COMUNICAZIONE DI MARKETING

Il premio green del 13,75% mette d'accordo coscienza e portafoglio

Nel mondo l’energia diventa sempre più green. Secondo l’ultimo rapporto IEA del giugno 2023, sia nel 2023 che nel 2024 la realizzazione di nuovi impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili supererà i precedenti record. Il tutto grazie al forte e continuo sostegno politico e ai prezzi elevati dell'elettricità, che aumenteranno l'attrattiva economica dei sistemi fotovoltaici distribuiti.

Per il 2023 l’Agenzia Internazionale dell’Energia prevede che le nuove installazioni di capacità rinnovabile a livello globale raggiungeranno i 107 gigawatt (GW), il più grande aumento assoluto di sempre, portando il totale della capacità installata sul pianeta a superare i 440 GW. Il solare fotovoltaico e l'eolico sono alla base di questa accelerazione, destinata a rafforzarsi nonostante gli alti tassi di interesse perché sostenuta da un sempre più diffuso impegno politico.

Nel 2024 le rinnovabili raggiungeranno un altro record annuale di diffusione, trainate dal solare fotovoltaico, che rappresenterà i due terzi dell'intera capacità rinnovabile aggiunta l'anno prossimo.

NUOVA CAPACITA’ ELETTRICA AGGIUNTA ANNO PER ANNO

(Fonte: IEA, Renewable Energy Market Update, giugno 2023)

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Con il certificate DE000HC7TNP4 maxi-cedola del 13,75%

Per approfittare come investitori dello sviluppo impetuoso delle energie rinnovabili,  uno strumento molto interessante è il nuovissimo certificate di Unicredit con codice Isin DE000HC7TNP4 che ha per sottostanti Enel, la francese Veolia Environnement e la danese Vestas, tre protagonisti mondiali della clean energy.

Lanciato sul mercato il 3 luglio 2023 a un valore nominale di 100 euro, questo prodotto ha durata di tre anni e si caratterizza per una maxi-cedola del 13,75% che verrà pagata senza condizioni fra tre mesi. Successivamente il Maxi Cash Collect paga 11 premi trimestrali dell’1% fino alla scadenza finale, nel giugno 2026.

Capitale protetto da una barriera al 50%

I premi trimestrali sono condizionati al rispetto di una barriera molto profonda, posta al 50% del Valore iniziale dei sottostanti. La stessa barriera al 50% fornisce una rassicurante protezione al capitale investito, che alla scadenza finale verrà rimborsato integralmente anche se nel frattempo uno, due, o tutti e tre i sottostanti avranno subito un ribasso delle quotazioni di Borsa rispetto ai Valori iniziali. La barriera garantisce fino al dimezzamento delle quotazioni. Nel caso di un ribasso maggiore, l’investitore subirà una perdita in conto capitale proporzionale alla performance del peggiore dei sottostanti.

Da notare che questo certificate non prevede l’effetto memoria, per cui i premi eventualmente non pagati sono definitivamente persi.

Il rimborso anticipato può fare salire il rendimento

Per contro, l’investitore avrà la possibilità di beneficiare del rimborso anticipato, che nei prodotti che partono con la distribuzione di una maxi-cedola significa aumentare il rendimento.

Vediamo i dettagli: se tutto fila liscio fino alla scadenza finale, chi compra oggi il certificate Unicredit con Isin DE000HC7TNP4 riceverà il prossimo 21 settembre il maxi-premio incondizionato da 13,75 euro e successivamente incasserà 11 bonus da un euro l’uno, per un totale di 24,75 euro. In tre anni avrà ottenuto un rendimento medio annuo dell’8,25%, un redito consistente se si considera che l’investimento è protetto fino a una caduta delle quotazioni del 50%.

Rimborso anticipato fra nove mesi: rendimento al 21%

La prima data di osservazione che potrebbe fare scattare il rimborso anticipato è il 21 marzo 2024, fra nove mesi. La condizione è che quel giorno le quotazioni di tutti e tre i sottostanti siano allo stesso livello, o al di sopra, dei Valori iniziali (fixing), che sono i prezzi di chiusura del 29 giugno scorso. Se dovesse succedere, l’investimento si chiuderà quel giorno stesso e l’investitore contabilizzerebbe due premi trimestrali incassati (dicembre 2023 e marzo 2024) da aggiungere alla maxi-cedola, per un totale di 15,75 euro in 9 mesi. Il rendimento annuo sarebbe del 21%.

Rimborso anticipato fra 18 mesi: rendimento al 13,8%

Ipotizziamo che il rimborso anticipato scatti a dicembre 2024, a metà della durata prevista del prodotto, che nel frattempo avrà pagato tutte le cedole previste. L’investitore si troverà ad avere incassato in 18 mesi cinque premi trimestrali da aggiungere alla maxi-cedola, per un totale di 20,75 euro. Il rendimento annuo sarà del 13,8%.

Alla scadenza finale due possibili scenari

Alla scadenza finale del 18 giugno 2026, se il certificate non sarà stato rimborsato anticipatamente, si potranno verificare due ipotesi.

  • Tutti e tre i sottostanti quotano sopra la barriera (o allo stesso livello). Il certificate viene rimborsato a 100 euro (100% del Valore nominale) e l’investitore riceve l’ultimo premio.
  • Anche solo uno dei sottostanti accusa un ribasso superiore al 50% rispetto al Valore iniziale, quindi è stata perforata la barriera. L’investitore non riceve l’ultimo premio e il certificate viene rimborsato in proporzione alla performance del peggiore dei tre sottostanti. Ipotizziamo che il peggiore sia Enel con una discesa del 55% dal Valore iniziale: il certificate verrà rimborsato al 45% del Valore iniziale, cioè a 45 euro.

I sottostanti sotto la lente

Riportiamo nella tabella qui sotto i Valori iniziali, i livelli della barriera e la media dei target price degli analisti dei tre sottostanti del certificate DE000HC7TNP4. I prezzi di Enel e Veolia sono in euro, quelli di Vestas in corone danesi.

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ENEL

Nominato al vertice di Enel a metà del mese di maggio, il nuovo Ceo di Enel, Flavio Cattaneo, ha confermato gli obiettivi dell’attuale piano industriale del gruppo, in attesa di mettere a punto il suo nuovo piano.

Sulle energie rinnovabili gli attuali obiettivi prevedono che entro il 2025 Enel aggiunga circa 21 GW di capacità rinnovabile installata, di cui circa 19 GW nei Paesi “core”, arrivando a un totale gestito di circa 75 GW (compresi circa 4 GW di BESS – Battery Energy Storage Systems, cioè batterie per lo stoccaggio dell’elettricità): la quota di generazione senza emissioni salirà all’83% circa. Nel triennio di riferimento il gruppo prevede di investire in totale circa 37 miliardi di euro, di cui circa il 50% a sostegno della generazione di elettricità.

I risultati del primo trimestre hanno portato il precedente managment a confermare le guidance per il 2023 con un Ebitda ordinario che sarà compreso tra 20,4 e 21 miliardi, un utile netto ordinario compreso tra 6,1 e 6,3 miliardi e un indebitamento finanziario netto compreso tra 51 e 52 miliardi.

Al prezzo attuale di 6,34 euro Enel capitalizza 64,4 miliardi di euro, pari a 10,8 volte gli utili previsti per il 2023. Dall’inizio dell’anno il titolo è salito del 22%. La barriera al 50% è fissata a 3,0685 euro, un prezzo che Enel non tocca dal 2013.

Oggi la media dei target price degli analisti è 7,4 euro ed esprime un potenziale di rialzo nei prossimi 12 mesi del 17%.

VEOLIA

La società di servizi francese ha registrato risultati sopra le attese per il primo trimestre di quest’anno, con ricavi in crescita del 20% a 12 miliardi di euro e un Ebitda in aumento dell’8% a 1,5 miliardi.  Il management ha confermato la guidance per l'anno: solida crescita organica dei ricavi, crescita organica dell’Ebitda fra il 5% e 7%, utile netto intorno a 1,3 miliardi. Il gruppo opera attraverso tre divisioni. Nel primo trimestre la divisione Energia ha registrato una crescita dei ricavi del 54% a 4,1 miliardi di euro. Il business del Trattamento Acque è cresciuto del 56% con ricavi a 4,27 miliardi di euro. La terza divisione, quella dei Rfiuti, ha realizzato ricavi per 3,2 miliardi (+3%). L'integrazione con Suez sta portando notevoli frutti, non solo a livello di sinergie di costi ma anche e soprattutto per aver reso la società un campione globale nel verde e nei servizi ambientali.

Al prezzo attuale di 29,13 euro Veolia capitalizza 20,5 miliardi, con un P/E 2023 di 18 volte. La barriera è fissata a 14,34 euro, un prezzo che l’azione Veolia ha segnato l’ultima volta nel novembre 2020, prima della grande operazione di fusione con Suez che ha dato slancio al business e alle quotazioni di Borsa. La media dei target price degli analisti è 33,5 euro (upside del 15%).

VESTAS

La danese Vestas Wind Systems è il principale produttore mondiale di turbine eoliche. Il 78% dei ricavi è generato dalla vendita di turbine e la restante parte da servizi (manutenzione). Nel 2022 Vesta ha venduto 3.126 turbine e sistemi di produzione per una capacità totale di 13.328 MW. L’attività spazia da Europa-Medio Oriente e Africa (44%) agli Stati Uniti (20,5%), con importanti presenze anche nel resto delle Americhe (15%) e in Asia (11%).
Il 2023 sarà l’anno del ritorno all’utile per Vestas, dopo un 2022 di sofferenza per i ritardi di molti progetti a causa della pandemia. Il fatturato dovrebbe salire da 14,4 miliardi di euro a 15,1 miliardi con un utile di 90 milioni di euro (da una perdita l’anno scorso di 1,5 miliardi).
Al prezzo attuale di 183 corone danesi, la società capitalizza 24,7 miliardi di euro. L’ultima volta che Vestas ha segnato un prezzo di Borsa pari al livello della barriera (89,8 corone) è stato nel 2018. La media dei target price degli analisti è 214 corone, il 17% in più del prezzo attuale.

Disclaimer:

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 6 su una scala da 1 a 7.

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza nemmeno generica o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

Ricordiamo, prima dell’adesione, di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente: clicca qui.

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