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Certificates Buy the Dip per accumulare sui cali dell'Euro Stoxx Banks

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101,96  €

Ultimo aggiornamento alle 10:00 del 17/07/2024

Tipologia:
Buy the Dip
Sottostante:
EURO STOXX Banks
Rendimento medio annuo:
4,80%

Quando l’innovazione finanziaria si combina con il giusto timing, il risultato può essere particolarmente interessante. È il caso del prodotto che vi presentiamo oggi e che rappresenta una novità assoluta per il mercato secondario italiano: il Buy the Dip ISIN XS2788744949 di BNP Paribas. Struttura semplice quanto efficace per tutti gli investitori che vogliono approfittare di eventuali ribassi per investire sugli indici. In questo caso, l’indice protagonista del prodotto è l’Euro Stoxx Banks. Ma come funziona la struttura e perché può essere interessante in questa fase di mercato? Vediamolo insieme.

Apparentemente il nome sembra dire tutto: Buy the Dip, significa infatti comprare i ribassi ed è una strategia d’investimento e trading comunemente usata e con una logica ben precisa. Se l’investitore è positivo su un determinato settore attende il momento giusto per entrare a mercato, ovvero uno storno, con l’obiettivo di comprare a buon mercato il sottostante desiderato, per poi sfruttare a pieno la ripartenza. Ma questo certificato è molto di più. Sì, perché in una fase iniziale l’investitore è cash, ma il cash viene remunerato molto bene per essere un prodotto a due anni, ovvero il 5,8%, pagato trimestralmente (1,45% ogni tre mesi). Il prodotto prevede poi due livelli di switch. Infatti, in qualsiasi momento l’indice Euro Stoxx Banks dovesse perdere il 10% dal livello iniziale (strike a 136,79 punti), il 50% del cash verrebbe investito nell’indice bancario. Se questo dovesse perdere il 20% anche il restante 50% verrebbe investito sull’indice. La strategia premia il cash con un rendimento fisso e investe su forti correzioni dell’indice, per incrementare le probabilità di profitto in un mercato rialzista. A scadenza il certificato avrà pagato sulla parte cash le cedole e restituirà la performance dell’indice (positiva o negativa) rispetto ai due livelli barriera. Inutile dire che la volatilità della scorsa settimana non fa che rendere il prodotto ancora più appetibile.

Lo storno sul comparto bancario come buy opportunity

L’indice Euro Stoxx Banks è stato sicuramente uno dei protagonisti indiscussi del primo semestre 2024. Con una performance YTD del 16% è il terzo indice europeo e ha più che doppiato la performance dell’Euro Stoxx 50. Questo ovviamente considerando anche la correzione piuttosto forte che l’indice ha subito la scorsa settimana. Interessante notare come ancora una volta si conferma il comportamento del mercato post covid. Le correzioni sono molto più brusche e violente e nel giro di pochissime sedute si perde veramente tanto. Probabilmente l’utilizzo intensivo di macchine ha accentuato questo tratto comportamentale del mercato.

Vediamo di capire cosa sta succedendo sul mercato. La scorsa settimana, l’esito delle elezioni francesi ha portato gli investitori ad un vero e proprio fly to quality, quindi switch da asset rischiosi a meno rischiosi (come appunto i Titoli di Stato tedeschi a due anni). Una dinamica anche abbastanza comprensibile. Dopo mesi e mesi di rialzi, il ritorno dell’incertezza politica sull’Europa, con l’avanzata delle destre nazionaliste e l’annuncio delle elezioni anticipate in Francia, ha generato scompiglio. La percezione è che se ci sarà un evento estremo, come l’avvento delle destre con politiche fiscali non necessariamente in linea con i dettami cui i mercati sono abituati, questo potrebbe causare turbolenze.

La commissione europea ha annunciato il 19 giugno i paesi che saranno coinvolti da procedura per deficit eccessivo, e tra questi si trova anche l’Italia e la Francia, più altri paesi. La domanda che si pone il mercato è: se cambiano i governi con destre nazionalista, il paziente sarà disponibile a seguire la raccomandazione di una commissione ormai in scadenza? Questo è un punto perché se dovessero tornare tensioni sul mercato obbligazionario potrebbe intervenire la BCE col TPI comprando bond dei paesi in difficoltà. Ma questo può avvenire solo se il paese non sia in procedura di deficit eccessivo o che, se lo sia, segua le raccomandazioni della Commissione. Ecco allora che nel dubbio, gli operatori di mercato riducono l’esposizione sull’Europa. Gli operatori USA tornano a investire in USA e quelli europei prendono beneficio sul comparto bancario e girano il cash su Titoli di Stato tedeschi facendo schizzare gli spread dei paesi periferici. Queste, infatti, per lavorare tra di loro o con la BCE usano molti titoli a garanzia. Sono titoli a breve che oscillano meno. Ma se ci sono situazioni di forte stress di un paese anche il tratto a breve potrebbe muoversi parecchio e calare di prezzo. In questo caso il rischio è la partenza delle margin call che andrebbe a drenare la liquidità del comparto bancario. Non solo, se le garanzie si svalutano, le banche potrebbero dover fare degli impairment che potrebbero portare alla riduzione del capitale.

Questi presentati sono però scenari estremi. Spesso gli operatori anticipano anche eventi difficilmente realizzabili, ma il loro lavoro è ridurre il rischio rispetto a eventi probabili. Oggi le banche versano in una situazione di salute come mai nella storia e un contesto macro assolutamente favorevole. Le Banche Centrali in lotta con l’inflazione stanno si applicando politiche monetarie più accomodanti, ma cum grano salis. Sia la Fed che la BCE, infatti, effettueranno un graduale taglio dei tassi che non dovrebbe impattare più di tanto sui margini d’interesse, mentre le banche stanno lavorando tantissimo sull’incremento del margine d’intermediazione (ovvero le commissioni derivanti dal gestito e assicurazioni).

In conclusione, fino alle elezioni francesi, potremmo assistere ancora a volatilità sul mercato azionario europeo e in particolare sulle banche, ma il tutto dovrebbe ancora configurarsi come una buy opportunity. Ed è proprio su questo che va a lavorare il nuovo certificato di BNP Paribas Buy the Dip. In caso di ulteriore storno del mercato girerebbe prima il 50 poi il 100% del nozionale sull’indice, per cercare di far partecipare l’investitore ai futuri rialzi.

Parla l’analisi tecnica: livelli d’ingresso sull’indice bancario interessanti

Molto interessante anche l’analisi tecnica che possiamo fare sull’indice riportando quelli che sono i livelli di trigger per lo switch in equity del certificato (vedi grafico sotto).

Intanto si vede bene come l’indice Euro Stoxx Banks stia correggendo da una fase di ipercomprato. Insomma, anche tecnicamente c’era bisogno di uno storno più che fisiologico ed infatti è arrivato. A guardare bene sembrerebbe che il target della correzione possa raggiungere il primo livello di switch, poiché la fascia supportiva molto importante è collocata tra 124 e 117 punti. Il livello barriera 1 è a 123,11 punti. Dunque, all’interno di una soglia molto robusta di supporto. Il secondo livello di switch si trova a 109,432 punti, poco sopra (8%) un livello chiave in area 100 punti. Il break di questo livello e della trend line rialzista di fatto indicherebbe un vero e proprio cambio di rotta con inversione di tendenza. Quindi i livelli di switch si collocano in posizione strategica per ingressi mirati sull’indice bancario europeo.

Buy the Dip: comprare sui ribassi del mercato per sfruttare la ripartenza

Per chi rimane positivo sul settore bancario, il certificato Buy the Dip ISIN XS2788744949 di BNP Paribas rappresenta un’ottima soluzione d’investimento poiché fornisce una doppia opportunità.

Se l’indice bancario europeo, dopo lo storno della scorsa settimana, dovesse ripartire con forza, mantenendosi sopra i prezzi attuali, non avverrebbe lo switch in equity. In tal caso l’investitore potrebbe trovarsi davanti ad un prodotto con maturity breve, due anni (scadenza giugno 2026), e un rendimento annuo del 5,8%. Un rendimento di tutto rispetto.

Come abbiamo detto però, il prodotto punta all’investimento scalettato sul sottostante con due livelli di barriera (i trigger per lo switch sull’equity), pari ad un calo del 10% e 20% dallo strike. Nella tabella i tre livelli chiave:

Cosa succede in caso di evento barriera e quindi di switch sull’Euro Stoxx Banks

Facciamo un paio di esempi per capire come si comporterebbe il prodotto in caso di switch.

Se ipotizziamo solo uno switch del 50% durante la vita del prodotto, magari dopo il 6° mese di vita, per esempio il 10 gennaio del 2025, e poi una performance positiva a scadenza del 10%, come si comporterà il prodotto?

Intanto, l’investitore ha preso per intero il premio trimestrale del 1,45% per due trimestri, il primo e il secondo trimestre appunto. Sul terzo trimestre, l’investitore avrà maturato nei giorni lavorativi fino a quello dell’evento barriera incluso (10 gennaio) il premio del 1,45% (dunque sul 100% del capitale), in proporzione ai giorni lavorativi trascorsi nel periodo di osservazione. Quindi, se si considerano solo i giorni lavorativi dal 20 dicembre 2024 incluso, al 10 gennaio 2025 incluso, sono 11 giorni, su un totale di 59 giorni (il terzo trimestre di osservazione va infatti dal 20 dicembre 2024 al 19 marzo 2025: vedi tabella sotto). Il premio pagato sull’intero valore nozionale sarà dunque dello 0,27% (100 x 1,45% x 11 / 59 = 0,27%). Per la restante parte del trimestre, ovvero 48 giorni, il bonus pagato sarà dello 0,59% del nozionale (100 x 0,725% x 48 / 59 = 0,59%). Quindi il premio trimestrale sarà dello 0,86% (0,59% + 0,27% = 0,86%). Dal trimestre successivo, il quarto, l’investitore prenderà un premio trimestrale dello 0,725% fino a scadenza (essendo sul 50% del nozionale: 1,45%/2=0,725%). Sul 50% del nozionale investito sull’Euro Stoxx Banks, l’investitore a scadenza riceverà la performance del sottostante calcolato dal livello barriera 1 (123,111 punti). Alla fine, il rimborso a scadenza darà pari a 105,725 euro. Nell’esempio abbiamo ipotizzato una performance positiva del 10%, che applicata solo sul 50% del nozionale, implica una performance del 5%. A questo si somma l’ultimo premio trimestrale dello 0,725%. Ovviamente se la performance fosse stata negativa del 10%, il rimborso sarebbe stato di 95,725 euro a certificato. È chiaro, dunque, che per la parte investita in equity, che sia il 50% o il 100% del nozionale, la performance sarà lineare con il sottostante sia in positivo che in negativo, con possibilità di perdite importanti.

Proviamo ad ipotizzare cosa accadrebbe nel caso sopra se, dopo poco più di un anno, ad esempio il 20 luglio 2025, avvenisse un ulteriore calo dell’indice sotto il secondo livello barriera. A questo punto l’investitore avrebbe il 50% di nozionale investito al livello di barriera 1 (123,111 punti), e il 50% al livello di barriera 2 (109,432 punti). La parte cedolare vedrebbe come nel primo caso, un premio pieno del 1,45% trimestrale nei primi due trimestri, uno dello 0,86% nel terzo trimestre (ovvero quando avviene il primo switch) e dello 0,725% in quello successivo. Nel quinto trimestre di osservazione, più precisamente il 20 luglio, come ipotizzato, avverrebbe il secondo switch che porterebbe il 100% del nominale investito sull’indice. In tal caso, l’investitore riceverebbe il bonus dello 0,725% pagata su 21 giorni di 65 giorni lavorativi presenti nel quinto trimestre. Sui 44 giorni rimanenti invece il premio sarebbe pari a zero, perché l’intero capitale sarà allocato sull’indice bancario. L’investitore riceverà dunque un premio dello 0,23% (100 x 0,725% x 21 / 65 = 0,23%). A scadenza, ipotizzando una performance positiva del 30% (142,2616 punti) dal livello barriera 2, l’investitore avrà una performance del 30% su 50% del capitale e del 15,55% sull’altro 50%. Quindi il certificato rimborserà 122,77 euro, con una performance del 22,77%. Non sarà pagato l’ultimo premio poiché il 100% del capitale è investito sull’indice.

Il certificato non prevede la possibilità di scadenza anticipata.

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