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Tesla, Amazon ed Apple: tre big USA per un rendimento a doppia cifra

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XS2694281713
Tech
88,54  €

Ultimo aggiornamento alle 10:00 del 13/06/2024

Tipologia:
Low Barrier Callable
Sottostante:
Tesla - Apple - Amazon
Rendimento medio annuo:
14,74%

L’economia americana continua a viaggiare spedita, tant’è che la Federal Reserve verosimilmente a marzo non abbasserà i tassi di interesse. L’inflazione prosegue il suo percorso discendente, mentre la crescita del PIL negli States supera quella europea. Per gli investitori che vogliono puntare su tre big cap americane troviamo il certificato callable ISIN XS2694281713, che ha per sottostanti le azioni di Tesla, Amazon e Apple.

La discesa delle ultime settimane di Tesla (worst of) fa sì che il prodotto si acquisti a sconto, in area 95,5, a fronte di un valore nominale di 100. Chiaramente si è ridotta la distanza dalla barriera, che resta però ancora superiore al 35%. Al tempo stesso è cresciuto il rendimento che dal 10% iniziale è arrivato al 12%. Da notare, poi, come Amazon e Apple navighino sopra strike. Per questi due titoli la distanza da barriera è quindi superiore al 50%. Vediamo il funzionamento del certificato nel dettaglio, per poi analizzare i singoli titoli

Il funzionamento del certificato ISIN XS2694281713

Partiamo dall’emittente, Barclays, solida banca britannica che gode di ottimi rating. Sono previste cedole mensili dello 0,85% e barriere profonde, fissate al 50% dei prezzi di osservazione iniziale. Ciò fa sì che si possa ottenere un profitto sia in caso di rialzi dei sottostanti che se dovessero scendere moderatamente, a patto che a scadenza non vi siano crolli superiori al 50% dai prezzi di osservazione iniziale. Un cuscinetto protettivo che permette all’investitore di non dover temere moderate discese come quelle registrate su Tesla nelle prime settimane del 2024. Infatti, è sufficiente che i tre titoli restino sopra il 50% dei prezzi iniziali per continuare ad incassare premi dello 0,85% mensile. Un valore percentuale che acquistando il certificato ai prezzi attuali cresce, in quanto il prodotto viaggia a sconto (rispecchiando la minore distanza di Tesla con la barriera).

I punti di forza del certificato

A proposito di questo certificato dobbiamo mettere in risalto almeno altri quattro elementi, oltre alle cedole mensili dello 0,85%.

In primo luogo, il prodotto può essere richiamato discrezionalmente dall’emittente a partire dal gennaio 2025. Se ciò avvenisse l’investitore incasserebbe tutte le cedole dovute e riceverebbe il valore nominale pieno del certificato (100 euro), anche se lo ha acquistato a sconto, pertanto con un potenziale capital gain.

Un secondo punto, riguarda le cedole: è presente l’effetto memoria, che permette di recuperare sempre, fino a scadenza inclusa, eventuali premi non incassati. Un plus importante su un certificato con scadenza 2027.

Terzo fattore: la barriera discreta. Nel caso in cui vi fossero temporanee discese sotto barriera, nulla sarebbe compromesso. Se i tre titoli saranno sopra la soglia del 50% a scadenza il certificato rimborserà il valore nominale e pagherà tutte le cedole dovute, ovviamente con effetto memoria.

Un ultimo elemento da menzionare riguarda il rischio cambio. Nel certificato è presente l’effetto quanto e il rischio cambio è sterilizzato. Eventuali apprezzamenti o discese del dollaro non incideranno quindi sull’esito finale del certificato, legato unicamente alla performance dei tre titoli: Tesla, Amazon e Apple.

Rimborso alla scadenza

Se non viene richiamato anticipatamente il certificato ha una naturale scadenza fissata nel gennaio 2027.  Se le tre azioni saranno sopra barriera l’emittente pagherà l’ultima cedola e rimborserà il valore nominale del prodotto (100 euro). Si otterrà quindi un profitto anche a fronte di moderati ribassi dei tre titoli. Il rimborso sarebbe inferiore a 50 euro per certificato e proporzionale alla performance del worst of, invece, nel caso di discese pari o superiori al 50% da parte di uno o più sottostanti.

A questo punto non ci resta che analizzare le tre azioni sottostanti.

Tre big cap americane: Amazon, Apple e Tesla

Recentemente gli analisti di Jefferies hanno suggerito di iniziare ad alleggerire le posizioni rialziste sulle azioni americane, in vista di una temporanea correzione, mantenendo però il posizionamento long sulle Magnifiche Sette, i grandi titoli tecnologici a Stelle e Strisce.

Stiamo parlando di Apple , Microsoft , Nvidia , Alphabet , Amazon , Meta e Tesla, che complessivamente hanno raddoppiato il loro valore nel 2023. Fra queste azioni troviamo i tre titoli sottostanti del certificato: Amazon, Apple e Tesla.

Tesla

Vale la pena iniziare l’analisi da Tesla, unico dei tre titoli a trovarsi sotto lo strike iniziale. L’azione naviga in area 190 dollari e permette al certificato di negoziare sotto la pari.

L’azienda guidata da Elon Musk è leader nel settore delle auto elettriche e nel 2023 un suo veicolo, il Tesla Model Y, è stato il più venduto al mondo, precedendo due Toyota. Fra le news degli ultimi mesi, poi, troviamo anche il futuristico Cybertruck, un bolide che va da 0 a 100 in meno di tre secondi. Fra i rami chiave per Tesla troviamo poi le colonnine di ricarica dei veicoli, dove l’azienda compete con BYD per la leadership globale.

Nonostante la recente discesa, dovuta perlopiù ai timori di margini minori vista la crescente competitività cinese, la barriera dista ancora 35 punti percentuali. Il titolo, poi, si trova sotto il target price medio degli analisti, che restano quindi ottimisti.

Il livello da monitorare è di 118,745 dollari, sui minimi visti a inizio 2023, dopo la discesa del 2022 e sui timori di tassi alti a lungo. Ora, però, le aspettative per le mosse delle banche centrali sono decisamente più soft e questo rappresenta un punto a favore per Tesla e più in generale per il comparto tecnologico (le cui azioni spesso scambiano su multipli elevati e tendono a non elargire dividendi).

Amazon

Le azioni di Amazon navigano abbondantemente sopra il prezzo di osservazione iniziale. Dai 145,24 dollari iniziali sono balzate a 173. La barriera si è contestualmente allontanata ed è ora intorno al 40% dei prezzi di mercato (si è quindi protetti fino a -60% circa!). Il titolo appare all’interno di un solido trend bullish che ha portato la capitalizzazione di mercato a circa 1.800 miliardi di dollari.

Da notare, poi, come Amazon abbia superato le stime degli analisti nel quarto trimestre, con un utile per azione di 1 dollaro, contro gli 80 centesimi stimati. Decisamente positivi i ricavi (170 miliardi di dollari, 3,8 in più delle stime). Buone anche le previsioni delle vendite per il primo trimestre 2024 (con una crescita fra l’8% ed il 13%).

Nonostante i forti rialzi, il titolo per gli analisti resta saldamente “buy”, per ben 44 dei 60 analisti ripresi da MarketScreener, mentre per altri 14 è “accumulate”. Il target medio è ancora rialzista e supera i 200 dollari, numeri che rendono la barriera, collocata in area 72,6 dollari, decisamente lontana, garantendo un ampio margine di protezione all’investitore.

Apple

Per Apple non servono grandi presentazioni. Stiamo parlando di un colosso che capitalizza 2.900 miliardi di dollari in borsa. Nel 2023 l’azione è salita del 40%, ma gli acquisti sono proseguiti anche nelle prime settimane del 2024. Alla scrittura dei prezzi di fixing Apple quotava 181,18 dollari. Ora l’azione naviga a 187 dollari, pertanto alcuni punti percentuali sopra strike. La barriera è posizionata al 50%, poco sopra i 90 dollari, su valori decisamente ampi, che non vengono toccati dal titolo dall’ormai lontano 2020, anno del Covid.

Anche in questo caso vale la pena ricordare il solido trend rialzista di lungo termine, così come la view degli analisti. Infatti, il target price medio raccolto dai report di 45 esperti del settore vede il titolo a 200,4 dollari, non escludendo affatto l’ipotesi di nuovi massimi.

Websim: analisi avanzata sui certificates

Ricordiamo che alla pagina di Websim analisi certificati avanzata, trovate tutte le caratteristiche principali del prodotto riassunte, tra cui i livelli di strike, le barriere, la distanza da strike e barriera dei titoli o indici, volatilità implicita a 1 anno e correlazione dei sottostanti, oltre a tanti altri dati utili per valutare il prodotto.

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Disclaimer:

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 6 su una scala da 1 a 7.

L’investitore è esposto anche al rischio default dell’emittente e alla perdita totale del capitale investito, in caso di azzeramento del valore di uno dei sottostanti.

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