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Il certificate che punta sulla ripartenza del petrolio

Esattamente un anno fa, nel giugno 2022, il prezzo del petrolio segnava il record degli ultimi otto anni. Le sanzioni decise dal G7 verso la Russia avevano fatto scattare la paura di una carenza di greggio sul mercato e il Brent era volato a 112 dollari al barile, un prezzo che non si registrava dal 2014. Dodici mesi dopo, il panorama del mercato dell’energia è notevolmente cambiato, principalmente per due motivi. Innanzitutto le sanzioni hanno avuto poco effetto sulla capacità di esportazioni della Russia, che attraverso triangolazioni compiacenti continua a essere uno dei principali protagonisti del mercato: semplicemente ha spostato il focus del suo export dall’Europa all’India e alla Cina. E poi è mancata la Cina: nel senso che la previsione di un forte incremento della domanda cinese di petrolio in seguito alla ripresa economica post-Covid, si è rivelata troppo ottimista. L’economia del Dragone nei primi mesi dell’anno non ha corso, ma ha passeggiato, consumando meno energia del previsto.

Nelle ultime 48 ore lo scenario sembra in cambiamento. Martedì 13 giugno il greggio americano Wti ha guadagnato il 3,4% e mercoledì è salito ancora tornando sopra i 69 dollari al barile, spinto dai segnali che la Cina sta mettendo in atto stimoli monetari per sostenere la crescita. Inoltre gli Stati Uniti hanno deciso di ricostituire le scorte strategiche, drasticamente ridotte nei mesi scorsi per lo sforzo di calmierare la crescita dell’inflazione. Secondo alcune fonti, il governo di Washington avrebbe pianificato l'acquisto di circa 12 milioni di barili di petrolio quest'anno per ricostituire le riserve di emergenza esaurite.

Petrolio, un mercato ancora molto promettente

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Il panorama del mercato del petrolio resta mutevole e incerto, ma le novità delle ultime ore riaccendono l’appetito di molti investitori, pronti a tornare a scommettere in Borsa sul settore petrolifero dopo i forti guadagni del 2022.

Oggi il greggio è in calo di circa il 17% da metà aprile e del 35% dal picco di giugno 2022. Tuttavia, sostengono alcuni esperti, i segnali più rialzisti provenienti da Cina e Stati Uniti e l’ultimo rapporto dell’Opec in cui si afferma che i tagli alla produzione dell'Arabia Saudita riusciranno a ridurre l'offerta nel secondo semestre, stanno modificando in positivo il sentiment del mercato.

Rendimento annuo del 10% e capitale protetto da una barriera al 50%

Questo scenario promettente, ma ancora pieno di incertezze, rappresenta la situazione tipica in cui i certificate si affermano come gli strumenti di investimento più adeguati, grazie alla capacità di offrire importanti ritorni e di contenere il rischio. Un prodotto molto interessante è il certificate Cash Collect con Isin DE000VU1GGM5 emesso da Vontobel lo scorso gennaio con sottostanti Eni, Repsol e Tenaris. Questo certificate ha un valore nominale di 100 euro, ha durata di due anni, e paga premi trimestrali da 2,50 euro (2,5%), pari a un rendimento annuo del 10%. I premi con effetto memoria sono condizionati da una barriera molto profonda, al 40% del Valore iniziale. Il capitale è protetto da un’altra barriera, anch’essa più profonda della media dei certificate in circolazione, al 50%. Vuole dire che i premi saranno pagati se alle date di osservazione nessuno dei sottostanti accuserà un ribasso superiore al 60% rispetto al Valore iniziale. E il capitale sarà rimborsato integralmente (100 euro) se alla scadenza finale nessuno dei sottostanti si sarà più che dimezzato rispetto al Valore iniziale.

Il certificate ha già pagato il primo premio lo scorso 17 aprile. Ne restano sette, in grado di fornire un flusso di cedole di 17,5 euro nei 19 mesi di vita restante del prodotto. Il rendimento annuale sale così all’11%.


La prossima data di osservazione è il 10 luglio. Grazie all’effetto memoria, se a una data di scadenza uno o più sottostanti saranno sotto la barriera il pagamento del premio verrà rinviato alla prima data di osservazione successiva in cui tutti e tre i sottostanti quoteranno allo stesso livello o al di sopra della barriera. In questo modo, per assicurarsi l’incasso di tutti e sette i bonus basterà che nessuno dei sottostanti si trovi sotto la barriera all’ultima data di osservazione del 9 gennaio 2025.

Come tutti i titoli legati al petrolio, Eni, Repsol e Tenaris hanno realizzato nel 2022 ottime performance: il gruppo del Cane a sei zampe è cresciuto in Borsa del 10%, il colosso petrolifero spagnolo ha guadagnato il 42% e Tenaris, l’azienda italo-argentina leader mondiale nella realizzazione di tubi per l’industria petrolifera, ha segnato un rialzo del 76%. Come è logico, con le quotazioni del greggio in calo le performance dall’inizio dell’anno dei tre sottostanti sono negative: Eni accusa un calo del 4%, Repsol è scesa del 10,7% e Tenaris ha perso il 22%.

Il certificate con Isin DE000VU1GGM5 di Vontobel è un’ottima opportunità per chi non ha ancora investito sul settore Oil & Gas e vuole entrare ora. Sicuramente la diversificazione dei sottostanti, il buon rendimento potenziale e l’alta protezione del capitale lo rendono uno strumento più consigliabile rispetto alla scelta di un singolo titolo.

Possibile il rimborso anticipato

Con il certificate DE000VU1GGM5 si resta investiti nell’Oil & Gas con una prospettiva di rendimento molto interessante e con una forte riduzione del rischio.

Inoltre non è detto che l’investimento duri tutti i 19 mesi fino alla scadenza finale del gennaio 2025, perché il certificate prevede la possibilità del rimborso anticipato, possibile a partire dalla prossima data di osservazione del 10 luglio e in tutte le successive date di osservazione. Per aumentare la possibilità del rimborso anticipato i livelli trigger che fanno scattare l’autocall sono discendenti: se a luglio 2023 e a ottobre 2023 sarà necessario che tutti e tre i sottostanti quotino sopra il 100% dei Valori iniziali (o allo stesso livello), a gennaio 2024 e ad aprile 2024 basterà il 95% e a luglio e ottobre 2024 basterà il 90%.

Cosa succede alla scadenza finale

Se il certificate non sarà stato rimborsato in anticipo, alla scadenza finale del 9 gennaio 2025 potranno realizzarsi tre ipotesi:

  • Tutti e tre i sottostanti quotano sopra la barriera (o allo stesso livello). Il certificate viene rimborsato a 100 euro (100% del Valore nominale) e l’investitore riceve l’ultimo premio e tutti i premi precedenti eventualmente non pagati e accantonati per l’effetto memoria.
  • Il peggiore dei sottostanti accusa un ribasso superiore al 50% rispetto al Valore iniziale, ma inferiore al 60%. Quindi è stata perforata la barriera al 50% a protezione del capitale, ma non quella al 40% che condiziona l’erogazione dei bonus. L’investitore riceve l’ultimo premio e tutti i premi precedenti eventualmente non pagati e accantonati per l’effetto memoria. Il certificate viene rimborsato in proporzione alla performance del peggiore dei due sottostanti. Ipotizziamo che il peggiore sia Tenaris con una discesa del 55% dal Valore iniziale: il certificate verrà rimborsato al 45% del Valore iniziale, cioè a 45 euro.
  • Anche solo uno dei sottostanti accusa un ribasso superiore al 40% rispetto al Valore iniziale. L’investitore non riceve nessun premio e il certificate viene rimborsato in proporzione alla performance del peggiore dei due sottostanti. Ipotizziamo che il peggiore sia Tenaris con una discesa del 65% dal Valore iniziale: il certificate verrà rimborsato al 35% del Valore iniziale, cioè a 35 euro.

Fixing e barriera, i livelli da monitorare

Come mostriamo nella tabella qui sotto, al momento tutti e tre i sottostanti hanno quotazioni inferiori rispetto al fixing iniziale, ma sono ampiamente sopra le barriere. Il fixing iniziale è il prezzo di chiusura registrato il 9 gennaio 2023. Nell’ultima colonna riportiamo la media dei target price degli analisti secondo il consensus di Market Screener.

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Focus sui sottostanti

ENI

Per il 2023 Eni prevede una produzione totale di idrocarburi di 1,63-1,67 milioni di barili di olio equivalente al giorno, con un aumento rispetto agli 1,61 milioni di barili dello scorso anno. Nel 2022 Eni ha aggiunto circa 750 milioni di barili di olio equivalente (MMBoe) di risorse scoperte alla sua base di riserve. Il colosso petrolifero italiano prevede di scoprire risorse esplorative per 700 MMBoe quest'anno.
L'impegno di Eni nella transizione energetica è importante. La società ha un piano ambizioso per raggiungere 60 gigawatt di capacità installata di energia rinnovabile entro il 2050.
Eni è fortemente orientata a restituire capitale agli azionisti. Beneficiando dell'aumento dei prezzi delle materie prime, la società ha annunciato un piano di riacquisto di azioni proprie di 2,2 miliardi di euro per il 2023.

REPSOL

La spagnola Repsol è una società petrolifera che possiede riserve provate di idrocarburi per 2.319 miliardi di barili di olio equivalente, ha una produzione media quotidiana di 700mila barili, sette impianti di raffinazione in Spagna, Portogallo e Perù e 4.950 stazioni di servizio diffuse fra Spagna, Portogallo, Perù, Messico e Italia. Nel 2023 dovrebbe realizzare ricavi per 61,9 miliardi di euro e utili per 4,1 miliardi. La società oggi capitalizza 17,7 miliardi di euro, pari a 4,1 volte gli utili attesi per quest’anno.

TENARIS

Di proprietà della famiglia Rocca,Tenaris è il primo produttore al mondo di tubi per l’industria petrolifera, con oltre 14,5 miliardi di dollari di fatturato previsto per il 2023 e utili per 3,1 miliardi di dollari. La società capitalizza 15 miliardi di euro, pari a 5,1 volte gli utili 2023.

Disclaimer:

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 6 su una scala da 1 a 7.

L’investitore è esposto anche al rischio default dell’emittente e alla perdita totale del capitale investito, in caso di azzeramento del valore di uno dei sottostanti.

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza – nemmeno generica – o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

Ricordiamo, prima dell’adesione, di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente: clicca qui.

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