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Rame e Petrolio: tra geopolitica e transizione green. Come investirci

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CH1336238634
Materie Prime
992,35  €

Ultimo aggiornamento alle 10:00 del 21/06/2024

Tipologia:
Softcallable Express Certificate
Sottostante:
LME Copper - WTI CRUDE NYMEX
Rendimento medio annuo:
11,45%

Le turbolenze geopolitiche degli ultimi anni, unite ai crescenti stimoli verso la transizione energetica, stanno creando un contesto favorevole per alcune materie prime, tra le quali spiccano il Rame e il Petrolio. Il primo è sempre più essenziale per molteplici settori, dall'elettronica alla costruzione delle infrastrutture, fino alla produzione di auto, pannelli solari e armamenti. Allo stesso tempo, nonostante la crescente attenzione verso la sostenibilità e le energie rinnovabili, l'oro nero rimane una delle risorse energetiche più importanti al mondo, senza la quale la nostra attuale economia mondiale smetterebbe di funzionare.

Questi due beni, grazie alle loro caratteristiche intrinseche e al particolare momento storico nel quale ci troviamo, si confermano dunque essere due asset strategici e cruciali per moltissimi processi industriali, rappresentando un'opportunità interessante per diversificare il proprio portafoglio.

Un contesto nel quale si presenta molto bene il Cash Collect (ISIN CH1336238634), certificato emesso recentemente da Leonteq proprio per dare la possibilità di investire contemporaneamente sul rame e sul petrolio, una combo che rappresenta un'alternativa interessante ai tradizionali investimenti azionari e obbligazionari.

Oltre al suo ottimo bilanciamento tra rischio e rendimento (12% p.a e barriere al 60%), c'è anche un altro fattore che contribuisce a rendere il certificato in analisi oggi ancora più interessante: il prezzo, dato che quota a sconto a 980 euro, al di sotto del suo valore nominale 1.000 euro. Ma non solo, perché le sue cedole mensili dell'1% sono considerate redditi diversi e pertanto possono contribuire a compensare eventuali minusvalenze in portafoglio, un notevole vantaggio in termini fiscali!

Ma vediamo ora i motivi per i quali ha senso investire sulla accoppiata rame-petrolio.

Rame: domanda in aumento e offerta limitata spingono il prezzo

La tendenza e le prospettive per il rame rimangono favorevoli. Da inizio anno, il cosiddetto Dr Copper ha già messo a segno un profitto di quasi il 20%, una performance che arriva al +130% se andiamo ad allungare l'orizzonte temporale dai minimi del 2020. Il rally è stato per lo più innescato dalle previsioni di un deficit tra domanda e offerta, uno squilibrio che alimenta la spinta rialzista di una tra le più importanti commodity per lo sviluppo globale.

Da una parte, la domanda di rame continua a rafforzarsi, una tendenza favorita dal suo impiego nei più disparati settori della new economy. Teniamo infatti presente che le sue molteplici proprietà chimico-fisico rendono l’oro rosso, oltre che un eccellente conduttore di elettricità/calore, un elemento versatile, malleabile, durevole e facilmente riciclabile. Per questo viene ampiamente impiegato nei cavi elettrici, nei componenti elettronici, nelle turbine delle pale eoliche, ma anche nei pannelli solari e per la produzione di batterie ad esempio per i veicoli elettrici.

Da questo punto di vista, Goldman Sachs stima che nei prossimi dieci anni la domanda di rame crescerà di oltre il 500% attorno ali 5,4 milioni di tonnellate, una cifra che potrebbe essere addirittura superiore in caso di una maggior adozione delle tecnologie rinnovabili. Secondo la banca americana l'espansione dei data center e dell'intelligenza artificiale sarà uno dei driver più importanti per il rame nel corso dei prossimi anni e per questo potrebbe secondo le loro stime raggiungere i 12.000 dollari per tonnellata entro la fine dell'anno.

Dall’altra parte, l’offerta di rame rimane in tensione. Questo perché la scoperta e l'estrazione di nuove miniere di rame che è un processo lento e costoso. Inoltre, alcune delle maggiori miniere di rame esistenti stanno chiudendo o rivedendo al ribasso le proprie stime di produzione a causa dell'esaurimento delle riserve o per via di problemi ambientali, con le previsioni che stimano che questa situazione si aggraverà in futuro continuando così a sostenere i prezzi. In tal senso, alcune stime indicano che entro il 2030 i vecchi e i nuovi progetti minerari riusciranno a soddisfare solo l'80% della domanda complessiva di rame.

Le prospettive divergenti nei prossimi decenni tra la domanda e l'offerta di rame sono ben osservabili dal grafico qui sotto di Bloomberg. Come vediamo, se la domanda di rame è vista in continua crescita, l'offerta è vista sostanzialmente stabile fino al 2030, per poi iniziare a decrescere. 

Petrolio: una risorsa ancora fondamentale per l'economia globale

Nonostante la crescente spinta e adozione delle energie rinnovabili, il petrolio rimane una fonte energetica fondamentale per la nostra economia globale. La sua importanza è destinata a rimanere tale nel medio-lungo periodo, alimentata anche dall'aumento della domanda dei paesi emergenti.

Intanto si mantengono volatili le quotazioni del greggio, con i prezzi mossi a causa di fattori contrastanti che riguardano le recenti decisioni dell'OPEC+, la domanda di carburante prevista nel periodo estivo, oltre che le tensioni geopolitiche in Ucraina e in Medio Oriente.

La recente flessione del petrolio è stata infatti causata anche dalla decisione di otto membri del cartello dell'OPEC+ che, guidati da Arabia Saudita e Russia, hanno concordato di estendere fino alla fine del 2025 gli attuali tagli alla produzione, ma anche un piano graduale per allentare alcuni tagli volontari alla produzione, il tutto in un momento di grande incertezza economica e geopolitica.

La decisione era stata presa con l'obiettivo di sostenere i prezzi del greggio ma ha avuto l'effetto contrario sul mercato con i prezzi che hanno subito un'ulteriore battuta d'arresto. Questo perché in un contesto di incertezze sul fronte della domanda, la riduzione dell'offerta di petrolio potrebbe portare a eccedenze sul mercato e di conseguenza il prezzo è sceso.

Tuttavia, nelle ultime sedute i prezzi del petrolio sono tronati a mostrare i muscoli, con i dati più deboli sul mercato del lavoro Usa (buste paga sotto le attese e disoccupazione in aumento) hanno spinto gli investitori a credere che anche la Federal Reserve taglierà i tassi di interesse entro la fine del 2024 (ora probabilità del 70% circa). Da questo punto di vista, tassi di interesse più bassi fanno sperare in una crescita economica più robusta e di conseguenza in una maggiore domanda di petrolio nei prossimi mesi.

Intanto, emergono visioni contrastanti sulla domanda di greggio. Secondo il segretario generale dell'OPEC la domanda di petrolio è buona e rimane resiliente, con il consumo globale che è in aumento di 2,3 milioni di barili al giorno nel primo trimestre. Al contrario, l'Agenzia internazionale per l'energia ha affermato che la domanda di oro nero nei primi tre mesi del 2024 è stata più debole del previsto e stima una crescita di appena 1,2 milioni di barili al giorno.

"Riteniamo che i mercati petroliferi abbiano reagito in modo eccessivo all'esito moderatamente negativo della riunione dell'OPEC+", ha commentato l'analista di Barclays Amarpreet Singh. "Gli indicatori della domanda si sono certamente allentati un po' di recente, ma non stanno precipitando".

Il Cash Collect sulla coppia rame-petrolio per un 12% annuo

Ecco che proprio in questo delicato contesto geopolitico ed energetico si pone il Cash Collect di Leonteq sul rame e sul petrolio WTI. 

Nel dettaglio, il certificato ISIN CH1336238634 punta sul basket worst of composto dal rame (prendendo come sottostante il prezzo spot LME Copper 3M, ticker Bloomberg LMCADY Comdty), e il future del petrolio americano (contratto generico WTI, con ticker Bloomberg CL1 Comdty). 

Lo strumento offre premi mensili dello 1% (pari a 10 euro a certificato), con il premio annuo che può così arrivare al 12% annuo. Il tutto a fronte del posizionamento delle barriere al 60% dei livelli di riferimento iniziali (strike), sia per l'ottenimento dei premi mensili che per il rimborso del capitale a scadenza. In tal senso, lo strumento offre un rendimento potenziale a due cifre ed un solido cuscinetto protettivo su due asset strategici e dalle ottime prospettive future. Teniamo infatti presente che la barriera al 60% permette una protezione del capitale fino ad un crollo del 40% dei sottostanti.

Come vediamo dalla tabella qui sotto, il petrolio WTI è attualmente il worst of del paniere dato che si trova in calo del 9% dai livelli iniziali. Tuttavia, il greggio si trova ancora molto distante (34% circa) dal suo livello barriera al 60% poco sotto a quota 50 dollari.

Premi con memoria dell'1% mensili

Tra i punti di forza del certificato troviamo anche la presenza delle cedole con effetto memoria che permette di non perdere le cedole non pagate in una data per il mancato rispetto della condizione di pagamento. E così, nel caso in cui un premio non fosse pagato in una finestra cedolare, questo non sarebbe perso definitivamente ma sarà messo in memoria, con la possibilità di essere recuperato in una successiva finestra cedolare se i tre titoli del paniere si riportino nuovamente al di sopra dei predefiniti livelli barriera.

Ma non solo, perché lo strumento presenta anche l'opzione "Quanto" che permette all'investitore di proteggersi contro le fluttuazioni del cambio euro/dollaro. Il certificato è infatti espresso in euro.

Possibile la chiusura anticipata 

Inoltre, tra le caratteristiche del certificato ISIN CH1336238634 troviamo anche la presenza della softcallability. L’emittente avrà dunque la facoltà di richiamare discrezionalmente il prodotto a partire dalla finestra cedolare di ottobre 2024. In tal caso, l’investitore incasserà tutte le cedole dovute fino a quel momento (con effetto memoria), oltre che ovviamente il rimborso del valore nominale, pari in questo caso a mille euro.

Tuttavia, lo strumento potrebbe anche non essere richiamato anticipatamente arrivando così alla sua data di scadenza prevista per il 15 aprile 2027. In tal caso, come per tutti i classici Cash Collect, anche il prodotto in questione prevede due scenari:

  • Se i due sottostanti (rame e petrolio) si troveranno sopra i rispettivi livelli barriera al 60% dello strike, allora il certificato pagherà 1000 euro (valore nominale), più l’ultimo premio cedolare e quelli eventualmente non pagati grazie all’effetto memoria.
  • Al contrario, se anche solo uno delle due materie prime del paniere si dovesse trovare a scadenza al di sotto del suo livello barriera al 60%, allora il certificato rimborserà un valore commisurato alla perdita del titolo peggiore (worst of). Se ad esempio il prezzo del rame crollerà a scadenza il 50%, allora il certificato rimborserà 50 euro.

Ricordiamo infine che questo prodotto, essendo un certificato di investimento, è efficiente anche dal punto di vista fiscale dato che le sue cedole sono assoggettabile come reddito diverso, permettendo così la compensazione delle minusvalenze.

Guarda l'analisi

Disclaimer:

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 6 su una scala da 1 a 7. L’investimento in questa tipologia di Certificate espone il risparmiatore al rischio default dell’emittente. Tutti i rendimenti espressi sono al lordo delle imposte.

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza nemmeno generica o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

Ricordiamo, prima dell’adesione, di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente: Clicca qui.

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