COMUNICAZIONE DI MARKETING

Puntare sul futuro dell’asset management con un rendimento del 9%

Il mondo del risparmio gestito è pronto per la svolta. I motivi? Un mix tra intelligenza artificiale, aumento dei tassi di interesse e della domanda di prodotti sofisticati, oltre che diverse fusioni tra i big colossi del settore, tutti fattori che stanno creando molte opportunità di crescita e di consolidamento per gli asset manager.

Secondo il “Global Asset and Wealth Management Survey” pubblicato sei mesi fa da PwC, il mondo del risparmio gestito si appresta a un periodo di forte consolidamento, con un fiorire di operazioni di M&A (acquisizioni e fusioni). Entro il 2027, sostiene lo studio, un gestore patrimoniale su sei (16%) sarà assorbito da una società concorrente.

La campagna di acquisizioni e fusioni è partita come inevitabile reazione di un settore alle prese con molteplici sfide, di cui le più importanti sono la trasformazione digitale con la diffusione dell’intelligenza artificiale, e il cambiamento delle aspettative degli investitori.

Lo studio afferma che il 73% degli asset manager sta prendendo in considerazione un consolidamento strategico con un altro asset manager nei prossimi mesi, al fine di ottenere l'accesso a nuovi segmenti di mercato e mitigare i rischi. Quanto alla tecnologia, oltre il 90% degli asset manager sta già utilizzando strumenti tecnologici dirompenti (tra cui big data, AI e blockchain) per migliorare le performance degli investimenti.

Come conseguenza diretta di queste pressioni, PwC prevede che entro il 2027 i dieci maggiori gestori patrimoniali controlleranno circa la metà di tutti gli asset dei fondi comuni a livello globale, rispetto al 42,5% del 2020.

Nel 2022 i gestori patrimoniali hanno affrontato un anno difficile, con un calo del patrimonio globale in gestione (AUM) a 115,1 trilioni di dollari, quasi il 10% in meno rispetto al massimo del 2021 (127,5 trilioni di dollari). Si è trattato del calo maggiore in un decennio. A rendere la vita difficile per chi gestisce i patrimoni dei clienti sono state l’alta inflazione, la volatilità dei mercati, e soprattutto il rialzo dei tassi di interesse che ha creato occasioni di investimento interessanti con alti rendimenti e basso rischio, favorendo così la fuga dei clienti da prodotti più complessi e costosi.

Tuttavia, la fine della stagione della alta inflazione e l’imminente avvio di un calo dei tassi fanno prevedere a PwC una ripresa degli AUM entro il 2027, anno in cui dovrebbero raggiungere a livello globale i 147,3 trilioni di dollari, con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 5%.

Settore in fermento dopo la maxi-acquisizione di BlackRock

Che nel mondo del risparmio gestito e degli investimenti ci sia fermento lo dimostra l’ultima grande acquisizione annunciata il 15 gennaio da BlackRock, il colosso americano del settore, che ha comprato per 12,5 miliardi di dollari Global Infrastructure Partners (GIP). È la più importante acquisizione realizzata da BlackRock da quando nel 2009 comprò Barclays Asset Management. Specializzata in investimenti nel settore delle infrastrutture, dell’energia, dei trasporti, della gestione dell’acqua e dei rifiuti, GIP gestisce asset per circa 100 miliardi di dollari.

La società di consulenza Bain & Company ha fatto una panoramica delle più recenti operazioni di M&A nel settore: delle 503 operazioni avvenute nei primi nove mesi del 2023, 188 hanno riguardato società di gestione patrimoniale che hanno acquisito altre società di gestione patrimoniale in operazioni di scala. Questo è stato l'impulso alla base dell'offerta di 1,3 miliardi di dollari di Franklin Templeton per Putnam Investments e del recente acquisto di Avantax da parte di Cetera Holdings per 1,2 miliardi di dollari.

In altre operazioni di scala, la banca universale Indosuez Wealth Management del Crédit Agricole ha acquistato una quota di maggioranza della banca privata Degroof Petercam per poco più di un miliardo di dollari, mentre UBS ha acquisito la rivale Credit Suisse, creando un istituto bancario e di gestione patrimoniale con un bilancio di 1.600 miliardi di dollari. Nel frattempo, la domanda da parte dei clienti di prodotti d'investimento più sofisticati ha indotto i gestori patrimoniali a perseguire accordi di portata che aggiungono capacità di vendita di investimenti alternativi, come i prodotti del private capital. Questo è stato l'obiettivo dell'acquisto da parte di MetLife della società privata di investimenti alternativi Raven Capital Management.

Il certificate su tre campioni dell’asset management

Proprio per cavalcare questo scenario che il gruppo svizzero EFG ha recentemente lanciato in Italia uno strumento di investimento molto interessante, un certificate che investe su tre campioni dell’asset management come l’italiana FinecoBank e le due società americane Morgan Stanley e State Street. Questo certificate, identificato dal codice ISIN CH1316653794, ha una durata di tre anni e si caratterizza per l’ottimo rapporto fra il rendimento potenziale offerto, pari al 9% all’anno, e la protezione al capitale, che è interamente garantito fino a un ribasso del 40% del peggiore dei sottostanti (barriera al 60%).

Cedole mensili dello 0,75% (9% all’anno) con barriera al 60%

Il prodotto è stato lanciato sul mercato il 29 gennaio a un valore nominale di 1.000 euro. Chi compra oggi questo certificate (l’ultimo prezzo sul mercato secondario è 1.002 euro) incasserà ogni mese da qui a gennaio 2027 un premio da 7,50 euro (90 euro all’anno), a condizione che alle date di osservazione previste nessuno dei tre sottostanti scenda sotto la barriera collocata al 60% del fixing iniziale.

Le cedole sono con memoria, e quindi se a una data di osservazione non ci saranno le condizioni per il pagamento della cedola il premio non sarà cancellato, ma resterà nella memoria del prodotto. Il premio verrà pagato alla prima scadenza successiva in cui tutti e tre i sottostanti saranno di nuovo sopra la barriera (o allo stesso livello).

Alla scadenza (gennaio 2027), se le azioni di Fineco, Morgan Stanley e State Street saranno sopra il Valore iniziale, il certificate verrà rimborsato al valore iniziale di 1.000 euro e l’investitore riceverà l’ultimo premio e i premi eventualmente non pagati e trattenuti in memoria.

Se invece anche solo uno dei sottostanti quoterà allo stesso livello della barriera o al di sotto, il certificate verrà rimborsato in proporzione alla performance del peggiore dei sottostanti. Un esempio può chiarire meglio il meccanismo: ipotizzando per il peggiore dei sottostanti un ribasso dal fixing del 55%, il prodotto verrà rimborsato al 45% del valore iniziale, vale a dire a 450 euro. Ovviamente l’investitore non riceverà né l’ultima cedola, né quelle trattenute in memoria.

Possibile il rimborso anticipato

Infine c’è la possibilità che il certificate CH1316653794 non arrivi fino alla scadenza finale, perché l’emittente si è riservato il diritto (ma non l’obbligo) di rimborsare anticipatamente il certificate a sua discrezione pagando il 100% del valore nominale (1.000 euro) più l’ultima cedola e le cedole eventualmente in memoria. Questa facoltà, che definisce il prodotto come un certificate softcallable, potrà essere esercitata ogni mese a partire da ottobre 2024.

Focus sui sottostanti


Fineco

Nonostante le condizioni difficili del mercato, Fineco ha comunicato all’inizio di febbraio risultati del 2023 molto buoni. La Borsa, però, ha scontato lo scenario complesso e negli ultimi 12 mesi le azioni Fineco sono scese del 20% riducendo la capitalizzazione a 7,8 miliardi di euro. 

Fineco ha chiuso il 2023 con ricavi a 1.237,6 milioni di euro, +30,5% a/a, trainati dall'Investing (+6,8% a/a) grazie al crescente contributo di Fineco Asset Management e ai maggiori margini netti sul gestito, e dal Margine Finanziario (+75,4% a/a). L'utile netto si è assestato a 609,1 milioni di euro, in crescita del 42,0% rispetto al 2022.

I Total Financial Asset al 31 dicembre 2023 si attestano a 122,6 miliardi di euro, in rialzo (+15,0% a/a) rispetto a dicembre 2022. Il saldo della raccolta gestita risulta pari a 58 miliardi di euro, in rialzo dell'11,4% a/a, il saldo della raccolta amministrata risulta pari a 36,1 miliardi di euro (+50,9% a/a), il saldo della raccolta diretta risulta pari a 28,4 miliardi di euro (-7,0% a/a).

Nel 2023 la raccolta è stata pari a 8,8 miliardi di euro, confermandosi solida anche in una fase di mercato particolarmente complessa. La raccolta gestita è stata pari a 2,7 miliardi di euro, la raccolta amministrata si è attestata a 8,3 miliardi di euro, mentre la raccolta diretta è stata pari a -2,1 miliardi di euro.

La media dei target price degli analisti è 14,5 euro, un obiettivo di prezzo che implica un potenziale di rialzo del 10% rispetto alla quotazione attuale.
Il certificate CH1316653794 fissa la barriera per le azioni Fineco a 8,196 euro: bisogna dire che le quotazioni di Fineco non scendono sotto quel livello dal marzo 2020, durante il minimo della crisi del Covid.


Morgan Stanley

Morgan Stanley è uno dei nomi più blasonati della finanza americana, una banca fortemente impegnata nell’asset management e nel wealth management che insieme nel 2022 hanno rappresentato il 55% dei ricavi del gruppo. La banca ha chiuso il quarto trimestre 2023 con un utile di 1,52 miliardi di dollari, pari a 85 centesimi per azione, in calo di oltre il 30% rispetto ai 2,24 miliardi di dollari dello stesso periodo dell’anno precedente.

I ricavi complessivi sono ammontati a 12,9 miliardi di dollari (12,75 miliardi nell’anno precedente) e hanno superato le stime degli analisti.
Morgan Stanley ha dichiarato che le entrate derivanti dall'attività di investment banking sono aumentate del 5% rispetto all’anno precedente, grazie a un incremento del 25% delle entrate derivanti dalla sottoscrizione di titoli a reddito fisso, in presenza di maggiori emissioni di titoli investment-grade.

Anche l’azione Morgan Stanley è reduce da un 2023 difficile: negli ultimi 12 mesi il titolo è sceso dell’11%. La media dei target price degli analisti è 95 dollari, un prezzo più alto del 10% rispetto alla quotazione attuale.
E’ dal novembre 2020 che Morgan Stanley quota stabilmente sopra la barriera del certificate, fissata a 52 dollari.


State Street

Fondata a Boston nel 1792, State Street conta oggi 42mila dipendenti ed è una delle maggiori società al mondo di gestione patrimoniale e di servizi per le attività di investimento. A metà gennaio la società ha annunciato i risultati del quarto trimestre 2023 che hanno evidenziato una diminuzione dei ricavi totali e dell'utile netto rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente. Nonostante queste difficoltà, State Street ha registrato un aumento significativo delle attività in custodia e amministrazione e delle attività in gestione, indicando una continua crescita del business in queste aree. Il totale degli Asset under management è cresciuto del 19% a 4.100 miliardi di dollari. I ricavi del trimestre sono stati pari a 3 miliardi di dollari, in calo del 4% sullo stesso periodo del 2022. L’utile si è assestato a 2120 milioni di dollari, in calo del 71%.

L’azione ha sofferto nel 2023: la performance degli ultimi 12 mesi è un calo del 18%. Gli analisti indicano in media un target price a 84 dollari (+14% sul prezzo attuale).
Per quanto riguarda il livello della barriera, fissato a 44,37 dollari, bisogna dire che sono più di 11 anni (da novembre 2012) che le quotazioni di State Street navigano abbondantemente al di sopra.

I livelli di riferimento del certificate CH1316653794

Nella tabella qui sotto riportiamo i livelli di riferimento del certificate CH1316653794. I Valori iniziali sono i prezzi di chiusura del 23 gennaio scorso. La media dei target price è quella calcolata dal sito Market Screener.

 

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