COMUNICAZIONE DI MARKETING

Puntare sull'Italia con l'AMC Top Selection di Intermonte

Flessibilità e compensazione fiscale: i vantaggi dell’AMC 

Diversamente da tutti gli altri certificati, gli Actively Managed Certificates (AMC) sono discrezionali, per questo vengono definiti “attivi”. Ciò significa che il sottostante, che nel caso del Intermonte Italia Top Selection sono le azioni italiane di grande e media capitalizzazione che compongono l’indice di riferimento, possono cambiare nel tempo sulla base delle scelte assunte dall’index advisor del certificato. Di fatto un prodotto che ha gli stessi obiettivi di un fondo comune che investe in azioni italiane, ma, avendo la veste di certificato, con caratteristiche diverse. 

Ecco alcuni vantaggi e qualche criticità che è bene conoscere. 

I vantaggi sono riconducibili a due: flessibilità e compensazione fiscale

Gli AMC sono molto flessibili, e questo è vero non solo per l’index advisor e l’emittente del prodotto, ma anche per l’investitore. Infatti: 

  • I costi amministrativi sono più bassi. Questo permette agli emittenti di creare un AMC anche con nav contenuti rispetto ai tradizionali prodotti sul mercato. Sarà possibile creare prodotti specializzati sia per aree geografiche che per temi di investimento con grande rapidità. L’investitore potrà scegliere fra diversi prodotti e comporre il suo portafoglio con agilità e facilità sia in fase di investimento che di disinvestimento, avendo a disposizione quotidianamente un prezzo trasparente sul mercato SEDEX e TLX.
     
  • Il trattamento fiscale: gli eventuali profitti sono classificati come redditi diversi e possono essere compensati con minusvalenze pregresse, a differenza della maggior parte dei prodotti sul mercato che generano redditi da capitale. La tassazione è al 26%.
     
  • Un AMC non deve sottostare ai vincoli UCITS IV, tra cui ad esempio i limiti di concentrazione e non deve battere un benchmark stabilito a priori, il suo obiettivo è la performance assoluta.
     
  • L'AMC può rimanere liquido fino al 50% del totale degli investimenti. 
     
  • La distribuzione diretta attraverso SeDex e TLX, che lo rende libero dai tipici accordi di collocamento che spesso limitano la disponibilità di alcuni prodotti e lo rende facilmente acquistabile. 

Dall’altro lato, l’AMC, essendo un certificato, espone l’investitore al rischio di credito dell’emittente, non sussistendo alcuna segregazione patrimoniale tra gli asset del certificato e quelli propri dell’emittente, come invece accade nei classici prodotti di risparmio gestito. 

La management Fee annua dell’AMC Italia Top Selection è dell’0,50%, oltre ad una fee di strutturazione dello 0,5%. Inoltre, è prevista una performance fee del 20% con highwatermark assoluto. Questo significa che verrà applicata solo sui reali incrementi di valore del certificato e non in termini relativi rispetto ad un benchmark. Non sarà quindi applicata, ad esempio, una performance fee se il certificato farà meglio dell’indice (ipotizziamo -2%) con l’indice a -5%. Inoltre, in caso di performance fee applicate per una performance positiva dell’indice, in caso di successivo calo, fino al raggiungimento del precedente massimo non verrà mai più applicata alcuna performance fee. 

In sostanza la commissione di incentivo può essere calcolata solo se il valore della quota sia aumentato e il valore raggiunto sia superiore a quello più elevato mai raggiunto in precedenza. 

Per chi volesse approfondire, questo il link ad un nostro precedente articolo formativo sugli Actively Managed Certificate. 

Venticinque anni di esperienza sul mercato italiano a servizio dell’investitore 

Intermonte è una banca d’affari con un DNA squisitamente italiano, da oltre 25 anni centro d’eccellenza nell’intermediazione finanziaria. Possiede uno dei più importanti Uffici Studi di ricerca su azioni italiane, composto da 14 analisti finanziari, a cui si affianca il nostro Chief Global Strategist Antonio Cesarano. Un know how di impareggiabile valore che Intermonte mette a disposizione del nostro team di Advisory e gestione. 

Il processo d’investimento sarà suddiviso in tre fasi

  • Si comincia dall’analisi macroeconomica. Il team di Advisory e Gestione si confronta costantemente con il nostro Chief Global Strategist Antonio Cesarano che ha il compito di studiare il contesto di mercato per decifrare le variabili chiave che influenzano il mercato azionario italiano (tassi, valute, politica, commodities, ecc…). Il tutto per individuare i settori su cui puntare.
     
  • Dal confronto con il team di analisti, attraverso l’analisi fondamentale, si individuano le società su cui investire sviluppando un portafoglio core, con orizzonte di lungo periodo (70% dell’investito). Di fatto, le società su cui puntare per entrare in trend strutturali di lungo termine. Al portafoglio strategico, si affiancherà quello tattico, più di breve durata, utilizzato per generare performance nel breve. 

  • Incontri periodici del team di gestione con le società quotate inserite nel portafoglio strategico. Fondamentale per cogliere opportunità o rischi. 

I numeri del portafoglio Intermonte sul mercato azionario italiano

 

 

 

Come sempre però, quando si parla di mercati finanziari, bisogna lasciar parlare i numeri, perché sono questi che fanno la differenza. E non si può certo dire che quelli realizzati con costanza negli ultimi 18 anni da Intermonte non siano di tutto rispetto. 

Il grafico sopra confronta l’andamento borsistico dal 2005 a fine 2023 del Ftse Italia All Share (in rosso), con quelle del portafoglio modello di Intermonte (in blu). L’impatto visivo di per sé è illuminante. I grafici del FTSE Mib o del Ftse Italia All Share (che considera tutte le azioni italiane) li conosciamo molto bene. I due panieri non sono mai stati in grado di recuperare i massimi del 2007. Il nostro portafoglio modello invece è già riuscito a recuperare i massimi del 2007 e punta ovviamente a proseguire nella sua sovra-performance. 

Importante anche il grafico ad istogrammi che evidenzia come in ognuno dei 18 anni del periodo di analisi (da quando il portafoglio modello è stato lanciato) Intermonte ha sempre battuto l’indice FTSE Italia All Share. Sia negli anni di bull che di bear market. In particolare, nel periodo di 19 anni evidenziato, il CAGR, ovvero il tasso di crescita annuale composto del portafoglio, è stato del 6,93%, mentre quello del Ftse Italia All Share del +0,46%, evidenziando una differenza resta lampante. Ricordiamo che il portafoglio modello di Intermonte è Total Return, quindi i dividendi azionari sono reinvestiti. 

L’AMC è uno strumento che consente un’elevata flessibilità in quanto il team advisory potrà scegliere il livello di liquidità del portafoglio modello destinandogli fino al 50% del portafoglio. Capirete bene che questo può fare la differenza in un bear market, ma anche ora che i mercati europei sono tornati sui top di lungo corso. 

Sappiamo tutti come il mercato italiano sia, per ovvie ragioni, quello preferito dagli italiani. Un mercato in realtà molto complesso da gestire e su cui è molto difficile fare stock picking. L’AMC Italia Top Selection è dunque la soluzione ideale per inserire una selezione delle migliori aziende italiane nel vostro portafoglio, lasciando fare il difficile lavoro di scelta del giusto peso e di selezione dei titoli ad un team di professionisti. 

Essendo un certificato a gestione attiva non bisognerà ragionare come per i soliti certificati d’investimento. Infatti, non esiste il premio o sconto sul valore nominale e anzi la gestione sarà fruttuosa se vi sarà un continuo apprezzamento del valore del certificato. 

Sul sito di Websim troverete un’analisi periodica dell’andamento del portafoglio ogni fine mese e diversi video dedicati. 
 

Disclaimer:

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 4 su una scala da 1 a 7.

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza nemmeno generica o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

Ricordiamo, prima dell’adesione, di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente: clicca qui.

COMUNICAZIONE DI MARKETING