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Rende il 11,72%, protegge al 50% e dura due anni: tre virtù in un certificate

Buone notizie per l’Italia. Secondo la stima preliminare dell’Istat, il carovita scende tra i livelli più passi della zona euro. Nel mese di ottobre l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (al lordo dei tabacchi) registra un calo dello 0,1% su base mensile e un incremento dell’1,8% su base annua, dal +5,3% di settembre. Il consenso degli analisti indicava un aumento dello 0,2% su base mensile.

La frenata si spiega quasi per intero con il crollo del costo dell'energia e delle spese per la casa (-17,6% in un anno) che rappresentano il 12,1% della spesa delle famiglie. In frenata anche i prezzi degli alimentari (+6,5% dal +8,5% di ottobre) che restano però la singola voce di spesa a maggiore crescita.

Cala l’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, che è scesa dal +4,6% al +4,2%, così come quella al netto dei soli beni energetici, che è passata da +4,8% a +4,2%.

L’inflazione acquisita per il 2023 è pari a +5,7% per l’indice generale e a +5,1% per la componente di fondo.

Se da un lato l’inflazione rallenta, dall’altro il pil resta fermo. Infatti, sempre l’Istat ha stimato che il prodotto interno lordo nel terzo trimestre di quest’anno (corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato) è rimasto stazionario sia rispetto al trimestre precedente, sia rispetto al terzo trimestre del 2022. Si interrompe di fatto la crescita economica che durava da dieci trimestri consecutivi. In questo modo la crescita acquisita del pil si stabilizza perciò allo 0,7%, valore uguale a quello fatto registrare nel secondo trimestre dell’anno.

L’Italia è riuscita ad evitare la recessione nel terzo trimestre grazie alle esportazioni nette, anche se la spesa interna è rimasta bassa. Questo bilancio illustra le sfide che il primo ministro Giorgia Meloni deve affrontare per stimolare la crescita e tenere sotto controllo il debito pubblico.

Banca d’Italia, tuttavia, prevede anche per il prossimo anno 2024, che l’economia italiana crescerà solo di poco, lo 0,7%. Ignazio Visco, capo di Banca d’Italia, afferma che in futuro il governo dovrà essere attento alla gestione del denaro e alla ricerca di modi per stimolare la crescita. È un po’ preoccupato per quanto sta accadendo a livello globale e per la difficoltà di ottenere finanziamenti.

Sulla stessa scia le previsioni del Fondo Monetario Internazionale, che conferma le stime di crescita dell’economia italiana per il 2023 e il 2024, nonostante il rallentamento dell’economia europea. Come si legge nel "Outlook Economico Regionale per l'Europa", l’Italia dovrebbe registrare una crescita del +0,7% sia nel 2023 che nel 2024, confermando le previsioni pubblicate ad ottobre.

Alfred Kammer, direttore del Dipartimento europeo del Fondo monetario internazionale, ha sollecitato il governo italiano: “Abbiamo consigliato al governo italiano di anticipare l'aggiustamento e di essere più ambizioso, nonché di pensare anche a riforme di bilancio strutturali e favorevoli alla crescita, che non sono previste nella bozza di bilancio 2024".

Un ulteriore punto cruciale riguarda l’utilizzo dei fondi del Next Generation EU da parte dell'Italia che per Kammer devono essere utilizzati in modo più efficace. Il direttore riconosce le difficoltà riscontrate dall'Italia nell'implementazione di tali fondi, ma le problematiche devono essere risolte in tempi brevi poiché il Next Generation EU è fondamentale per la crescita economica a breve e medio termine.

A livello europeo, il Fondo prevede un rallentamento della crescita al 1,3% nel 2023, rispetto al 2,7% del 2022, con un successivo miglioramento all'1,5% nel 2024. Nonostante il rallentamento della crescita, il FMI osserva una graduale riduzione dell'inflazione.

Il rapporto sottolinea che le politiche monetarie si stanno avvicinando alla conclusione del ciclo di restrizione e prevede un moderato consolidamento fiscale nel 2023, in aumento nel 2024.

Inoltre, il FMI enfatizza la necessità di tempo per riportare l'inflazione a livelli normali dopo un periodo inflazionistico, affermando che il mantenimento di politiche monetarie restrittive è essenziale per garantire il ritorno dell'inflazione al target entro un arco di tempo ragionevole.

Molte banche centrali dovranno mantenere tassi di riferimento elevati per un certo periodo per raggiungere questo obiettivo.

Dato che il futuro dell’Italia si prospetta incerto, il nostro suggerimento è quello di muoversi con prudenza e scegliere le migliori soluzioni di investimento per proteggere il capitale a scadenza e soprattutto farlo fruttare.

Uno strumento, che combina le esigenze di protezione e profitto, è il certificato d’investimento codice ISIN XS2648319205 emesso da Barclays che punta su tre campioni italiani: Moncler, UniCredit e Ferrari. La durata è solo di due anni, infatti la scadenza naturale è fissata al 14 novembre 2025.

Quale strumento d’investimento scegliere?

Il nuovo Cash Collect Certificate ISIN XS2648319205 firmato Barclays punta su tre campioni italiani: UniCredit, Moncler e Ferrari.

UniCredit, come tutto il settore bancario, ha ampiamente beneficiato della stagione del rialzo dei tassi che ha permesso di allargare i margini. È molto probabile che nei prossimi tre anni i tassi di interesse scenderanno e la difesa degli elevati margini passerà per la maggiore efficienza di queste aziende. Andrea Orcel, Ceo di UniCredit, in una recente intervista al Sole 24 Ore afferma: “Dobbiamo prepararci per la decelerazione, la fase in cui i tassi di interesse inizieranno a scendere e si comprimeranno i margini delle banche”. Per Unicredit questo lavoro significa “rilanciare le fabbriche prodotto interne, investire in persone e in tecnologia”. La finalità di tutto questo, ha indicato il manager, è garantire agli investitori “redditività e distribuzioni generose nel tempo, e non solo nel brevissimo”.

L’azienda del lusso Moncler ha recentemente reso noto i conti relativi al periodo gennaio - settembre, dove i ricavi sono aumentati del 17% a 1,8 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nel terzo trimestre i ricavi si sono attestati a 669,7 milioni, in aumento del 7,0% dal 2022.

Ferrari chiude il periodo gennaio-settembre 2023 con ricavi netti per 4,45 miliardi di euro, in aumento del 19% rispetto ai primi nove mesi di esercizio dello scorso anno. Il margine operativo lordo adjusted è salito del 32% a 1,72 miliardi di euro; di conseguenza, la marginalità è balzata dal 35% al 38,7%. Il risultato operativo adjusted si è attestato a 1,25 miliardi di euro, in aumento del 34% su base annua, con un margine sui ricavi al 28% dal 24,9% dei primi nove mesi dell’anno precedente. Sulla base dei risultati ottenuti nel periodo in esame il management del Cavallino Rampante ha rivisto nuovamente al rialzo le stime finanziarie per il 2023.

A livello borsistico i tre titoli italiani da inizio anno registrano performance in territorio positivo, quella più ampia è quella di UniCredit con un quasi +80%, seguita da Ferrari con un +57% e infine Moncler con un +3,11%.

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 Il paniere composto dai tre titoli presenta una matrice di correlazione mista, l’indice di correlazione più alto è quello tra Ferrari e Moncler, più bassi gli altri. Ciò significa che durante la vita del prodotto i tre titoli possono prendere strade differenti.

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Al momento è positivo anche il consensus su Bloomberg, come riportato dalla tabella (aggiornata 9 novembre 2023), che mostra come gli analisti sono sostanzialmente buy su tutti i titoli sottostanti.

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Dopo aver analizzato il basket, focalizziamo l’attenzione sul prodotto evidenziandone struttura e caratteristiche. I certificati d’investimento possono offrire un buon rendimento eliminando i problemi di timing tipici dell’investimento sui singoli sottostanti e limitare l’impatto di eventuale volatilità sul settore nel portafoglio, grazie alla protezione condizionata del capitale a scadenza.

Premi trimestrali condizionati

Il prodotto prevede lo stacco di premi trimestrali condizionati di importo pari a euro 2,93 euro (la prima data di osservazione è il 31 gennaio 2024), a condizione che i tre titoli non superino la barriera fissata al 50% dello strike. Il rendimento cedolare potenziale annuo ammonta a 11,72%, al lordo delle imposte.

Rimborso anticipato

Il prodotto prevede poi la possibilità di rimborso anticipato discrezionale (callability). Nelle date di osservazione trimestrale, a partire con data di pagamento da agosto 2024, l’emittente potrà decidere di rimborsare il prodotto. Solitamente la decisione è legata ai tassi. Un forte calo dei tassi renderebbe più probabile l’esercizio della call, poiché permetterebbe all’emittente di rifinanziarsi a tassi più bassi.

Rimborso a scadenza

Nel caso in cui non si sia verificato l’evento di scadenza anticipata, il prodotto scade alla data naturale fissata il 14 novembre 2025. Alla data di osservazione finale si possono verificare due scenari:

Se i prezzi di riferimento di tutti e tre i sottostanti sono allo stesso livello o al di sopra della barriera fissata al 50% del Valore iniziale, l’investitore riceverà il 100% del valore nominale del Certificate (100 euro), il premio trimestrale in corso e quelli precedentemente non incassati;

Se anche solo uno dei sottostanti sarà al di sotto della barriera, l’investitore riceverà un importo proporzionale alla performance del peggiore dei sottostanti.

Qui di seguito i livelli di strike e barriera dei sottostanti fissati alla data 6 novembre 2023.

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Disclaimer:

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 6 su una scala da 1 a 7. L’investimento in questa tipologia di Certificate espone il risparmiatore al rischio default dell’emittente. Tutti i rendimenti espressi sono al lordo delle imposte.

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza nemmeno generica o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

Ricordiamo, prima dell’adesione, di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente: clicca qui.

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