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Ripartenza tech: investire con protezione totale e leva 2,5X

Ci possono essere mille motivi per investire in azioni tech in un’ottica di medio periodo. Prendendola alla larga, si può constatare che il mondo è guidato dalla tecnologia e quindi è assolutamente sensato avere un piede nelle aziende che costruiscono il nostro futuro, che siano produttori di pc, chip o smartphone, oppure piattaforme di social media, o ancora società che forniscono servizi via cloud o che sviluppano l’intelligenza artificiale (AI).

Investendo nelle azioni tech si guadagna di più

Ma fra tutti i motivi il più convincente è che investendo sulle azioni tech si guadagna di più. Lo dice l’analisi dei dati storici dei due indici più significativi della Borsa americana, l’S&P500, l’indice più rappresentativo dell’intero mercato azionario Usa, e il Nasdaq, composto prevalentemente da società tecnologiche.

Qualcuno potrà obiettare che in realtà i titoli tech sono solo più volatili, e quindi guadagnano più della media quando tutto il mercato sale, ma sono anche più veloci a scendere quando in Borsa prevale il ribasso.  Ebbene, non è così.

Se prendiamo il 2022, l’anno peggiore della Borsa americana dal terribile 2008, vediamo che il Dow Jones è sceso dell’8,5%, l’S&P500 ha perso il 19,2% e il Nasdaq Composite è caduto del 33%. Ma se allarghiamo lo sguardo agli ultimi cinque anni (da oggi), vediamo che il Nasdaq, nonostante la batosta dell’anno scorso, è salito complessivamente del 71% contro il +54% dell’S&P500.

Anche nel drammatico 2008 il Nasdaq segnò un record al ribasso, con una perdita del 40,5%, peggiore di quella dell’S&P500 (-38,5%). Ma siccome l’idea è fare un investimento nel medio periodo, abbiamo voluto confrontare le performance dei due indici dalla fine del 2007 alla  fine del 2012, un quinquennio che comprende l’anno peggiore della Borsa americana. Ebbene, in quei cinque anni di passione e sofferenza l’S&P500 è salito complessivamente del 2,7% e il Nasdaq ha guadagnato il 10,6%.

Più si amplia il periodo di osservazione, più la performance del settore tech supera la media del mercato: nei 10 anni dal 2013 al 2022 (compreso) l’S&P500 è salito del 163%, il Nasdaq ha guadagnato il 250%.

Il certificate a capitale protetto che punta sul settore Tech

Ciò detto, tutti sanno che le performance del passato non danno nessuna certezza sulle performance del futuro. Inoltre le maggiori aziende tecnologiche hanno già registrato una crescita esplosiva e il momento migliore per investire nelle loro azioni potrebbe essere passato. Inoltre, c’è una forte incertezza sull’evoluzione futura dei tassi di interesse, che influenzano largamente le performance del settore tech.

Fortunatamente c’è un nuovo prodotto finanziario, di grande qualità, che aiuta a sciogliere il dilemma se è questo il momento migliore per investire sui tech. E’ il certificate 100% Capital Protected on MSCI World Information Technology 10% Risk Control 3.25% Decrement EUR Index che si caratterizza per un rapporto rischio/rendimento molto interessante. Il prodotto è della casa britannica Cirdan che nel 2022 ha vinto il premio come miglior emittente a capitale protetto in direct listing agli Italian Certificate Awards.

La prima caratteristica di questo certificate, identificato dal codice Isin IT0006755125, è la protezione al 100% del capitale investito. Il certificate ha una durata di cinque anni e ha come sottostante l’indice MSCI World Information Technology 10% Risk Control 3,25% Decrement, la cui performance viene ampliata da una leva al 250% (2,5x) senza cap (limiti al rialzo) e senza possibilità di rimborso anticipato.

Fra cinque anni, nel febbraio 2028, se l’indice mostrerà una performance negativa, qualunque sia la dimensione della perdita, il certificate verrà rimborsato al valore nominale di 1.000 euro. Considerando che oggi il prodotto è acquistabile sul mercato a 980 euro, è già garantito un rendimento del 2%.

Leva al 2,5 x senza cap e senza possibilità di rimborso anticipato

Se invece a scadenza il sottostante registrerà una performance positiva, il certificato replicherà tale performance amplificandola per il fattore leva di 2,5 volte. Facciamo due esempi: ipotizzando che fra cinque anni l’indice registri un rialzo del 60% rispetto al Valore iniziale (Strike), il certificate verrà rimborsato a un valore di 2.500 euro, pari a una performance del 150% (60% x 2,5 = 150%). In caso di rialzo del sottostante dell’80%, la performance del certificate diventa il 200% (80% x 2,5 = 200%)  e il prodotto sarà rimborsato a 3.000 euro.

Le azioni Usa rappresentano l’88% del paniere dell’indice

Per quanto riguarda l’indice sottostante del certificate, il MSCI World Information Technology 10% Risk Control 3.25% Decrement, è un indice della nota famiglia MSCI ed è parente molto stretto dell’indice MSCI World Information Technology Index. Quest’ultimo è l’indice più significativo del settore Tech a livello globale, concepito per rappresentare le large cap e le mid cap di 23 Paesi considerati mercati sviluppati. Ovviamente la parte del leone la fanno gli Stati Uniti, le cui azioni rappresentano l’88% del paniere dell’indice. Nella tabella qui sotto riportiamo le prime 10 azioni presenti nell’indice al 28 febbraio 2023.

Il grafico qui sotto mette a confronto la performance dell’indice MSCI World Information Technology con l’indice MSCI World, rappresentativo di tutte le Borse mondiali: la performance dell’indice tecnologico è più che doppia rispetto a quella dell’indice generico.

L’indice utilizzato per il certificate si differenzia dal MSCI World Information Technology Index per due meccanismi in più che lo caratterizzano, il 10% Risk Control e il 3,25% Decrement.

Il primo dei due accorgimenti serve a limitare la volatilità annua massima dell’indice al 10%: senza questo limite l’emittente non riuscirebbe a finanziare la struttura del certificate.

La dicitura 3,25% Decrement sta a significare che l’indice stacca un dividendo sintetico annuo su base giornaliera del 3,25%. Con questo stratagemma l’emittente si assicura i dividendi con cui compra l’opzionalità del certificato.

E’ chiaro che il controllo di volatilità sommato al decrement riduce la performance dell’indice. Comunque l’insieme del prodotto resta molto interessante se si considera la protezione del capitale al 100% e il fatto che poi la performance del sottostante deve essere moltiplicata per 2,5 volte.

Qui sotto riportiamo il grafico dell’andamento negli ultimi cinque anni dell’indice MSCI World Information Technology 10% Risk Control 3,25% Decrement. A titolo puramente esemplificativo, a cinque anni, considerando i due bear market del 2020 e del 2022, l’indice ha comunque segnato una performance positiva del 23%. Grazie all’effetto leva del 2,5X, il rendimento sarebbe stato circa del 58%, pari ad un rendimento annuo dell’11,6%.

Disclaimer:

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 2 su una scala da 1 a 7.

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza – nemmeno generica – o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

Ricordiamo, prima dell’adesione, di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente: clicca qui.

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