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Investire sui big della difesa con un certificato a capitale protetto

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XS2741436732
101,40  €

Ultimo aggiornamento alle 10:00 del 17/07/2024

Tipologia:
Certificato a Capitale Protetto Shark Fin
Sottostante:
Leonardo - Safran SA - Rheinmetall AG
Rendimento medio annuo:
NaN%

Le crescenti tensioni geopolitiche stanno infiammando diverse aree del mondo e così, moltissimi Paesi in cerca di protezione, sono corsi al riarmo per rafforzare le proprie capacità militari in caso di minacce. Ciò sta suscitando un rinnovato interesse per il settore della difesa e dell’aerospazio, un comparto a lungo evitato dagli investitori principalmente per motivi etici, ma che sta purtroppo tornando sempre più di cruciale importanza strategica, configurandosi così come un tema d’investimento per nulla trascurabile.

Un contesto ideale per il nuovissimo certificato a capitale protetto Shark Fin ISIN XS2741436732, strumento emesso da BNP Paribas proprio per cavalcare l’onda del settore della difesa con un’alta protezione del capitale.

Il prodotto punta, infatti, sull’apprezzamento di un tris di giganti del comparto europeo della difesa del calibro di Leonardo, Rheinmetall e Safran, tutte società che come vedremo in seguito stanno già beneficiando, e con buone probabilità continueranno a trarre profitto, dai vertiginosi aumenti dei budget per la difesa a livello globale.

Ma non solo, perché oltre ad investire su aziende leader, il certificato che analizzeremo oggi vanta una protezione del capitale a scadenza al 95%, presentandosi così come un’opportunità d’investimento idonea anche per gli investitori più attenti al rischio. Il tutto con una maturity contenuta. La scadenza infatti è di soli diciotto mesi.

Sono tre, dunque, i punti di forza del prodotto: protezione del capitale quasi totale, possibilità di beneficiare del trend crescente del settore e scadenza ravvicinata. Prima di addentrarci in tutte le caratteristiche dello strumento, è doveroso però analizzare il contesto attuale perché merita una certa attenzione.

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Spesa militare ai massimi

Mentre prosegue la guerra tra Russia-Ucraina, e i tentativi della diplomazia sul fronte Israele – Hamas per cercare di dare una sorta di sostegno al popolo palestinese, i Governi di tutto il mondo stanno aumentando massicciamente i propri budget per la difesa. Ciò ha innescato e con buone probabilità continuerà a sostenere il rally in borsa dei titoli maggiormente legati al tema della difesa. Le performance degli ultimi due anni di Leonardo ne sono il chiaro esempio anche a Piazza Affari, con il titolo che ha archiviato il 2023 in cima al Ftse Mib con un rialzo del +85% (+56 YTD).

Intanto, Putin negli ultimi giorni è tornato ad alzare i toni, accusando a più riprese, oltre che Kiev, anche gli Stati Uniti e l’Europa per il recente attentato a Mosca, una situazione insomma sempre più incerta e delicata sotto tutti i punti di vista. Per non parlare poi del possibile coinvolgimento dell’Iran nel conflitto mediorientale, oltre che delle tensioni tra Cina e Taiwan che vanno ad aggravare ulteriormente la situazione. Rischi di escalation quindi sempre più dirompenti e da qui la crescente esigenza di vari Stati di aumentare la propria la propria sicurezza interna. Un obiettivo condiviso anche dalla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen che domenica ad Atene è tornata sul tema caldo della difesa, invocando ulteriormente la necessità di investire maggiormente per una politica di difesa comunitaria.

“L’Europa è ancora in pericolo, la guerra è ai nostri confini e non sembra finire presto, motivo per cui dobbiamo rafforzare la nostra capacità di produzione. “Dobbiamo accelerare collettivamente la spesa europea per la Difesa”

Non sono solo parole, infatti, nel recente Consiglio Europeo per la sicurezza di fine marzo (21-22 marzo) il board europeo ha delineato diversi ed importanti punti sul tema. In primis la commissione ha varato un piano per la difesa da 1,5 miliardi di euro fino al 2027, investimenti congiunti per accelerare la produzione di armi in Europa. 

Su questo fronte sarà ovviamente coinvolta la Banca Europea degli investimenti (BEI) che si impegnerà per rivedere la sua politica di erogazione dei finanziamenti verso società attive nel sensibile settore della difesa. Un deciso cambio di paradigma quindi per tutta l’industria europea degli armamenti che continueranno a beneficiare dei massicci investimenti a livello europeo per ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti e realizzare l'autonomia militare.

Ma non solo, perché nelle ultime ore il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, avrebbe proposto agli alleati la costituzione di un fondo dedicato alla difesa da 100 miliardi nell'arco dei prossimi 5 anni per l'Ucraina. Un ulteriore elemento della forte crescita della domanda di prodotti e servizi per la difesa, un comparto che resterà in fermento e troverà terreno fertile anche nei prossimi anni.

Per dare un metro di misura, già lo scorso anno la spesa per la difesa è cresciuta del 9% a livello globale e come abbiamo visto questa tendenza si consoliderà anche nei prossimi anni. Inoltre, secondo lo Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI), le risorse stanziate dai governi a livello globale per le forze armate ammontano a 2.240 miliardi di dollari, pari al 2,2 per cento del PIL mondiale, un bel balzo rispetto ai "soli" 235 miliardi di dollari di dieci anni fa (1,47% del Pil).

Il certificato ideale per cavalcare le tensioni geopolitiche

Ma quindi come sfruttare l’attuale contesto geopolitico e la crescente domanda di difesa a livello mondiale con una notevole protezione? Una valida alternativa d’investimento che va in questa direzione ci è offerta dal nuovo certificato a capitale protetto di BNP Paribas con ISIN XS2741436732, strumento che si contraddistingue per l’ottimo rapporto tra rischio e rendimento.

Il certificato tematico in questione permette infatti di replicare fino ad un massimo del 50% delle performance dei colossi del settore Leonardo, Safran e Rheinmetall, beneficiando però di tutta la sicurezza di uno strumento che vanta la protezione del capitale a scadenza del 95%. Interessante anche la scadenza che nel prodotto di oggi non è eccessivamente lunga dato che è pari a 18 mesi (scadenza a ottobre 2025). Tecnicamente il nuovo strumento di BNP Paribas è uno Shark Fin, un certificato a capitale protetto con un payoff a pinna di squalo, che cresce fino ad un massimo del 150% dal valore iniziale, per poi assestarsi al 120% in caso di rialzi maggiori.

E in caso di ribassi? Il rischio è ampiamente limitato grazie alla protezione del capitale al 95%, un prodotto quindi ideale per chi ha una view positiva sul comparto ma che si è perso il recente rally dei titoli della difesa, ma anche per chi vuole continuare ad investirci, evitando però l’esposizione puramente direzionale e sfruttando tutti i vantaggi dell’efficienza fiscale e della diversificazione dei certificati.

In caso di altri rialzi da parte delle azioni del paniere, il certificato replica fedelmente l’andamento del titolo peggiore (worst of) fino ad un massimo del +50%. In tal senso, se il titolo worst of del basket si trovasse a scadenza superiore del 30% rispetto al prezzo strike, il certificato rimborserebbe il 130% del valore nominale, ma se il titolo peggiore dovesse essere a scadenza superiore al 50%, allora l’investitore otterrebbe un premio fisso del 20%. In caso di ribassi, come dicevamo, l’investitore godrebbe di una notevole protezione in quanto incorrerebbe in una perdita massima di appena il 5%. E quindi, vista la protezione a scadenza del 95%, in caso di ribassi superiori al 5% l’investitore non sarebbe colpito dal calo.

Gli scenari a scadenza del certificato ISIN XS2741436732
  • Se a scadenza il titolo peggiore del paniere del paniere si trova fra il 95% ed il 150% (compreso) del prezzo iniziale, l’investitore riceverà un valore commisurato alla performance del titolo. Ad esempio, se il titolo peggiore (worst of) dovesse salire del +40%, allora lo strumento rimborserà 140 euro, mentre se dovesse perdere il 4% rimborserà 96 euro. Se al contrario, il titolo peggiore dovesse guadagnare a scadenza il 50%, allora il prodotto restituirà il 150% (150 euro).
  • Se il titolo peggiore del paniere a scadenza si apprezza di un valore superiore al +50% dal livello iniziale (evento barriera), allora il certificato rimborserà il valore nominale ed un premio fisso del 20%, con il rimborso che sarà quindi di 120 euro. Per fare un esempio se il sottostante worst of del basket dovesse segnare una performance a scadenza del +60%, allora il certificato rimborserà 120 euro (valore nominale più premio fisso del 20%).
  • Infine, se il titolo peggiore del paniere si dovesse trovare a scadenza al di sotto del 95% del valore del titolo iniziale (e quindi scende di oltre il 5%), allora il certificato (ISIN XS2741436732) garantisce un valore minimo di rimborso pari al 95% del valore nominale (rimborsa 95 euro a certificato), proteggendo così l’investitore da eventuali ribassi e crolli del titolo.
L’analisi dei titoli del basket 

Ora non ci resta che andare ad analizzare i tre titoli sottostanti del basket ISIN XS2741436732, e dato che Leonardo la conosciamo bene, partirei da Rheinmetall e Safran.

La difesa tedesca di Rheinmetall

Rheinmetall è tra le società leader a livello globale nel settore della difesa e della sicurezza, specializzata in particolare nella progettazione e realizzazione di sistemi per la difesa terrestre. L’azienda è ben diversificata, infatti, è attiva nella produzione di armi, munizioni, elettronica per la difesa, anche se è conosciuta in tutto il mondo per il suo celebre carro armato da combattimento Panther.

Il colosso tedesco ha tutte le carte in regola continuare a beneficiare dell'aumento delle spese militari da parte dei governi europei e ne sono una conferma le ultime notizie che riguardano la società, che ha appena infatti ricevuto un importante ordine dal Governo tedesco del valore di 4 miliardi di euro per ben 900 veicoli blindati, con consegna a partire dal 2025.

La francese Safran punta su innovazione e affidabilità

Safran è un altro leader nel settore dell'aerospazio e della difesa, noto per la sua eccellenza tecnologica e riconosciuta a livello globale per la sua forte expertise in settori chiave come i motori aeronautici e sui sistemi di propulsione. Ecco che anche in questo caso, le crescenti tensioni geopolitiche potranno continuare a dare un maggiore impulso alla domanda di sistemi difensivi, il che potrebbe tradursi in opportunità di crescita per Safran.

Leonardo il gigante italiano che vola in borsa 

Il gioiello della difesa italiano Leonardo è una delle principali aziende non solo a livello europeo ma anche a livello globale nel settore aerospaziale/difesa. Il colosso è controllato dalla Stato italiano per circa il 30% ed è caratterizzato da ottimi fondamentali, frutto di una forte e diversificata presenza internazionale.

In borsa il titolo guidato dall'Ad Cingolani continua la sua irrefrenabile corsa al rialzo trovandosi ora sui livelli massimi dal 2001, con una capitalizzazione di mercato di oltre 13 miliardi di euro.

Buone anche le previsioni sul titolo, con il crescente clima di guerra che sta innescando un rinnovato interesse non solo per i sistemi di difesi di terra, ma anche sulla capacità di difesa aerea e missilistica. Ma non solo, nonostante il rally messo a segno nell'ultimo anno e mezzo la gran parte degli analisti (circa il 70%) che seguono il titolo continuano a mantenere una view positiva, con il target price a 12 mesi che è mediamente poco sotto a 22 euro ad azione.

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