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Intelligenza artificiale scatenata, questo certificate la addomestica

Rendimento e intelligenza artificiale. Il binomio perfetto a guardare le performance dei titoli del settore. Per chi è a caccia di rendimento e intende puntare sull’Intelligenza artificiale, la chicca ve la diamo noi.

Con il nuovo certificato di BNP Paribas ISIN XS2537639143 si punta ad un rendimento mensile del 1,6%, ovvero poco meno del 20% annuo. Il certificato investe su un basket volatile di titoli composto da C3.ai, UiPath e Meta Platforms. Lo fa però mettendo a disposizione dell’investitore un set di strumenti difensivi a scadenza. Innanzitutto, i premi del primo anno sono incondizionati, inoltre il certificato vanta una barriera al 40% con Airbag. Per chi giostra con i certificati, sa bene che un airbag al 40% è raro e fornisce una protezione importante a scadenza (fattore airbag del 2,5X).

Contestualizziamo allora la scelta dell’emittente e approfondiamo le caratteristiche che rendono interessante questo prodotto.

L’intelligenza artificiale: il mantra del mercato in questo momento

L'intelligenza artificiale (IA) sta diventando sempre più importante nel mondo di oggi. È già utilizzata in una vasta gamma di settori, tra cui la finanza, la sanità, servizi ai privati e l'automazione industriale. Man mano che l'IA continua a svilupparsi, è probabile che diventerà ancora più importante e avrà un impatto sempre più significativo sulle nostre vite. Ma perché il mercato sta scommettendo su questo business e come dovrebbe comportarsi l’investitore? Ci sono diversi motivi per cui investire sull'IA.

Innanzitutto, è un settore in crescita rapida. Il mercato globale dell'IA è stimato in oltre 190 miliardi di dollari nel 2023 e si prevede che crescerà a un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 42% dal 2023 al 2028, arrivando così a oltre 1.000 miliardi. Questa crescita monstre sarà guidata da una serie di fattori, tra cui la crescente disponibilità di dati, l'aumento della potenza di calcolo e la crescente domanda di soluzioni AI da parte delle aziende.

Una curiosità, anche il mercato italiano è in forte crescita, avendo raggiunto i 500 milioni di euro nel 2022, con un +32% anno su anno, secondo l’Osservatorio “Artificial Intelligence” del Politecnico di Milano. Inoltre, secondo l’Assintel Report, ben 1 impresa su 3 avrebbe messo a budget un investimento in AI, Data Management e Machine Learning nel 2023, soprattutto large companies, sebbene anche le PMI stiano iniziando ad essere sensibili al tema. Secondo Gartner, infatti, un terzo delle aziende a livello internazionale già applica l’AI a differenti business unit, con ben il 54% dei progetti sperimentali che oggi diventano operativi. E infatti, l’altra importante ragione per cui puntare sull’AI e che diventerà sempre più necessaria. In secondo luogo, l'IA ha il potenziale di migliorare l'efficienza e l'efficacia di una serie di attività. Ad esempio, l'IA può essere utilizzata per automatizzare le attività ripetitive, prendere decisioni più accurate e fornire servizi personalizzati ai clienti. Questo può portare a risparmi sui costi, un aumento delle vendite e un miglioramento della soddisfazione del cliente. In terzo luogo, l'IA può essere utilizzata per creare nuovi prodotti e servizi. Ad esempio, l'IA può essere utilizzata per sviluppare nuovi farmaci, migliorare la diagnosi medica e creare nuovi tipi di intrattenimento. Questo può portare a nuove opportunità di crescita e profitto per le aziende.

Ecco alcuni esempi specifici di come l'IA viene già utilizzata oggi:

  • Finanza: L'IA viene utilizzata per automatizzare le attività di trading, analizzare i dati e prendere decisioni di investimento.
  • Sanità: L'IA viene utilizzata per diagnosticare malattie, sviluppare nuovi trattamenti e personalizzare le cure per i pazienti.
  • Migliorare i servizi ai clienti: L'IA viene utilizzata per raccomandare prodotti ai clienti, personalizzare l'esperienza di acquisto e migliorare l'efficienza della catena di fornitura.
  • Automazione industriale: L'IA viene utilizzata per automatizzare le attività di produzione, migliorare la qualità dei prodotti e ridurre i costi.

C3.AI, UiPath e Meta Platforms: il tris per puntare su AI

Il certificato di BNP Paribas è stato strutturato su questi tre titoli che compongono il basket del prodotto: C3.AI, UiPath e Meta Platforms. Tutti conosciamo molto bene la Ex-Facebook (Meta), mentre le altre due società sono sicuramente meno conosciute ma sono due aziende che fanno dell’intelligenza artificiale il core business.

Cominciamo da C3.AI, il cui Ticker Bloomberg è proprio AI.US, così giusto per togliere qualsiasi dubbio sull’attività core della società. Piccolina, capitalizza 4,5 miliardi ed è quotata da fine 2020. Una storia di borsa di alti e bassi è sicuramente un titolo estremamente volatile e adatto a chi non soffre di vertigini sulle montagne russe. Molto tradato in USA dal retail, da inizio anno ha segnato un rialzo di oltre il 200%. A fine 2020 quotava intorno a 140 dollari, ora ne vale 37. C3.AI è una società di software che sviluppa soluzioni di intelligenza artificiale (AI) per aziende. La piattaforma C3 AI consente alle aziende di tutti i settori di raccogliere, analizzare ed eseguire azioni sui dati per migliorare le decisioni aziendali. Può essere utilizzata per migliorare le decisioni aziendali in una serie di aree, tra cui: identificare e mitigare i rischi aziendali, migliorare l'efficienza delle operazioni aziendali, migliorare il targeting e l'efficienza delle campagne di marketing, migliorare lo sviluppo e l'implementazione dei prodotti e dei servizi e delle vendite dell’azienda. C3.AI è una società relativamente giovane, ma è cresciuta rapidamente negli ultimi anni. La società ha una forte base di clienti, tra cui alcune delle più grandi aziende del mondo. Tra i principali clienti del gruppo troviamo: Boeing, Chevron, Credit Suisse, Daimler, Pfizer, Lockeed Martin, Intel e tanti altri colossi. Non solo, tra i clienti rientrano anche diversi ministeri USA, come quello della Difesa, Sicurezza Nazionale ed Energia. Nel 2021 il titolo è crollato a Wall Street per diverse ragioni: era diventato troppo caro sui multipli, ha mancato le aspettative di profitti per diversi trimestri di fila, ha subito concorrenza da altri fornitori di dimensioni enormi come Microsoft e Amazon. Infine, il forte rialzo dei tassi ha pesato tantissimo soprattutto su quelle società start up indebitate e con flussi di cassa attesi ancora negativi. Il quadro è migliorato nel 2023 con attese per un calo dei tassi. I clienti hanno confermato la qualità del servizio di C3.AI e la società ha fatto molta efficienza internamente con tagli di diverso tipo. Tuttavia, è importante notare che C3.AI è ancora una società relativamente giovane e non ha ancora dimostrato di poter essere redditizia a lungo termine.

UiPath è una società americana da 10 mld di market cap ed è quotata da aprile 2021. È una società di software leader nello sviluppo di soluzioni di automazione dei processi robotici (RPA). Le soluzioni RPA di UiPath consentono alle aziende di automatizzare le attività ripetitive e manuali. UiPath è molto attiva nel campo dell'intelligenza artificiale (AI). La società ha investito molto nella ricerca e nello sviluppo di tecnologie AI, tra cui machine learning, visione artificiale ed elaborazione del linguaggio naturale. UiPath utilizza le tecnologie AI soprattutto per migliorare il suo core business del RPA. Ad esempio, l'intelligenza artificiale può essere utilizzata per automatizzare attività che sono attualmente svolte dall'uomo, ma che sono troppo complesse o rischiose per essere automatizzate manualmente. L'intelligenza artificiale può anche essere utilizzata per migliorare l'efficienza delle soluzioni RPA, rendendole più rapide e accurate. A Wall Street il titolo è molto volatile e ha perso parecchio nel 2021 e nella prima parte del 2022, per la grande concorrenza del settore e per il forte rialzo tassi. Dall’altra parte va detto che la società ha una solida base di clienti e un crescente portafoglio di nuovi clienti. UiPath sta anche investendo molto in ricerca e sviluppo e il management prevede che continuerà a crescere negli anni a venire. A differenza di C3.AI ha chiuso il 2022 con un free cash flow positivo che è atteso crescere già nei prossimi anni.

Infine, Meta Platforms è un colosso americano della tecnologia da 803 miliardi. Il colosso guidato da Mark Zuckerberg è tra le società che sta investendo maggiormente sull’Intelligenza artificiale. La società ha stanziato 10 miliardi di dollari per l'intelligenza artificiale nel 2022 e prevede di aumentare questo investimento nei prossimi anni. L’AI è utilizzata per migliorare e personalizzare l'esperienza utente, rilevare e rimuovere contenuti dannosi e migliorare l'accuratezza della pubblicità. Viene usata per creare nuovi prodotti e servizi, come la realtà virtuale, la realtà aumentata e le chatbot, che potrebbero rivoluzionare il modo in cui interagiamo con il mondo che ci circonda e su cui Meta è molto attiva.

Investire con i certificati sull’intelligenza artificiale

E’ chiaro che si può investire in molti modi sull’intelligenza artificiale. Per chi vuole essere direzionale, quindi scommettere su un ulteriore forte rafforzamento dei titoli del settore sui mercati azionari, la scelta migliore sono gli ETF. Se ne trovano già diversi sul tema e permettono una buona diversificazione sul comparto, con un basso costo. Lo stock picking si può fare ma come sempre bisogna sapere veramente bene cosa si fa, essendo questi titoli estremamente volatili.

Quello dell’AI è sicuramente un mondo promettente, ma di certo non privo di rischi. I principali sono:

  • Rischio tecnologico: L'AI è un campo in rapida evoluzione e le tecnologie possono diventare obsolete rapidamente. Ciò significa che le aziende che operano nel settore dell'AI potrebbero dover investire continuamente in ricerca e sviluppo per rimanere competitive, facendo dunque fatica a generare flussi di cassa tali da soddisfare il mercato. Alla lunga si potrebbe quindi indebolire l’interesse degli operatori di Borsa su queste società
  • Rischio normativo: L'AI è un settore ancora poco regolamentato e le normative possono cambiare rapidamente. Ciò potrebbe rendere difficile per le aziende che operano nel settore dell'AI rimanere in regola e potrebbe anche aumentare i costi operativi.
  • Rischio competitivo: questo è valido soprattutto da chi fa stock picking su singoli titoli. Il settore dell'AI è altamente competitivo e le aziende devono essere in grado di competere con aziende più grandi e più consolidate. Ciò potrebbe richiedere investimenti significativi in marketing e vendite e potrebbe anche aumentare il rischio di fallimento.

Un’alternativa all’investimento direzionale sui titoli del settore può venire dall’utilizzo dei certificati che estrapolano alto rendimento rendendo l’investitore, entro i limiti delle barriere, meno esposto alla volatilità di breve e medio termine.

Premi del 1,6% con barriera e airbag al 40%: il Certificates sull’intelligenza artificiale

Per chi cerca questo tipo di approccio, il certificato ISIN XS2537639143 di BNP Paribas che investe su C3.AI, UiPath e Meta Platforms rappresenta di certo una chicca. Paga cedole mensili con memoria del 1,6%, pari ad un rendimento annuo del 19,2%. I primi dodici premi sono anche incondizionati. Elemento molto utile perché i premi incondizionati sono sempre validi per la compensazione fiscale ed inoltre rappresentano una prima forma di protezione per un certificato, comunque, ad alto rischio visto i titoli molto volatili. Di fatto il prodotto rappresenta una scommessa sull’intelligenza artificiale e su titoli che potrebbero in futuro diventare dei riferimenti per il settore. Come tutte le scommesse però i rischi sono elevati e il certificato si presta bene a quegli investitori con una propensione al rischio alta.

Dopo il primo anno i premi mensili, sempre del 1,6%, sono condizionati ad una barriera posta al 40% degli strike e vantano la memoria. Questo significa che se anche un titolo dovesse perdere più del 60% dallo strike, il premio verrà memorizzato e sarà sempre possibile ottenerlo nelle successive date di pagamento, se tutti i titoli saranno sopra barriera.

Da luglio 2024 il certificato, dopo aver pagato tutti i premi incondizionati, può scadere anticipatamente se tutti e tre i titoli saranno sopra strike in una delle date mensili di osservazione.

A scadenza (luglio 2026), la barriera è sempre posta al 40% degli strike, ma presenta l’importante meccanismo difensivo dell’airbag, sempre al 40%. Questo significa che se i tre titoli saranno sopra barriera, il certificato pagherà il valore nominale di 100 euro, più l’ultimo premio e tutti i premi eventualmente non pagati. Se invece anche un solo titolo avrà perso più del 60%, allora il certificato pagherà la performance del peggiore moltiplicata per il fattore airbag pari al 2,5X. Spieghiamolo meglio con un esempio.

Immaginiamo che il worst of del paniere, C3 per esempio, a scadenza abbia perso l’80%. Uno scenario estremamente negativo. Un normale Cash Collect pagherebbe 20 euro a certificato, a cui certo dovremmo aggiungere quanto meno i premi incondizionati per un valore di 19,2 euro. Risultato 39,2 euro di rimborso. Con una perdita per l’investitore del 61% circa. Il certificato di BNP invece, grazie alla presenza dell’airbag avrebbe restituito 50 euro (20 euro X 2,5=50 euro). Aggiungendo i premi incondizionati il rimborso sarebbe di 69,2 euro, pari ad una perdita per l’investitore del 31% circa. L’airbag al 40% dunque ha la capacità di assorbire parecchio i rischi ed eventuali crolli del worst of. Nel caso di una perdita del 70% del Worst of dalla strike, il certificato restituirebbe 94,2 euro, con una perdita del 6% per l’investitore. Ovviamente non abbiamo considerato il pagamento dei premi condizionati, altrimenti il risultato sarebbe a crescere.

Disclaimer:

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 6 su una scala da 1 a 7. L’investimento in questa tipologia di Certificate espone il risparmiatore al rischio default dell’emittente. Tutti i rendimenti espressi sono al lordo delle imposte.

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza nemmeno generica o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

Ricordiamo, prima dell’adesione, di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente: clicca qui.

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