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Il magico tris che paga il 13,4% annuo con alta protezione

Cercate una soluzione d’investimento che vi fornisca un rendimento a doppia cifra, senza rinunciare ad un alto livello di protezione?

Allora la new entry di casa UniCredit (ISIN DE000HD2XSR1) potrebbe decisamente fare al caso vostro. Parliamo di un rendimento del 13,36% annuo (pagato trimestralmente) per puntare su tre colossi italiani dagli ottimi fondamentali e volatilità contenuta: Terna, Assicurazioni Generali e Banco BPM. Non solo alto rendimento, infatti lo strumento riesce a distinguersi anche per offrire un livello di rischio molto contenuto visto il posizionamento delle barriere di protezione al 55%, livelli che come vedremo tra poco si trovano strategicamente al di sotto di aree supportive fondamentali per tutti e tre i titoli. 

Ma perché puntare proprio su Terna, Assicurazioni Generali e Banco BPM?

Due finanziari e una utility per navigare in acque tranquille

Come sappiamo il mercato è sempre in evoluzione, con repentini cambi di aspettative che rendono necessaria una continua modulazione del proprio portafoglio.

In questo contesto, ci appare sensato puntare su due particolari comparti che, visto il contesto attuale di mercato (inflazione vischiosa e la debolezza di alcuni dati macroeconomici) potrebbero offrire al tempo stesso resilienza e rendimento nel prossimo periodo.

Da una parte i titoli finanziari (Generali e BPM), dopo aver trainato l’intero mercato nel 2023, anche quest’anno potrebbero continuare a sovraperformare grazie a buoni margini d’interesse. D’altra parte, le utility (Terna) sono il comparto difensivo per natura e quindi oltre a beneficiare di un ormai scontato taglio del costo del denaro a luglio di quest’anno, potrebbero essere in grado di proteggere il portafoglio in caso di una recessione.

Approfondiamo ulteriormente analizzando i singoli titoli del paniere, soffermandoci in particolare sui livelli delle barriere.

Terna in attesa di conti e piano industriale

Come tutte le utility, anche Terna è stata penalizzata dall’aumento dei tassi di interesse, ma come dicevamo, ora il mercato si aspetta un ridimensionamento del costo del denaro, e ciò potrebbe contribuire a ridare slancio alle quotazioni del titolo in borsa. Non dimentichiamoci inoltre che Terna è anche un ottimo titolo difensivo e quindi in caso di una fase di debolezza generalizzata del mercato avrebbe una performance migliore anche di società appartenenti al suo stesso settore.

Per quanto riguarda i conti, gli ultimi risultati di Terna hanno battuto le attese del mercato, con la società che ha chiuso il terzo trimestre del 2023 con ricavi ed ebitda che hanno battuto le attese degli analisti rispettivamente di circa il 3% e il 6%.

Dal grafico su base mensile di Terna vediamo la tendenza rialzista di lungo periodo con il titolo che dai minimi del 2020 mostra un progresso di oltre il 60%. Ma non solo, dal grafico qui sotto è ben evidente anche il posizionamento tattico della barriera al 55% che sul titolo sarebbe in area 4 euro, un livello di prezzo che non rivede dal 2017 e che sarebbe al di sotto di due fondamentali aree di supporto per il titolo: quota 6 euro e 4,5-5 euro ad azione.

Ora il prossimo catalyst per la società sarà la presentazione dei risultati dell’intero 2023 che saranno pubblicati il prossimo 19 marzo, giorno in cui potrebbero emergere delle novità importanti anche riguardo all’aggiornamento del piano industriale al 2025.

Generali torna sui livelli del 2008

Come tutti i titoli finanziari, anche Generali nell’ultimo periodo è stata sostenuto dall’aumento del costo del denaro, con il management del gruppo che in assenza di interessanti operazioni di M&A potrebbe optare nel prossimo periodo per un buyback, contribuendo così a sostenere ulteriormente le quotazioni del titolo. Intanto, gli investitori sono in attesa dei risultati del 4° trimestre (in agenda il prossimo 12 marzo) con le attese riportate da Bloomberg che per l'intero 2023 vedono ricavi per oltre 80 miliardi di euro, con un Ebit di 6,79 miliardi di euro.

Il titolo è molto interessante anche dal punto di vista tecnico con il colosso assicurativo di Trieste che è tornato su livelli di prezzo che non rivedeva dal crollo del 2008. In particolare, sta mettendo a segno il breakout dell’area di resistenza 20-21 euro e se ciò dovesse essere confermato allora si aprirebbero ulteriori spazi al rialzo con target inizialmente posto a 23 euro.

In tal senso, ci appare strategico anche il posizionamento della barriera al 55% dato che sul titolo si troverebbe a quota 11,5 euro, un livello che permette all’investitore di avere una certa tranquillità, dato che anche in questo caso si trova al di sotto delle principali aree supportive, prima a 18,7 euro e poi a quota 14 euro.

Nel grafico (qui sopra) possiamo vedere l'andamento di lungo periodo (time frame mensile) di Generali, dove sono indicati i principali livelli di supporto e la barriera posizionata al 55% dello strike iniziale, un livello molto profondo per il titolo 

Banco BPM rialza la testa su ipotesi M&A

Nell’ultimo biennio anche il Banco ha beneficiato ha beneficiato del rialzo dei tassi un elemento che ha permesso alla banca guidata da Castagna di incrementare il fatturato e i margini di commissioni (NNI). Sul fronte fondamentale, BPM ha già rilasciato i numeri del quarto trimestre che hanno battuto le attese del mercato, con la banca che ha anche migliorato il suo coefficiente di solidità patrimoniale (CET1) trovandosi ora al 14,2%, rispetto al 12,8% del 2022.

Ma non solo, Banco BPM presenta un notevole potenziale anche dal punto di vista grafico, in quanto un deciso superamento dell’area di resistenza a 5,5 euro potrebbe alimentare ulteriori acquisti. Dai minimi del 2020 mostra un profitto di oltre il 400% trovandosi sui livelli di prezzo visti l’ultima volta nel 2016.

Anche in questo caso, come vediamo dal grafico (qui sopra) su time frame settimanale, la barriera al 55% permette di avere una buona protezione dato che su BPM è posizionata a 2,71 euro, un livello al di sotto di diverse ed importanti aree di supporto: 4,6 euro e area 3 euro ad azione.

Infine, teniamo presente che Banco BPM può essere interessante anche in chiave fusioni e acquisizioni con altri grossi istituti.

Come funziona il nuovo Cash Collect di UniCredit

In tale contesto, appare interessante il ISIN DE000HD2XSR1 scritto su Terna, Generali e Banco BPM.

Questa soluzione di investimento come abbiamo visto permette di preservare un ottimo livello di protezione ma al tempo stesso è in grado di un rendimento non facilmente replicabile sul mercato. In tal senso, le cedole trimestrali del 3,34% (13,36% lordo annuo) sono dotate oltretutto dell’effetto memoria, permettendo così all’investitore di recuperare eventualmente i premi non corrisposti se in una delle successive date di osservazione sarà soddisfatta la condizione del pagamento.

A scadenza (agosto 2027), come per tutti i tradizionali Cash Collect, anche questo strumento prevede due possibilità. Se i tre titoli saranno al di sopra della barriera posta al 55% dello strike, allora il certificato pagherà 100 euro (valore nominale) altrimenti, se anche solo uno dei tre titoli sarà a scadenza al di sotto della barriera, allora il certificato rimborserà un valore pari alla perdita del peggiore (worst of). In poche parole, se uno dei tre titoli, a scadenza, avrà perso il 50%, allora il certificato rimborserà 50 euro.

Il certificato è inoltre autocallable e quindi potrà essere rimborsato anticipatamente da agosto 2024 se i tre sottostanti saranno sopra lo strike. In seguito, si attiva poi lo step down che porterà gradualmente il trigger per il rimborso dal 100% al 85% del valore iniziale.

Ricordiamo infine che lo strumento essendo un certificato di investimento è efficiente anche dal punto di vista fiscale in quanto permette la compensazione delle minusvalenze.

Disclaimer:

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 5 su una scala da 1 a 7. L’investimento in questa tipologia di Certificate espone il risparmiatore al rischio default dell’emittente. Tutti i rendimenti espressi sono al lordo delle imposte.

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza nemmeno generica o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

Ricordiamo, prima dell’adesione, di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente: clicca qui.

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