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L’energia pulita è economica, il maxipremio incondizionato è a doppia cifra (13,75%)

In arrivo a fine settembre il maxipremio incondizionato a doppia cifra del certificato d’investimento ISIN DE000HC7TNP4 emesso da UniCredit che punta sul meglio del settore clean energy: Enel, Vestas e Veolia.

Il prossimo 21 settembre il prodotto staccherà un maxicedolone incondizionato del 13,75% del valore nominale, che verrà pagato indipendentemente dall’andamento dei sottostanti. Ma non solo, con cadenza trimestrale il certificate distribuirà premi dell’1% condizionati ad un livello barriera posto al 50% dello strike. Una soluzione d’investimento che sembra essere una buona combinazione tra performance e protezione, che permette all’investitore di compensare eventuali minusvalenze in portafoglio.

Vediamo perché investire sul settore dell’energia rinnovabile e perché scegliere questo strumento d’investimento.

Investire sul clean energy

Secondo l’ultima relazione di Irena, le fonti rinnovabili da un lato rappresentano un'alternativa ecologica ai combustibili fossili, ma dall’altro rappresentano anche una fonte di energia più economica. Quindi, oltre a ridurre in modo significativo le emissioni nocive nell’atmosfera, le energie rinnovabili costano meno.

I vantaggi dell’energia pulita, in termini di sicurezza del rifornimento, sono stati messi in evidenza anche dalla crisi energetica globale innescata dall'invasione russa dell'Ucraina, che ha mitigato la crisi energetica e tutte le conseguenze aiutando molti governi.

Tuttavia, la strada verso un futuro più sostenibile è ancora piena di sfide. L’obiettivo delle zero emissioni entro il 2050 è fattibile, ma è necessario il massimo impegno da parte dei governi di tutto il mondo per triplicare la capacità rinnovabile e raddoppiare i progressi in efficienza energetica.

La roadmap dell’Agenzia Internazionale dell’energia presentata nel 2021, che sarà aggiornata durante la COP28, delinea una chiara traiettoria verso la completa eliminazione delle emissioni entro il 2050, garantendo così il rispetto dell'obiettivo del 1,5°C.

Il piano si articola principalmente in due ambiti strategici: da un lato intensificare i progressi annuali nell'efficienza energetica (incrementando la crescita dall'attuale 2% al 4%), dall’altro ampliare considerevolmente l'adozione di fonti energetiche verdi. Quest'ultima azione implica triplicare la capacità mondiale di produzione di energia rinnovabile entro la fine del decennio attuale. L’agenzia sottolinea che a livello globale gli investimenti annuali in tecnologie verdi devono passare da 1.700 miliardi di dollari a 4.500 miliardi di dollari.

Secondo Bloomberg, gli investimenti globali sono aumentati del 22% nella prima metà del 2023, raggiungendo un totale di 358 miliardi di dollari. Tuttavia, per raggiungere l'obiettivo delle emissioni zero entro metà secolo, sarebbe necessario raddoppiare quasi gli investimenti annuali.

Ma, oltre ad aumentare gli investimenti, è necessario superare le barriere burocratiche e trovare soluzioni innovative per le questioni legate alla dipendenza da fonti energetiche esterne, alle esigenze di spazio e all'intermittenza.

Le barriere burocratiche riguardano soprattutto il nostro Paese, che ostacolano le aziende nell'effettuare gli investimenti necessari per raggiungere gli obiettivi stabiliti nel Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima (PNIEC) entro il 2030 (70 GW). La lentezza del processo decisionale, complicata da un quadro normativo complesso, rappresenta un ostacolo alla transizione italiana verso le energie rinnovabili. Sebbene siano state apportate modifiche legislative recenti e siano state introdotte novità nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che indicano l'intenzione del governo di superare queste sfide, il percorso da seguire non è ancora del tutto chiaro. Nel breve e medio termine, è fondamentale accelerare l'approvazione dei progetti, identificare i siti idonei per nuovi impianti (zone adatte) e superare le restrizioni e i vincoli, come quelli legati all'uso dei terreni agricoli.

Ma, nonostane le difficoltà dell’Italia, a livello europeo le rinnovabili sono sulla strada giusta. A dirlo è il think tank Ember, che evidenzia come il Vecchio Continente stia avanzando a un ritmo molto spedito, anche più di quanto originariamente previsto. Nello specifico, l’Europa produrrà il 45% del proprio fabbisogno energetico da fonti rinnovabili entro il 2030, mentre l’obiettivo stabilito dal piano Fit for 55 nel 2021 era del 40%.

Il protagonista della crescita del settore energetico sarà il fotovoltaico, dato che nel 2030 ci si attende una quota doppia rispetto a quanto inizialmente previsto dall’Unione Europea.

Tra l’altro, le politiche di diversi Paesi e la crisi energetica hanno portato sempre più persone a adottare sistemi fotovoltaici e pompe di calore, con un evidente risparmio nei costi domestici. Questo aspetto era stato evidenziato anche in un altro report recente di Ember, che aveva citato un risparmio complessivo di 12 miliardi di euro per i cittadini europei proprio grazie all’impiego di fonti eoliche e solari (cresciute del 10% tra marzo 2022 e gennaio 2023).

Il settore dell’energia rinnovabile è un megatrend, con molte sfide, ma inarrestabile. Per investire sul settore UniCredit ha emesso sul mercato un certificato d’investimento ISIN DE000HC7TNP4, che replica il paniere composto da Enel, Vestas e Veolia. Vediamo le principali caratteristiche del prodotto.

Maxi Premio incondizionato del 13,75%

Punto di forza del prodotto è il maxipremio incondizionato pari al 13,75% del valore nominale con data di pagamento il 21 settembre 2023. Il maxipremio verrà pagato indipendentemente dall’andamento dei tre sottostanti. Ricordo che il maxipremio può dare la possibilità all’investitore di compensare eventuali minusvalenze in portafoglio.

Premi trimestrali condizionati

A partire dal 14 dicembre 2023, il prodotto staccherà coupon trimestrali condizionati pari a 1 eu se i sottostanti, nelle date di valutazione, non perderanno oltre il 50% dal livello iniziale (barriera al 50% dello strike). Se, in una data di osservazione dei premi trimestrali, uno dei sottostanti dovesse perdere oltre il 50% dallo strike, il premio non verrà incassato. I premi non godono dell’effetto memoria.

Rimborso anticipato trimestrale

Il certificate gode della possibilità di rimborso anticipato che sarà attivo da marzo 2024, e che scatterà se i tre sottostanti si riporteranno, nelle date di valutazione trimestrali, ad un valore superiore a quello iniziale. Se la condizione, nelle date di autocall trimestrali, non sarà soddisfatta, il prodotto continuerà a quotare fino alla scadenza naturale fissata al 18 giugno 2026.

Rimborso a scadenza

Se il certificate non scade anticipatamente, alla data di valutazione finale l’investitore riceverà 100 euro.

Se il prezzo di anche solo un sottostante, alla data di valutazione finale, si troverà sotto al suo livello di barriera 50%, l’investitore riceverà un pagamento uguale alla performance del peggior sottostante rispetto al livello iniziale.

Qui di seguito i riferimenti e le distanze aggiornate.

sottostanti

 

 

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