una barriera profonda posta al 55% degli strike (valida pure a scadenza). Durata 4 anni e possibilità di autocall.

Procediamo come sempre con ordine. Facciamo chiarezza sulle implicazioni di Jackson Hole e poi analizziamo più nel dettaglio il prodotto.

Dopo Jackson Hole tutti a guardar le stelle in attesa dei prossimi meeting

La scorsa settimana poteva essere una settimana risolutiva. Ha dato importanti indicazioni lato macro mentre i banchieri centrali non hanno voluto sbilanciarsi. Dai PMI Servizi il messaggio è stato netto e chiaro: in area Euro anche i servizi (finora parte più forte dell'economia) si son indirizzati in territorio indicante contrazione, ovvero sono andati sotto la soglia del 50 che incrementa i rischi recessivi. Questo ancor più pericoloso poiché la manifattura è già sotto questa soglia. Stesso trend negli USA ma con i servizi che però permangono oltre la soglia indicante espansione, sebbene in rallentamento. Questa maggior resilienza dell’economia USA è probabilmente legata al forte supporto governativo (bonus pandemici/post pandemici, piani pluriennali Inflation Redution Act e Chips Act e la moratoria sui prestiti per gli studenti dal marzo del 2020). Tutto ciò è stato come un gigantesco QE governativo che ha quasi interamente controbilanciato il QT della FED in termini di impatto su economia e mercato del lavoro. Ora però alcuni di questi supporti si stanno per esaurire o ridimensionare e questo potrebbe portare ad azzerare i cosiddetti risparmi in eccesso (come stimato dalla Fed di San Francisco). Biden, tra l’altro ha anche le mani legate, perché i Repubblicani non gli faranno implementare ulteriori “QE” governativi, visto le difficoltà sul fronte dei conti pubblici. Questo per dire che, il forte rallentamento economico è ora molto più visibile in Europa, ma in USA appare solo rimandato al quarto trimestre.

Quanto detto è importante perché ci fa capire come mai le banche centrali prendono tempo e non si espongono, spiazzando il mercato. A meno di dati molto distonici (al rialzo) rispetto al consenso (in primis il mercato del lavoro del prossimo venerdì soprattutto per la parte salari) la Fed potrebbe propendere per una pausa per avere ancora più dati a disposizione ed evitare di calcare troppo la mano e correre il rischio di spegnere il motore dell'economia, per riaccendere il quale occorrerebbe poi un lavoro estenuante. Per la BCE potrebbe essere più passibile di un ultimo rialzo a settembre (nel qual caso tasso sui depositi al 4%) ma, anche qui, il dato sull'inflazione preliminare di agosto di questa settimana (soprattutto la parte core) sarà decisivo vista la spaccatura del board. Per ora la view dominante è di tassi che si manterranno su questi livelli o leggermente più alti per i prossimi mesi per poi cominciare a scendere quando anche gli USA incontreranno più evidenti difficoltà economiche.

Il Certificate con ottimo rapporto rischio rendimento

Ora se è chiaro il contesto dovrebbe essere anche chiaro perché ci piace il certificato di Marex ISIN IT0006757840. Il punto è, se anche le banche centrali non sono sicure sull’evoluzione economica di Europa e USA e quindi delle loro scelte di politica monetaria, chi siamo noi per prendere posizione? Il certificato di Marex viene incontro all’investitore perché sposta il rischio più avanti puntando a pagare ora premi trimestrali del 2,25% con memoria (9% annuo) lavorando su tre indici: Nasdaq100, Eurostoxx Banks e STOXX Europe 600 Utilities. Il tutto con una barriera per i premi e a scadenza al 55%. Questo implica che il worst of potrà perdere fino al 45% (veramente tanto per un indice) senza inficiare i premi, che comunque godono della memoria, o il rimborso del valore nominale a scadenza.

Ci piace tra l’altro la scelta degli indici perché dovrebbero essere i settoriali avvantaggiati. Le banche con tassi che rimarranno alti ancora per un po’ continueranno a sfornare utili importanti. Tra l’altro le banche europee hanno fatto un profondo lavoro di efficientamento negli ultimi anni riducendo i costi e ripulendo i portafogli di asset (patrimonializzazioni decisamente migliorate rispetto a 10 anni fa). Utility e Tech invece sono i settori che più beneficeranno poi della riduzione dei tassi. Quindi il trio di indici è molto vicino alla nostra view di mercato. Il vantaggio del certificato è che si estrare rendimento da questi comparti eliminando problematiche di timing d’ingresso e contenendo l’impatto della volatilità entro i livelli barriera. Barriera però che per degli indici è assolutamente di tutto rispetto.

Le caratteristiche del certificato firmato Marex

Il prodotto prevede lo stacco di premi trimestrali di importo pari a euro 22,50 (prima data di osservazione 10 ottobre 2023), a condizione che nelle date di osservazione tutti e tre i sottostanti non scendano oltre il livello barriera fissato al 55% dallo strike iniziale. Se un solo titolo perderà oltre il 45%, il premio non verrà pagato. Ma i premi non pagati vengono persi definitivamente? No, grazie all’effetto memoria. Tutti i premi trimestrali godono dell’effetto memoria, ciò significa che, se i livelli dei tre sottostanti superano il livello barriera in una qualsiasi data di osservazione trimestrale dei premi, oltre ad essere pagato il premio in corso, vengono recuperati tutti i premi non incassati in precedenza. I coupon trimestrali potrebbero offrire all’investitore un rendimento potenziale per anno del 9%, al lordo delle imposte.

Il certificato vanta anche la possibilità di rimborso anticipato da luglio 2024 qualora in uno dei giorni di osservazione dei premi trimestrali i prezzi di chiusura ufficiali di tutti i sottostanti fossero superiori al 100% dei livelli di strike. 

Nel caso in cui non si sia verificato l’evento di scadenza anticipata, il prodotto scade alla data naturale fissata il 21 luglio 2027. Alla data di osservazione finale si possono verificare due scenari:

  1. Se i prezzi di riferimento di tutti e tre i sottostanti sono allo stesso livello o al di sopra della barriera fissata al 55% del Valore iniziale, l’investitore riceverà il 100% del valore nominale del Certificate (1.000 euro), il premio trimestrale in corso e quelli precedentemente non incassati;
  2. Se anche solo uno dei sottostanti sarà al di sotto della barriera, l’investitore riceverà un importo proporzionale alla performance del peggiore dei sottostanti. Il che significa che se uno degli indici avrà perso ad esempio il 50% a scadenza, il certificato rimborserà 50 euro a pezzo.

Qui di seguito i livelli di strike e barriera dei sottostanti fissati alla data di emissione, 28 agosto 2023.

Disclaimer:

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 5 su una scala da 1 a 7.

L’investitore è esposto anche al rischio default dell’emittente e alla perdita totale del capitale investito, in caso di azzeramento del valore di uno dei sottostanti.

Ricordiamo, prima dell’adesione, di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente. Clicca qui.

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza – nemmeno generica – o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

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