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No autocall per il Certificate su Moncler, Unicredit e STM

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XS2706608192
Blue Chip Italiane
101,90  €

Ultimo aggiornamento alle 10:00 del 17/07/2024

Tipologia:
Worst-of Phoenix Certificate
Sottostante:
UniCredit - Moncler - STM
Rendimento medio annuo:
8,00%

Partiamo con una premessa: non sono molti i certificates senza autocall, su sottostanti solidi e con barriere ampie in grado di pagare rendimenti importanti. Questo perché l’assenza dell’opzione del richiamo anticipato espone l’emittente al rischio di trovarsi costretto a pagare premi mensili fino a scadenza in caso di rialzi da parte dei sottostanti, ma anche in caso di movimenti laterali o moderatamente ribassisti. Ecco, quindi, una ragione in più per focalizzare la nostra attenzione sul certificato ISIN XS2706608192.

Il prodotto è stato emesso da Barclays, solida banca britannica, ha una durata pari a tre anni (appunto, senza opzione del richiamo anticipato) e le azioni sottostanti sono Unicredit, Moncler e STMicroelectronics, tre big cap di Piazza Affari. Le cedole mensili con memoria pari allo 0,79%, per un rendimento annuo massimo intorno al 9,5%.

Come detto le barriere sono decisamente ampie, in quanto collocate al 50% dei prezzi di osservazione iniziale. Questo livello rappresenta sia la barriera cedolare che quella capitale. Da notare che il certificato gode di una barriera europea (discreta), ossia con osservazione soltanto a scadenza.

Come funziona il certificato per investire su big cap italiane?

Ogni mese è presente una finestra cedolare. Non è previsto richiamo anticipato, né se i sottostanti fossero al di sopra dello strike, né per volontà dell’emittente, come capita invece nei certificates callable. In questo caso, quindi, sappiamo già la durata precisa del certificato e sappiamo che se le tre azioni saranno sopra barriera l’investitore incasserà 36 cedole del 9,48%, per un rendimento massimo che supera il 28% in tre anni.

Il certificato è acquistabile al valore nominale di 100 euro questa settimana, dal 12 al 16 febbraio. Il fixing iniziale sarà dato dai prezzi che si registreranno al closing bell di venerdì 16 febbraio. Dalla settimana seguente, ossia dal 19 febbraio in poi, il prezzo spot del certificato oscillerà in base all’andamento dei sottostanti. Da notare come un simile certificato, in caso di altri rialzi dei tre titoli, potrebbe apprezzarsi anche in maniera significativa, veleggiando ben sopra la pari. I tradizionali certificates autocallable, infatti, in caso di rialzo dei sottostanti, sono presto richiamati dall’emittente. In questo caso invece il certificato arriverà alla sua naturale scadenza nel febbraio 2027 senza estinguersi anticipatamente, con un potenziale reddito decisamente interessante. Chiaramente forti ribassi dei titoli potrebbero invece spingerlo sotto il prezzo di emissione.

Scenari alla scadenza

L’assenza dell’opzione del richiamo anticipato, se vogliamo, rende ancora più semplice e lineare il funzionamento del certificato, grazie ad una vita predefinita ed un flusso cedolare costante, a patto che nessuno dei tre titoli dimezzi il suo valore. Alla scadenza (febbraio 2027) per incassare il valore nominale e l’ultima cedola è sufficiente che le tre azioni si trovino sopra barriera, ossia non abbiano dimezzato il proprio valore.

Questo fa sì che l’investitore ottenga un profitto sia in caso di rialzi dei sottostanti, che se dovessero muoversi in trading range o anche scendere, a patto che i cali a scadenza non raggiungano il 50% (barriera 50% degli strike). In quest’ultimo scenario, infatti, l’investitore otterrebbe una performance simile a quella del worst of, ossia del sottostante con la prestazione peggiore (ed il rimborso sarebbe inferiore al 50% del valore nominale).

Da questa analisi emergono le caratteristiche difensive del prodotto, in grado di generare rendimento positivo anche a fronte di cali dei sottostanti. Ecco di seguito un’analisi sulle tre azioni: Unicredit, Moncler e STMicroelectronics.

Unicredit

La banca di Piazza Gae Aulenti continua a mettere a segno solidi numeri, riscuotendo un grande apprezzamento in borsa. Il titolo è all’interno di un solido trend rialzista che lo ha portato ai massimi da quasi un decennio, salendo oltre i 28 euro.

Nell’ultimo anno ha guadagnato oltre il 55%, mentre da inizio 2024 circa il 15%, numeri che pongono Unicredit ai vertici di un ipotetico ranking bancario europeo del periodo.

A tal proposito, va ricordato come lo scenario di “tassi alti a lungo” non spaventa il comparto banking, che nella crescita del costo del denaro ha trovato nuova linfa per aumentare la marginalità. La poca fretta – per usare un eufemismo – da parte delle banche centrali di abbassare i tassi rappresenta quindi un’ottima news per Unicredit.

La barriera sarà verosimilmente collocata sotto i 15 euro per azione, risultando quindi decisamente ampia, soprattutto se consideriamo un target price medio sul titolo in area 35 euro (stando ai dati raccolti da MarketScreener). Inoltre evidenziamo il supporto chiave a 16 euro che rende la barriera ancora più significativa.

STMicroelectronics

Le azioni di STMicroelectronics sono all’interno di un ampio trading range, ossia un canale laterale, che possiamo identificare circa fra i 32 ed i 47 euro per azione (escludendo un paio di spike rialzisti e ribassisti). Puntare sul titolo con un certificato di investimento potrebbe essere un interessante opzione, in grado di permettere all’investitore di estrarre rendimento anche da un’ampia fase laterale.

Al momento il titolo naviga intorno ai 42 euro, con una barriera che sarà fissata venerdì 16 febbraio al 50% del prezzo di closing, verosimilmente in area 20-21 euro per azione, valori mai toccati dal 2021 in poi. La solida domanda di semiconduttori e il buon andamento dell’azienda italo-francese rendono la barriera decisamente conservativa, almeno stando alle informazioni che abbiamo al momento. Giudizio senz’altro condiviso dalla maggior parte degli analisti, visto che il target price medio sul titolo è di circa 53-54 euro (con un potenziale upside del 30%+ dai valori attuali). Dal grafico si vede bene come STM sia inserito in un solido trend ascendente di lungo corso e vedrebbe la barriera comunque sotto 28 euro che rappresenta un super supporto.

Moncler

Il comparto del lusso è uno dei più ambiti in borsa, con vari titoli del settore che negli ultimi anni hanno messo a segno importanti rally. Anche Moncler ha quasi raddoppiato il suo valore rispetto ai prezzi di cinque anni fa, ma il titolo non si trova sui massimi (raggiunti in area 70 euro per azione nella parte finale del 2021). Potenzialmente un elemento favorevole, anche perché il titolo ha un price/earning inferiore a 30 e scambia su multipli decisamente più bassi rispetto ad altre aziende del settore (Hermes ha un P/E di 46, mentre si sale a 66 per Salvatore Ferragamo e per Brunello Cucinelli è in area 70, giusto a titolo comparativo).

Da notare, poi, come l’azione abbia trovato un solido supporto in area 48 euro, rimbalzando con forza in queste ultime settimane. La barriera potrebbe essere in area 30 euro, su valori non raggiunti nel sell off della primavera 2022 e toccati, soltanto per alcune settimane, durante il crollo del Covid. Valori decisamente lontani quindi che rendono il certificato decisamente interessante. Anche in questo caso, graficamente, vediamo come la barriera dovrebbe collocarsi al di sotto di ben due aree di supporto strategico per un titolo tra l’altro anche poco volatile.

Ricordiamo che alla pagina di Websim analisi certificati avanzata, trovate tutte le caratteristiche principali del prodotto riassunte. Tra queste figurano i livelli di strike, le barriere, la distanza da strike e barriera dei titoli o indici, volatilità implicita a 1 anno e correlazione dei sottostanti, oltre a tanti altri dati utili per valutare il prodotto.

Guarda l'analisi

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