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Maxi cedola del 15% per chi punta sulle banche

Per chi è a caccia di Maxi Cedole consistenti su un basket di titoli solidi, Vontobel propone il Maxi Cash Collect ISIN DE000VD39AV9 su tema banche. Il prodotto paga un super cedolone del 15% fra due mesi (25 giugno) praticamente incondizionato, visto che la barriera per il maxi premio è al 10%. Ottima soluzione per chi, ad esempio, è a caccia di cedole importanti per la compensazione fiscale di minus in portafoglio e in scadenza già quest’anno. I sottostanti sono un mix di banche europee e italiane: BPER, Banco BPM, Barclays e UniCredit. Il prodotto è naturalmente Quanto, dunque senza rischio cambio (visto la componente in sterline). Il prodotto per essere un maxi cedola è abbastanza generoso anche dopo il bonus iniziale. Paga infatti un premio bimestrale del 1%, ovvero 6% in un anno. La barriera per i premi bimestrali del 1% e a scadenza è al 55% degli strike, dunque abbastanza profonda. Il comparto bancario rimane in un contesto molto favorevole, soprattutto visto gli ultimi sviluppi. Insomma, un buon mix. Ma vediamo tutto meglio nel dettaglio.

Per le banche, un altro anno molto favorevole

Alla fine un po’ di correzione è arrivata sui principali listini azionari internazionali. Niente di eclatante, per ora prese di profitto più che fisiologiche. La ragione principale è abbastanza chiara. La forza dell’economia americana mette in difficoltà la Fed che vuole tagliare i tassi, o almeno queste sono le ultime parole di Powell, ma che deve procedere con estrema cautela e calma. Del resto, i dati macro (inflazione supercore, dati del lavoro e ISM manifatturiero) evidenziano un’economia più forte del previsto e in diversi all’interno del board si chiedono se ha senso tagliare quest’anno i tassi.

Da un lato, con molta probabilità, la Fed lavorerà sulla liquidità a maggio con un rallentamento del calo del bilancio (tapering) ma c’è anche da considerare un altro aspetto. La Fed ha necessità di tagliare per abbassare il costo dei conti pubblici, ma le condizioni economiche rendono la scelta estremamente difficile. La spesa per interessi veleggia ben oltre i 1.000 miliardi annui. Troppo. Inoltre, le banche regionali non sono per nulla uscite dalla crisi di liquidità. Il quadro rimane difficile ed in evoluzione con la Fed che probabilmente spera in un calo più marcato dell’inflazione, per essere più tranquilla nell’avvio del taglio dei tassi. La paura è di una nuova fiammata della stessa, con conseguenze molto gravi sull’economia (ed elezioni di novembre). Ecco perché il mercato ha abbassato drasticamente le attese sui tagli tassi quest’anno a 1/2 tagli, forse a partire da settembre (da 6 attesi a fine anno scorso).

In Europa la situazione appare più semplice con l’inflazione più vicina ai livelli desiderati dalla Lagarde ed un’economia più debole. Sembra esserci più spazio, dunque, per un taglio imminente dei tassi. Sebbene con tutti i caveat del caso (“non prendiamo impegni ex ante”), la Lagarde di fatto ha confermato che la partenza del taglio tassi è per giugno. Anche qui però, il mercato ha tagliato le attese per la riduzione dei tassi a tre per la BCE a partire da giugno.

Il contesto rimane dunque favorevole per il comparto bancario perché l’impatto sui margini di interesse dovrebbe essere contenuto e le banche si sono già attrezzate per andare a coprire con diverse attività l’eventuale riduzione del margine. Inoltre, ormai la recessione attesa per quest’anno non sembra più nei radar e anche questo per un comparto ciclico come il bancario è molto positivo, anche se il percorso di derisking fatto negli ultimi dieci anni rende le banche italiane tre le più solide e resilienti a crisi in Europa. Infine, anche se per molti il comparto bancario dovrebbe aver fatto nel 2023 il top di utili, non sono pochi gli analisti con stime molto forti anche per quest’anno. Per alcune banche, ad esempio, c’è chi prevede un altro anno record anche nel 2024. Insomma, un settore su cui si può comprare i titoli in caso di storno o utilizzare prodotti a cedola e barriere profonde per continuare a mantenere esposizione sul settore senza essere però puramente direzionali.

Una maxi cedola generosa per chi crede nelle banche europee

Il Maxi Cash Collect ISIN DE000VD39AV9 presenta una struttura semplice e allineata alla maggior parte di questi prodotti. Sono quattro i sottostanti del basket worst of: Banca Popolare dell’Emilia Romagna (Bper Banca), Banco BPM, Barclays (il colosso bancario inglese) e UniCredit.

La maxi cedola, come abbiamo detto, ammonta al 15% lordo e vede come ultimo giorno utile per l’acquisto il 19 giugno, con data di osservazione il 18 giugno e data di pagamento 25 giugno. La barriera per ottenere il maxi cedola è al 10%, fatta a posta per rendere il cedolone di fatto certo. In ogni caso, prevede la memoria anche questo. Dunque, se alla data di osservazione un titolo del basket dovesse aver perso più del 90%, comunque sarebbe possibile recuperare la maxi nelle successive date di osservazione. I premi successivi sono bimestrali e del 1%. Tutto sommato un valore anche più alto della maggior parte dei maxi su titoli italiani. La barriera in questo caso è al 55% ed è presente la memoria.

Il certificato prevede anche la possibilità di rimborso anticipato con trigger fisso al 100% degli strike da aprile 2025. A scadenza, aprile 2028, se tutti i titoli saranno sopra la barriera a scadenza (55% degli strike) il certificato pagherà il nominale. Altrimenti pagherà il nominale (100 euro), meno la performance del peggiore. Se, per esempio, un titolo dovesse perdere il 50% il certificato restituirà 50 euro a pezzo.

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