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Puntare sulle banche italiane con ampie barriere e rendimento

Focus su una nuova emissione di BNP Paribas: un certificato con barriere al 50% sui due maggiori titoli bancari italiani, Intesa e Unicredit (ISIN XS2705275233). Vi spieghiamo perché questo prodotto riesce ad offrire un interessante mix fra protezione e rendimento per il portafoglio dell’investitore.

 

Il settore bancario esce vincitore dai tassi alti

 

Se c’è un settore che non teme i rischi del mantra della Federal Reserve “higher for longer” è quello bancario. Per gli istituti di credito, infatti, i rialzi dei tassi degli ultimi anni hanno rappresentato un fattore positivo, permettendo di ampliare i margini operativi. Operativamente, quasi tutti i maggiori titoli bancari nel 2023 si sono apprezzati. Fra questi troviamo senz’altro le grandi banche italiane, con Unicredit a guidare i rialzi, ma anche Intesa, Banco BPM, Bper e gli altri big del comparto non sono stati da meno.

 

Per gli analisti potrebbe esserci spazio per altri rialzi, anche se verosimilmente non ampi come nel 2023. Lo scenario, però, presenta anche fattori di incertezza, con le prospettive di un rallentamento economico e le questioni geopolitiche che lasciano aperti vari spazi di riflessione.

 

Per chi volesse puntare sui due maggiori nomi del comparto bancario italiano, con un ampio margine di protezione, troviamo il certificato callable ISIN XS2705275233.

Intesa Sanpaolo e Unicredit sono le due azioni sottostanti ed il prodotto offre un rendimento che può arrivare fino al 10% annuo. Sono infatti previste cedole trimestrali del 2,50%, pagate a patto che le due azioni non perdano oltre il 50% dai prezzi di osservazione iniziale.

 

Ecco, quindi, il tema chiave di questa emissione: le barriere al 50%, che permettono all’investitore di sfruttare al meglio le potenzialità dei certificates in caso di moderati ribassi. Infatti, a fronte di un calo anche del 30 o 40% dei sottostanti, il certificato genererebbe un’asimmetria di rendimento, continuando a pagare i premi del 2,50% a trimestre, per un rendimento fino al 10% annuo lordo. Il tutto a patto che Intesa e Unicredit non dimezzino il loro valore in borsa, scenario che al momento pare decisamente lontano.

 

Intesa Sanpaolo

 

MarketScreener ha raccolto i target price ad un anno di oltre venti analisti sul titolo Intesa. Vi diciamo subito che al momento il più basso è pari a 3 euro, mentre il più ottimista raggiunge i 4,05 euro. Ne esce un target price medio di 3,64 euro, con un rialzo potenziale che supera il 25% dai prezzi attuali, con il titolo che staziona in area 2,80 euro.

 

Chiaramente i target price non hanno nessuna valenza scientifica, ma se li confrontiamo con la barriera, collocata in area 1,451 euro per azione, fanno capire la distanza del titolo da questi livelli. Per rivedere Intesa su questi valori dobbiamo tornare indietro ai tempi del Covid, decisamente altri tempi.

 

Ma non solo, come si evince chiaramente dal grafico su time frame settimanale (qui sotto), su Intesa Sanpaolo la barriera si trova sotto tutti i principali supporti dell’ultimo biennio: dall’area 2,30, ai 2 euro, per arrivare anche all’area 1,60-1,70 che nel 2022 frenò la discesa del titolo.

La Banca nel 2023 ha fatto registrare numeri da record, con utili a 7,7 miliardi, in crescita del 76% rispetto ai 4,3 dell’anno precedente. E non è finita qui: Messina, CEO di Intesa, ha annunciato che si attende utili superiori agli 8 miliardi sia nel 2024 che nel 2025.

 

 

Unicredit

 

Anche Unicredit è reduce dal miglior anno di sempre. I profitti sono arrivati a superare gli 8 miliardi e verranno perlopiù destinati a dividendo e buyback di azioni proprie.

Le stime del CdA sono ottime anche per il 2024, atteso in linea con il 2023. Ed anche gli analisti sono concordi con questa view, con target price che oscillano fra i 30 ed i 42 euro per azione (ed un target price medio superiore ai 35 euro).

 

Ecco quindi spiegata l’impennata del titolo, arrivato a sfiorare i 30 euro per azione. Lo strike iniziale, però, è più basso a 28,77 euro (meglio per chi acquista il certificato). Contestualmente la barriera al momento si trova a circa 52 punti percentuali di distanza, in quanto collocata sotto i 14,40 euro per azione.

 

Anche in questo, come vediamo dal grafico, la barriera si trova su livelli di prezzo ben ragionati (sotto il maxi supporto in area 14,5-15 euro determinato dai massimi di inizio 2022 e dai minimi di inizio 2023, per intenderci).

 

 

Come funziona il certificato su Intesa e Unicredit

 

Il certificato strutturato da BNP Paribas prevede cedole trimestrali di 2,5 euro su base trimestrale, per un ammontare quindi pari al 2,50% lordo del valore nominale del certificato (100 euro). I premi sono pagati a patto che le due azioni sottostanti si trovino sopra le barriere, posizionate in questo certificato al 50% dei prezzi di osservazione iniziale.

 

A partire dal terzo trimestre l’emittente ha la facoltà di richiamare anticipatamente il certificato in maniera discrezionale, trattandosi di un prodotto callable. Se ciò avviene sono pagati tutti i premi dovuti fino al momento del richiamo. Pertanto, se il certificato fosse richiamato nel novembre 2024, l’investitore riceverebbe tre premi del 2,50% cadauno ed il rimborso dell’intero valore nominale, pari a 100 euro per certificato.
 

 

Valore di rimborso del certificato

 

La vita massima di questo certificato di investimento è pari a tre anni, con osservazione finale in data 8 febbraio 2027 e rimborso il 17 febbraio. Se non interviene il richiamo discrezionale dell’emittente, a scadenza sono possibili due scenari. Nel caso in cui le due azioni di Intesa Sanpaolo e Unicredit Bank si troveranno sopra i rispettivi livelli barriera l’investitore riceverà l’ultima cedola ed il rimborso del valore nominale. Grazie alla presenza dell’effetto memoria sarebbero pagati anche eventuali premi precedentemente non corrisposti. Emerge quindi la forza dei certificati, in grado di offrire un rendimento positivo anche in caso di ribassi fino al 50% da parte dei sottostanti.

Si otterrebbe una perdita soltanto nel caso in cui uno o entrambi i titoli si trovassero sotto barriera a scadenza, con un rimborso in questo caso contestuale alla performance del worst of.
 

 

La solidità dell’emittente

 

L’emittente del certificato è BNP Paribas. La banca francese gode di ottimi rating: al momento dell’emissione è valutata con un giudizio “Aa3” da Moody’s, “A” da S&P’S Rating ed “A+” da Fitch. I certificates sono già negoziabili sull’Euro TLX di Borsa Italiana e la liquidità è garantita da BNP Paribas.

 

Ricordiamo che alla pagina di Websim analisi certificati avanzata, trovate tutte le caratteristiche principali del prodotto riassunte. Tra queste figurano i livelli di strike, le barriere, la distanza da strike e barriera dei titoli o indici, volatilità implicita a 1 anno e correlazione dei sottostanti, oltre a tanti altri dati utili per valutare il prodotto.

 

Disclaimer:

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 6 su una scala da 1 a 7. L’investimento in questa tipologia di Certificate espone il risparmiatore al rischio default dell’emittente. Tutti i rendimenti espressi sono al lordo delle imposte.

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