COMUNICAZIONE DI MARKETING

Il Certificate su indici settoriali paga bene (8% annuo) e protegge

Dopo un 2023 spumeggiante e dopo un finire d’anno con il piede sull’acceleratore, il 2024 inizia con una sosta ai box. Il mercato individua alcune criticità e si mette in modalità riflessiva. La scorsa settimana, infatti, la maggior parte degli indici azionari (Italia esclusa) hanno chiuso in rosso e i tassi sono tornati a salire. I primi dati macro dell’anno sembrano far pendere l’ago della bilancia per un’azione delle Banche Centrali meno “dovish” di quanto stimato dal mercato sul finire dello scorso anno. La mancanza dei buyback delle big tech USA per il periodo di black-out che precede la pubblicazione dei conti trimestrali non aiuta e le tensioni geopolitiche rimangono sullo sfondo e possono accendersi in ogni momento. In questo quadro, mercati sui massimi e volatilità ai minimi sembra proprio chiamare la correzione.

Ecco perché, avere uno strumento che ti permette di estrarre rendimento contenendo l’impatto della volatilità di breve e medio termine, può essere un modo funzionale di diversificare il portafoglio. In tale direzione va la proposta di Marex con il certificato ISIN IT0006761495 che punta su tre indici: Nasdaq 100, EURO STOXX Banks e STOXX Europe 600 Utilities. Molto interessante il profilo di rischio rendimento che vede il certificato pagare premi trimestrali con memoria del 2% (8% annuo), condizionati ad una barriera profonda al 55% degli strike (valida anche a scadenza). Anche questa volta Marex si distingue per il rendimento dei certificati su indici. Come sempre, partiamo dal contesto, prima di esaminare la proposta di Marex.

Tassi al rialzo e tensioni geopolitiche: un brutto cocktail

Come abbiamo detto, quello che sembra prefigurarsi e che si respira nell’area è di una fase di storno. Cosa anche fisiologica e che serve in realtà ai mercati per ricaricare le batterie.

L’idea infatti è che questo rialzo dei rendimenti del mercato obbligazionario, dettato da un mix di dati macro sfavorevoli, si veda per esempio l’inflazione dell’eurozona sopra le attese, possa scatenare volatilità nel breve termine. Anche i verbali della Fed, resi noti settimana scorsa, non hanno fornito una tempistica chiara sul primo taglio dei tassi. Si evince inoltre che i membri Fed avevano preso atto dei decisi miglioramenti sul fronte inflazione ed era presente una certa preoccupazione sul rischio di esagerare eccessivamente con la politica monetaria restrittiva. Tuttavia, è anche presente la volontà di mantenerla per un po’ di tempo, finché non sarà chiaro che il ridimensionamento dell’inflazione sarà duraturo. Questo ha raffreddato un po’ gli entusiasmi del mercato che infatti ora stima al 50% la probabilità a marzo di un taglio di 25 punti base, mentre prima era ben più certo dello stesso. Questo aspetto ha avuto un ruolo importante nel rimbalzo dei tassi, dopo il forte ridimensionamento realizzato tra ottobre e dicembre 2023. A scatenare volatilità nel breve potrebbero ad esempio essere le trimestrali USA ormai alle porte, su cui c’è molta attenzione del mercato.

Nel complesso, rimaniamo positivi per i mercati azionari nel 2024 anche se non crediamo probabile performance simili a quelle dell’anno ormai concluso. Il mercato infatti stima ancora un po' meno di sei tagli per fine 2024. Tagli da 0,25bp, quindi parliamo di 1,5/1,6 punti di taglio. Questo non può che essere positivo per l’equity anche se appunto, sullo sfondo, rimangono diversi elementi che potrebbero incrinare il quadro, come le tensioni geopolitiche

Ecco perché per chi ha un approccio cauto ai mercati azionari, diversificare il portafoglio su prodotti non direzionali può essere funzionale per affrontare al meglio questo nuovo anno.

Si investe su indici con un premio del 8% e barriere al 55%

A tal riguardo, il certificato di Marex ISIN IT0006761495 vuole estrarre rendimento dal mercato azionario senza vincolarsi alla performance degli indici. Infatti, il prodotto investe su un basket worst of composto da Nasdaq 100, EURO STOXX Banks e STOXX Europe 600 Utilities. La scelta dei sottostanti ragiona proprio sull’elemento tasso. Un calo dei tassi dovrebbe favorire tecnologici e utilities, mentre il bancario ne uscirebbe sfavorito. L’idea è che probabilmente le banche nel 2023 hanno fatto il top di utili e probabilmente saranno più volatili quest’anno. Non dovrebbero esserci impatti pesanti però perché appunto il calo dei tassi sarà molto graduale, mentre i ratio patrimoniali e il costo del rischio sono ottimi. Il comparto è dunque molto più resiliente a cicli economici sfavorevoli o al calo dei tassi.

Come dicevamo, la soluzione di Marex è interessante perché punta su tre indici riducendo così il rischio tipico di questi prodotti. È chiaro, infatti, che la volatilità degli indici è nettamente inferiore a quella dei titoli azionari. Il prodotto propone barriere al 55% sia per i premi, con memoria, che a scadenza per il rimborso del capitale. Barriere al 55% implicano protezione fino ad un calo del 45% dai valori attuali, che per gli indici, rappresenta una protezione importante.

Come abbiamo detto, i premi sono trimestrali con memoria e pari al 2%, ovvero 8% annuo. La memoria fa si che anche immaginando dei picchi di volatilità durante la vita del prodotto, sarà sempre possibile, con cadenza trimestrale, recuperare eventuali premi persi. Basterà che nelle successive date di valutazione i tre indici siano sopra barriera.

Il certificato vede poi la possibilità di rimborso anticipato da ottobre 2024 con trigger al 100% dello strike. Se gli indici saranno sopra lo strike nelle date di osservazione trimestrali (a partire ovviamente da ottobre 2024) il prodotto verrà rimborsato pagando il valore nominale di 1.000 euro a certificato, più l’ultimo premio ed eventuali premi non pagati.

A scadenza, gennaio 2029, le possibilità sono come quasi sempre due. Se tutti i sottostanti quoteranno sopra barriera, il certificato pagherà il valore nominale più l’ultimo premio, più eventuali premi non pagati. Al contrario, se anche solo un indice sarà sotto il livello barriera, il certificato pagherà il valore nominale meno la performance del peggiore. Quindi, se ad esempio un indice a scadenza avrà perso il 50%, il certificato pagherà 500 euro a pezzo.

Websim: analisi avanzata sui certificates

Ricordiamo che alla pagina di Websim analisi certificati avanzata, trovate tutte le caratteristiche principali del prodotto riassunte, tra cui i livelli di strike, le barriere, la distanza da strike e barriera dei titoli o indici, volatilità implicita a 1 anno e correlazione dei sottostanti, oltre a tanti altri dati utili per valutare il prodotto.

 

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