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Rendimento dell’11% puntando sulla Difesa dell’Europa

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CH1336236299
1.005,80  €

Ultimo aggiornamento alle 10:00 del 13/06/2024

Tipologia:
Express Certificate
Sottostante:
Renault - Leonardo - Rheinmetall
Rendimento medio annuo:
9,89%

Due delle principali aziende europee della difesa, l’italiana Leonardo e la tedesca Rheinmetall, più il gruppo automobilistico Renault, particolarmente impegnato nella transizione verso il trasporto elettrico. Sono questi i sottostanti del certificato Cash Collect con ISIN CH1336236299, strumento che punta su un’Europa rinnovata, impegnata nella difesa della democrazia e dell’ambiente. Emesso dalla casa svizzera Leonteq, questo certificate attira per il forte rendimento potenziale, pari all’11% annuo, e per l’alta protezione del capitale, grazie a una barriera profonda al 50%. La durata è tre anni, con possibile rimborso anticipato.

I sottostanti sono tre titoli che negli ultimi 12 mesi hanno corso molto e continuano ad attirare l’attenzione degli investitori internazionali: dal maggio 2023 a oggi Leonardo e Rheinmetall hanno raddoppiato la loro capitalizzazione in Borsa, mentre Renault è salita di circa il 50%.
 

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Come si conciliano armi e finanza sostenibile?

Se si ama la libertà, bisogna essere pronti a difenderla. Con le divisioni di Putin lanciate in una nuova offensiva contro l’esercito ucraino, a Kiev il presidente Zelensky torna a sollecitare gli alleati europei e americani per avere armi. L’aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina ha obbligato il mondo della finanza ad approfondire il tema dell’investimento etico e dei parametri che definiscono un investimento ESG. 

La domanda è: finanza sostenibile e armi sono compatibili? Dopo un iniziale “no” univoco, nell’ultimo periodo gli operatori del mercato si sono divisi sul tema e hanno iniziato a distinguere le armi sotto varie categorie. In Svezia, Paese in cui il tema della sostenibilità è sempre stato molto sentito, SEB (Skandinaviska Enskilda Banken), uno dei principali investitori con asset gestiti superiori ai 100 miliardi di dollari, ha proposto di riammettere la Difesa all’interno dell’universo investibile a partire dal 1° aprile 2022, limitandolo alle imprese attive sia sul fronte civile che su quello militare.

La motivazione usata è la seguente: L’industria della Difesa è centrale nell’assicurare e difendere la democrazia, la libertà e i diritti umani”. Restano escluse le armi controverse, così come definite dalle convenzioni internazionali (ad esempio: le bombe a grappolo, le mine antiuomo, le armi chimiche, le armi biologiche) e le armi nucleari.
La guerra in Ucraina ha creato diverse correnti di pensiero, tra cui quella che sostiene che la Difesa sia necessaria per mantenere la pace così da soddisfare i requisiti di “promozione della pace e inclusività sociale”, capisaldi del pensiero ESG (Sustainable Development Goals).

La performance di Borsa del settore Difesa

Secondo una recente indagine di Mediobanca, riportata dal Sole 24 Ore, la spesa per la difesa ha raggiunto in questi anni il massimo storico, spingendo conseguentemente le performance in Borsa delle aziende del settore, che nel primo trimestre di quest’anno hanno di fatto battuto tutti gli altri comparti industriali. 

Delle 30 principali aziende mondiali della Difesa quotate in Borsa, 15 sono americane, 10 sono europee (di cui due italiane, Leonardo e Fincantieri) e 5 asiatiche. Nel primo trimestre 2024 questi titoli hanno registrato un rialzo del 22,8%, oltre il triplo dell’indice azionario globale che ha segnato +7,1%. La performance migliore, riporta il Sole 24 Ore, è stata dei titoli europei con un rialzo del 42%, largamente superiore al +8,6% delle azioni americane. In testa le due tedesche Rheinmetall (+80,5%) e Hensoldt (+80,3%), seguite dalla svedese Saab (+56,7%) e da Leonardo (+55,9%).

La spesa per la difesa a livello globale ha raggiunto il massimo storico di 2.443 miliardi di dollari nel 2023 (6,7 miliardi di dollari al giorno) con un incremento del 6,8% che l’ha portata al 2,3% del Pil mondiale. La spesa pro-capite, pari a 306 dollari a persona, è la più alta dal 1990 e, purtroppo, il quadro geopolitico non lascia pensare a un’inversione di rotta nel prossimo futuro.  

Premi mensili dello 0,917% e Barriere profonde al 50%

Lanciato il 12 aprile scorso, il certificate con Isin CH1336236299 è acquistabile oggi sul mercato secondario a 980 euro, con uno sconto del 2% rispetto al prezzo di emissione di 1.000 euro. 

Il rendimento potenziale dell’11% all’anno lo si ottiene incassando ogni mese un premio di 9,17 euro, pari allo 0,917% del valore nominale del prodotto (1.000 euro). I premi sono pagati a condizione che alle date di osservazione mensili tutti e tre i sottostanti si trovino sopra la rispettiva barriera al 50% del valore iniziale: in pratica nessuno dei tre titoli deve essere crollato più del 50% dal fixing iniziale. 

Il certificate è inoltre dotato di "effetto memoria", per cui nel caso in cui a una data di osservazione non ci siano le condizioni per il pagamento del premio, la cedola non andrà persa, ma resterà in memoria e verrà corrisposta alla prima scadenza successiva in cui tutti e tre i sottostanti saranno di nuovo sopra la barriera. 

Alla scadenza finale, nell’aprile 2027, la stessa barriera al 50% giocherà a difesa del capitale: infatti, il certificate sarà rimborsato al 100% del valore di emissione anche se i sottostanti dovessero avere quotazioni inferiori alla valutazione iniziale, con il limite di una discesa massima del 50%.

Da ottobre è possibile il rimborso anticipato

Il certificate con ISIN CH1336236299 appartiene alla categoria dei cosiddetti softcallable. A partire da ottobre 2024 a ogni data di osservazione l’emittente avrà il diritto, ma non l’obbligo, di rimborsare anticipatamente il prodotto a sua discrezione. Il certificate verrà rimborsato al 100% del valore di emissione e l’investitore riceverà l’ultima cedola, più le eventuali cedole precedenti non pagate e conservate nella memoria del prodotto.

Alla scadenza finale due possibili scenari

Se poi il certificate non dovesse essere ritirato anticipatamente, alla scadenza finale del 5 aprile 2027 ci potranno essere due possibilità:

  • Se tutti e tre i sottostanti quoteranno sopra il livello barriera al 50%, allora il prodotto verrà rimborsato al 100% del valore nominale (1.000 euro), e così l’investitore riceverà l’ultima cedola, oltre che i premi eventualmente non pagati e conservati nella memoria del certificato.
  • Al contrario, se anche solo uno dei sottostanti quoterà sotto la barriera (o allo stesso livello), il prodotto verrà rimborsato in proporzione alla performance del peggiore dei sottostanti. Supponiamo, ad esempio, che il titolo peggiore dei tre abbia perso il 60% dalla quotazione iniziale: il rimborso avverrà al 40% del valore nominale, vale a dire 400 euro. In tal caso, l’investitore non riceverà l’ultima cedola e nemmeno i premi eventualmente presenti nella memoria. 
I livelli salienti del certificate ISIN CH1336236299

Nella tabella qui sotto riportiamo i livelli significativi del certificate. Il valore iniziale (fixing) corrisponde al prezzo di chiusura dell’8 aprile scorso, mentre la media dei target price è quella riportata da Market Screener.

Focus sui sottostanti
RHEINMETALL 

L’azienda che produce sistemi di difesa antiaerea, artiglieria, munizioni e cannoni per carri armati, ha chiuso il primo trimestre dell’anno fiscale 2024 con una consistente crescita del fatturato. L’andamento positivo è in gran parte dovuto alle commesse delle forze armate tedesche e dei Paesi partner, nonché alle attività a sostegno dell’Ucraina. La forte posizione di Rheinmetall nel settore delle munizioni si riflette soprattutto in un forte aumento degli utili. Alla luce dell’attuale situazione del mercato e degli ordini, il management conferma le previsioni di crescita dei ricavi e del margine operativo. 

Nel trimestre i ricavi consolidati sono aumentati di 218 milioni di euro, ovvero del 16%, raggiungendo 1,58 miliardi. Il 77% delle vendite è stato realizzato fuori dalla Germania. L’utile operativo ammonta a 134 milioni di euro, in aumento di circa 50 milioni di euro (+60%).

Il miglioramento del risultato operativo è dovuto soprattutto al forte contributo della spagnola Rheinmetall Expal Munitions, acquisita l’anno precedente. Nel primo trimestre del 2024 il margine operativo del gruppo è migliorato di 2,3 punti percentuali attestandosi all’8,5% (dal 6,1% dell’anno precedente).

Nel grafico qui sotto possiamo vedere l'andamento su time frame settimanale di Rheimetall e il posizionamento della Barriera al 50% al di sotto delle due aree supportive: prima in area 500 euro e poi più in basso verso i 389 euro ad azione.

RENAULT

Il Ceo del Gruppo Renault, Luca de Meo, può vantare un risultato notevolissimo: l’azienda è passata da una perdita di 8 miliardi di euro del 2020 all’utile netto di 2,3 miliardi del 2023. I ricavi nell’esercizio 2023 hanno toccato quota 52,4 miliardi, +13,1%. Il margine operativo ha superato le aspettative: 4,1 miliardi o 7,9% dei ricavi (contro il 5,5% del 2022): era inizialmente previsto sopra il 6% ed era stato rivisto al rialzo a metà anno, tra il 7 e l’8 per cento. L'uomo delle situazioni disperate, che ha contribuito a salvare Fiat e poi ha guidato il rilancio di Seat, è arrivato in Renault proprio quando il gruppo stava toccando il fondo. La pandemia, l'affare Carlos Ghosn, il rinvio della partnership con Nissan e Mitsubishi...le questioni scottanti si accumulavano una sull'altra.

Oggi il Gruppo transalpino punta a raggiungere nel 2024 un margine operativo superiore al 7,5% e un free cash flow superiore o pari a 2,5 miliardi di euro. Il fatturato del primo trimestre è cresciuto del 2,1% a 11,7 miliardi di euro. Le vendite mondiali sono aumentate del 2,6% a 549.099 unità, quelle europee sono cresciute del 4,3%. 

Le autovetture elettrificate hanno raggiunto il 48% del mix vendite, con un incremento di 8 punti rispetto al primo trimestre 2023. Le autovetture completamente elettriche hanno rappresentato il 10,5% del mix di vendita e le loro vendite sono attese in crescita con i nuovi modelli. Nel 2024 saranno ben sette i lanci per il brand Renault: due nuovi veicoli elettrici con Scenic E-Tech Electric e Renault 5 E-Tech Electric; due nuovi veicoli ibridi in Europa: Rafale E-Tech e Symbioz; nuovo Renault Master (in versione termica ed elettrica); due nuovi veicoli sui mercati extraeuropei: Kardian e un veicolo di Renault Korea Motors (D-Suv). Inoltre, la marca Renault potrà contare anche sul rinnovamento di Captur e sul lancio di Renault Duster sui mercati internazionali.

Qui sotto vediamo l'andamento su time frame settimanale di Renault, con il posizionamento della Barriera al 50% ampiamente al di sotto dell'area supportiva principale intorno a 43 euro.

LEONARDO

Il gruppo che ha come primo azionista il ministero dell’Economia con il 30% del capitale ha chiuso il primo trimestre 2024 con tutti i principali indicatori in crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: gli ordini sono saliti a 5,8 miliardi di euro (+14,9%), i ricavi a 3,7 miliardi di euro (+15,3%). L’Ebita ha battuto il consenso (le attese convergevano su 168 milioni), salendo a 182 milioni di euro, con un incremento del 67% trainato dai business dell’Elettronica e degli Elicotteri. Il risultato netto è schizzato a 459 milioni di euro, rispetto ai 40 milioni dello stesso periodo del 2023. Nuovo record per il portafoglio ordini, che ha superato i 43 miliardi di euro. 

I primi tre mesi dell’anno hanno registrato anche una flessione dell’indebitamento netto di gruppo a 2,931 miliardi di euro (-20,7%) rispetto al primo trimestre 2023. È la conseguenza del miglioramento del 9,7% del free operating cash flow. Ha contribuito al calo del debito anche la vendita di una partecipazione del 6,3% nella controllata statunitense Leonardo Drs (quotata al Nasdaq), che ha appena chiuso una trimestrale largamente positiva. In cassa c’è liquidità per 4,2 miliardi di euro.

Il Ceo Roberto Cingolani ha confermato le guidance già comunicate al mercato. In particolare, il gruppo prevede di chiudere l’anno con ordini a 19,5 miliardi di euro e ricavi a 16,8 miliardi di euro, entrambi in crescita rispettivamente dai 18,7 e dai 16 miliardi di euro del 2023. “Le future attività – ha detto il manager - sono rafforzate dalla riorganizzazione e dai cambiamenti di governance che hanno permesso la creazione della nuova Divisione Spazio (Leonardo ha consolidato Telespazio), l’accelerazione delle attività nella Cyber Security, e lo sviluppo di una strategia che fa leva sull'Intelligenza Artificiale generativa e sulle capacità multidominio per tutte le piattaforme di Leonardo”.

Dal grafico su time frame settimanale (qui sotto) è evidente la cavalcata al rialzo di Leonardo che nell'ultimo anno di negoziazione ha guadagnato oltre il 100%. Come vediamo, anche in questo caso risulta strategico il posizionamento della Barriera al 50%, dato che si colloca sotto l'area di supporto a quota 16 euro.

 

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