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Investire oggi su Tesla? La protezione è d’obbligo

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XS2772421686
Tech
104,95  €

Ultimo aggiornamento alle 10:00 del 17/07/2024

Tipologia:
Certificato a Capitale Protetto Shark Fin
Sottostante:
Tesla
Rendimento medio annuo:
NaN%

Il titolo del principale produttore di auto elettriche mantiene un forte appeal, dopo che si è più che dimezzato dal top del novembre 2021 (407 dollari). Ma l’incertezza è grandissima, compreso il rischio che il fondatore Musk abbandoni l’azienda se non gli verrà confermata la mega-retribuzione da 56 miliardi di dollari. La soluzione giusta in questo contesto è il certificate Equity linked di Barclays (ISIN XS2772421686) che permette di replicare gli eventuali rialzi dell’azione fino a un massimo del +50% e al tempo stesso offre una protezione del 95% (la perdita massima possibile è pari al 5%).

L’ultima “sparata” è di Cathie Wood, la fondatrice e Ceo della società di investimento Ark Invest, che martedì 11 giugno ha detto che secondo i suoi analisti le azioni Tesla potrebbero arrivare a valere 2.600 dollari fra cinque anni. Martedì sera le azioni della casa automobilistica guidata da Elon Musk hanno chiuso la seduta a 177 dollari. Dal massimo di 407 dollari del novembre 2021 il titolo si è più che dimezzato e oggi figura fra i peggiori della Borsa americana, con un calo dall’inizio dell’anno del 28%.

Da una settimana fare previsioni sulle azioni Tesla è il tema più appassionante e più divisivo fra gli operatori di Wall Street. Non si tratta soltanto di capire come si muoverà il mercato delle auto elettriche, dopo la drastica frenata del 2024. Oppure di scommettere che Tesla sarà finalmente in grado di portare sul mercato un veicolo elettrico economico, che costi non più di 25.000 dollari. Oppure ancora, che l’azienda centri l’altra grande scommessa, quella che spinge la Wood a vaticinare una quotazione di 2.600 dollari, e cioè che riesca finalmente a mettere a punto un sistema di guida autonomo, e di conseguenza a lanciare su grande scala una flotta di robo-taxi.

Quanto può valere una Tesla senza Musk?

Potrebbe Tesla fare tutte queste cose senza più avere il fondatore Elon Musk al comando? Perché questa è la vera domanda. Questa è la discriminante a monte di qualsiasi scenario futuro per l’azienda che più ha innovato il trasporto privato nel mondo.

Fra poche ore Musk potrebbe annunciare le proprie dimissioni da Ceo e abbandonare la creatura che gli ha dato la notorietà planetaria. Perché oggi l’imprenditore di origine sudafricana è sì il proprietario e Ceo del social network X, dell’azienda aerospaziale SpaceX, il maggiore azionista della società di neurotecnologie Neuralink, il fondatore e Ceo della startup di intelligenza artificiale xAI, ma la sua figura resta indissolubilmente legata a Tesla. Eppure il legame potrebbe sciogliersi. Per motivi di soldi.

L’assemblea degli azionisti Tesla del 13 giugno è chiamata a confermare il mega-pacchetto retributivo a favore di Musk, tutto in stock option, del valore di 56 miliardi di dollari. L’assemblea arriva come un test - anche se potrà non essere il verdetto definitivo - sulla leadership del fondatore dell’azienda. Tutto per la decisione di un tribunale del Delaware che il 30 gennaio scorso ha annullato l’astronomico pacchetto retributivo (condizionato al raggiungimento di specifici obiettivi) approvato nel 2018.

Oggi Musk possiede il 13% delle azioni di Tesla e con le stock option punta a salire oltre il 20%, con l’obiettivo dichiarato di raggiungere il 25%. E’ quella la quota di possesso che lo farebbe sentire sufficientemente motivato a guidare Tesla verso gli sviluppi dell’intelligenza artificiale, la tecnologia che, secondo Musk, assicurerà in futuro eccezionali livelli di redditività nel mondo dei trasporti.

“Senza il 25% – aveva detto in sintesi Musk alcuni mesi fa – l’intelligenza artificiale me la vado a sviluppare in qualche altra azienda”.

Ultime ore per fare previsioni sull’esito dell’assemblea

Le ultime ore sono state di frenetici conteggi per capire come voteranno il 13 giugno gli azionisti. Musk ha detto che il 90% degli investitori retail è con lui. Messi tutti insieme, i retail rappresentano il 45% del flottante. Fra gli investitori istituzionali prevalgono le dichiarazioni di voto contrarie: hanno annunciato il voto contrario il norvegese Norges Bank, il più grande fondo sovrano del mondo (investe i proventi della vendita del petrolio), e CalPERS, il fondo pensione dei dipendenti pubblici della California.

Un voto negativo potrebbe avere conseguenze imprevedibili, compreso il clamoroso addio dell’imprenditore che potrebbe andare a sviluppare altrove i suoi progetti sull’intelligenza artificiale.

Su cosa succederà alle azioni Tesla nel caso di bocciatura della remunerazione, Bernstein ha le idee chiarissime: ci sarà un netto ribasso delle quotazioni. Ma nessuno osa dire quali potrebbero essere le conseguenze borsistiche di un eventuale addio di Musk.

Il certificate Equity linked di Barclays

Per investire in queste ore su Tesla ci vuole lo spirito del gambler. Oppure, semplicemente, si compra un prodotto come il certificate Equity linked di Barclays che offre una protezione del 95% (per quanto possano andare male le cose, la perdita massima è del 5%) e dà una possibilità di guadagno fino al 50% del capitale investito. Il tutto in 18 mesi.

Definito dal codice ISIN XS2772421686, questo certificate è stato emesso il 28 maggio scorso e lo strike (Valore iniziale) è fissato a 176,75 dollari. La scadenza sarà il 28 novembre 2025. Emesso a un valore nominale di 100 dollari, oggi è ancora acquistabile sul mercato secondario a 100 dollari.

Tutti gli esempi sul possibile rendimento

Tecnicamente questo strumento appartiene alla categoria degli Shark Fin, certificati con un payoff a pinna di squalo. Infatti, il suo rendimento riflette la performance dell’azione Tesla, ma può crescere fino ad un massimo del 150% (con l’azione Tesla che guadagna il 50%). In caso di rialzi maggiori, il certificate paga un premio fisso di 12 dollari. In questo caso il Rebate Rate è pari al 17%, con lo strike che parte al 95%.

Vediamo con qualche esempio il funzionamento di questo strumento. Il certificate con ISIN XS2772421686 permette di replicare l’andamento del titolo, fino ad un massimo del 50%. Quindi, se alla scadenza la quotazione di Tesla risulterà salita del 45%, il rimborso sarà pari al 145% del prezzo di emissione del certificato, e quindi a 145 dollari.

Se Tesla si dovesse trovare a scadenza con un prezzo del 30% superiore allo strike iniziale, allora il certificato rimborserà il 130% del valore nominale (130 dollari).

Tuttavia, nel caso in cui il rialzo a scadenza dovesse essere pari o superiore al 50%, l’investitore otterrà un premio fisso del 17% lordo, con il rimborso del capitale che sarà quindi di 112 dollari dato lo strike al 95%.

Il prodotto è quotato in dollari e non prevede la possibilità di essere richiamato anticipatamente dall'emittente.

Gli scenari alla scadenza finale:

Per semplicità, ecco un breve specchietto dei possibili scenari alla data di scadenza (28 novembre 2025).

  • Con le azioni di Tesla in rialzo fino al 50%, l’investitore parteciperà al rialzo del titolo in maniera lineare.
  • Con le azioni Tesla in rialzo del 50% o più, il certificato rimborserà il valore nominale ed un premio fisso del 17%, con il rimborso che sarà quindi di 112 dollari, visto il posizionamento dello strike al 95%.
  • Se a scadenza l’azione Tesla si troverà fra il 95% e il 100% del prezzo iniziale, l’investitore riceverà un valore commisurato alla performance del titolo.
  • Infine, se Tesla sarà sotto il 95% del prezzo iniziale, il certificato rimborserà un valore minimo pari al 95% del valore nominale (rimborso minimo di 95 dollari), proteggendo così l’investitore da eventuali ribassi e crolli del titolo

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