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Il Certificato sui finanziari: barriera al 50% e resa a doppia cifra

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UniCredit ha lanciato una nuova gamma di 18 certificati Low Barrier Cash Collect con effetto step down. Un’emissione accuratamente pensata dall’emittente italiano per affrontare l’attuale congiuntura di mercato. Infatti, dopo il fortissimo rialzo dei mercati europei, ha senso cominciare ad inserire in portafoglio prodotti non direzionali e in grado di estrapolare buoni rendimenti e con barriere molto profonde. Ha senso non solo per i livelli raggiunti dagli indici (soprattutto europei) ma anche per le nuvole che si addensano all’orizzonte. Vediamo nei dettagli le caratteristiche di questa gamma, per poi selezionarne uno a nostro avviso particolarmente interessante.

Barriere profonde tra il 40 e il 50% per investire su azionario Europa e America

Caratteristica peculiare è appunto la presenza di barriere profonde tra il 40 e il 50% degli strike, in grado di resistere anche a fasi di elevata volatilità dei mercati. Come sempre le barriere sono discrete quindi, per la restituzione del capitale, la barriera viene monitorata solo a scadenza, nella data di osservazione finale. I premi sono mensili, compresi tra il 6,6% e il 15% annuo e sono condizionati alla tenuta della barriera profonda nelle date di osservazione. Il certificato vanta ovviamente l’effetto memoria infatti, se qualche premio non dovesse venir pagato, verrà memorizzato. Se nelle successive date di osservazione il worst of sarà sopra barriera, il certificato pagherà il premio periodico, più tutti gli eventuali premi non pagati. Come sempre la scelta del prodotto e quindi del rendimento deve essere funzione della propria propensione al rischio. Normale che premi più bassi corrisponderanno a basket tendenzialmente meno rischiosi. Molto vasta la gamma dove potete trovare sia basket di titoli americani che europei, suddivisi sia per temi d’investimento (finanziari, tech, automotive o lusso per esempio) sia anche basket decorrelati per chi cerca maggior rendimento.

Il prodotto prevede poi la possibilità di rimborso anticipato a partire da novembre 2023 e con effetto step down. Che significa? Semplice. Aumenteranno le possibilità che il certificato venga rimborsato poiché il livello di rimborso anticipato diminuisce del 5% ogni tre date di osservazione fino all’80%. Questo meccanismo è funzionale al fatto che i mercati europei sono tornati sui massimi. Aumentano così la possibilità di autocall anche nel caso di mercati ribassisti nel medio lungo termine.

A scadenza, febbraio 2025, se il worst of sarà pari ad un valore uguale o maggiore della barriera il certificato pagherà il valore nominale più l’ultimo premio ed eventualmente i premi precedentemente non pagati (effetto memoria). Al contrario, se anche solo un titolo sarà sotto barriera, il certificato rimborserà un valore pari alla performance del titolo rispetto allo strike. Se la barriera è al 50% e il titolo worst of a scadenza ha perso il 60%, il certificato paga 40 euro a certificato. Ovviamente nella performance andranno considerati anche i premi eventualmente pagati.

Certificato sui finanziari europei: ottimo rapporto rischio rendimento

L’emissione di UniCredit è molto vasta. Tra i diversi basket disponibili ci soffermiamo su quello finanziario ISIN DE000HC46D51 con basket worst of composto da: Generali, Intesa Sanpaolo, Nexi e BNP Paribas. Il prodotto è a sconto a 98 euro, cosa che lo rende ancora più interessante. Paga premi mensili con memoria dello 0,85%, pari al 10,2% annuo e la barriera è collocata al 50% degli strike. Barriera valida anche a scadenza per il rimborso del valore nominale.

Interessante il basket. Intesa Sanpaolo è la banca italiana per eccellenza. Inutile dirlo, vanta fondamentali solidissimi. La barriera a 1,25125 euro è veramente profonda, sotto i minimi covid del marzo 2020. Oggettivamente un bel livello.

BNP Paribas è una delle banche più grandi in Europa e nel mondo. Anche in questo caso i fondamentali sono di qualità e il grafico di Borsa ce lo mostra. Il titolo infatti è tornato sui massimi 2017, mentre la barriera è posta in prossimità dei minimi 2009.

Generali è un titolo poco volatile, quindi una barriera al 50% è veramente significativa. Per Nexi non inseriamo il grafico perché la barriera al 50% è ben sotto i prezzi di quotazione del titolo. Non ha quindi senso.

Perché i barriera profonda oggi

Per chi vuole investire sui mercati azionari, è tempo di farlo con prodotti in grado di reggere l’impatto di forte volatilità. Infatti, le nubi si stanno agitando all’orizzonte e il rischio di temporali diventa sempre più imminente. Perché? Perché l’economia sta dimostrando più forza del dovuto e questo è un bene per noi ma un male per i mercati. Infatti, i dati di dicembre sono stati deboli e questo ha innescato l’impulso rialzista dei mercati di gennaio e della prima metà di febbraio. Dati macro deboli infatti corrispondono alla domanda degli operatori: quando rallenteranno le banche centrali con le attuali politiche monetarie? A quando l’inversione sui tassi? Questo proprio perché la debolezza economica si traduce in banche centrali costrette a rallentare per non impattare troppo pesantemente l’economia. Al contrario, i dati macro di gennaio hanno evidenziato forza dell’economia e quindi quelli in uscita nel mese di marzo riferiti al mese di febbraio potranno confermare o no questo trend di recupero. I primi usciti questo mese hanno già confermato una buona tenuta delle economie Occidentali, a cui si aggiunge la riapertura della Cina, con pressione sulle materie prime. A marzo abbiamo anche i due meeting di Fed e BCE. Dei dati forti rischiano di tradursi in banche centrali che potrebbero decidere di allungare i tempi di permanenza su alti tassi o addirittura di riaccelerare e spostare in alto il terminal rate. Il tutto per evitare una ripartenza dell’inflazione. Infine, non dimentichiamoci che la BCE a marzo comincia con il drenaggio di liquidità sommandosi agli USA. E il Giappone potrebbe anche decidere di seguire questa strada visto l’inflazione salita sopra il 4%.

Tutto ciò fa capire l’importanza di diversificare il portafoglio con prodotti non direzionali come i certificati, soprattutto quando sono a barriera profonda come l’ISIN DE000HC46D51 di UniCredit. Molto bello anche il fatto che puntino sui finanziari. Se vi state chiedendo come mai l’Europa abbia fatto comunque molto meglio dell’America, la composizione più value dei titoli europei sicuramente è parte della spiegazione. E in un contesto di tassi che potrebbero rimanere alti ancora per diverso tempo, i finanziari si trovano in posizione privilegiata.

Disclaimer

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 6 su una scala da 1 a 7.

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza – nemmeno generica – o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

Ricordiamo, prima dell’adesione, di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente: clicca qui.

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