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La coppia d'oro: Rame e Petrolio per il Cash Collect che rende il 12%

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CH1336238634
Materie Prime
992,35  €

Ultimo aggiornamento alle 10:00 del 21/06/2024

Tipologia:
Softcallable Express Certificate
Sottostante:
LME Copper - WTI CRUDE NYMEX
Rendimento medio annuo:
11,45%

Guerre, bruschi cali dell'offerta e forte aumento della domanda, stanno dando nuova linfa a molte materie prime, tra le quali i metalli e i beni energetici. Questi hanno infatti messo a segno ottime performance da inizio anno, ma l'intricato connubio tra fattori macroeconomici e geopolitici potrebbe continuare a sostenere i prezzi.

L’oro, il re dei metalli preziosi, complici anche le prospettive di politica monetaria e gli acquisti da parte di molte banche centrali (ad esempio da parte della Cina), continua a mantenersi molto vicino al suo record storico (2.430 dollari l'oncia), massimi per altro più volte aggiornati da inizio dello scorso anno (ora a 2.300 dollari/oncia, +12% da inizio anno). 
Ma oro e argento (+17% Ytd) non sono affatto le uniche commodity che da inizio anno continuano la loro calvata rialzista, anzi ce ne sono alcune che hanno messo a segno rialzi talvolta ben più consistenti e che continuano a sorprendere le attese degli analisti. Ci riferiamo in particolare al rame e al petrolio, due tra le risorse più cruciali per l’economia globale e che continueranno sicuramente ad essere al centro dell’attenzione, beneficiando dell’intricato contesto geopolitico e macroeconomico nel quale ci troviamo. 

Proprio per cercare di cavalcare queste tendenze, nasce il certificato Cash Collect che permette di investire sul rame e sul petrolio (WTI), due commodity che, come vedremo tra poco, hanno le carte in regola per continuare a sovraperformare. Lo strumento (ISIN CH1336238634), è emesso dall’emittente svizzero Leonteq e oltre a convincere sotto il profilo della scelta dei sottostanti, che appaiono azzeccati visto il contesto, si caratterizza per l’ottimo rapporto tra rischio e rendimento che riesce ad offrire. Vanta infatti un rendimento annuo a doppia cifra del 12%, (premi mensili con memoria dell'1%), con il rischio che è ampiamente abbattuto dal posizionamento delle barriere di protezione al 60%. Ecco diciamo subito che su entrambe le materie prime, un crollo del 40% dai livelli iniziali significherebbe tornare verso prezzi che non si vedono da parecchio tempo e che danno una certa sicurezza visto le tante dinamiche e le variabili in gioco. Sul petrolio ad esempio un crollo del 40% significherebbe tornare verso i 50 dollari al barile, livelli mai più raggiunti da inizio 2021 e che sarebbe al di sotto del cuscinetto protettivo offerto dalla fondamentale area supportiva dei 60 dollari al barile.

Tra i punti di forza di questo strumento anche la durata che non è eccessiva dato che la scadenza naturale del prodotto è ad aprile 2027. Un prodotto quindi che rappresenta un'alternativa d'investimento perfetta per tutti gli investitori che vogliono diversificare il proprio portafoglio, mantenendo al tempo stesso un'ottima prospettiva di rendimento. Il tutto sfruttando anche i vantaggi dell'efficienza fiscale dei certificati in quanto permettono la compensazione delle minusvalenze.

Rame e petrolio: tra tensioni geopolitiche e disequilibrio tra  domanda e offerta

il Rame e il Petrolio, si trovano al centro di tempesta perfetta, con entrambe le materie prime che sono trainate al rialzo da mix tra tensioni geopolitiche e disequilibrio tra domanda e offerta, con la prima che aumenta inesorabilmente e la seconda che fatica a tenere il passo. Il tutto in un contesto di in cui pesa anche l’andamento del dollaro e le aspettative sui tassi di interesse, un mix insomma che unito alla centralità industriale e strategica di entrambe le materie prime, crea il connubio perfetto per poterne trarre vantaggio. Ma quali sono i principali market mover che potranno dare ulteriore impulso a queste particolari materie prime?

Rame: aumenta la domanda ma l'offerta fatica a tenere il passo

Continua la corsa del rame che nelle ultime sedute si è portato vicino a 10.000 dollari alla tonnellata, toccando così un nuovo massimo degli ultimi due anni. Questo se da una parte riflette un'indicazione di recupero dell'attività manifatturiera, evidenziato anche dall'andamento degli indici Pmi manifatturiero di Stati Uniti e Cina, dall'altra potrebbe nascondere una ragione dal sapore tutto geopolitico.

Il rame infatti, oltre ad essere un metallo prezioso e ampiamente utilizzato in moltissimi processi industriali grazie alle sue caratteristiche chimico-fisiche, dalle infrastrutture alle telecomunicazioni e l'elettronica, è anche un materiale chiave per la produzione di svariati armamenti e attrezzature militari. Ecco che gli stravolgimenti geopolitici degli ultimi anni stanno inducendo moltissimi paesi ad aumentare i propri budget per la difesa, contribuendo così a sostenere ulteriormente la domanda globale di rame. 

Ma visto i suoi ampi utilizzi anche in chiave di transizione energetica e sviluppo di intelligenza artificiale, la domanda di rame è già di per sé in deciso aumento, il tutto con un livello di produzione e quindi di offerta del metallo rosso che fatica sempre più a tenere il passo. Ecco che questo contesto di continuo aumento della domanda e parallelo calo dell'offerta (tagli alla produzione in diverse aree del mondo) non può far altro che spingere al rialzo il prezzo del rame e ciò lo si è visto chiaramente con il rally degli ultimi mesi. Proprio sulla base di questo mix tra fattori macroeconomici e geopolitici, le prospettive per il prossimo periodo rimangono rosee per il metallo rosso. Secondo gli strateghi di Bank of America i tagli all'offerta di rame continueranno a dare impulso al suo prezzo che potrebbe così arrivare fino a 12.000 dollari alla tonnellata entro il 2026. E da questo punto di vista non mancano analisti che hanno target di prezzo sul rame ancora più ambiziosi. 

Petrolio si mantiene sopra gli 80$/barile

Analogamente, si mantiene volatile e al centro dell'attenzione anche il prezzo del petrolio, che continua ad essere sostenuto oltre che da ragioni geopolitiche anche da fattori macroeconomici e in particolare dai limiti all’offerta del cartello dell'OPEC. Anche in questo caso quindi diverse forze che si contrappongono e contribuiscono a mantenere alta l'attenzione su una delle risorse naturali, il petrolio, che nonostante la corsa al green, continuerà ad essere cruciale per alimentare i trasporti e la produzione in qualsiasi ambito.

Ma l'oro nero continuerà anche ad essere sotto la lente per via delle sue grandi implicazioni geopolitiche, con le turbolenze in Ucraina e in Medio Oriente che non fanno altro che influenzare l’approvvigionamento energetico e di conseguenza i suoi prezzi.

Negli ultimi giorni, infatti, il Congresso degli Stati Uniti si sta muovendo per sanzionare il petrolio iraniano, un elemento che potrebbe si alimentare le oscillazioni del petrolio, che nonostante le forti turbolenze mantiene comunque una certa stabilità. Al momento, il prezzo del WTI (West Texas Intermediate, il riferimento per il greggio a stelle e strisce) si trova vicino agli 82 dollari al barile, con i prezzi che hanno recentemente trovato sostegno dall'area supportiva nei pressi dell'area psicologica degli 80 $/barile. Nonostante il brusco calo della scorsa settimana (-3,9%), la tendenza del greggio rimane positiva (+14% da inizio anno), con le prospettive per il prossimo biennio che rimangono favorevoli. Il contesto geopolitico e macroeconomico continuerà infatti ad essere il vero grande market mover per il petrolio, infatti, un eventuale blocco del delicato stretto di Hormuz, l'inasprirsi delle sanzioni al petrolio russo e iraniano, oltre che altre limitazioni sul fronte dell'offerta, rimangono tutti fattori da monitorare attentamente.

Premi mensili dell'1% (12% annuo) e barriere ampie al 60%

Ecco che proprio in questo clima si pone il nuovissimo Cash Collect di Leonteq, una valida soluzione per continuare ad investire su due tra le principali materie prime, evitando però l’esposizione puramente direzionale e sfruttando il rischio decisamente contenuto dalla presenza di ampie barriere di protezione.

Nel dettaglio, il certificato ISIN CH1336238634 punta sul basket worst of composto dal rame (prendendo come sottostante il prezzo spot LME Copper 3M, ticker Bloomberg LMCADY Comdty), e il future del petrolio (contratto generico WTI, con ticker Bloomberg CL1 Comdty). 

Offre premi mensili dello 1% (pari a 10 euro a certificato), con il rendimento cedolare che può così arrivare al 12% annuo. Il tutto a fronte come dicevamo del posizionamento delle barriere di protezione al 60% dei livelli di riferimento iniziali (strike). In tal senso, lo strumento offre un rendimento potenziale a due cifre ed un solido cuscinetto protettivo (protezione del capitale fino ad un crollo del 40% dei sottostanti), su due asset strategici e dalle ottime prospettive future.

Premi con effetto memoria dell'1% mensile

Tra i punti di forza del certificato troviamo anche la presenza delle cedole con effetto memoria che permette di non perdere le cedole che non vengono pagate in una data per il non rispetto della condizione di pagamento. E così, nel caso in cui un premio non fosse pagato in una finestra cedolare, questo non sarebbe perso definitivamente ma verrebbe portato a memoria, con la possibilità di essere recuperato in una successiva finestra cedolare se i tre titoli del paniere si riportino nuovamente al di sopra dei predefiniti livelli barriera.

Ma non solo, perché lo strumento presenta anche l'opzione "Quanto" che permette all'investitore di proteggersi contro le fluttuazioni del cambio euro/dollaro. Il certificato è espresso in euro.

Possibilità di rimborso anticipato

Inoltre, tra le caratteristiche del certificato ISIN CH1336238634 troviamo anche la presenza della softcallability. In tal senso, l’emittente avrà la facoltà di richiamare discrezionalmente il prodotto a partire dalla finestra cedolare di ottobre 2024. In tal caso, l’investitore incasserà tutte le cedole dovute fino a quel momento (con effetto memoria), oltre che ovviamente il rimborso del valore nominale, pari in questo caso a mille euro.

Scenari a scadenza:

A scadenza (15 aprile 2027), come per tutti i tradizionali Cash Collect, anche lo strumento (ISIN CH1336238634 prevede due scenari:

  • Se il rame e il petrolio si troveranno sopra i rispettivi livelli barriera al 60% dello strike, allora il certificato pagherà 1000 euro (valore nominale), più l’ultimo premio cedolare e quelli eventualmente non pagati in virtù dell’effetto memoria.
  • Viceversa, se anche solo uno dei due titoli del paniere a scadenza si dovesse trovare al di sotto del livello barriera, allora il certificato rimborserà un valore commisurato alla perdita del titolo peggiore (worst of). In poche parole, se ad esempio il prezzo del rame crollerà a scadenza il 50%, allora il certificato rimborserà 50 euro.

Ricordiamo inoltre che lo strumento di oggi, essendo un certificato di investimento, è efficiente anche dal punto di vista fiscale in quanto le sue cedole sono assoggettabile come reddito diverso, permettendo così la compensazione delle minusvalenze.

Guarda l'analisi

Disclaimer:

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 6 su una scala da 1 a 7. L’investimento in questa tipologia di Certificate espone il risparmiatore al rischio default dell’emittente. Tutti i rendimenti espressi sono al lordo delle imposte.

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza nemmeno generica o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

Ricordiamo, prima dell’adesione, di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente: Clicca qui.

Per maggiori informazioni, leggere attentamente la pagina relativa alle avvertenze. Clicca qui.

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