COMUNICAZIONE DI MARKETING

Il lusso non tradisce. Puntare sulle eccellenze con alto rendimento

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Lusso & Abbigliamento
98,97  €

Ultimo aggiornamento alle 10:00 del 13/06/2024

Tipologia:
Low Barrier Callable
Sottostante:
Brunello Cucinelli - Kering - Moncler
Rendimento medio annuo:
9,47%

Il settore del lusso è sotto pressione dalla fine del 2023, poiché le difficili condizioni macroeconomiche e geopolitiche hanno pesato sulla spesa dei consumatori, in particolare in Cina, Paese che negli ultimi anni è stato il motore della crescita del comparto. Bain and Company prevede che il mercato dei beni di lusso in Cina rallenterà di diversi punti percentuali: mentre le vendite nel 2023 sono cresciute del 12%, quest'anno l’incremento potrebbe essere inferiore al 10%.

Detto questo, l'investimento nel lusso rimane interessante perché, nonostante le sfide economiche e gli stress della geopolitica, i marchi continuano a dimostrare la loro resilienza e la capacità di mantenere forti margini. Nel complesso, le aziende del settore hanno registrato nel primo trimestre una crescita organica dei ricavi del 2% con una prospettiva di sviluppo di circa il 6% per l’intero 2024. Il punto di riferimento del settore è il colosso francese LVMH, numero uno al mondo del lusso, che prevede una crescita del 4% nel secondo trimestre, dell’8% nel terzo e del 10% nel quarto.

Per un investitore il settore del lusso è particolarmente interessante perché garantisce sempre un’ottima resilienza nelle fasi negative di mercato. Indirizzati verso le fasce più ricche della popolazione, i prodotti del lusso soffrono le crisi economiche molto meno dei generi di consumo.     

Rendimento del 9,6% e barriera profonda al 50%

Un prodotto interessante per investire nel lusso è il certificate Cash Collect di BNP Paribas con ISIN XS2669975232 che ha per sottostanti due brillanti aziende italiane, Brunello Cucinelli e Moncler, più la francese Kering, secondo operatore al mondo nel settore. Kering è una holding alla quale fanno capo marchi prestigiosi come Gucci, Yves Saint Laurent, Balenciaga, Bottega Veneta, e da poco anche il 30% di Valentino.

L’attrattiva di questo certificate sta nell’alto rendimento potenziale, pari al 9,6% all’anno, e nella robusta difesa del capitale investito. Il Cash Collect garantisce il rimborso totale, a meno che al termine dei tre anni di durata uno dei sottostanti si sia più che dimezzato rispetto al valore iniziale.

Lanciato sul mercato il 4 gennaio scorso a un valore di emissione di 100 euro, il certificate (ISIN XS2669975232) è acquistabile ancora oggi sul mercato secondario a 100 euro, nonostante dall’inizio dell’anno Brunello Cucinelli sia salita dell’8,5% e Moncler del 13%. A frenare le quotazioni del certificate è la discesa di Kering, in calo del 14% a causa delle difficoltà nel rilancio di Gucci, il suo marchio di punta.

Premi mensili con memoria dello 0,8%

Dall’emissione a oggi il certificate ha pagato quattro premi mensili da 0,80 euro (0,8%) e il prossimo è previsto per il 13 giugno, fatta salva la valutazione, in calendario il 4 giugno. Perché vengano pagate le cedole, bisogna che alle date mensili di valutazione nessuno dei tre sottostanti quoti sotto la barriera, posizionata al 50% del valore iniziale (strike).

Il certificate è dotato di memoria, per cui nel caso in cui a una data di osservazione non ci siano le condizioni per il pagamento del premio, la cedola non andrà persa, ma resterà in memoria e verrà corrisposta alla prima scadenza successiva in cui tutti e tre i sottostanti saranno di nuovo sopra la barriera.

Alla scadenza finale, nel gennaio 2027, la stessa barriera al 50% giocherà a difesa del capitale: infatti, il certificate sarà rimborsato al 100% del valore di emissione (100 euro) anche se i sottostanti dovessero avere quotazioni inferiori alla valutazione iniziale, con il limite di una discesa massima del 50%.  

Da ottobre possibile il rimborso anticipato

Il certificate con ISIN XS2669975232 potrà essere rimborsato in anticipo a discrezione dell’emittente. A partire da ottobre 2024 a ogni data di osservazione l’emittente avrà il diritto, ma non l’obbligo, di rimborsare anticipatamente il prodotto a sua discrezione.  Il certificate verrà rimborsato al 100% del valore di emissione e l’investitore riceverà l’ultima cedola, più le eventuali cedole precedenti non pagate e conservate nella memoria del prodotto.

Alla scadenza finale due possibili scenari

Se poi il certificate non dovesse venire ritirato anticipatamente, alla scadenza finale del 4 gennaio 2027 ci potranno essere due possibilità:

  • Se tutti e tre i sottostanti quoteranno sopra la barriera (o allo stesso livello), il prodotto verrà rimborsato al 100% del valore nominale (100 euro), l’investitore riceverà l’ultima cedola e i premi eventualmente non pagati e conservati nella memoria. L’investimento si chiude nella maniera migliore.
     
  • Se anche solo uno dei sottostanti quoterà sotto la barriera, il prodotto verrà rimborsato in proporzione alla performance del peggiore dei sottostanti. Supponiamo, ad esempio, che il peggiore abbia perso il 60% dalla quotazione iniziale: il rimborso avverrà al 40% del valore nominale, vale a dire a 40 euro. L’investitore non riceverà l’ultima cedola e nemmeno i premi eventualmente presenti nella memoria.  
Scommessa sul rilancio di Kering

Per come stanno andando le quotazioni dei tre sottostanti, è evidente che la scommessa ragionata del certificate è che Kering ottenga rapidamente dei risultati sulla strada del rilancio, strada che ha preso con decisione alcuni mesi fa operando netti cambiamenti al vertice di Gucci, la sua principale controllata. Gucci rappresenta oltre il 70% degli utili del gruppo.

Dopo avere chiuso il bilancio 2023 con ricavi pari a 19,5 miliardi di euro e un utile di 2,9 miliardi, all’inizio di quest’anno il management di Kering ha smorzato le attese degli analisti e ha guidato il mercato verso un fatturato 2024 di 18,8 miliardi di euro (-3,5%) e un utile di 2,1 miliardi (-27%).

Ovviamente questa comunicazione non ha fatto bene alle quotazioni. Al prezzo attuale di 332 euro, Kering accusa un ribasso del 38% rispetto a 12 mesi fa ed è sul livello più basso dal settembre 2017. Per scendere al livello della barriera del certificate (189,7 euro), Kering dovrebbe perdere dal livello attuale un altro 42% per tornare a esplorare livelli di quotazione che non tocca dall’ottobre 2016. E’ possibile? Certamente sì. Ma è anche altamente improbabile.

 “La performance di Kering è peggiorata notevolmente nel primo trimestre 2024. Anche se avevamo previsto un inizio anno difficile, le condizioni stagnanti del mercato, in particolare in Cina, e il riposizionamento strategico di alcune delle nostre case, a cominciare da Gucci, hanno esacerbato le pressioni al ribasso sui nostri ricavi”. François-Henri Pinault, presidente e amministratore delegato del gruppo del lusso francese, non ha usato mezzi termini per illustrare il primo trimestre 2024, terminato con ricavi in calo dell’11% a 4,5 miliardi di euro.

Gucci sta rinnovando tutta la collezione

La maison italiana Gucci resta il “grande malato” del gruppo. Come ha scritto recentemente su Bloomberg la giornalista di moda e finanza Andrea Felsted, la prima priorità di Kering è il ringiovanimento di Gucci. Dopo che i suoi modelli stravaganti sotto la guida dell'ex direttore creativo Alessandro Michele sono caduti in disgrazia, l'azienda punta ora su un'estetica più elegante sotto la guida del successore Sabato de Sarno, i cui modelli stanno arrivando nei negozi in questa prima metà del 2024.
Nonostante gli ultimi due anni traumatici, l'anno scorso Gucci ha generato un fatturato di quasi 10 miliardi di euro. Ma deve attirare più clienti di fascia alta, aumentando la desiderabilità del marchio, limitando la disponibilità di alcuni prodotti e rafforzando la gamma di pelletteria.

L'azienda sta creando un nuovo team sotto la guida di Jean-Francois Palus, nominato amministratore delegato di Gucci ad interim lo scorso anno, coadiuvato da Francesca Bellettini, vice amministratore delegato di Kering. Di conseguenza, l'azienda sta spendendo per la catena di fornitura, la pubblicità, gli eventi e l'aggiornamento dei negozi e del marchio.

Il vice amministratore delegato di Kering, Jean-Marc Duplaix, ha spiegato che la visione di Gucci deve essere attuata a lungo termine e non in modo "discontinuo". Di conseguenza, con la collezione di de Sarno in arrivo nei negozi in maniera graduale fino a giugno e, cosa interessante, limitata a pochi partner all'ingrosso, la crescita delle vendite al dettaglio di Gucci dovrebbe essere moderata quest'anno, in particolare nel primo semestre. Secondo Duplaix, l'utile operativo diminuirà almeno del 5%.                                                                                                                 

Un percorso a ostacoli ben presente nei prezzi di Kering

La lista delle cose da fare nel gruppo Kering non si limita a Gucci. Il gruppo sta anche cercando di rivitalizzare Balenciaga, sta adottando misure per rendere più esclusive le altre sue case, tra cui Bottega Veneta e Yves Saint Laurent, riducendo il numero di negozi di terzi. E non dimentichiamo che Kering sta anche integrando Creed, l'azienda di profumi di fascia alta acquisita l'anno scorso, con l'obiettivo di utilizzarla come piattaforma per il lancio di fragranze premium per i suoi marchi e poi costruire un'offerta di bellezza più ampia. E poi c'è la partecipazione del 30% in Valentino.

Questo percorso a ostacoli di Kering è ben presente nelle quotazioni del titolo, che oggi vale soltanto 19 volte gli utili previsti per il 2024, contro le 25 volte del campione del settore, Lvmh. Su 24 analisti che coprono il titolo, 16 hanno un orientamento neutrale e sei consigliano di comprare le azioni. La media dei target price è 374 euro, del 12% più alta rispetto alla quotazione attuale.         

Moncler e Cucinelli confermano la forte crescita

Per quanto riguarda gli altri due sottostanti del certificate XS2669975232, Cucinelli e Moncler, il primo trimestre ha confermato il forte cammino di crescita di entrambe le aziende.

MONCLER – La società nota per i suoi piumini di lusso ha chiuso il primo trimestre 2024 un rialzo delle vendite del 12,6%, a 818 milioni di euro, superiore alle attese del mercato (attorno a 786 milioni). Il Chief Corporate Officer, Luciano Santel, ha invitato gli analisti a essere cauti per i prossimi trimestri, perché il contesto internazionale rimane complesso e in più la domanda di beni di lusso, dopo il boom post pandemia, va verso un periodo di normalizzazione. Tra l’altro, ha spiegato ancora Santel,la crescita del secondo trimestre potrebbe rallentare visto che andrà a confrontarsi con numeri forti del 2023 e visto che storicamente la società subisce un andamento stagionale del business, con uno sbilanciamento verso le collezioni invernali.

Gli analisti, in ogni caso, sono rimasti colpiti dalla performance realizzata nei negozi di proprietà, dove le vendite sono volate del 26%. Luca Solca, analista di Bernstein, ritiene che Moncler ormai sia entrata nella Premier League dell’industria del lusso, nonostante le sue dimensioni siano più ridotte rispetto ai grandi nomi.

Su 23 analisti che coprono il titolo, 10 consigliano di comprare le azioni e 12 hanno una posizione neutrale. La media dei target price di 69 euro indica un potenziale di apprezzamento del 9%. Al prezzo di oggi Mocler vale in Borsa 26 volte l’utile previsto per il 2024.

BRUNELLO CUCINELLI – Per l’azienda dei capi esclusivi in cashmere, il 2024 è iniziato con una buona crescita del fatturato, salito del 16,5% a 309 milioni di euro.  Per l’intero anno l’azienda di Solomeo (Perugia) stima un aumento del 10%. Nella conference call con gli analisti il fondatore Brunello Cucinelli ha dichiarato che l’Ebit margin dovrebbe collocarsi tra il 16,6% e il 16,7% nell’esercizio in corso.

Anche per quanto riguarda il 2025 l’azienda conferma “un solido incremento del fatturato nell’intorno del 10 per cento”.

Al prezzo attuale Cucinelli vale in Borsa 51 volte l’utile stimato per il 2024. Su 11 analisti che coprono il titolo, sei raccomandano di comprare le azioni e cinque hanno una posizione neutrale. La media dei target price è 111 euro, un obiettivo di prezzo che implica una potenzialità di rialzo del 16%.

Guarda l'analisi

Disclaimer:

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 5 su una scala da 1 a 7.

L’investitore è esposto anche al rischio default dell’emittente e alla perdita totale del capitale investito, in caso di azzeramento del valore di uno dei sottostanti. Ricordiamo, prima dell’adesione, di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente. Clicca qui.

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza – nemmeno generica – o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti. Per maggiori informazioni, leggere attentamente la pagina relativa alle avvertenze. Clicca qui.

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