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La combo sull’Europa: maxipremio incondizionato e barriere profonde

In arrivo a dicembre la maxicedola del 15% del nuovo certificato d’investimento firmato BNP Paribas. Il prodotto ISIN XS2656199671 replica il paniere composto da Infineon, Volkswagen e Banco BPM e pagherà il 15 dicembre 2023 un maxipremio incondizionato del 15% del valore nominale, ovvero che verrà pagato indipendentemente dall’andamento dei sottostanti. Dopo lo stacco del maxipremio, il prodotto pagherà premi trimestrali dell’1% del valore nominale condizionati ad un livello barriera posto al 50% dello strike. Livello barriera valido anche per il rimborso a scadenza.

Investire sull’Europa

Dopo una crescita economica solida in Europa durante quasi tutto il 2022, il PIL ha rallentato e ha registrato una contrazione verso la fine dell'anno e una crescita appena percettibile nei primi tre trimestri del 2023. I fattori del rallentamento sono riconducibili all'inflazione tuttora elevata, all'inasprimento della politica monetaria e alla debole domanda esterna.

I più recenti indicatori economici e i dati relativi a ottobre lasciano presagire un rallentamento dell'attività economica anche nell'ultimo trimestre dell'anno in corso in un contesto di maggiore incertezza. Le previsioni d’autunno della Commissione Europea indicano per il 2023 una crescita del PIL dello 0,6% sia nell'UE che nella zona euro.

L'attività economica aumenterà in modo graduale in un contesto di grande solidità del mercato del lavoro, crescita sostenuta dei salari e discesa costante dell'inflazione. In aumento anche gli investimenti trascinati da una generale solidità dei bilanci delle imprese e dal piano per la ripresa e la resilienza.

Per il 2024, la crescita del PIL nell’UE è stimata all’1,3%, quindi una revisione al ribasso di 0,1 punti percentuali rispetto alle previsioni dell'estate. Per la zona euro le previsioni indicano un aumento leggermente inferiore (1,2%) della crescita del PIL.

Nel 2025, con la diminuzione dell'inflazione e l'allentamento della stretta monetaria, si prevede un aumento della crescita dell'1,7% nell'UE e dell'1,6% nella zona euro.

L'inflazione mantiene una tendenza al ribasso. Secondo le stime in ottobre l'inflazione è scesa al 2,9% rispetto a un massimo del 10,6% raggiunto un anno prima. Si tratta del livello più basso dal luglio 2021. L’anno scorso l’inflazione era imputabile principalmente alla marcata riduzione dei prezzi dell'energia, ora invece è su base più ampia e riguarda tutte le principali categorie di consumo, oltre l'energia e i prodotti alimentari.

Secondo la Commissione Europea l'inflazione complessiva nella zona euro diminuirà dal 5,6% nel 2023 al 3,2% nel 2024, per attestarsi al 2,2% nel 2025. Secondo le previsioni l'inflazione complessiva nell'UE diminuirà dal 6,5% nel 2023 al 3,5% nel 2024, per attestarsi al 2,4% nel 2025.

Ora spostiamo il focus sull’Italia, la Commissione Europea, grazie agli investimenti finanziati dal Pnrr, stima una crescita del PIL nel 2023 dello 0,7%, per salire allo 0,9% nel 2024 e all’1,2% nel 2025. In calo l’inflazione del 6,1% quest’anno, al 2,7% nel 2024 e al 2,3% nel 2025.

Invece, il deficit ancora elevato determina anche l’aumento del rapporto debito pubblico/Pil nel 2024-25. Nel dettaglio, l’istituto stima che il rapporto debito/Pil diminuisca leggermente al 139,8% nel 2023, ma che aumenti nuovamente al 140,9% nel 2025, quando il differenziale tra crescita economica e tassi d’interesse diventerà meno favorevole e il saldo primario diventa marginalmente positivo solo nel 2025.

Ora il nostro Paese attende l'ultimo giudizio da Moody's oggi venerdì 17 novembre 2023, ritenuto potenzialmente il più rischioso, considerando che a maggio l'agenzia decise di sospendere l'attuale Baa3 con outlook negativo.

Molti analisti si stanno chiedendo su cosa potrebbe accadere con uno scivolamento del rating del debito italiano a spazzatura.

Secondo Rohan Khanna, stratega di Barclays, un peggioramento nel giudizio sarebbe uno “shock per un mercato già fragile”, con il rischio di riportare lo spread verso i 250 punti base, un livello visto l’ultima volta in occasione delle elezioni anticipate del 2022. Qualsiasi aumento dei rendimenti potrebbe aumentare la pressione sui funzionari della Bce per arginare le turbolenze.

Detto ciò, il contesto macroeconomico rimane caratterizzato da molta incertezza legata alle guerre in Ucraina e in Medio Oriente, anche se quest’ultimo conflitto non si è fatto ancora sentire sui mercati dell’energia. Ecco perché il nostro suggerimento è quello di muoversi con prudenza e scegliere le migliori soluzioni di investimento per proteggere il capitale a scadenza e soprattutto farlo fruttare. Uno strumento, che combina le esigenze di protezione e profitto, è il certificato d’investimento codice ISIN XS2656199671 emesso da BNP Paribas che punta su tre campioni europei: Infineon, Banco BPM e Volkswagen.

Quale strumento d’investimento scegliere?

Il nuovo Maxi Cash Collect Certificate ISIN XS2656199671 firmato BNP punta su tre campioni europei: Infineon, Banco BPM e Volkswagen.

A livello borsistico i tre titoli nell’ultimo mese hanno registrato performance in territorio positivo, quella più ampia è quella di Banco BPM con un +11,74%, seguita da Infineon con +3,58% e Volkswagen +2,04%.

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 Il paniere composto dai tre titoli presenta una matrice di correlazione poco correlata, ciò significa che durante la vita del prodotto i tre titoli possono prendere strade differenti. Il titolo più volatile a 1 anno è Infineon.

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Al momento è positivo anche il consensus su Bloomberg, come riportato dalla tabella (aggiornata 15 novembre 2023), che mostra come gli analisti sono sostanzialmente buy su tutti i titoli sottostanti.

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Dopo aver analizzato il basket, focalizziamo l’attenzione sul prodotto evidenziandone struttura e caratteristiche. I certificati d’investimento possono offrire un buon rendimento eliminando i problemi di timing tipici dell’investimento sui singoli sottostanti e limitare l’impatto di eventuale volatilità sul settore nel portafoglio, grazie alla protezione condizionata del capitale a scadenza.

Maxipremio

Punto di forza è il Maxipremio incondizionato pari al 15% del valore nominale, che verrà pagato il 15 dicembre 2023 indipendentemente dall’andamento dei tre sottostanti. Il maxipremio può dare la possibilità all’investitore di compensare eventuali minusvalenze in portafoglio.

Premi trimestrali condizionati

A partire dal 15 maggio 2024 come data di osservazione, il prodotto staccherà premi trimestrali condizionati pari a 1 eu se i sottostanti, nelle date di valutazione, non perderanno oltre il 50% dal livello iniziale (barriera al 50% dello strike). Se, in una data di osservazione dei premi trimestrali, uno dei sottostanti dovesse perdere oltre il 50% dallo strike, il premio non viene incassato, ma potrà essere recuperato grazie all’effetto memoria dei premi trimestrali condizionati.

Effetto memoria dei premi trimestrali condizionati

Tutti i premi trimestrali sono caratterizzati dall’effetto memoria, che permette all’investitore di incassare tutti i premi non precedentemente incassati qualora, in una data di osservazione dei premi trimestrali, tutti i sottostanti si trovino sopra il livello barriera pari al 50% del livello iniziale.

Rimborso anticipato trimestrale

Il certificate gode della possibilità di rimborso anticipato che sarà attivo da agosto 2024, e che scatterà se i tre sottostanti si riporteranno, nelle date di valutazione trimestrali, ad un valore superiore a quello iniziale. Se la condizione, nelle date di autocall trimestrali, non sarà soddisfatta, il prodotto continuerà a quotare fino alla scadenza naturale fissata al 16 novembre 2026.

Rimborso a scadenza

Se il certificate non scade anticipatamente, alla data di valutazione finale l’investitore riceverà 100 euro più il premio relativo al trimestre in corso e i premi precedentemente incassati.

Se il prezzo di anche solo un sottostante, alla data di valutazione finale, si troverà sotto al suo livello di barriera (50%), l’investitore riceverà un pagamento uguale alla performance del peggior sottostante rispetto al livello iniziale.

Qui di seguito i riferimenti e le distanze aggiornate.

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Disclaimer:

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 5 su una scala da 1 a 7.

L’investitore è esposto anche al rischio default dell’emittente e alla perdita totale del capitale investito, in caso di azzeramento del valore di uno dei sottostanti.

Ricordiamo, prima dell’adesione, di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente. Clicca qui.

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza – nemmeno generica – o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

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