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AUTO: rendimento a doppia cifra e barriere profonde

La recente salita dei mercati ha spinto la quotazione spot di molti certificates sopra la pari. Non è questo il caso di quello con ISIN DE000VU6AZ85, che naviga intorno al prezzo di emissione di 100 euro, con il plus della prossima cedola mensile in arrivo a stretto giro. I sottostanti sono tre big cap del settore automobilistico: Volkswagen, Stellantis e Mercedes-Benz Group. Decisamente ampie le barriere, collocate al 50% dei prezzi di osservazione iniziale, a fronte di premi mensili condizionati dello 0,94%. Il prodotto offre quindi la possibilità di incassare un rendimento potenziale in doppia cifra, garantendo al tempo stesso un notevole margine di protezione.

Focus sul settore automobilistico

Il settore automobilistico ha sin qui mostrato una notevole resilienza, con numeri in ripresa nel 2022 e nella prima parte del 2023, per poi stabilizzarsi negli ultimi mesi. Nonostante il rialzo dei tassi di interesse, la domanda di nuove auto si è quindi confermata in crescita. Al tempo stesso non ci troviamo ancora sui valori precedenti la crisi derivante dalla pandemia, che determinò un temporaneo collasso delle nuove immatricolazioni.

Per quanto riguarda lo scenario generale, il progressivo rinnovamento del parco auto - grazie alla transizione energetica in corso anche nel settore automotive - prosegue. Per esempio, nei primi sei mesi del 2023 in Germania sono state immatricolate circa 220.200 auto elettriche. Già nel 2022, il numero di auto elettriche di nuova immatricolazione ha raggiunto un valore record per un totale di 470.559 auto. Viaggia su numeri più bassi l’Italia, dove alla fine del primo semestre 2023 erano presenti circa 200.000 vetture elettriche, con numeri ancora più bassi rispetto a quelli del resto d’Europa. Va detto che la crescita del numero di auto elettriche va di pari passo con quello delle colonnine per la ricarica. Complessivamente, per quanto riguarda il comparto delle auto elettriche, la crescita appare più lenta di quanto ipotizzato (forse con troppo ottimismo) soltanto un paio di anni fa, ma proseguirà inesorabilmente nei prossimi anni. Ed eventuali agevolazioni o sgravi fiscali potrebbero accelerarla, con beneficio per le aziende produttrici di autoveicoli.

Le azioni sottostanti del certificato di Vontobel sul settore automotive

Il certificato emesso da Vontobel lo scorso aprile è legato a tre big cap del settore: Stellantis, Volkswagen e Mercedes-Benz.

Dalla scrittura dei prezzi di strike le azioni di Stellantis sono volate via, con un rialzo che si aggira intorno al 30%. Il titolo, infatti, ha fatto fixing a 15,97 euro (con barriera quindi appena sotto gli 8 euro, lontanissima) e al momento ne vale circa 21.

Volkswagen nelle ultime settimane ha fatto registrare interessanti segnali di ripresa, tornando in area 115 euro, dopo i minimi di novembre. Nel frattempo, Philippe Houchois of Jefferies, uno dei pochi analisti che nel 2021 previde la discesa del titolo, a settembre ha annunciato la sua view “buy” sull’azione di Volkswagen. In sintesi, il titolo a 200+ euro era sopravvalutato. Ora, su valori dimezzati, potremmo essere nello scenario opposto, secondo questa view. Ad ogni modo, la barriera collocata sotto quota 61 euro appare decisamente conservativa, anche considerando un target medio sul titolo degli analisti collocato a circa 150 euro (secondo Market Screener).

Volkswagen viaggia circa cinque punti percentuali sotto strike ed attualmente Mercedes-Benz Group è il worst of del paniere. Attenzione però, nonostante il calo del 10% fatto registrare in questi mesi, dista ancora circa il 45% dalla barriera. Pertanto, se i prezzi dei sottostanti restassero quelli attuali, potrebbe quasi essere un vantaggio avere uno o più titoli leggermente sotto strike, per non far attivare troppo rapidamente l’autocallable e continuare ad incassare premi mensili vicino all’1% lordo. Chiaramente nel caso di ribassi molto più consistenti lo scenario cambierebbe.

Per quanto riguarda Mercedes-Benz Group il titolo è scambiato in area 62-63 euro, a fronte di uno strike di 69 euro. Anche in questo caso ci troviamo decisamente sotto il target price medio raccolto da Market Screener, collocato a 80,36 euro. La barriera, posta sotto i 35 euro, è pertanto al momento decisamente ampia.

Come funziona il certificato

In ciascuna finestra cedolare mensile l’investitore incassa un premio dello 0,94%, pari a 0,94 euro per certificato detenuto, a patto che le tre azioni sottostanti si trovino sopra la barriera del 50%. In altre parole, è quindi sufficiente che i tre titoli non dimezzino (o facciano registrare perdite superiori) per incassare i premi mensili. Il rendimento potenziale annuo arriva all’11,28% lordo.

La barriera del 50% è valida anche come barriera capitale. Pertanto, anche a fronte di cali del 30-40% dai prezzi di osservazione iniziale l’investitore non solo avrebbe garantita la protezione del capitale, ma incasserebbe anche tutte le cedole previste fino alla scadenza.

Opzione del richiamo anticipato

Fra i punti di forza di questo certificato troviamo anche l’autocallability discendente. A partire da gennaio è presente l’opzione del richiamo anticipato, fissata dapprima al 100% dei prezzi di osservazione iniziale e successivamente con un trigger discendente del 5% su base semestrale. Dalla finestra di osservazione di luglio 2024 in poi è pari al 95%, da gennaio 2025 al 90% e così via, fino ad arrivare all’80% negli ultimi mesi di vita del prodotto.

Cedole a memoria

E se per qualche ragione un titolo dovesse crollare soltanto temporaneamente sotto il livello barriera per poi recuperare? Non sarebbe un problema per l’investitore che mantenesse aperta la posizione. Infatti, nel certificato è presente l’effetto memoria delle cedole. In un simile scenario chiaramente il prezzo spot scenderebbe, ma se i tre sottostanti si trovassero sopra barriera in una successiva finestra cedolare si incasserebbe il premio del periodo e la cedola (o le cedole se più di una) precedentemente non pagate e portate a memoria.

Inoltre, la barriera del certificato è discreta, ossia con osservazione soltanto alla scadenza del prodotto.

Valore di rimborso a scadenza

Il certificato ha una naturale scadenza fissata per il 21 aprile 2026. Come visto, però, già da gennaio è presente l’opzione del richiamo anticipato - con trigger discendente - che potrebbe abbreviare la vita del prodotto. Se questa non si arrivasse, nell’aprile 2026 il certificato scadrebbe in ogni caso. A tal punto sarebbero possibili due scenari. Se le azioni di Volkswagen, Stellantis e Mercedes-Benz Group si trovassero sopra la barriera del 50% l’investitore incasserebbe il valore nominale di 100 euro e tutte le cedole dovute fino alla scadenza, con effetto memoria. In caso contrario si otterrebbe un rimborso pari al valore nominale del certificato decurtato della perdita fatta registrare dal sottostante con la peggior performance fra i tre di questo basket tematico.

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