COMUNICAZIONE DI MARKETING

Taglio tassi in arrivo? Ecco il certificate dedicato

Logo di Leonteq
CH1314028635
Indici
979,99  €

Ultimo aggiornamento alle 10:00 del 12/07/2024

Tipologia:
100% Certificato con Protezione del Capitale e partecipazione
Sottostante:
Leonteq European High Yield Bond Funds 4%RC Index
Rendimento medio annuo:
NaN%

Cercate una soluzione d’investimento pensata per scommettere sul ribasso dei tassi. Allo stesso tempo però volete la certezza che, se la view attualmente dominante sul mercato dovesse essere sbagliata, il capitale investito sarà totalmente protetto a scadenza. Una duplice richiesta legittima a cui si può rispondere con una nuova soluzione d’investimento dedicata e pensata da Leonteq proprio per puntare sul calo dei tassi in totale sicurezza.

Ci riferiamo al certificato ISIN CH1314028635 a capitale protetto 100% che investe senza capa leva 2,3X , ovvero con partecipazione del 230% a scadenza, sull’indice Leonteq European High Yield Bond Funds 4%RC. L’indice semplicemente riunisce, equi pesandoli, quattro fondi su Bond High Yield europei e ne controlla la volatilità limitandola al 4% annuo. Il tutto inserendo un meccanismo estremamente innovativo e funzionale su questo tipo di prodotto come il look back che, di fatto, fisserà lo strike sui livelli più alti di rendimento e quindi più bassi di prezzo realizzati da questo indice durante i primi dodici mesi di vita. Un vantaggio enorme considerato l’anno che ci apprestiamo ad affrontare perché considera eventuali spike che i tassi potrebbero fare e di fatto ne favorisce la performance massima a scadenza.

Come al solito, partiamo dal contesto per mettere in luce i principali market movers, ma anche le criticità che definiranno l’andamento del mercato obbligazionario quest’anno, evidenziando perché, questa soluzione d’investimento, ci sembra interessante.

Lagarde più morbida, operatori più propensi all'ipotesi primo taglio ad aprile

Il primo meeting del 2024 si chiude con tassi invariati. È la terza pausa dopo dieci rialzi consecutivi. Nel comunicato si legge che “Il Consiglio direttivo è determinato ad assicurare il ritorno tempestivo dell'inflazione all'obiettivo del 2% a medio termine. In base alla sua attuale valutazione, ritiene che i tassi si collochino su livelli che, mantenuti per un periodo sufficientemente lungo, forniranno un contributo sostanziale al conseguimento di tale obiettivo. Le decisioni future del Consiglio direttivo assicureranno che i tassi siano fissati su livelli sufficientemente restrittivi finché necessario”.

I rischi per la crescita rimangono al ribasso, malgrado qualche segnale positivo arrivato dai PMI. Quanto meno l’inflazione, a dire del Presidente della BCE, è per ora sotto controllo. Come spesso accade, è dalla conferenza stampa che arrivano gli spunti più interessanti per il mercato. Alla domanda del giornalista di Bloomberg se rimane l’impostazione di un primo taglio tassi probabile non prima dell’estate, la Lagarde ha dichiarato che rimane su questa posizione, senza però mostrare una particolare enfasi sulle eccessive aspettative dei mercati relativamente a tagli anticipati già nel corso di questo semestre. I toni meno incalzanti sulla necessità che i mercati riadeguino il timing del primo taglio tassi, ha riportato in auge le attese di partenza dei tagli nella riunione di aprile, cui ora viene attribuita una probabilità dell’80% (dal 65% pre-conferenza stampa).

Insomma, se non dovessero esserci bruschi rigurgiti inflattivi, la strada è segnata e le due banche centrali cominceranno a tagliare i tassi quest’anno. Una panacea per i mercati azionari, tecnologici e utility in testa. Dettaglio però non di poco conto è cercare di capire quando inizieranno i tagli e di che entità di tagli stiamo parlando.

Una cosa è certa: il mercato ha messo il piede sull’acceleratore troppo presto. Si prezzava, fino a meno di un mese fa, un primo taglio dei tassi già a marzo da parte delle banche centrali. Ma sono stati proprio i banchieri centrali a frenare gli entusiasmi. Un cambio di politica monetaria troppo veloce rischierebbe di vanificare il lavoro fatto e la visibilità non è ancora così limpida sul futuro da giustificare un’accelerazione su politiche monetarie espansive. Il risultato? Un repricing delle aspettative. Il mercato stima con bassa probabilità, meno del 50% l’ipotesi di un taglio a marzo per la Fed e totalmente cancellata per la BCE (tornate sopra il 50% le stime di un taglio ad aprile dopo il primo meeting della BCE 2024).

Per ora il mercato si attende cinque/sei tagli da 0,25 bp (-1,25%/1,5% in tutto) entro la fine dell’anno. Intermonte è più cauta e prevede quattro tagli sempre da 25 bp (sotto grafico consensus).

L’entusiasmo sui tagli tassi però si potrebbe raffreddare, come abbiamo visto anche in queste ultime settimane per diverse ragioni: innanzitutto vedere come evolvono i negoziati salariali in questo trimestre e i dati macro. Dati forti potrebbero far pensare ad una maggiore resilienza dell’inflazione, spostando in avanti la decisione della BCE. Non dobbiamo dimenticare poi che in Europa c’è il tema PEPP. La BCE probabilmente non vuole far partire una nuova manovra espansiva (taglio tassi), prima di togliere una manovra espansiva già in essere. Ci riferiamo allo stop ai reinvestimenti dei titoli in scadenza del piano pandemico PEPP. Cosa che inizierà nella seconda metà dell’anno. E guarda caso, la Lagarde ha detto che il cambio di politica monetaria non inizierà prima dell’estate.

In conclusione, l’ipotesi di trend calante dei tassi nell’anno rimane confermata, salvo temporanee fasi di rialzo (come potrebbe verificarsi ad esempio entro febbraio), guidate prevalentemente dai tassi USA, dove il contesto macro presenta al momento un quadro più roseo, come evidenziato anche dal dato sul Pil del quarto trimestre. Al momento lo scenario base rimane di partenza del primo taglio BCE a luglio, con eventuale anticipazione a giugno in termini di decisione concreta o preannuncio verbale della decisione a luglio.

Puntare sul calo dei tassi a tutta forza: leva 2,3X e protezione 100% del capitale

Per chi, dunque, cerca una soluzione d’investimento in grado di sfruttare il futuro e graduale taglio dei tassi, un’ottima soluzione d’investimento viene proposta da Leonteq, con un timing perfetto.

Ci riferiamo al certificato ISIN CH1314028635 che replica a scadenza la performance dell’indice proprietario Leonteq European High Yield Bond Funds 4%RC senza cap. Come abbiamo detto il certificato è a capitale protetto 100%, dunque, salvo fallimento dell’emittente, a scadenza il prodotto restituirà il valore nominale di 1.000 euro e attualmente si compra anche a sconto a 975 euro, garantendo un piccolo interesse minimo (circa il 2,5%). In caso dunque negativo, ovvero se il prezzo dell’indice dovesse scendere nei cinque anni di vita del prodotto (scadenza a gennaio 2029), l’investitore porterebbe a casa, comunque, il valore nominale del certificato. In caso positivo e dunque se, come da attese del mercato, i tassi continueranno a scendere e dunque i prezzi a salire, a scadenza il certificato propone una leva 2,3X (detto altrimenti, una partecipazione del 230%). Questo significa ad esempio che se il prezzo dell’indice proprietario Leonteq dovesse chiudere con un rialzo del 10% a scadenza, la performance del certificato sarebbe del 23%, con un rimborso di 1.230 euro. Se fosse del 20%, allora la performance del certificato sarebbe del 46% e il prodotto rimborserebbe 1.460 euro.

Quanto all’indice, tutti i dettagli sono alla pagina dell’emittente dove si legge che l'indice offre un'esposizione a un paniere equamente ponderato di 4 fondi comuni di investimento. Ciascuno dei quali ha un portafoglio gestito attivamente di obbligazioni High Yield emesse in Europa. I fondi sono i seguenti: ODDO BHF European High Yield Bond Fund, Fidelity European High Yield Bond Fund, Nordea European High Yield Bond Fund e HSBC Euro High Yield Bond Fund. La strategia gestisce dinamicamente l'esposizione al portafoglio dei fondi per raggiungere un livello di volatilità pari o inferiore al 4%. In generale, l'esposizione al portafoglio viene aumentata nei periodi di bassa volatilità e diminuita in quelli di alta volatilità. L'allocazione al Paniere varia tra lo 0% e un valore massimo del 200%. Ovviamente un controllo della volatilità serve a ridurre il costo delle opzioni sottostante il certificato. Certamente rappresenta un freno anche ai guadagni dell’indice che però, come abbiamo detto, prevede a scadenza la leva 2,3X sulla performance complessiva dell’indice.

Il backtest mostra che sul lungo periodo la strategia di questo prodotto è vincente sul benchmark (in viola). Come si vede bene, il 2021 è stato un anno pessimo per l’indice proprio a causa del rialzo tassi. Tassi che salgono come sappiamo implicano prezzi al ribasso dei bond e viceversa.

Effetto look back per rendere massimo il rendimento

La grande novità di questo prodotto è l’effetto look back, non facile da trovare sui certificati a capitale protetto. Un grande vantaggio perché lo strike vero e proprio, quello da cui sarà calcolata la performance dell’indice a leva, viene fissato nel corso dei prossimi dodici mesi di vita. Infatti, il certificato prevede tredici date di monitoraggio mensili (la prima è quella del 19 gennaio che rappresenta per ora il livello iniziale a 2.091,39 euro. Ne mancano dunque dodici). Lo strike definitivo verrà fissato sul prezzo di chiusura più basso segnato dall’indice in queste date. Un vantaggio enorme soprattutto visto l’anno che ci attende. Infatti, come già stiamo vedendo, il calo dei tassi non sarà lineare ma segnato da sali e scendi dovuti a diversi fattori come le tensioni geopolitiche, la guerra in Medio Oriente, senza dimenticare le elezioni USA a novembre.

Ricordiamo che alla pagina di Websim analisi certificati avanzata, trovate tutte le caratteristiche principali del prodotto riassunte, tra cui i livelli di strike, le barriere, la distanza da strike e barriera dei titoli o indici, volatilità implicita a 1 anno e correlazione dei sottostanti, oltre a tanti altri dati utili per valutare il prodotto.

Guarda l'analisi

Disclaimer:

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 3 su una scala da 1 a 7.

L’investitore è esposto anche al rischio default dell’emittente e alla perdita totale del capitale investito, in caso di azzeramento del valore di uno dei sottostanti.

Ricordiamo, prima dell’adesione, di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente. Clicca qui.

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza – nemmeno generica – o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

Per maggiori informazioni, leggere attentamente la pagina relativa alle avvertenze. Clicca qui.

COMUNICAZIONE DI MARKETING