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Rendimenti a doppia cifra con un certificate su tre big cap italiane

Un terzetto di azioni italiane per estrarre rendimento anche dai mercati sui massimi, sempre con un importante livello di protezione. Ecco la nuova proposta di Unicredit, con un certificato di investimento avente per sottostanti le azioni di Banco BPM, Assicurazioni Generali e Terna (ISIN DE000HD2XSR1). Le barriere sono posizionate al 55%, mentre i premi potenziali arrivano al 3,34% lordo per trimestre, per un rendimento annuo totale che può quindi superare il 13%.

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Un certificato su tre colossi di Piazza Affari

Le borse restano ben impostate, ma è bene considerare anche strumenti maggiormente difensivi per il portafoglio. Pertanto, in quest’ottica le barriere al 55% rappresentano un’interessante opzione, offrendo un rendimento potenziale a due cifre anche in caso di moderati ribassi dei sottostanti (e proteggendo il capitale a patto che non ci siano cali del 45% o più). Il nuovo certificato di Unicredit (ISIN DE000HD2XSR1) punta proprio su tre big cap di Piazza Affari che negli ultimi anni hanno più volte mostrato la loro solidità. Vediamo la situazione sui tre titoli: Assicurazioni Generali, Banco BPM e Terna.

Assicurazioni Generali

Assicurazioni Generali è un titolo molto solido, reduce da un buon 2023 e da una nuova accelerazione rialzista messa a segno nei primi due mesi del 2024. Numeri alla mano, il prezzo di strike è pari a 20,93 euro, mentre la quotazione spot si trova ora poco sopra a quota 22 euro (+15% da inizio anno).

Come vediamo dal grafico (qui sotto), anche in caso di eventuali ribassi troviamo numerose aree di supporto, fra cui 20,7 euro, ma anche i 20 euro ed i 19,2. Più lontana l'area supportiva compresa tra 18 e 18,2 euro, livelli che hanno frenato la correzione di novembre. Scendendo più in basso troviamo anche il supporto a 16,5 euro e poi verso i minimi del 2022, compresi tra i 13,5 ed i 14 euro. Tutti questi livelli si trovano sopra il livello barriera del certificato, collocata per Assicurazioni Generali in area 11,50, livelli di prezzo quindi ben ragionati.

Come nota, vale la pena ricordare che non è facile inserire titoli assicurativi nei certificati di investimento. Una delle loro caratteristiche, infatti, è la loro bassa volatilità, caratteristica che frena il rendimento. Non è però il caso di questo certificato, che nonostante la presenza nel paniere di Assicurazioni Generali arriva a superare il 13% annuo lordo di rendimento.

Banco BPM

Banco BPM è stata protagonista di un importante rialzo negli ultimi anni. Il buon andamento del comparto finanziario e, più nello specifico, l’aumento della redditività della Banca (con conseguente aumento dei dividendi) hanno spinto al rialzo le quotazioni. Banco BPM è inserita in un solido trend rialzista e nell’ultimo anno e mezzo ogni volta che si sono registrate correzioni, le mani forti ne hanno approfittato per comprare.

Per gli analisti, però, ci troviamo ancora sotto il target price, che mediamente è posizionato in area 6,1 euro. Come vediamo dal grafico (qui sotto), la barriera su Banco BPM è collocata poco sopra i 2,70 euro, valori decisamente lontani (anche perché il titolo dai prezzi di strike si è apprezzato di oltre dieci punti percentuali).

Terna

Anche le azioni di Terna hanno tradizionalmente una volatilità contenuta, che rispecchia la solidità dell’azienda e ricavi relativamente costanti nel corso del tempo. Operativamente troviamo un primo supporto statico in area 6,90 euro, livello su cui i prezzi sono più volte rimbalzati in passato. Un successivo livello da monitorare è collocato a 6,4-6,5, mentre un ulteriore supporto è poi collocato intorno ai 6 euro, sui minimi toccati a fine 2022.

Nel certificato il prezzo di osservazione iniziale è pari a 7,53 euro per azione, con una barriera che risulta quindi collocata a 4,142 euro. Una distanza siderale dagli attuali valori (ed anche dai supporti sopra menzionati). Da notare, poi, come i 4,15 euro non siano stati raggiunti nemmeno durante la crisi del Covid, quando la discesa del titolo si arrestò in area 4,50 euro, prima di risalire con forza.

Come funziona il certificato sulle big cap di Piazza Affari

La vita complessiva del certificato ISIN DE000HD2XSR1 è pari a tre anni e mezzo. Sono quindi previste 14 finestre di osservazione cedolare ed in ciascuna di queste l'investitore incasserà un premio del 3,34% a patto che nessuno dei titoli sottostanti abbia perso il 45% o più dai prezzi di osservazione iniziale (strike). Ricordiamo inoltre che le cedole trimestrali sono dotate oltretutto dell'effetto memoria, caratteristica che permette all'investitore di recuperare i premi eventualmente non corrisposti in precedenza, se in una delle dati di osservazione si sarà soddisfatta la condizione del pagamento.

La struttura del certificato prevede poi la presenza dell'opzione del richiamo anticipato (autocall) con meccanismo step down. In tal senso, il trigger per l'attivazione dell'autocall è inizialmente posizionato al 100%, per poi scendere fino all’85%. Se il prodotto venisse richiamato l’investitore incasserebbe la cedola del periodo (con effetto memoria) e riceverebbe il rimborso del valore nominale.

Valore di rimborso del certificato su big cap italiane

Se non si è attivato l’autocall, alla scadenza del certificato sono possibili due scenari:

  • Nel caso in cui i tre titoli si trovino sopra le rispettive barriere, l’investitore incasserà l'ultimo premio ed ogni altra cedola eventualmente non pagata e portata memoria, oltre al rimborso del valore nominale. Si ottiene quindi un profitto sia in caso di rialzi dei sottostanti, che se vi fossero cali, a patto che non siano pari o superiori al 45%.
  • Nell’ipotesi in cui uno o più titoli fra i sottostanti si trovassero al di sotto delle rispettive barriere il rimborso sarebbe proporzionale alla prestazione del worst of, ossia dal titolo con la peggior performance.

Pertanto, a fronte di cali del 20-30-40% si otterrebbe ugualmente il rimborso dell’intero valore nominale (più in premi), con un’asimmetria fra il payoff del prodotto e l’andamento dei sottostanti. Si parteciperebbe invece alla perdita soltanto in caso di discese dal 45% in su.

Fra i punti di forza dei certificates ricordiamo, oltre il già citato effetto memoria delle cedole, anche la barriera europea che ricordiamo essere osservata solo a scadenza, riducendo così il rischio che eventuali temporanei picchi di volatilità possano incidere sull’esito finale del prodotto.

Websim: analisi avanzata sui certificates

Ricordiamo che alla pagina di Websim analisi certificati avanzata, trovate tutte le caratteristiche principali del prodotto riassunte, tra cui i livelli di strike, le barriere, la distanza da strike e barriera dei titoli o indici, volatilità implicita a 1 anno e correlazione dei sottostanti, oltre a tanti altri dati utili per valutare il prodotto.

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