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Sotto l'albero un regalo speciale: la Maxicedola del 16% per investire sull'Italia

In arrivo la maxicedola del 16% del nuovo certificato d’investimento firmato EFG International, partner di Leonteq. Il prodotto ISIN CH1308688626 replica il paniere composto da Brembo, Banco BPM e Intesa Sanpaolo e staccherà, il prossimo 18 dicembre 2023, un maxipremio del 16% del valore nominale perché nella data di valutazione di ieri, 11 dicembre 2023, tutti i sottostanti si trovavano sopra il livello barriera posto al 35% dello strike. Segnaliamo che l'ultimo giorno utile per acquistare il certificato beneficiando del maxipremio è mercoledì 13 dicembre 2023 compreso.

Il prodotto successivamente staccherà premi trimestrali dell’1% condizionati ad un livello barriera posto al 55% dello strike. Stesso livello barriera per il rimborso a scadenza del capitale. Durata 4 anni e possibilità di scadenza anticipata da novembre 2025. Ricordiamo che sia il maxipremio, sia tutti i premi che vengono riconosciuti durante la vita del certificato possono essere compensati con le minusvalenze in portafoglio.

Prima di approfondire le caratteristiche di questo prodotto, come sempre vediamo di contestualizzarlo.

Investire sull’italia

Colpo di freno per l’inflazione. Secondo le stime Istat, a novembre i prezzi al consumo in Italia registrano una diminuzione dello 0,4% su base mensile e un aumento di 0,8% su base annua (minimo da marzo 2021), da +1,7% di ottobre.

La decelerazione è dovuta al crollo dei prezzi energetici, sia non regolamentati sia regolamentati, e al rallentamento degli alimentari lavorati, dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona e dei servizi relativi ai trasporti. Effetti che risultano solo in parte compensati dall’accelerazione dei prezzi degli alimentari non lavorati.

L’inflazione di fondo, al netto di energetici e alimentari freschi continua a rallentare (da +4,2% a +3,6%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +4,2%, registrato a ottobre, a +3,7%).

L’inflazione acquisita per il 2023 è pari a +5,7%.

Non solo in Italia, ma in Europa l’inflazione rallenta. Secondo le stime preliminari dell’Eurostat, i prezzi al consumo sono saliti su base annuale del 2,4% rispetto al +2,9% di ottobre e al +10,1% dello stesso mese del 2022. Dato che batte le aspettative degli analisti che indicavano un aumento del +2,7%. La crescita più rapida è stata registrata dalla componente cibo, alcolici e tabacco.

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Se da un lato l’inflazione rallenta, dall’altro la crescita economica torna a crescere. Infatti, il nostro Paese, nonostante il rallentamento dell’economia registrato in questi ultimi sei mesi a seguito di una congiuntura internazionale molto difficile, ha superato meglio dei suoi principali competitor europei gli effetti negativi provocati dalla crisi pandemica, dal caro energia e dalla crescita esponenziale registrata dai tassi di interesse in questo ultimo anno e mezzo.

Tra il 2019 e il 2023 l’Italia ha segnato una variazione del Pil del +3%, contro il +2,3% della Spagna, il +1,8% della Francia e il +0,7% della Germania. Il turismo, la manifattura, i consumi delle famiglie, gli investimenti e l’export hanno sostenuto questa ripresa che, come dicevamo, è stata la più “brillante” tra i principali Paesi dell’Eurozona. A dirlo è l’ufficio studi della CGIA.

L’Istat stima che il nostro Paese concluderà il 2023 con una crescita positiva che si protrarrà anche nel 2024 evitando così di fatto la recessione. Una crescita che però non risulta abbastanza di fronte alle necessità di sostentamento dell’elevatissimo debito pubblico che vede al rialzo la spesa pubblica e del pagamento degli interessi sul debito.

Secondo l’istituto di statistica, il Pil italiano è atteso in crescita dello 0,7% sia nel 2023 sia nel 2024. Nel biennio di previsione l’aumento del Pil verrebbe sostenuto principalmente dalla domanda interna al netto delle scorte a fronte di un contributo della domanda estera netta marginalmente negativo nel 2023 e nullo nel 2024. Il contributo delle scorte è, invece, previsto nullo in entrambi gli anni.

La domanda interna sarà trainata principalmente dai consumi privati (+1,4% nel 2023 e +1,0% nel 2024) sostenuti dalla decelerazione dell’inflazione, da un graduale (anche se parziale) recupero delle retribuzioni e dalla crescita dell’occupazione. Gli investimenti sono attesi in netto rallentamento rispetto al biennio precedente (+0,6% in entrambi gli anni).

L’occupazione, misurata in termini di unità di lavoro, segnerà un aumento in linea con quello del Pil (+0,6% nel 2023 e +0,8% nel 2024), a cui si accompagnerà un calo del tasso di disoccupazione (7,6% quest’anno e 7,5% l’anno prossimo).

Nonostante i dati positivi del nostro Paese, il contesto macroeconomico rimane complicato per via dei due conflitti in corso, in Ucraina e in Medio Oriente, con conseguenze imprevedibili sull’Italia. Ecco perchè il suggerimento è quello di muoversi con prudenza e scegliere le migliori soluzioni di investimento per proteggere il capitale a scadenza e soprattutto farlo fruttare. Uno strumento, che combina le esigenze di protezione e profitto, è il certificato d’investimento codice ISIN CH1308688626 emesso da Leonteq con carta EFG International che punta su tre campioni italiani: Intesa Sanpaolo, Banco BPM e Brembo.

Maxi Premio del 16% del valore nominale

Punto di forza del certificato è il Maxipremio pari al 16% del valore nominale che verrà pagato in data 18 dicembre 2023, perché ieri nella data di osservazione (11 dicembre 2023) tutti i titoli si trovavano sopra il livello barriera posto al 35% dello strike. Ricordiamo che l’ultimo giorno utile per acquistare il certificato beneficiando del maxipremio è il 13 dicembre 2023.

Il maxipremio può dare la possibilità all’investitore di compensare le minusvalenze in portafoglio.

Premi trimestrali condizionati

A partire dal 22 febbraio 2024, il prodotto staccherà premi trimestrali condizionati pari a 10 euro se i sottostanti, nelle date di valutazione, non scenderanno oltre la barriera fissata al 55% dello strike. Se, in una data di osservazione dei premi trimestrali, uno dei sottostanti dovesse perdere oltre il il livello barriera, il premio non verrà incassato, ma potrà essere recuperato grazie all’effetto memoria dei premi trimestrali condizionati.

Effetto memoria dei premi trimestrali condizionati

Tutti i premi trimestrali sono caratterizzati dall’effetto memoria, che permette all’investitore di incassare tutti i premi non precedentemente incassati qualora, in una data di osservazione dei premi trimestrali, tutti i sottostanti si trovino sopra il livello barriera pari al 55% del livello iniziale.

Rimborso anticipato trimestrale

Il certificate gode della possibilità di rimborso anticipato che sarà attivo da novembre 2025, e che scatterà se i tre sottostanti si riporteranno, nelle date di valutazione trimestrali, ad un valore superiore a quello iniziale. Se la condizione, nelle date di autocall trimestrali, non sarà soddisfatta, il prodotto continuerà a quotare fino alla scadenza naturale fissata al 22 novembre 2027.

Rimborso a scadenza

Se il certificate non scade anticipatamente, alla data di valutazione finale l’investitore riceverà 1000 euro più il premio relativo al trimestre in corso e i premi precedentemente incassati.

Se il prezzo di anche solo un sottostante, alla data di valutazione finale, si troverà sotto al suo livello di barriera (55%), l’investitore riceverà un pagamento uguale alla performance del peggior sottostante rispetto al livello iniziale.

Qui di seguito i riferimenti e le distanze aggiornate.

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Disclaimer:

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 5 su una scala da 1 a 7. L’investimento in questa tipologia di Certificate espone il risparmiatore al rischio default dell’emittente. Tutti i rendimenti espressi sono al lordo delle imposte.

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza nemmeno generica o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti. Ricordiamo, prima dell’adesione, di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente: clicca qui.

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