Il capitale protetto di Goldman Sachs che scaccia i cigni neri

Il certificato a capitale parzialmente protetto identificato dal codice ISIN JE00BLS3G540 permette d’investire sull’equity, limitando in maniera importante il rischio di perdite in conto capitale e fornendo la possibilità di avviare strategie di equity substitution.
Il prodotto emesso da Goldman Sachs dovrebbe piacere a chi ha una bassa propensione al rischio ed a tutti quelli che in questo momento guardano ai mercati con un misto di preoccupazione ed interesse.
In entrambi i casi, questo strumento può essere un’alternativa d’investimento valida per queste due ragioni principali. A scadenza nessun limite alla performance a fronte di una massima perdita del 10% dal valore nominale (1.000 euro a certificato).

La pensiamo in questo modo perché siamo positivi sul mercato azionario, nel breve e nel medio termine. La ragione è sempre la stessa. Tanta liquidità e comparto obbligazionario poco redditizio.
Ma c’è un’altra ragion. E’ una vera e propria scommessa, ragionata ovviamente. La forte inflazione, accompagnata da politiche monetarie gradualmente più stringenti, alla fine impatterà negativamente sulla crescita, come già abbiamo cominciato a vedere con il dato del Pil americano. Se così sarà, le banche centrali saranno costrette a rivedere le loro politiche e torneranno ad essere accomodanti. E questo non potrà che favorire l’equity, dinamica che in questo momento il mercato sta scontando.

Però attenzione, dobbiamo sempre distinguere tra fatti e aspettative di mercato. I primi sono sono le banche centrali, con esclusione della BCE, che gradualmente diventarno meno accomodanti, le seconde sono legate a stime e analisi, che di certo non sono infallibili. Come scrisse Lorenzo de’ Medici in un verso della Canzona di Bacco: “chi vuol esser lieto sia, del doman non v’è certezza”. Ma chi ha esperienza sa bene che quando il mercato sconta uno scenario e poi si verifica qualcosa di diverso o inatteso, la doccia spesso è fredda e i guadagni di mesi possono bruciare in poche sedute (2020 docet).

Ragioni di tensione, per il prossimo futuro, non mancano: l’intensificarsi degli scontri tra Cina e America per il controllo di Taiwan, invece che per la proprietà intellettuale della tecnologia, le difficoltà politiche di Joe Biden in USA, invece che, come abbiamo detto, un’economia globale che torna a girare nel verso giusto, a dispetto delle attese del mercato, con conseguente accelerazione delle politiche restrittive e di drenaggio di liquidità delle banche centrali. Probabilmente però la verità, è che spesso, anzi quasi sempre, i cambi violenti e inattesi del mercato arrivano da dove meno ce lo si aspetta: i cosiddetti cigni neri. Ecco perché Goldman Sachs, visto i valori raggiunti dal mercato azionario, propone questo prodotto a capitale protetto, adatto sia a chi vuole cominciare a spostare parte dei guadagni su prodotti maggiormente difensivi, sia per chi semplicemente vuole continuare a beneficiare della crescita del mercato andando a ridurre però il rischio di portafoglio.

Capitale protetto al 90% e partecipazione lineare senza limiti ai guadagni con possibilità annuale di richiamo anticipato dell’Emittente

Come funziona dunque il certificato a capitale parzialmente protetto di Goldman Sachs ISIN JE00BLS3G540 su iSTOXX® Global ESG Dividend Trend Index?

Molto semplice. È un prodotto che a scadenza replica linearmente (fattore di partecipazione 100% per i tecnici) l’indice sottostante, senza alcun limite potenziale ai guadagni e con un limite alle perdite del 10% dal valore nominale del certificato (ovvero 1.000 euro a certificato) se il prodotto viene portato a scadenza.

A scadenza, se il Fixing finale, quindi il prezzo finale dell’indice, sarà uguale o superiore allo strike (108,6364 euro), il certificato pagherà il capitale investito più la performance dell’indice, in maniera lineare rispetto al valore nominale. La formula matematica apparentemente complessa è la seguente:

Dove il Nominal è il valore nominale ed è pari a 1.000 euro a certificato, il Protection Level è 90%, la Partecipation è 100%, il Fixing (Final) è il prezzo del sottostante alla data di fixing finale, quindi alla fine dei 4 anni di vita del prodotto, e il Fixing (Initial) è 120,7048 euro (vedi tabella sopra). Facciamo alcuni semplici esempi per capire il funzionamento.

Compro il certificato a 1.000 euro, quindi al prezzo di emissione e, a scadenza, l’indice ha fatto un +30%, ovvero chiude con un Fixing (Final) di 156,92 euro circa. A questo punto, seguendo la formula il prezzo di rimborso del certificato sarà 1.300 euro (1.000*(90%+100%* =1.300 euro): avrò guadagnato il 30%.

Altro caso, compro il prodotto a 1.050 euro, quindi a premio, e il sottostante a scadenza fa sempre il 30% di performance sul Fixing iniziale, il rimborso a scadenza sarà 1.300 euro, quindi avrò guadagnato il 23,8%.

Attualmente il prodotto quota a 978 euro, quindi a sconto, situazione che rende molto appetibile questo prodotto. Sempre ipotizzando una performance del 30% a scadenza, il certificato rimborserà 1.300 euro e io avrò fatto il 33% circa.

Al contrario, se a scadenza il certificato quota sotto lo strike, si attiva la protezione del capitale a scadenza, che è fissata al 90% del Fixing iniziale. Ovviamente, se è chiaro il ragionamento sopra, se avrò comprato a 1.000 euro, non potrò mai perdere più del 10% se ho comprato a premio il prodotto, ad esempio 1.050 come sopra, perderò piu’ del 10% e nel nostro esempio la perdita sarebbe del 14,3% circa (1.050/900-1). Se compro ora che il certificato quota a 978 euro, perderò in qualsiasi situazione meno del 10%. In questo ultimo scenario, la massima perdita possibile sarà del 8% circa. Quindi, riassumendo, al livello di quotazione attuale del Certificato (ovvero EUR 978), a scadenza, guadagno di più che averlo preso all’emissione a 1.000 euro e perdo meno nel caso peggiore.

Diverso ovviamente se dovessi chiuderlo prima della scadenza. Se l’investitore volesse chiudere l’investimento durante la vita del certificato il valore di rimborso dipenderebbe da diversi fattori tra cui il livello di quotazione dell’indice sottostante al momento del disinvestimento e pertanto l’investitore potrebbe essere soggetto a perdite superiori al 10%.

Ma il prodotto mostra anche un’altra possibilità che è quella del rimborso anticipato, in questo caso su richiamo dell’emittente. Goldman Sachs, infatti, ha la facoltà una volta all’anno di poter rimborsare il prodotto al 100% del valore nominale maggiorato di un premio, come illustrato nella tabella sotto.

Essendo il prodotto di 4 anni, saranno 3 le date in cui potrà effettuare questa scelta, 25 ottobre 2022, 25 ottobre 2023 e 25 ottobre 2024. È chiaro che il richiamo da parte dell’emittente avverrà qualora il prodotto cominciasse a performare particolarmente bene ma, visto gli obblighi per l’emittente, riteniamo comunque più che accettabile il rischio. Infatti, in caso di richiamo, Goldman Sachs dovrà pagare il 100% del nominale investito (quindi la protezione in questo caso è totale e non al 90%, assumendo acquisto ad un prezzo pari o inferiore al prezzo di emissioni), più un premio del 10% con memoria. Questo significa che, se il prodotto verrà rimborsato anticipatamente ad ottobre del 2024, Goldman Sachs, oltre a pagare il 100% del nominale investito, dovrà riconoscere un rendimento del 30%.

Non resta allora che spiegare che cos’è l’iSTOXX® Global ESG Dividend Trend Index.

iSTOXX® Global ESG Dividend Trend Index: selezione di titoli ESG ad alto dividendo e bassa volatilità

L’iSTOXX® Global ESG Dividend Trend Index (Bloomberg ticket: IXESGDTP) è un indice azionario calcolato e pubblicato da STOXX e permette di investire su 20 azioni di società quotate di tutto il mondo che rispettano i criteri ESG (che li hanno mantenuti o migliorati nell’ultimo anno), hanno alti dividendi e bassa volatilità.

Di fatto l’universo di partenza è di 1.800 titoli appartenenti ai mercati sviluppati. Da qui il processo di filtraggio per arrivare ai 20 titoli dell’indice è piuttosto sofisticato. Si applica un filtro ESG, individuando solo le società che rispettano tali principi ed eliminando quelle non ESG-compliant. Tra queste vengono selezionate solo quelle con market cap maggiore di 5 miliardi (filtro di liquidità). Dal basket di titoli rimasti si scelgono gli 80 titoli con dividendi più alti, e infine i 20 tra questi con volatilità minore. Il basket di 20 titoli viene ribilanciato trimestralmente scegliendo sempre i titoli a più bassa volatilità.

Comunicazione di marketing

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La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza – nemmeno generica – o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

Ricordiamo, prima dell’adesione, di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente: clicca qui.

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