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Partecipazione e protezione, il binomio perfetto per puntare sull’oro

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JE00BKYRRF07
Materie Prime
1.023,80  €

Ultimo aggiornamento alle 10:00 del 12/07/2024

Tipologia:
Certificato con Protezione del Capitale e partecipazione
Sottostante:
SPDR Gold Trust
Rendimento medio annuo:
NaN%

Il 2024 è cominciato esattamente come è finito l’anno precedente: con mercati azionari in spolvero. L’attesa per il taglio tassi da nuova linfa all’equity che ha portato diversi indici a segnare nuovi massimi storici, come per l’S&P 500 e il Nasdaq 100, e tanti indici europei a tornare su livelli che non si vedevano da tantissimi anni. Così per l’Euro Stoxx 50 che tocca i 4.770 punti (livelli del 2000). Così anche per il nostro Ftse Mib, tornato sui livelli di giugno 2008. Tra l’altro, segnaliamo che il Mib si appresta ad atterrare proprio sul ritracciamento di Fibonacci del 61,8% di tutto il down trend avviato dai 44.000 punti del maggio 2007.Livello di resistenza piuttosto importante.

Per ora i mercati appaiono rilassati e rimangono improntati al rialzo. Comprensibile una correzione visto i livelli raggiunti, più difficile pensare ad una inversione di tendenza. Certo il 2024 è un anno veramente complesso e purtroppo gli “imprevisti” sono dietro l’angolo. Lo sappiamo bene. Da un punto di vista geopolitico abbiamo due guerre in corso, in Ucraina e in Medio Oriente, la cui evoluzione è imprevedibile e tante elezioni importantissime. In primis quella per il Presidente degli Stati Uniti a novembre. Scelta che potrebbe cambiare anche in modo importante gli equilibri globali. Rimane poi il tema di politica monetaria. Certo, allo stato attuale il mercato scommette sul taglio tassi (cinque sia per BCE che Fed già nell’anno), ma le insidie non mancano. Se l’economia rimane forte e i dati del lavoro e inflazione non scendono, potremmo avere un forte repricing delle attese del mercato che comporterebbe inesorabilmente ad un ribasso di dimensioni più importanti.

In tale contesto, puntare su un asset class come l’oro che vanta un quadro macro assolutamente favorevole, ha senso. Anche perché, da buon bene rifugio, se dovesse esserci volatilità non farebbe che uscirne ulteriormente rafforzato. Ecco che allora una soluzione a capitale protetto 100% su oro può essere una soluzione d’investimento ideale per tutti quegli investitori che non vogliono perdere la prerogativa di investire direzionalmente sul prezioso, senza prendersi rischi e con garanzie sul capitale investito (al netto come sempre del rischio emittente sempre presente sui certificati). Ci riferiamo al certificato ISIN JE00BKYRRF07 di Goldman Sachs che investe sull’oro puntando sul ETF SPDR Gold Trust. A scadenza, il certificato prevede o la protezione al 100% oppure la partecipazione lineare con cap al 150% (che per l’oro è più che sufficiente). Durata 4 anni e possibilità di richiamo anticipato (callability) da parte dell’emittente. Emittente che però dovrà pagare una cedola del 4,55% cumulabile negli anni. Importante, il prodotto è in euro ed è quanto. Quindi l’investitore non si prende il rischio cambio tipico di un investimento in dollari qual è l’oro. Vediamo tutto nel dettaglio.

Perché puntare sull’oro?

Negli ultimi mesi l’inflazione si è rapidamente allontanata dai massimi sia nelle economie avanzate che in quelle in via di sviluppo. Quasi tutte le principali banche centrali (a parte l’eccezione del Giappone, dove i tassi sono ancora in negativo) hanno ormai raggiunto il picco dei tassi. Ci avviamo quindi verso politiche monetarie decisamente più accomodanti nel 2024 e probabilmente anche negli anni seguenti. Un punto a favore per l’oro, che solitamente tende ad apprezzarsi nelle fasi di ribasso dei tassi di interesse da parte delle banche centrali. Tassi di interesse più bassi, infatti, riducono il costo implicito della detenzione di oro e altri strumenti finanziari che non pagano cedole o dividendi.

Altro input importante riguarda le banche centrali. Negli ultimi anni queste hanno comprato oro a livelli record. Nel 2022 oltre 1.000 tonnellate, così come nel 2023 (non c’è ancora un dato ufficiale, ma il valore dovrebbe essere simile). In particolare, le banche centrali di molti paesi emergenti desiderano ridurre la loro dipendenza dal dollaro come componente centrale delle riserve. Questo trend pare destinato a continuare nei prossimi anni (o forse decenni), sostenendo la domanda di metallo fisico.

La sanguinosa guerra fra Russia e Ucraina non sembra vicina ad una conclusione. Al tempo stesso, lo scenario geopolitico è turbato dalle tensioni in Medio Oriente, con il conflitto fra Israele e Palestina. Se la situazione dovesse precipitare, l’oro giocherebbe un ruolo centrale come bene rifugio per eccellenza e la domanda potrebbe salire sia per il comparto fisico che per quello finanziario.

Un altro elemento positivo per l’oro è rappresentato dalla performance positiva (e migliore di quella dell’argento) registrata nel 2023. Nonostante i tassi alti, il metallo giallo ha performato decisamente bene. Ciò conferma un elevato interesse del mercato e degli investitori per il prezioso, con rischi di ribasso che al momento paiono limitati (e ad ogni modo sarebbero assorbiti dal certificato che è a capitale protetto).

Un certificato in euro per puntare sull’oro

Il certificato ISIN JE00BKYRRF07 emesso da Goldman Sachs permette all’investitore di ottenere a scadenza (gennaio 2028) una performance simile a quella ottenuta da uno dei principali ETF che replicano l’andamento aureo. E’ presente un cap, ossia un tetto massimo alla partecipazione ad eventuali rialzi, pari al 150%, mentre il capitale è interamente garantito (100%) in caso di eventuali discese dell’oro. In altre parole, anche se l’oro dovesse scendere, con questo certificato non si rischiano perdite, salvo rischio emittente, ma parliamo di Goldman Sachs.

Il prodotto emesso da Goldman Sachs offre quindi un’esposizione lineare all’andamento del prezzo dell’oro fino ad una performance del +50%. Cap più che accettabile in funzione della protezione totale del capitale ma anche della volatilità del prezioso. Una performance del +50% infatti equivale ad oltre 3.000 usd per l’oro.

Per l’emittente è presente la possibilità di richiamare anticipatamente il prodotto su base annuale, con un premio che cresce con il passare degli anni. Nel caso in cui il richiamo avvenisse dopo un anno, l’investitore incasserebbe un premio del 4,55%, dopo due anni si sale al 9,10%, mentre il premio se la softcallability fosse esercitata nel gennaio 2027 sarebbe del 13,65%.

 

Se il prodotto non viene richiamato anticipatamente, a scadenza rispecchierà fedelmente l’andamento dell’ETF sul gold, con un rimborso massimo pari al 150% del valore nominale.

Vediamo il tutto con un esempio. Se l’ETF sull’oro dovesse apprezzarsi del 30%, a scadenza il valore di rimborso sarebbe pari a 1300 euro. A fronte di una salita del 55% il certificato rimborserebbe 1500 euro (ossia il 150% del valore nominale, per via del cap). Nel caso in cui l’oro avesse perso il 25%, invece, il rimborso finale sarebbe pari a mille euro, grazie al fatto che ci troviamo di fronte ad un certificato con capitale garantito.

L’oro, come la gran parte delle materie prime è denominato in dollari. Il certificato, però, ha l’effetto Quanto. Pertanto, non si è esposti ad eventuali oscillazioni rialziste o ribassiste dell’euro dollaro. L’unico prezzo da considerare per calcolare il valore di rimborso finale – salvo richiamo anticipato dell’emittente – è quello dell’ETF SPDR Gold Trust, che riflette ovviamente l’andamento del metallo giallo.

Con i certificates si è esposti al rischio emittente. In questo caso, però, sono decisamente solidi i rating dell’emittente, Goldman Sachs. Per Moody’s la banca è “A2”, Standard & Poor's la ha valutata con “BBB+”, mentre Fitch Ratings con “A”.

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Disclaimer:

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 2 su una scala da 1 a 7.

L’investitore è esposto anche al rischio default dell’emittente e alla perdita totale del capitale investito, in caso di azzeramento del valore di uno dei sottostanti.

Ricordiamo, prima dell’adesione, di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente. Clicca qui.

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza – nemmeno generica – o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

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