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Il certificato per tutte le stagioni offre un rendimento del 13,2%

La brusca frenata dell’inflazione europea aumenta la convinzione degli investitori che la stretta monetaria sia arrivata al suo picco. I dati diffusi martedì 31 ottobre da Eurostat dicono che a ottobre il tasso di inflazione annuale nell’area euro è calato drasticamente al 2,9% dal 4,3% di settembre. In Italia la frenata dei prezzi è ancora più marcata, con il tasso annuale sceso all’1,9% dal 5,6% di settembre. È presto per cantare vittoria e dire che l’inflazione è finalmente domata (anche perché beneficia del confronto annuo molto favorevole). Sarebbe già azzardato affermarlo in presenza di uno scenario internazionale tranquillo. Rischia di essere decisamente avventato in questi giorni in cui la drammatica guerra in Israele potrebbe riservare altre brutte sorprese, come nuove fiammate rialziste sul prezzo del petrolio e del gas. Senza contare che ucraini e russi continuano a combattere su un terreno attraversato da gasdotti e di fianco alla più grossa centrale nucleare europea.

Per gli investitori ora più che mai è il momento di restare lucidi e con i piedi per terra. Potremmo essere arrivati al famoso pivot, il punto di inversione della dinamica dei tassi pilotata dalle banche centrali, così come potremmo trovarci di fronte a un falso allarme. Dai dati di novembre e dicembre dovrà venire la conferma che l’inflazione in Europa è finalmente domata.

In questa fase di incertezza sarebbe rischioso lanciarsi in scelte di investimento che puntano già ora su uno scenario di tassi in calo. È probabile che la Bce, come ha più volte detto la presidente Christine Lagarde, terrà i tassi alti per un periodo piuttosto lungo. Meglio allora guardarsi attorno e cercare un investimento “per tutte le stagioni”, come può essere un certificate su tre eccellenti aziende italiane come Unicredit, Generali e Fineco, che offre un rendimento annuo del 13,2% con una protezione del capitale molto estesa, grazie alla barriera collocata al 50% dei Valori iniziali.

Possibile un rendimento annuo del 13,2%

Stiamo parlando del Memory Cash Collect con codice ISIN XS2647428114 appena emesso da BNP Paribas. Il prodotto è stato lanciato il 31 ottobre 2023 a un valore nominale di 100 euro, ha durata tre anni e paga ogni mese premi dell’1,1% del valore nominale con memoria, pari a un rendimento annuo dell’13,2%, a condizione che alle date di osservazione nessuno dei sottostanti accusi un ribasso superiore al 50% dal valore iniziale (barriera al 50%). I premi godono dell’effetto memoria, il che vuole dire che se a una scadenza non ci saranno le condizioni per pagare la cedola, il bonus non andrà perso, ma resterà nella memoria del certificate e verrà corrisposto alla prima scadenza successiva in cui tutti e tre i sottostanti quoteranno di nuovo sopra la barriera (o allo stesso livello).

Di conseguenza, per avere il pieno successo dell’investimento con il certificate ISIN XS2647428114 basterà che tutti e tre i sottostanti quotino sopra la barriera (o allo stesso livello) alla scadenza finale del 30 ottobre 2026.

Capitale protetto fino a un ribasso massimo del 50%

La barriera al 50% gioca anche a protezione del capitale. Alla scadenza finale, nell’ottobre 2026, il certificate sarà rimborsato al 100% del valore nominale (100 euro) anche se i sottostanti dovessero presentarsi con quotazioni inferiori rispetto alle valutazioni iniziali. La protezione ha effetto fino a un ribasso massimo del 50%. In caso di ribasso maggiore, il certificate verrà rimborsato in proporzione alla performance del peggiore dei sottostanti e l’investitore subirà una perdita.
Ipotizziamo che il sottostante peggiore segni una perdita del 55%: il rimborso sarà pari al 45% del valore nominale, cioè 45 euro. L’investitore non riceverà l’ultima cedola e nemmeno le cedole eventualmente non pagate e conservate nella memoria del certificate.

Rimborso anticipato a discrezione dell’emittente

Il certificate ISIN XS2647428114 potrà essere rimborsato anticipatamente a partire da luglio 2024 a totale discrezione dell’emittente, senza che si debba verificare nessuna condizione particolare.
In caso di rimborso anticipato, l’investitore riceverà la cedola relativa alla scadenza del momento e le eventuali cedole precedentemente non pagate. A quel punto l’investimento si chiude e nessun premio sarà più pagato.

I livelli del certificate XS2647428114

Nella tabella qui sotto riportiamo i livelli significativi del certificate XS2647428114. I Valori iniziali sono i prezzi di chiusura del 30 ottobre 2023. La media dei target price è quella calcolata dal sito Market Screener. L’upside è il potenziale di rialzo, ovvero la differenza percentuale fra il prezzo attuale e il target price medio.

 

La sfida per aumentare l’efficienza

Abbiamo definito Unicredit, Fineco e Generali tre eccellenti aziende italiane. Ognuna di loro spicca nel suo settore per dimensioni e per efficienza operativa. Tutte e tre hanno ampiamente beneficiato della stagione del rialzo dei tassi che ha permesso di allargare i margini. È molto probabile che nei prossimi tre anni i tassi di interesse scenderanno e la difesa degli elevati margini passerà per la maggiore efficienza di queste aziende.

È un concetto che ha spiegato molto bene in una recente intervista al Sole 24 Ore il Ceo di Unicredit, Andrea Orcel. Ha detto Orcel: “Dobbiamo prepararci per la decelerazione, la fase in cui i tassi di interesse inizieranno a scendere e si  comprimeranno i margini delle banche”. Per Unicredit questo lavoro significa “rilanciare le fabbriche prodotto interne, investire in persone e in tecnologia”. La finalità di tutto questo, ha indicato il manager, è garantire agli investitori “redditività e distribuzioni generose nel tempo, e non solo nel brevissimo”.

Grazie anche alla politica monetaria, le aziende finanziarie in Europa sono fra quelle che vantano la migliore crescita degli utili nel terzo trimestre 2023, a confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente (+23%).

2023 l’anno degli utili record per banche e assicurazioni

Unicredit ha realizzato nei primi nove mesi del 2023 un utile netto record di 6,7 miliardi di euro, in crescita del 67% sullo stesso periodo dell’anno precedente.  Fineco, banca diretta multicanale leader in Italia nel trading online, comunicherà il 7 novembre i risultati del terzo trimestre con il consensus degli analisti prevede un utile di 133 milioni, in crescita del   66% sullo stesso periodo dell’anno scorso.
Quanto a Generali, primo gruppo assicurativo italiano, il consensus stima che chiuderà l’intero anno 2023 con un utile di 3,6 miliardi di euro, aumentato del
24% sul 2023.

Il 2023 verrà archiviato come l’anno della redditività record per il settore finanziario (banche e assicurazioni). L’economia in Italia è cresciuta in maniera omogenea, i tassi sono a livelli alti e le banche non hanno problemi di rettifiche sui crediti. Il 2023 sarà con tutta probabilità il miglior anno degli ultimi venti.  E’ inevitabile che nei prossimi anni ci sia una contrazione dei margini?

Fiducia nel futuro grazie a ratio patrimoniali a livelli altissimi

A sentire le banche centrali, i tassi rimarranno ancora alti per lungo tempo e se una recessione ci sarà, tra quest’anno e il prossimo, non dovrebbe essere una recessione pesante, più un rallentamento forte o una recessione soft. Così per ora la pensa il mercato. Le banche sono comunque pronte a questo tipo di scenari perché negli ultimi anni hanno fatto molti accantonamenti e i ratio patrimoniali sono a livelli molto alti. Se fino al 2015 il Common equity era mediamente circa il 7%, ora è il 15%.

Sulla dinamica dei profitti (ordinari o extra che siano) delle banche, Alberto Villa, responsabile Research di Intermonte, dice che le attese sembrano puntare verso una stabilizzazione dopo la formidabile avanzata di quest’anno: “Il trend rimane positivo – ha detto Villa in una recente intervista al Sole 24 Ore - e mi aspetto che i manager diano indicazioni per utili 2024 nel complesso stabili rispetto ai livelli attuali”.

Disclaimer:

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 6 su una scala da 1 a 7. L’investimento in questa tipologia di Certificate espone il risparmiatore al rischio default dell’emittente. Tutti i rendimenti espressi sono al lordo delle imposte.

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