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Puntare sull’oro nero con alto rendimento e protezione

Il petrolio è una delle materie prime più seguite dagli investitori, ma anche uno degli asset cruciali nell’economia globale. Spesso non è facile coglierne i movimenti di breve termine, in molti casi derivanti da news macroeconomiche o geopolitiche, mentre allargando lo zoom lo scenario cambia, con tendenze di prezzo che a volte risultano più definite.

Al momento il petrolio si trova in una fase di volatilità relativamente contenuta. Le quotazioni del WTI si stanno muovendo da oltre un anno in un trading range di circa 25 dollari, fra i 65 ed i 90 dollari al barile. Valori leggermente più alti, ma simili, per il Brent.

Come sfruttare questo scenario per ottenere rendimento dal petrolio? Un’interessante opzione di investimento arriva da EFG International, solida banca svizzera e partner storico di Leonteq, che nel novembre scorso ha quotato un prodotto con sottostanti WTI e Brent, i due principali benchmark del greggio. Stiamo parlando del certificato softcallable ISIN CH1300970659, già negoziabile sull’Euro TLX di Borsa Italiana.

Premi mensili dell’1%

Il certificato paga ricchi premi mensili dell’1%, con un rendimento cedolare che può quindi arrivare al 12% annuo. Il tutto a fronte di barriere decisamente ampie, collocate al 60% dei prezzi di osservazione iniziale. Da notare come sia la barriera del Brent che quella del WTI sono collocate sotto i 50 dollari, prezzi che dopo la ripresa post Covid non si sono più registrati. Pertanto, il prodotto offre un rendimento potenziale a due cifre ed un solido cuscinetto protettivo. In altre parole, anche a fronte di moderati ribassi da parte dei sottostanti, l’investitore ottiene un rendimento positivo, oltre ad avere la possibilità di diversificare il portafoglio puntando su una delle principali materie prime.

In questo certificato, poi, le barriere sono discrete, con osservazione soltanto alla scadenza (e non in continua come capita nei certificates con barriere all’americana).

Cedole con effetto memoria

Tra i punti di forza del certificato troviamo anche le cedole con effetto memoria e quindi nel caso in cui un premio non fosse pagato, non sarebbe definitivamente perso. Verrebbe portato a memoria, con possibilità di essere recuperato in una successiva finestra cedolare se i due benchmark petroliferi fossero nuovamente sopra barriera. Nel caso in cui i premi a memoria fossero più di uno, potrebbero essere pagati cumulativamente.

Petrolio: analisi di scenario

Come da tradizione il Brent, petrolio del Mare del Nord Europa, naviga su valori leggermente più alti rispetto al WTI, acronimo di West Texas Intermediate e benchmark per il greggio americano. Operativamente, infatti, il prezzo del Brent quota sopra gli 80 dollari, mentre il WTI vale attualmente circa 78 dollari al barile. Partiamo con l’analisi del WTI.

La quotazione si trova nel mezzo del trading range dell’ultimo anno (fra 65 e 90 dollari al barile), in linea con i valori di strike. Fra fine 2023 ed inizio 2024 il WTI ha costruito una solida base supportiva in area 68-70 dollari al barile. Più in basso troviamo importanti aree di supporto anche tra i 63 ed i 65 dollari al barile. Decisamente più lontani i minimi raggiunti nel periodo pre-Covid (2019) in area 51 dollari. In tal senso, teniamo presente che il livello di barriera si trova ben 10 punti percentuali al di sotto di questi valori (barriera a quota 46,9 dollari, linea rosso nel grafico) , un livello di protezione che appare quindi ben ragionato e che offre all’investitore una buona protezione anche di fronte a un brusco crollo del prezzo del petrolio.

Discorso simile per il Brent, che ad oggi vale circa 82 dollari al barile e anche in questo caso, prima di arrivare al livello barriera, sono presenti numerose aree di supporto. In tal senso, segnaliamo le aree supportive viste tra i 65 e i 71 dollari al barile, mentre un altro livello chiave è posizionato a quota 55 dollari al barile, sui minimi del 2019 (nonché sui valori più bassi dal 2017).

Come dicevamo, anche in questo caso la barriera di protezione si trova ampiamente sotto questi livelli (collocata poco sotto i 50 dollari al barile a 49,5 dollari, linea rossa nel grafico sotto), prezzo che negli ultimi cinque anni si sono visti soltanto durante il Covid.

Perché il petrolio è ancora un asset centrale nell’economia?

Partiamo da un numero inconfutabile: nel 2023 la domanda di petrolio globale ha raggiunto nuovi record storici, superando i 102 milioni di barili al giorno. L’aumento anno su anno è stato di 2,4 milioni di barili al giorno (oltre il 2% in più).

Il petrolio si dimostra quindi più che mai centrale nell’economia moderna e lo resterà a lungo. Per capire le tempistiche della transizione green basterà ricordare che al Cop28 dello scorso dicembre è stato raggiunto un accordo per la transizione da combustibili fossili ad energie alternative con obiettivo 2050, ossia fra oltre 25 anni, ammesso che non vi siano ritardi. Decisamente altre tempistiche rispetto alla durata del certificato, che ha una scadenza fissata per novembre 2026, fra poco più di due anni e mezzo.

Un certificato softcallable

Tra le caratteristiche del certificato ISIN CH1300970659 ricordiamo anche la softcallability: a partire dalla finestra cedolare di marzo 2024 e quindi l’emittente avrà la facoltà di richiamare discrezionalmente il prodotto, trattandosi di un certificato softcallable. Nel caso in cui il certificato fosse richiamato anticipatamente, l’investitore incasserebbe tutte le cedole dovute fino a quel momento (con effetto memoria) e riceverebbe il rimborso del valore nominale, pari a mille euro.

Investire sul petrolio senza rischio di cambio

Il petrolio, così come la maggior parte delle materie prime, è quotato in dollari. Con questo certificato, però, non si è esposti al rischio di cambio, in quanto è presente l’opzione quanto. Il prodotto è quindi denominato in euro, con valore nominale di mille euro. Il risultato finale dell’investimento dipenderà unicamente dall’andamento delle quotazioni del greggio.

Nel caso in cui il prezzo di WTI e Brent alla scadenza si trovi sopra la barriera del 60%, l’investitore riceverà il pagamento dell’ultima cedola, pari all’1% (sempre con effetto memoria), cifra cui si aggiungerà il rimborso del valore nominale. In caso contrario si otterrà una performance pari a quella fatta registrare dal peggiore fra WTI e Brent, con un rimborso quindi inferiore a 600 euro per certificato.

Websim: analisi avanzata sui certificates

Ricordiamo che alla pagina di Websim analisi certificati avanzata, trovate tutte le caratteristiche principali del prodotto riassunte, tra cui i livelli di strike, le barriere, la distanza da strike e barriera dei titoli o indici, volatilità implicita a 1 anno e correlazione dei sottostanti, oltre a numerosi altri dati utili per valutare il prodotto.

 

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