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Il Certificate che doma Tesla: protezione e performance

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Tech
100,00  €

Ultimo aggiornamento alle 10:00 del 13/06/2024

Tipologia:
Certificato a Capitale Protetto Shark Fin
Sottostante:
Tesla
Rendimento medio annuo:
NaN%

In un contesto in cui i nuovi massimi storici sono praticamente all'ordine del giorno, proteggere i propri investimenti diventa una priorità assoluta, in caso di storno del mercato. E cosa c'è di meglio di un certificato a Capitale Protetto su Tesla, un titolo che, nonostante la flessione vista negli ultimi due anni, conserva ancora tutto il potenziale per tornare allo splendore di un tempo.

Nei prossimi mesi sarà molto importante continuare a monitorare il suo andamento in Borsa, dato che il recente rimbalzo messo a segno dalla metà di aprile potrebbe rappresentare la prima dimostrazione di forza in grado di riproiettare il colosso dell'elettrico guidato da Musk sui livelli record visti a fine 2021.

Ma come mai Tesla ha sottoperformato negli ultimi due anni e quali sono i driver che potrebbero spingere nuovamente al rialzo le sue quotazioni? Queste sono solo alcune delle domande alle quali cercheremo di rispondere nei prossimi paragrafi e come vedremo, nell'attuale fase di mercato, il nuovissimo prodotto a capitale protetto di Barclays (ISIN XS2772421686) potrebbe offrire un'interessante opportunità d'investimento. 

Tesla pronta per la ripartenza? 

Dopo essere rimasta fanalino di coda tra le cosiddette "Magnifiche sette", ora Tesla potrebbe essere pronta per la ripartenza. Dai nuovi record di fine 2021 sopra i 400$, il titolo ha infatti subito una brusca battuta d'arresto, con il titolo che, invertendo  invertito la direzione inserendosi in un'ampia fase di compressione laterale ribassista che lo ha spinto addirittura sui minimi verso i 112$ di inizio 2023 (con un impressionante drawdown di oltre il 70% dai massimi). Da li è iniziata una lenta fase di risalita, peraltro ostacolata da diverse aree di resistenza, ma la conferma delle ultime settimane della solidità dell'area supportiva intorno a 150$ potrebbe fornire i primi spunti rialzisti, riportando così gli acquisti sul titolo.

Questo è ben visibile dal grafico su time frame settimanale riportato qui sotto, dove vediamo l'andamento di Tesla dal 2020 ad oggi. Come vediamo, nella settimana in cui Tesla ha presentato i suoi conti del primo trimestre 2024 (settimana del 22 aprile), il titolo ha messo a segno un deciso rimbalzo dall'area supportiva a 150$, livello da cui transita anche la trendline rialzista di medio-lungo periodo costruita dai minimi del 2020 (linea tratteggiata blu). Ora il titolo si trova poco sopra a quota 170$ e sta mettendo nel mirino il raggiungimento della successiva importante area di resistenza data dalla media mobile a 200 periodi (linea arancione) e se dovesse riuscire a superarla con volumi in aumento, si aprirebbero allora ulteriori spazi per tentare un allungo prima verso i 240$ (livello la cui importanza è espressa anche dalla concomitanza con il POC, Point Of Control dell'indicatore volume profile) e poi in direzione dell'area psicologica dei 300$.

La performance in Borsa di Tesla degli ultimi due anni è stata impattata da un mix di fattori diversi. In primis, nel 2022 l'acquisto di Twitter da parte del miliardario Musk non è andato a genio agli investitori che hanno subito pensato che il tycoon potesse poi essere distratto eccessivamente nelle sue attività dal social media. Ma non solo, perché da li il gigante dell'EV ha dovuto ad affrontare diversi problemi, come: aspettative di domanda di auto elettriche inferiori rispetto a quanto effettivamente registrato; diverse proteste dei lavoratori nei suoi stabilimenti; livelli di incentivi in Europa e negli Stati Uniti che sono diventati più difficili da ottenere; per non parlare poi dell'impatto sui margini degli sconti di prezzo praticati sui suoi veicoli nell'ultimo anno e mezzo, oltre che le fette di mercato perse in favore della spietata competizione cinese. Ecco, queste sono solo alcune e le principali criticità che sta affrontando Tesla e ciò è emerso chiaramente anche dall'ultimo rapporto sugli utili. 

In particolare, Tesla ha archiviato il primo trimestre con il -9% di volumi di vendite. Tuttavia, il mercato ha reagito con ottimismo dato che i suoi risultati sono stati comunque meno peggio di quello che ci si aspettava. Ma non solo, gli investitori hanno dato fiducia a Musk riguardo le indicazione per il prossimo periodo. Tesla cercherà ora di lanciare nuovi modelli utilizzando gran parte degli elementi delle piattaforme già esistenti e sulle linee produttive già attive in modo da risparmiare sulle spese e sui tempi di produzione. Ricordiamo che inizialmente i piani di Tesla erano quelli di fare tutto nuovo dalla piattaforma alla linea produttiva per i futuri nuovi modelli che saranno presentati). Inoltre, la società prevede ora di aumentare i volumi di vendita dei suoi veicoli nel 2024, il che implica una decisa ripresa rispetto al calo di circa il 9% anno su anno nel 1° trimestre, un fattore che ha riacceso le speranze di chi ci ha puntato. 

Ma se da una parte a chi ha investito da tempo su Tesla non rimane altro che avere pazienza e sperare di vedere il titolo tornare sui suoi livelli record, a chi si approccia ora per la prima volta al titolo, la sua volatilità e suo recente drawdown potrebbe spaventare gli investitori che potrebbero essere riluttanti ad impegnarsi direttamente sull'equity per esporsi su Tesla.

Ecco dove entra in gioco il nuovo Certificato a Capitale Protetto su Tesla di Barclays, strumento in grado di offrire l'esposizione desiderata su Tesla, con la sicurezza di un capitale protetto. Un'opportunità anche per chi ha già le azioni di Tesla e desidera aumentare il grado di diversificazione di portafoglio, continuando a investire sul titolo ma con un prodotto a capitale protetto.

Puntare sul recupero di Tesla con il capitale protetto al 95%

Ecco la ratio che ha spinto Barclays ad emettere il certificato a capitale protetto (ISIN XS2772421686), strumento che replica la performance di Tesla fino ad un massimo del +50%, proteggendo il capitale al 95% del valore iniziale (rimborso minimo 95 dollari).

Entrando più nello specifico, per questo strumento l'emittente ha optato per uno Shark Fin, certificato con un payoff a pinna di squalo. In tal senso, il suo rendimento cresce infatti fino ad un massimo del 150% (+50% di Tesla), per poi pagare un premio fisso di 12 dollari in caso di rialzi maggiori. In questo caso il Rebate Rate è pari al 17%, con lo strike che parte al 95%.

E se Tesla dovesse crollare e rompere al ribasso importanti aree di supporto? Pochi rischi, grazie alla protezione del capitale al 95% che permette di contenere la perdita ad un massimo del 5% (Rimborso minimo di 95 dollari).

Ma facciamo subito qualche esempio per capire meglio i meccanismi di funzionamento di questo strumento. Come dicevamo il certificato (ISIN XS2772421686) permette di replicare l’andamento del titolo, fino ad un massimo del 50%. E quindi,  se a scadenza la quotazione di Tesla fosse salita del +45%, il rimborso sarebbe pari al 145% del prezzo di emissione del certificato, e quindi 145 euro a prodotto. Allo stesso modo, se Tesla si dovesse trovare a scadenza con un prezzo del 30% superiore allo strike iniziale, allora il certificato rimborserebbe il 130% del valore nominale (130 dollari).

Tuttavia, nel caso in cui il rialzo a scadenza dovesse essere pari o superiore al 50%, allora l’investitore otterrebbe un premio fisso del 17% lordo, con il rimborso del capitale che sarà quindi di 112 dollari dato lo strike al 95%.

Il prodotto è quotato in dollari e non prevede la possibilità di essere richiamato anticipatamente dall'emittente. Interessante anche la durata che dato che è a 18 mesi e quindi non è eccessivamente lunga.

Gli scenari alla scadenza finale:

Per semplicità, ecco un breve specchietto dei possibili scenari alla data di scadenza (05/12/2025) del certificato (ISIN XS2772421686):

  • Nel caso in cui le azioni di Tesla salgano fino al 50%, l’investitore partecipa ai rialzi del titolo in maniera lineare.
  • Se Tesla si apprezza di un valore pari o superiore al 50%, il certificato rimborserà il valore nominale ed un premio fisso del 17%, con il rimborso che sarà quindi di 112 dollari visto il posizionamento dello strike al 95%.
  • Se a scadenza Tesla si trova fra il 95% ed il 100% del prezzo iniziale, l’investitore riceve un valore commisurato alla performance del titolo;
  • Infine, se Tesla si trova sotto il 95% del prezzo iniziale (scende di oltre il 5%), allora il certificato rimborserà un valore minimo pari al 95% del valore nominale (rimborso minimo di 95 dollari), proteggendo così l’investitore da eventuali ribassi e crolli del titolo.

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