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Il rientro dalle vacanze è soft con il maxipremio del 13,75% del certificato green

Per cavalcare lo sviluppo impetuoso delle energie rinnovabili, UniCredit ha emesso sul mercato il certificate ISIN DE000HC7TNP4 che replica Enel, la francese Veolia e la danese Vestas. Tre titoli con buoni fondamentali e non particolarmente volatili. Il 21 settembre il prodotto stacca un maxi-premio incondizionato del 13,75% del valore nominale senza condizioni e successivamente paga 11 premi trimestrali dell’1% fino alla scadenza finale, nel giugno 2026. La barriera per i premi trimestrali e a scadenza è posta al 50%. Possibilità di scadenza anticipata da dicembre 2023. Il certificato tratta anche a sconto a 98,6 euro.

L’obiettivo delle zero emissioni entro il 2050 è fattibile, ma è necessario il massimo impegno da parte dei governi di tutto il mondo per triplicare la capacità rinnovabile e raddoppiare i progressi in efficienza energetica.

La roadmap dell’Agenzia Internazionale dell’energia presentata nel 2021, che sarà aggiornata durante la COP28, delinea una chiara traiettoria verso la completa eliminazione delle emissioni entro il 2050, garantendo così il rispetto dell'obiettivo del 1,5°C.

Il piano si articola principalmente in due ambiti strategici: da un lato intensificare i progressi annuali nell'efficienza energetica (incrementando la crescita dall'attuale 2% al 4%), dall’altro ampliare considerevolmente l'adozione di fonti energetiche verdi. Quest'ultima azione implica triplicare la capacità mondiale di produzione di energia rinnovabile entro la fine del decennio attuale.

Negli ultimi anni, si sono compiuti significativi passi in avanti in questa direzione. La crisi energetica globale innescata dall'invasione russa dell'Ucraina ha ulteriormente messo in evidenza i vantaggi delle fonti energetiche pulite anche in termini di sicurezza del rifornimento. Inoltre, le energie rinnovabili stanno progredendo in modo soddisfacente nel coprire l'intera crescita della domanda globale di elettricità nei prossimi due anni.

Infatti, nel recente studio sul mercato dell’elettricità per il 2023, IEA ha affermato che le fonti rinnovabili nel 2025 diventeranno la prima fonte di energia al mondo, superando il carbone, e insieme al nucleare copriranno quasi tutta la crescita della domanda globale di elettricità nei prossimi tre anni.

La domanda di elettricità crescerà in media del 3% all’anno nei prossimi 3 anni, contro la media del 2,4% negli anni precedenti alla pandemia. Il 90% della domanda, secondo l’agenzia, dell’aumento della domanda globale entro il 2025 sarà soddisfatta dalle fonti di energia rinnovabile, tra cui quella solare ed eolica.

Sul lato dell’offerta, la crescita prevista della produzione di corrente da rinnovabili in 3 anni è di 2.450 TWh (equivalenti al 98% della crescita della domanda). Nello studio si legge che le fonti pulite saliranno da 8.349 TWh nel 2022 a 10.799 TWh nel 2025, superando come prima fonte di energia globale il carbone. La produzione elettrica di questo rimarrà stabile, da 10.325 TWh del 2022 a 10.217 TWh nel 2025.

Anche un recente studio di RFF (Resources for the future) ha censito le previsioni di tutti i centri studi che si occupano di energia e la conclusione è che la domanda globale di elettricità crescerà tra il 62% e il 185% entro il 2050 rispetto ai livelli del 2021. La quota di combustibili fossili nel mix elettrico diminuirà dal 59% nel 2021 al 2-5% nel 2050.

Ma le buone notizie per il settore non finiscono qui.

Secondo il recente report del Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (IPCC), l'organismo dell'ONU incaricato delle indagini scientifiche sul clima, la Terra sta vivendo un riscaldamento senza precedenti, almeno negli ultimi 2.000 anni.

Il decennio appena trascorso è stato il più caldo degli ultimi 125.000 anni. Tuttavia, le notizie non sono favorevoli; come riportato dal Sole 24 Ore, l'obiettivo di limitare l'incremento della temperatura a 1,5 gradi è sempre più minacciato. L'unico lato positivo riguarda le fonti energetiche rinnovabili.

Tra il 2010 e il 2019, sono state registrate significative diminuzioni dei costi per unità nell'energia solare (85%), nell'energia eolica (55%) e nelle batterie agli ioni di litio (85%). In termini di decarbonizzazione, tuttavia, il processo si sta rivelando ancora troppo lento. Si ha l'impressione che siano investite somme maggiori nell'ambito ambientale rispetto alla ricerca di soluzioni più immediate, se esistono.

Per approfittare del megatrend del clean energy, UniCredit ha emesso sul mercato un certificato d’investimento ISIN DE000HC7TNP4, che replica il paniere composto da Enel, Vestas e Veolia. Vediamo le principali caratteristiche del prodotto.

Maxi Premio incondizionato del 13,75%

In tale contesto, risulta interessante valutare il nuovo certificato d’investimento ISIN DE000HC7TNP4 offerto da UniCredit che punta su tre titoli del settore: Enel, Vestas e Veolia.

Punto di forza del prodotto è il maxipremio incondizionato pari al 13,75% del valore nominale con data di pagamento il 21 settembre 2023. Il maxipremio verrà pagato indipendentemente dall’andamento dei tre sottostanti. Ricordo che il maxipremio può dare la possibilità all’investitore di compensare eventuali minusvalenze in portafoglio.

Premi trimestrali condizionati

A partire dal 14 dicembre 2023, il prodotto staccherà coupon trimestrali condizionati pari a 1 eu se i sottostanti, nelle date di valutazione, non perderanno oltre il 50% dal livello iniziale (barriera al 50% dello strike). Se, in una data di osservazione dei premi trimestrali, uno dei sottostanti dovesse perdere oltre il 50% dallo strike, il premio non verrà incassato. I premi non godono dell’effetto memoria.

Rimborso anticipato trimestrale

Il certificate gode della possibilità di rimborso anticipato che sarà attivo da marzo 2024, e che scatterà se i tre sottostanti si riporteranno, nelle date di valutazione trimestrali, ad un valore superiore a quello iniziale. Se la condizione, nelle date di autocall trimestrali, non sarà soddisfatta, il prodotto continuerà a quotare fino alla scadenza naturale fissata al 18 giugno 2026.

Rimborso a scadenza

Se il certificate non scade anticipatamente, alla data di valutazione finale l’investitore riceverà 100 euro.

Se il prezzo di anche solo un sottostante, alla data di valutazione finale, si troverà sotto al suo livello di barriera 5%), l’investitore riceverà un pagamento uguale alla performance del peggior sottostante rispetto al livello iniziale.

Qui di seguito i riferimenti e le distanze aggiornate.

Al momento è interessante acquistare il certificato perché quota sotto la pari e potrebbe offrire un rendimento potenziale medio annuo di quasi il 9%, al lordo delle imposte. Inoltre, se alla data di osservazione del premio nel mese di marzo tutti i sottostanti supereranno il livello iniziale, il prodotto potrebbe scadere in via anticipata offrendo un rendimento di circa il 17%, al lordo delle imposte.

Disclaimer:

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 6 su una scala da 1 a 7.

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza nemmeno generica o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

Ricordiamo, prima dell’adesione, di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente: clicca qui.

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