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Spese militari da record: puntare sui big della difesa con protezione

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100,79  €

Ultimo aggiornamento alle 10:00 del 12/07/2024

Tipologia:
Certificato a Capitale Protetto Shark Fin
Sottostante:
Leonardo - Safran SA - Rheinmetall AG
Rendimento medio annuo:
NaN%
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Rimane tesa la situazione geopolitica, con i conflitti in Medio Oriente, in Ucraina e in altre aree del mondo che continuano a destare diverse preoccupare. In questo vortice di tensioni, per soddisfare il crescente senso di protezione, la maggior parte dei Paesi hanno incrementato a livelli record i propri budget per la sicurezza, riaccendendo così i fari sul comparto sempre più strategico dell’aerospazio e della difesa. Un settore che può essere si ritenuto controverso, ma che vista la durata e l’inasprimento dei conflitti in corso, rimarrà centrale anche negli anni a venire e che ha allo stesso tempo tutti i presupposti per continuare a generare profitti per chi ci investe.

Proprio per permettere di continuare a puntare su questa macro-tendenza globale, nasce il certificato a capitale protetto di BNP Paribas (ISIN XS2741436732), che scommette sull’apprezzamento dei tre capisaldi della difesa europea: Leonardo, Rheinmetall e Safran. Uno strumento che, oltre a contraddistinguersi per la scelta dei titoli, di qualità, diversificati e con ottime prospettive, vanta tutti i punti di forza della protezione del capitale a scadenza al 95%, presentandosi così come un’opportunità d’investimento anche per gli investitori più conservativi. Il tutto unito con i vantaggi di una durata contenuta di 18 mesi e dal prezzo che è tornato intorno alla pari (100 euro). 

Spese militari a livelli record

E così mentre il mondo scricchiola e rischia una pericolosa escalation militare, aumentano a livelli record le spese per la difesa e con essa le commesse per le aziende del settore. Da questo punto di vista, l’ultimo rapporto del SIPRI (Stockholm International Peace Research Institute), l'organismo che monitora gli sviluppi della spesa militare in tutto il mondo, già riflette la portata di questa tendenza. Per dare una metrica, nel 2023 la spesa militare a livello globale è aumentata per il nono anno consecutivo, raggiungendo la cifra monstre di 2.443 miliardi di dollari nel 2023, un nuovo massimo storico. Ma non solo, perché con un aumento del +6,8% rispetto al 2022, si tratta dell’aumento su base annua più marcato dal 2009.

"L'aumento senza precedenti della spesa militare è una risposta diretta al deterioramento globale della pace e della sicurezza" Cit. Nan Tian, ​​ricercatore del SIPRI.

Secondo quest'ultimo rapporto, anche se la spesa militare è aumentata in tutte le regioni del mondo, i dieci maggiori Paesi che hanno speso di più per la propria difesa sono ancora una volta gli Stati Uniti, seguiti da Cina e Russia.

"Gli stati stanno dando priorità alla forza militare, ma rischiano una spirale di azione-reazione nel panorama geopolitico e di sicurezza sempre più instabile", aggiunge Tian.

Ma questa tendenza è ben evidente anche nel Vecchio continente con la maggior parte dei Paesi che, in scia a questo diffuso bisogno di una maggior protezione, hanno aumentato le proprie spese militari. Lo scorso anno i 31 membri della NATO hanno rappresentato circa il 55% della spesa militare mondiale, pari a circa 1.341 miliardi di dollari. Nel grafico qui sotto del SIPRI è ben osservabile l'aumento delle spese militari a livello globale.

"Questo cambiamento nella percezione della minaccia si riflette in quote crescenti del PIL destinate alla spesa militare, con l'obiettivo NATO del 2% sempre più visto come una linea di base piuttosto che una soglia da raggiungere, ha commentato Lorenzo Scarazzato del SIPRI.

L'obiettivo di avere una maggiore sicurezza interna è quindi condiviso a livello globale e anche in Europa, con la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen che recentemente è tornata sul tema caldo della difesa, invocando la necessità di investire maggiormente per una politica di difesa comunitaria.

“L’Europa è ancora in pericolo, la guerra è ai nostri confini e non sembra finire presto, motivo per cui dobbiamo rafforzare la nostra capacità di produzione. “Dobbiamo accelerare collettivamente la spesa europea per la Difesa”.

Su questo fronte sarà importante vedere anche come si muoverà nei prossimi mesi la Banca Europea degli investimenti (BEI), che si impegnerà per rivedere la sua politica di erogazione dei finanziamenti verso società attive nel settore della difesa. Un deciso cambio di paradigma quindi per tutta l’industria europea degli armamenti che continueranno a beneficiare dei massicci investimenti a livello europeo per ridurre la dipendenza dagli altri Stati e realizzare la propria autonomia militare.

Ecco che questi massicci aumenti dei budget per la difesa ha innescato e con buone probabilità continuerà, nonostante le già alte valutazioni medie, a sostenere il rally in borsa dei titoli maggiormente legati a questo comparto. 

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Il certificato a capitale protetto sui big della difesa UE

Ma come beneficiare dall’attuale contesto geopolitico sfruttando la crescente domanda di difesa a livello mondiale con un notevole livello di protezione? Una valida soluzione d’investimento che va proprio in questa direzione ci è offerta da BNP Paribas con il suo certificato a capitale protetto (ISIN XS2741436732). Lo strumento permette infatti di seguire e replicare, fino ad un massimo del +50%, le performance di Leonardo, Safran e Rheinmetall, beneficiando però di tutta la sicurezza di una protezione del capitale a scadenza del 95% che, in caso di storno dei prezzi, permette di perdere massimo il 5%. Interessante anche la scadenza di questo prodotto che è piuttosto corta dato che è pari a 18 mesi, con scadenza dunque a ottobre 2025.

"Payoff a pinna di squalo"

Tecnicamente questo prodotto è uno Shark Fin, un certificato a capitale protetto con un payoff a pinna di squalo, che cresce fino ad un massimo del 150% dal valore iniziale, per poi assestarsi al 120% in caso di rialzi maggiori. In tal senso, se il titolo peggiore del paniere worst of dovesse avere a scadenza una performance superiore al +50% dai livelli iniziali (strike), allora l’investitore otterrebbe un premio fisso del +20%.

Il certificato permette quindi di replicare fedelmente l’andamento del titolo peggiore del basket fino ad un massimo del +50%, per poi pagare un premio fisso del +20% in caso di rialzi ancora più consistenti, ma in caso di ribassi? Il rischio è ampiamente abbattuto dalla protezione del capitale al 95%, un prodotto ideale per chi ha una view positiva sul comparto ma che si è perso il recente rally dei titoli della difesa, ma anche per chi vuole continuare ad investirci, evitando però l’esposizione puramente direzionale e sfruttando tutti i vantaggi dell’efficienza fiscale e della diversificazione dei certificati.

Per fare un esempio in modo da capire meglio il funzionamento, se il peggiore dei tre titoli del basket si troverà a scadenza in rialzo del +30% rispetto al suo prezzo strike, allora il certificato rimborserà il 130% del valore nominale, ma se il titolo peggiore a scadenza avrà messo a segno un +60%, allora il guadagno sarà del +20%. In caso di ribassi però, l’investitore godrebbe di un rischio limitato dato che, grazie alla protezione a scadenza del 95%, incorrerebbe in una perdita massima di solo il 5%. 

Gli scenari a scadenza (ottobre 2025)

Come abbiamo visto, a scadenza (13 ottobre 2025), possono verificarsi tre possibili scenari: 

  • Se a scadenza il titolo peggiore del paniere del paniere si trova fra il 95% ed il 150% (compreso) del prezzo iniziale, l’investitore riceverà un valore commisurato alla performance del titolo. In tal senso, se il titolo peggiore dei tre (worst of) dovesse salire del +40%, allora lo strumento rimborserà 140 euro, mentre se dovesse perdere il 4% rimborserà 96 euro. Al contrario, se il titolo peggiore dovesse guadagnare a scadenza il +50%, allora il prodotto restituirà il 150% (150 euro).
  • Se il titolo peggiore del paniere a scadenza si apprezza di un valore superiore al +50% dal livello iniziale (evento barriera), allora il certificato rimborserà il valore nominale più l'aggiunta di un premio fisso del 20%, con il rimborso che sarà dunque di 120 euro. Per fare un altro esempio, se il sottostante worst of del basket dovesse segnare una performance a scadenza del +60%, allora il certificato rimborserà 120 euro (valore nominale più premio fisso del 20%).
  • Infine, se il titolo peggiore del paniere si dovesse trovare a scadenza al di sotto del 95% del valore del titolo iniziale (e quindi scende di oltre il 5%), allora il certificato (ISIN XS2741436732) rimborserà un valore minimo pari al 95% del valore nominale (95 euro a certificato), proteggendo così l’investitore da eventuali consistenti ribassi e crolli dei titoli sottostanti.

 

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