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Il know how Intermonte a portata di un click: AMC Italia Top Selection

Non c’è esperto di investimenti che non sia d’accordo: sul lungo periodo le azioni si comportano meglio dei bond e questo avviene soprattutto nei periodi di alta inflazione. Guardando indietro agli ultimi 10 anni, dal confronto fra la performance del titolo di Stato italiano per eccellenza, il Btp a 10 anni, e gli indici di Piazza Affari, emerge un quadro che non lascia dubbi. Il titolo di Stato ha guadagnato il 44% e Piazza Affari ha più che raddoppiato il proprio valore con l’indice della Borsa italiana che tra fine gennaio 2013 e fine gennaio 2023 ha guadagnato il 111%. Si tratta di un dato total return, perché comprende la rivalutazione dei prezzi delle azioni e il contributo dei dividendi reinvestiti. È interessante notare che la performance del solo segmento delle mid-cap è stata addirittura del 180%.

Risultati simili vengono dal confronto fra bond e azioni nel più grande mercato finanziario del mondo, quello degli Stati Uniti. Uno studio recente di O’Shaughnessy Asset Management afferma che negli ultimi 111 anni gli Usa hanno avuto 20 anni di alta inflazione, intendendo per alta un’inflazione superiore alla media del periodo storico considerato (4,4%). Ebbene, in questi 20 anni chi ha sofferto di più sono stati gli investitori che hanno puntato sui bond, che hanno registrato in media una perdita reale del 2,84%. Al contrario, le azioni nei periodi di inflazione elevata hanno offerto rendimenti reali positivi in 11 dei 20 anni (55% del tempo). Il guadagno reale medio per le azioni durante i periodi di inflazione elevata è del 2,51%. Nello stesso studio si legge che le strategie attive hanno aggiunto valore e hanno sovraperformato le obbligazioni in tutti i 20 anni.

Con l’alta inflazione conviene investire in azioni

Se le cose stanno così, a un amico che chiede un consiglio su come meglio investire i suoi capitali non possiamo che rispondere: “Investi in Borsa”, avvertendolo però che non è una scelta semplice, perché un conto è confrontare il rendimento storico di uno o più indici, e un conto è scegliere quali azioni comprare, quando comprare e quando vendere. È la ragione di esistere dell’industria del risparmio gestito, che vede come protagonisti i gestori. Ma chi conosce bene il settore, sa che dietro i gestori c’è un’altra categoria di esperti che svolge un ruolo fondamentale nel guidare i gestori a fare le loro scelte. Sono gli advisor, ovvero economisti e analisti che con un’intensa attività di studio arrivano a mettere a punto le diverse strategie di investimento, con la definizione di portafogli di titoli con le migliori prospettive.

In Italia Intermonte occupa una posizione di primo piano nell’advisory agli investitori istituzionali. Nata 25 anni fa come Sim (Società di intermediazione mobiliare), oggi Intermonte è una banca d’affari che opera a tutto tondo sul mercato finanziario e resta un’eccellenza nel campo della consulenza sul mercato azionario italiano grazie a due caratteristiche: la prima è l’indipendenza (Intermonte ha come principali azionisti i suoi stessi manager), la seconda è l’altissima qualità del suo Ufficio studi, composto da 14 analisti che si interfacciano con il Chief Global Strategist Antonio Cesarano, uno dei più ascoltati macro-economisti italiani.

Un certificate per seguire le indicazioni di Borsa degli advisor più bravi

La novità delle ultime settimane è che tutto il know how di investimento di Intermonte è ora a portata di clic dei singoli investitori, anche dei più piccoli. Infatti, dallo scorso 6 marzo BnpParibas ha lanciato sul mercato il nuovo certificate AMC Intermonte Italia Top Selection Index con codice Isin XS2484667311. Questo certificate ha come unico sottostante un indice appositamente creato per riflettere l’andamento di un paniere di titoli azionari italiani scelto e continuamente aggiornato da Intermonte.

Con questo certificate l’investitore non avrà un rendimento specifico su cui puntare, non incasserà premi garantiti e nemmeno condizionati, e correrà anche il rischio di vedere il proprio capitale perdere valore. Il certificate è paragonabile grosso modo alla quota di un fondo di investimento, quindi, quello che conta per l’investitore sarà vedere crescere il valore del certificate (quotato al mercato Tlx), che riflette il valore del paniere azionario. Il certificate non ha scadenza, quindi chi acquista questo prodotto potrà decidere di tenerlo in portafoglio per tutto il tempo che desidera, così come potrà venderlo in qualsiasi momento. BNP Paribas agisce da market maker e garantisce la liquidità.

Più attraente di un fondo di investimento

Il certificate AMC Intermonte Italia Top Selection Index XS2484667311 ha tre caratteristiche che lo distinguono da un fondo azionario, rendendolo più attraente per un investitore interessato alla Borsa italiana.

  • Le eventuali plusvalenze, originate dalla differenza fra il prezzo di acquisto e di vendita del prodotto, sono compensabili con le eventuali minusvalenze presenti nello zainetto fiscale dell’investitore.
  • Il prodotto è quotato sul mercato Tlx e questo significa che è immediatamente acquistabile e rivendibile a un prezzo certo e trasparente. Sappiamo invece che quando si vende un fondo di investimento passano quattro o cinque giorni lavorativi prima che il controvalore sia accreditato sul conto.
  • Il gestore ha estrema libertà di azione, senza vincoli di settore o di peso nella scelta dei titoli, e questo gli permette di essere fortemente reattivo sia per cogliere le occasioni positive, sia per impostare strategie difensive quando necessario.

Una storia di oltre 20 anni di sovraperformance

Lanciato sul mercato il 6 marzo a un valore nominale di 1.000 euro, il certificate AMC (Actively Managed Certificate) è acquistabile oggi a 987 euro. Anche se è stato emesso solo una ventina di giorni fa, è possibile ugualmente fare un confronto significativo sulle performance storiche del prodotto e l’andamento della Borsa italiana. Questo certificate, infatti, riflette il portafoglio modello di Intermonte sul mercato azionario italiano, un portafoglio operativo che esiste da oltre 20 anni.

Il grafico che riportiamo qui sotto evidenzia la sovraperformance del portafoglio Intermonte negli ultimi 18 anni nei confronti dell’indice Ftse Italia All Share. In particolare, mentre l’indice ufficiale del mercato non ha ancora recuperato i livelli del massimo del 2007, il portafoglio di Intermonte li ha da tempo superati.

Nei 18 anni presi in considerazione dal grafico il tasso di crescita annuale composto (Cagr) del portafoglio di Intermonte è stato del 5,15%, mentre quello del Ftse Italia All Share è stato negativo dello 0,9%. Ricordiamo che il portafoglio modello di Intermonte è Total Return, quindi i dividendi azionari sono reinvestiti. Se per rendere più omogeneo il confronto ipotizziamo il reinvestimento dei dividendi anche nell’indice Ftse Italia All Share, la performance dell’indice ufficiale diventa positiva dell’1,5%. Ma la differenza con il portafoglio di Intermonte resta molto forte.

È interessante anche il confronto anno per anno riportato nel grafico qui sotto. Si nota un costante risultato migliore della gestione attiva di Intermonte nei confronti dell’indice, sia negli anni di mercato positivo che negli anni di mercato negativo.

 

Niente benchmark per un paniere di circa 70 titoli

Diego Toffoli, Responsabile Investimenti di Intermonte e leader del team di Advisory e Gestione, spiega che il portafoglio è composto da una settantina di titoli selezionati in base a un requisito di liquidità: ogni azione deve avere alimentato negli ultimi sei mesi scambi quotidiani per un valore medio superiore ai 5 milioni. Il gestore ha piena libertà di azione con la possibilità tutti i giorni di acquistare e vendere titoli, senza limitazioni di settore o di peso. Sono però escluse operazioni intraday e operazioni short (vendite allo scoperto). “È un prodotto azionario che in una fase di alta volatilità e forte incertezza del mercato può aumentare la componente cash fino a un massimo del 50%”, dice Toffoli.

Ovviamente non è stato fissato un benchmark e anche questo ne aumenta la felssibilità.

Così funziona il calcolo delle commissioni

Per quanto riguarda i costi, la commissione di gestione annua dell’AMC Italia Top Selection è dell’1,5%, oltre ad una commissione di strutturazione dello 0,5%. Inoltre, è prevista una performance fee del 20% con highwatermark assoluto. Questo significa che verrà applicata solo sui reali incrementi di valore del certificato e non in seguito a risultati relativi rispetto ad un benchmark, che non esiste. Inoltre, in caso di performance fee applicate per una performance positiva dell’indice, in caso di successivo calo non verrà mai più applicata una commissione di performance fino al raggiungimento del precedente massimo. In sostanza la commissione di performance può essere calcolata solo se il valore della quota è cresciuto e il valore raggiunto è superiore a quello più elevato mai raggiunto in precedenza.

 

Disclaimer:

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 4 su una scala da 1 a 7.

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza nemmeno generica o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

Ricordiamo, prima dell’adesione, di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente: clicca qui.

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