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Il settore Tech a rischio zero: il certificate che rende possibile un sogno

Da che mondo è mondo, l’innovazione tecnologica e la creazione di valore sono sempre andati a braccetto. La conseguenza è che i titoli tech suscitano una fortissima attrazione in tutti gli investitori, soprattutto nei meno esperti, abbagliati dalle performance da sogno delle principali società del settore. Prendiamo Apple, il campione della commercializzazione della tecnologia in forme che sfiorano il lusso: l’azione della Mela negli ultimi cinque anni è salita del 278%, una performance pari a quasi cinque volte il rialzo segnato nello stesso periodo dell’indice S&P500 (+61%). E non si tratta di un caso isolato, perché in cinque anni Microsoft è salita del 210%, Broadcom del 217%, Asml del 252%.

La palma d’oro della miglior performance a cinque anni va a Nvidia (+633%), la società già leader dei processori grafici per videogaming e data center, e oggi al centro dell’innovazione per quanto riguarda l’hardware dell’intelligenza artificiale (AI).

Come recita qualsiasi prospetto di prodotti finanziari, le performance del passato non hanno nessuna influenza sulle preformance del futuro. Acquistare queste azioni pensando che nei prossimi cinque anni proseguiranno nello stesso ritmo di crescita sarebbe una sciocchezza. Ma escludere il settore tech dal proprio portafoglio potrebbe rivelarsi un grave errore. Ci sono più motivi che inducono gli esperti a pensare che i tech continueranno a sovraperformare l’indice generale del mercato azionario. Motivi legati allo sviluppo delle tecnologie e motivi legati al contesto macroeconomico generale (tassi di interesse).

Ma il settore tech è anche uno dei più volatili e di sicuro non privi di rischio, come dimostrano, ad esempio, le brusche caduta delle quotazioni che si sono registrate nell’autunno del 2021 e nella seconda metà del 2022.

Uno strumento molto interessante per chi vuole investire nel settore è il  Certificate con capitale protetto di Cirdan che ha per sottostante l’indice MSCI World Information Technology nella versione 10% Risk Control 3,25% Decrement, una derivazione dell’indice MSCI World Information Technology, l’indice tecnologico di riferimento a livello globale.

Con questo prodotto il rischio per l’investitore è azzerato. Qualsiasi cosa succeda, alla scadenza (fra cinque anni) chi compra questo certificate riceverà, come minimo, la stessa somma investita.  Emesso nel febbraio scorso a un valore nominale di 1.000 euro, il prodotto è identificato dal codice Isin IT0006755125.

Non a caso nelle righe qui sopra abbiamo citato le performance a cinque anni di Apple, Microsoft, Nvidia, Broadcom e Asml. Sono i primi cinque titoli di questo indice e insieme rappresentano oltre il 56% dell’intero paniere, composto dalle azioni di 160 società di 23 Paesi, per una capitalizzazione complessiva (al 30 giugno scorso) di 12,6 miliardi di dollari.

 

Scenario con performance negativa

Come abbiamo detto, il certificate offre una protezione al 100% sul capitale investito. Qualunque cataclisma dovesse succedere sul mercato, alla scadenza finale, nel febbraio 2028, il rimborso è assicurato al valore nominale del prodotto (1.000 euro). Il Certificate è scambiato sul circuito Euro TLX di Borsa Italiana ed è acquistabile in questi giorni a una quotazione di 992 euro.

Scenario con performance positiva

Alla scadenza finale l’investitore sarà rimborsato in base alla performance dell’indice MSCI World Information Technology 10% Risk Control 3,25% Decrement ampliata da una leva di 2,5 volte.

Vediamo di chiarire il concetto con qualche esempio: se il 17 febbraio 2028 il valore dell’indice segnerà una performance del 20% rispetto allo strike (valore iniziale del 17 febbraio 2023), l’investitore sarà rimborsato con 1.500 euro, pari ai 1.000 euro del valore nominale moltiplicati per la performance dell’indice (20%), a sua volta moltiplicata per 2,5 (20% x 2,5 = 50%).

La stessa formula ci porta a dire che se la performance dell’indice dovesse essere del 40%, il rimborso avverrebbe a  2.000 euro (40% x 2,5 = 100%).

AI generativa, la nuova frontiera del settore tech

Per quanto riguarda gli sviluppi possibili delle industrie tech, è interessante riportare quanto afferma McKinsey nel suo recente “Technology Trends Outlook” del giugno 2023. La ricerca dedica ampio spazio alla nuova tendenza della AI generativa, definendola “la prossima frontiera dell'AI”. Basandosi su tecnologie esistenti come l'AI applicata e l'industrializzazione dell'apprendimento automatico, l'AI generativa ha un alto potenziale e un'applicabilità nella maggior parte dei settori.

L'interesse per l'argomento (misurato dalle notizie e dalle ricerche su Internet) è triplicato dal 2021 al 2022. L'AI generativa – si legge nel report - è destinata ad aggiungere fino a 4,4 trilioni di dollari di valore economico grazie a una combinazione di casi d'uso specifici e usi più diffusi, come l'assistenza alle bozze delle e-mail, che aumentano la produttività. Tuttavia, non va sottovalutata l'importanza economica e il potenziale di crescita che le tecnologie di base dell'AI e l'industrializzazione dell'apprendimento automatico possono apportare a vari settori.

Vale la pena specificare che tutte le prime cinque società presenti nel paniere dell’indice MSCI World Information Technology 10% Risk Control 3,25% Decrement hanno progetti di investimento nell’AI generativa.

Vantaggi per i tech dal calo dei tassi di interesse

Lo sviluppo del settore dovrebbe essere favorito anche dalla situazione macro-economica globale, che oggi si caratterizza per un rallentamento della crescita e una frenata dell’inflazione, che lasciano prevedere l’avvio nei prossimi mesi di un calo dei tassi di interesse. Ricordiamo che il settore tech è stato particolarmente  colpito in senso negativo dal rialzo dei tassi di interesse, che ha tagliato drasticamente la valutazione di Borsa delle società growth, quelle con i maggiori tassi di crescita.

Infine, chiariamo alcuni dettagli dell’indice MSCI World Information Technology 10% Risk Control 3,25% Decrement.

Si tratta di un parente stretto dell’indice MSCI World Information Technology, l’indice tecnologico di riferimento a livello globale.

Quello utilizzato per il certificato si basa sullo stesso paniere ma si caratterizza per due meccanismi aggiuntivi: 1) il controllo della volatilità massima dell’indice che non dovrà mai superare il 10%; 2) il dividendo sintetico annuo su base giornaliera del 3,25% a favore dell’emittente. Si tratta di due meccanismi necessari per rendere economicamente possibile all’emittente gestire un prodotto che garantisce l’azzeramento del rischio per l’investitore.

È chiaro che il controllo di volatilità sommato al “decrement” annuale del 3,25%  riduce la performance dell’indice. Ma il risultato resta pur sempre interessante.  La performance da inizio anno di questo indice utilizzato da Cirdan è poco più del 4%, che moltiplicato per una leva di 2,5x dà una performance del certificato del 10%. Mettendola insieme alla protezione assoluta dal rischio, viene fuori un pacchetto di grande interesse per l’investitore. Si aggiunge poi che il prodotto si compra anche a sconto a 987 euro. E anche questo non guasta.

Disclaimer:

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 2 su una scala da 1 a 7.

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza – nemmeno generica – o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

Ricordiamo, prima dell’adesione, di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente: clicca qui.

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