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Il Cash Collect per puntare al 10% su UniCredit, Enel e Eni

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XS2395084994
Blue Chip Italiane
1.017,02  €

Ultimo aggiornamento alle 10:00 del 12/07/2024

Tipologia:
Cash Collect Memory Callable
Sottostante:
Enel - Eni - UniCredit
Rendimento medio annuo:
8,55%

Nel labirinto degli investimenti, la semplicità è il filo d'Arianna! Sì, perché le strategie che appaiono più semplici e scontate, sono proprio quelle che spesso si rivelano le più efficaci. Ecco perché si presenta molto bene il nuovo gioiellino di casa Societe Generale, un Certificato Cash Collect che investe su un basket worst of con focus sul mercato italiano e che si distingue oltre che per la sua semplicità, per il suo buon rapporto tra rischio e rendimento.

Lo strumento di cui vi parliamo oggi (ISIN XS2395084994) riesce infatti ad offrire un premio mensile con memoria dello 0,834%, arrivando così a pagare il 10% di rendimento annuo; mentre le sue barriere profonde al 50% permettono di proteggere l'investimento da eventuali scossoni del mercato, almeno fino ad un crollo del 50%! 

Un mix particolarmente attraente soprattutto considerando la qualità dei sottostanti proposti dato che stiamo parlando di UniCredit, Enel ed Eni. Tre colossi nostrani che oltre ad essere tra i più capitalizzati dell’intera Borsa Italiana, sono sicuramente nel circolo dei titoli più amati dagli investitori italiani e che, come vedremo tra poco, presentano anche ottimi fondamentali e prospettive future. Non da meno, visto il rischio emittente è sempre presente nei certificati, ricordiamo che Societe Generale è uno dei migliori operatori per rating e standing.

Inoltre il certificato vanta la possibilità di rimborso anticipato dall’emittente a partire da novembre 2024. Una caratteristica questa della callability che permette al nuovo strumento di Societe Generale di pagare un rendimento più alto, dando al tempo stesso l'opportunità agli investitori di incassare in fretta un rendimento di tutto rispetto. E se non viene richiamato anticipatamente? Nessun problema, il certificate continuerà semplicemente a pagare il suo premio mensile fino alla scadenza nel maggio 2027

Italia in testa tra i listini europei

Nonostante la performance leggermente negativa di aprile, il primo mese in rosso del 2024, l’indice Ftse Mib mantiene una certa resilienza dato che se andiamo a considerare la performance dell’indice al lordo dei dividendi staccati, è riuscito a contenere le perdite. L’Italia continua quindi a sovra-performare gli altri mercati azionari del Vecchio Continente, ma non solo. Da inizio anno l'indice Ftse Mib mostra un progresso di circa il 13%, una performance superiore a quella messa a segno dal Dax di Francoforte (+10%), dal Cac40 (+7,2%), ma anche dello stesso Euro Stoxx50 (+10,8%) e dall'indice americano S&P 500 che al momento mostra un +8,7% Ytd.

La buona intonazione del mercato italiano è confermata anche dagli ultimi dati macroeconomici, con le ultime stime dell'Istat che, per il nostro Paese, vedono nel primo trimestre del 2024 un aumento del Pil dello 0,3% rispetto i tre mesi precedenti, un dato migliore della media europea. Inoltre, le ultime proiezioni dell'Ocse stimano per quest'anno un Pil italiano in crescita dello 0,7%, mentre nel 2025 ci si aspetta un incremento dell'1,2%

Intanto, dopo le conferme sui rating da parte di S&P Global e DBRS, venerdì anche Fitch ha confermato il rating dell'Italia a 'BBB' con outlook stabile, mentre a fine maggio è atteso il verdetto di Moody's il cui giudizio è attualmente 'Baa3' con outlook stabile.

Dal punto di vista grafico, il nostro Ftse Mib (34.240 punti) mantiene una buona intonazione con la quotazione che si mantiene al di sopra della principale area supportiva a quota 32.710 punti, difendendo anche la media mobile a 50 giorni che transita a 33.780 punti.

L’analisi dei tre titoli del basket (ISIN XS2395084994)

Prima di andare ad analizzare tutte le caratteristiche dello strumento di oggi, visto l’attuale contesto di mercato, ci sembra opportuno andare ad analizzare i tre titoli del paniere che si presenta ben diversificato dato che punta sui big di tre differenti settori: una banca (Unicredit), un petrolifero (Eni) e un'utility (Enel).

UniCredit chiude trimestre oltre le attese

Buone notizie per il colosso bancario UniCredit che ieri mattina ha pubblicato i suoi numeri per i primi tre mesi del 2024. Nel dettaglio, il gruppo guidato da Orcel ha archiviato il primo trimestre con un risultato netto di 2,56 miliardi di euro, un dato al di sopra dei 2,1 miliardi stimati dagli analisti. 

I ricavi netti sono aumentati del 7% a 6,3 miliardi grazie ai 3,6 miliardi di margine di interesse (-0,9% trim/trim e +8,5% a/a) e ai 2,1 miliardi di commissioni (+15,8% trim/trim e +3,3% a/a); mentre i costi operativi scendono a 2,3 miliardi (-6,9% trim/trim e -0,7% a/a). Per quanto riguarda le prospettive future, il gruppo di Piazza Gae Aulenti stima di raggiungere a fine anno oltre 8,5 miliardi di utile netto e alza la distribuzione a valere sul 2024 a "in linea con il 2023".

Questi risultati hanno convinto il mercato con il titolo che ha archiviato la seduta di ieri con un balzo del +3,56%, superando la resistenza statica a 35,7 euro e tornando così sui livelli massimi dal 2011.

Semplificando al massimo possiamo dire che i principali driver che continueranno a sostenere il titolo sono: la prospettiva di uno scenario di tassi più alti per un periodo di tempo più lungo rispetto le iniziali attese, ma anche la resilienza che sta mostrando l'economia italiana dinnanzi alle turbolenze economiche e geopolitiche.

Eni alza la guidance 2024

Nonostante la volatilità delle ultime sedute, in parte innescata dalle oscillazioni di prezzo viste sul petrolio, l'intonazione su Eni rimane positiva. In occasione dei risultati trimestrali comunicati lo scorso 24 aprile, il cane a sei zampe ha alzato la guidance per il 2024 sulla base delle ipotesi aggiornate dello scenario macro (Brent 86 US$/bl da 80 US$/bl, gas PSV Eu33/MWh da Eu31/MWh). In questo scenario, Eni ha riportato risultati operativi sostanzialmente in linea con le attese, beneficiando principalmente del miglioramento dei risultati della divisione E&P (Exploration & Production). 

Nel dettaglio, l'EBIT ha chiuso a 3.027 milioni di euro (+9% nel trimestre) e l'utile netto è stato di 1.582 milioni, contro una previsione di 1.425 milioni. Per quanto riguarda l’intero esercizio, Eni ha alzato le sue previsioni annuali di EBIT proforma adjusted e di flusso di cassa adjusted.

Dal punto di vista grafico il titolo si trova nei pressi dell'area supportiva offerta dalla media mobile a 200 giorni, che transita a 14,8 euro. Nel medio periodo la dinamica dei prezzi evidenzia un uptrend partito dai minimi di fine 2020 da quota 5,72 euro. Il consenso raccolto da Bloomberg evidenzia un target medio poco sopra area 17 euro, con il 63% di indicazioni d'acquisto.

Nel prossimo periodo Eni potrebbe trarre vantaggio dalla rotazione settoriale rispetto ai titoli growth con le migliori performance e colmare gradualmente l'importante divario di performance rispetto all'indice Ftse Mib che si è aperto dall'ottobre dello scorso anno. In tal senso giocheranno un ruolo fondamentale i futuri tagli dei tassi di interesse.

Enel in attesa dei conti

Occhi puntati anche su Enel che domani (9 maggio) poco dopo la chiusura dei mercati pubblicherà i suoi conti del primo trimestre. Secondo le stime degli analisti raccolte da Bloomberg, Enel è attesa chiudere i primi tre mesi del 2024 con ricavi pari a quasi 25 miliardi di euro, un profitto operativo di 2,82 miliardi e l’Ebitda di 4,16 miliardi. Da monitorare anche la voce che riguarda il debito netto che atteso a 60,59 miliardi contro i 67,62 miliardi dell’ultimo periodo del 2023.

In attesa dei conti, gli analisti di Goldman Sachs (che conferma il target price di 8,65 euro sul titolo) si attendono “un forte inizio d’anno, grazie alla produzione idroelettrica superiore alla media nella maggior parte delle aree geografiche e ai resilienti margini di vendita al dettaglio”. In tal senso, la banca d'affari americana stima un Ebitda superiore al consensus e pari a circa 5,75 miliardi, con l’utile netto che è atteso a quota 1,88 miliardi. Buone anche le prospettive per l'intero 2024, con il consensus degli analisti che vedono ricavi per 21,95 miliardi di euro, con l’utile netto atteso a 6,54 miliardi e l’Eps di 0,64 euro. 

Su Enel, due settimane dopo la pubblicazione dei conti (23 maggio) sarà importante seguire anche l'assemblea degli analisti che sarà chiamata a deliberare l’approvazione del bilancio di esercizio di Enel a fine 2023, nonché sulla destinazione degli utili.

Nei grafici qui sotto possiamo vedere l'andamento su time frame settimanale dei tre titoli del basket, e come vediamo, i livelli barriera sono molti distanti dai livelli attuali e al di sotto di importanti aree supportive su tutti i tre titoli.

Un connubio perfetto tra rischio e rendimento

Ora che abbiamo visto perché è azzeccata la scelta dei titoli, non ci rimane che andare ad analizzare nel dettaglio i diversi punti di forza e le caratteristiche della new entry di Societe Generale (SG), ISIN XS2395084994. Si tratta di uno strumento che si caratterizza, oltre che per la scelta dei titoli sottostanti, per il suo connubio tra rischio e rendimento. In tal senso, il rischio è minimizzato dalla presenza di barriere profonde al 50%, su livelli dunque che considerando i titoli scelti per il basket danno una certa tranquillità. Su UniCredit la barriera al 50% è posizionata a quota 17,10 euro, livelli che il titolo non vede da aprile del 2023.

Nonostante il rischio contenuto, il nuovo prodotto di SG strizza l'occhio anche al rendimento dato che riesce ad offrire un premio mensile dello 0,834%, per arrivare così a pagare un rendimento annuo di tutto rispetto di poco superiore al 10%.

Ma i punti di forza non sono finiti qui, dato che i premi sono dotati dell’effetto memoria. Questo significa che se in corrispondenza di una data non si sono verificate le condizioni per il pagamento (titoli sopra le barriere), il bonus non sarà cancellato, ma resterà nella memoria del certificate e sarà poi pagato alla prima scadenza successiva in cui nuovamente tutti e quattro i sottostanti quoteranno sopra la barriera (o allo stesso livello).

Inoltre, come dicevamo lo strumento potrà essere richiamato anticipatamente a discrezione dall'emittente (Callability), a partire da novembre 2024.

Nella tabella qui sotto possiamo vedere i livelli di riferimento del nuovo strumento con ISIN XS2395084994:

Ma oltre alla qualità dei titoli, il buon rendimento e un rischio limitato, teniamo presente che lo strumento, essendo un certificato, permette tutti i vantaggi dell’efficienza fiscale dato che le sue cedole mensili sono compensabili con eventuali minus in portafoglio.

Gli scenari a scadenza:

Se lo strumento (ISIN XS2395084994) non sarà rimborsato anticipatamente e dunque arriverà alla sua data di scadenza finale (10/05/2027), per l’investitore ci saranno due possibili scenari:

  • Nel primo scenario tutti e tre i sottostanti si presentano con quotazioni non inferiori alla barriera e quindi nessuna delle quattro azioni sarà crollata oltre il 50% dal suo valore iniziale. In tal caso, l’investitore riceverà l’ultima cedola mensile e gli verranno pagate anche le cedole eventualmente trattenute nella memoria. Il certificate verrà quindi rimborsato al 100% del valore nominale (1.000 euro).
  • Al contrario, se anche solo uno dei tre titoli sottostanti arriva alla data finale con la quotazione al di sotto della barriera, allora non sarà pagata l’ultima cedola e nemmeno le cedole eventualmente ancora trattenute nella memoria dello strumento. Il certificate sarà così rimborsato proporzionalmente alla performance del peggiore dei sottostanti (worst of) e quindi ipotizzando per il peggior titolo un calo del 55% dallo strike, allora il rimborso sarà pari al 45% del valore nominale (450 euro). 

Guarda l'analisi

Disclaimer:

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 6 su una scala da 1 a 7. L’investimento in questa tipologia di Certificate espone il risparmiatore al rischio default dell’emittente e, in generale, ad eventi di credito delle reference entity. Tutti i rendimenti espressi sono al lordo delle imposte.

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