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Giganti tech Usa: ecco il Fast Certificate che vale il 17% annuo

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IT0006763871
Tech
1.017,66  €

Ultimo aggiornamento alle 10:00 del 21/06/2024

Tipologia:
Fast Step Down Cash Collect
Sottostante:
Western Digital - Tesla - Alphabet - Meta Platform
Rendimento medio annuo:
-15,17%

Continuano a dominare la scena i giganti della tecnologia americana, titoli che con le loro mastodontiche capitalizzazioni di mercato sono in grado di spostare gli equilibri, influenzando l'andamento di tutto il mercato azionario. Basti pensare che se andiamo a sommare le Market Cap delle prime sette società al mondo (cinque delle quali sono tecnologiche) otteniamo un valore molto vicino al Pil aggregato dell'intera Area Euro, cifre impressionanti!

Oggi vi parliamo di un'opportunità di investimento che punta proprio sui titoli tech che, oltre a distinguersi per il suo alto rendimento, superiore al 17% p.a., riesce ad offrire anche una buona protezione del capitale e un basket di sottostanti di qualità. Si tratta del Fast Cash Collect (ISIN IT0006763871), strumento emesso recentemente dall'emittente globale Marex che punta su quattro colossi del comparto tecnologico: Google, Meta Platform, Western Digital e Tesla.

E che dire delle barriere che, nonostante i titoli sui cui punta e l'alto rendimento, si trovano a scadenza al 50% dei livelli di riferimento iniziali, mentre per l'ottenimento dei premi sono poco più in su al 55%. Il tutto come dicevamo per un rendimento che arriva al 17,4%, pagato tramite cedole mensili dell'1,45%. 

Il premio annuo è reso così ricco anche grazie alla sua struttura che, essendo un Fast Cash Collect, si caratterizza per avere l'opzione di essere rimborsato anticipatamente già dopo pochi mesi dalla quotazione con il meccanismo dell'Autocall, dando così la possibilità all’investitore di incassare nel giro di poco tempo. E se non viene richiamato? Meglio, dato che fin tanto che resterà in vita, continuerà a pagare le sue cedole mensili con memoria dell’1,45%!

Teniamo inoltre presente che come tutti i certificati di investimento, anche in questo caso le cedole mensili sono considerate redditi diversi e quindi possono contribuire a compensare eventuali minusvalenze in portafoglio.

Ma prima di analizzare nel dettaglio i meccanismi di funzionamento del certificato, facciamo il punto sull'attuale contesto, soffermandoci ad analizzare l'andamento dei titoli del paniere (ISIN IT0006763871).

Un intricato contesto macroeconomico

Dopo il taglio da 25 punti base praticato giovedì scorso dalla BCE, questa settimana si attende l'altra decisione chiave sui tassi da parte della Fed, con le attese che sono però per un nulla di fatto. Gli ultimi dati sulle condizioni del mercato del lavoro Usa hanno nuovamente affossato le speranze degli investitori di vedere un primo taglio dei tassi già nella riunione del FOMC dell'11-12 giugno. Ma non solo, perché dopo gli ultimi dati macro, il mercato ora non si aspetta proprio alcun ritocco al ribasso del costo del denaro Usa almeno fino a fine 2024 - inizio 2025.

In particolare, dal job report di venerdì scorso è emerso un mercato del lavoro a stelle e strisce ancora molto tonico, infatti, nonostante l'aumento del tasso di disoccupazione (ora al 4%), la creazione di nuovi posti di lavoro ha ampiamente battuto le stime degli economisti. 

Adesso la palla passa all'altro grande market mover, ovvero l'inflazione Usa, un dato il cui esito (che peraltro sarà pubblicato poco prima dell'annuncio sui tassi) potrebbe cambiare ulteriormente le aspettative del mercato riguardo le future decisioni di politica monetaria del board guidato da Powell. In tal senso, le attese vedono un indice dei prezzi al consumo di maggio (CPI) in aumento su base annua al 3,5%, rispetto al 3,6% del mese di aprile.

Un ambiente macroeconomico dunque complesso da gestire per i banchieri centrali e di difficile interpretazione per analisti ed economisti. Ma anche in questo contesto c'è un faro che non smette di brillare, ed è quello dei titoli tecnologici.

Il Tech al centro della scena

Non si placa infatti la fame globale di tecnologia, con i colossi del settore che continuano a trainare la crescita del mercato. Nonostante un rallentamento atteso della crescita degli utili, aziende come Google, Meta, Amazon, Apple e Microsoft rimangono favorite dagli investitori grazie alla loro alta qualità, al forte flusso di cassa, oltre che all'elevata liquidità e le buone prospettive future.

E così dopo un 2023 a dir poco straordinario in termini di rialzi, anche nella prima metà del 2024 le Big Tech non hanno mollato la presa, con l'intelligenza artificiale che si configura sempre più come il motore principale della crescita del comparto e non solo. In tal senso, Nvidia, la leader indiscussa nel settore AI, da inizio anno registra un impressionate rialzo del 147%, mentre Alphabet (Google) e Meta sono cresciute rispettivamente del 28% e del 43%. Anche se la concentrazione della crescita è polarizzata su alcuni titoli, il potenziale di tutto il settore tech rimane ampio, infatti, lo sviluppo dell'AI avrà un impatto positivo su diverse industrie, anche quelle che al momento non sono ancora focalizzate su questa tecnologia.

Positive anche le aspettative future sulle quattro società del paniere ISIN IT0006763871. Per quanto riguarda Western Digital, i crescenti dati generati dall'AI e dal Metaverso dovrebbero aumentare la domanda di soluzioni di storage, favorendo così le azioni del colosso delle schede di memoria ad alte prestazioni.

Allo stesso modo, la diversificazione di Alphabet in settori come il cloud computing, l'AI e la pubblicità online dovrebbe garantire una crescita solida; mentre l'impegno di Meta nello sviluppo del Metaverso e nell'aumento degli utenti di Instagram e WhatsApp dovrebbero continuare a sostenere la sua crescita anche nei prossimi anni. Infine, la leadership di Tesla nel mercato dei veicoli elettrici e la sua espansione in altri settori come l'energia e la robotica potrebbero riportare il titolo agli splendori di qualche anno fa.

Il dominio dei titoli tech è reso ben evidente dal grafico qui a lato fornito da companiesmarketcap.com, dove troviamo la classifica delle prime società quotate al mondo divide anche per settori di appartenenza. Come vediamo le prime quattro posizioni dell'elenco sono occupate da titoli tecnologici (istogrammi gialli), con Microsoft, Nvidia, Apple e Google che dominano la scena. 

Ma non solo, perché in questo grafico notiamo la presenza di ben 3 dei 4 titoli contenuti all'interno del certificato di oggi: Google, Meta e Tesla, con quest'ultima che è anche la società automobilistica più grande al mondo.

Tesla rimbalza dal supporto a 160$

Partiamo con l'analisi di Tesla, titolo che negli ultimi due anni è rimasto più indietro rispetto ad altri colossi tecnologici. Nei grafici qui sotto vediamo, a sinistra l'andamento su time frame trimestrale (e scala logaritmica) di Tesla, mentre sulla destra vediamo il suo andamento settimanale. Come vediamo il colosso delle auto EV guidato da Musk da inizio aprile ha trovato supporto in area 160$. Ora la principale area di resistenza si trova in area 200$ e un suo deciso breakout al rialzo potrebbe favorire un allungo dei prezzi verso i 220$, livello da cui transita anche la trendline ribassista costruita dai massimi storici di fine 2021, prima che il titolo invertisse la rotta. In ogni caso siamo ancora molto distanti dai livelli barriera, posizionati sotto i 100$, livello che rappresenta la più importate area supportiva per il titolo.

Alphabet verso nuovi massimi storici 

Non si arresta la cavalcata rialzista di Google che punta dritto verso nuovi massimi storici, peraltro già aggiornati più volte nelle ultime settimane. Le maggiori aree di supporto per i prezzi si trovano prima a quota 150$ e poi più in basso verso i 109$. Entrambi questi livelli si trovano al di sopra delle due barriere, con quella per l'ottenimento dei premi che si trova a 95$, mentre quella a scadenza è posizionata a 86$ ad azione, con quest'ultima distante oltre il 50% dai prezzi attuali.

Wester Digital al test di una resistenza chiave

Buon andamento anche per Western Digital che, con il rialzo delle ultime settimane (+48% da inizio anno), ha confermato la solidità dell'area supportiva a quota 30-40$ ad azione, mettendo ora nel mirino il breakout della resistenza statica a 78$. Ecco che se così fosse il titolo si riporterebbe sui livelli massimi dal 2018. Anche in questo caso danno una certa sicurezza le barriere che si trovano sotto importanti aree di supporto e distanti oltre il 45% dai prezzi attuali.

Meta rimbalza dai 440$ e mette nel mirino nuovi massimi 

Tendenza positiva anche per il colosso tecnologico guidato da Zuckerberg che con un progresso del 43% da inizio anno si è riportato sopra i massimi del 2021. Al momento, la principale area supportiva per il titolo si trova a 440$ e poi in basso verso i 380$ e poi ancora verso i 340$. Tutti livelli che si trovano notevolmente al di sopra delle aree barriera premi e capitale previste per il titolo dato che si trovano rispettivamente a 256$ e 233$ ad azione.

Rendimento top e alta protezione

In questo contesto si presenta in modo ottimale il Fast Cash Collect con codice ISIN IT0006763871. Come dicevamo, ciò che stupisce di questo nuovo gioiellino targato Marex è il suo rendimento particolarmente alto, stiamo parlando infatti di un 17,4% annuo, a fronte di barriere a scadenza profonde al 50% degli strike. Dunque un più che ottimo bilanciamento tra rischio e rendimento potenziale, il tutto su un basket di quattro titoli tech che hanno le carte in regola per continuare a sovraperformare il mercato.

In particolare, il prodotto paga un ricco premio mensile con memoria dell'1,45%, che corrisponde ad una cedola mensile di 14,5 euro visto il valore nominale di 1.000 euro. Si arriva così ad un sensazionale 17,4% annuo, che si traduce in un rendimento potenziale di oltre il 52% nei tre anni di vita, un bottino che raramente si è visto fin ora per strumenti aventi le medesime caratteristiche.

Ma non solo, perché il nuovo Fast Certificate di Marex si distingue anche per il suo alto grado di protezione dato che le barriere a scadenza sono profonde al 50% degli strike, proteggendo il capitale anche in caso di ribassi significativi dei sottostanti. Per quanto riguarda invece l'ottenimento delle cedole, qui la barriera di osservazione si sposta leggermente, al 55% dei livelli iniziali. Detto in altre parole, la cedola mensile viene pagata a condizione che i titoli del paniere non crollino di oltre il 45% dai valori di riferimento, mentre per il rimborso del capitale a scadenza farà fede come dicevamo la barriera più ampia al 50%.

Sulle cedole l'altra cosa importante da sottolineare è che sono dotate di effetto memoria e quindi, in caso di mancato pagamento di uno o più premi mensili (per il mancato rispetto della barriera al 55%), essi non vengono persi ma “memorizzati” nella cassaforte del certificato ed eventualmente pagati in seguito alla prima data di osservazione in cui viene nuovamente soddisfatta la condizione.

Autocall dopo pochi mesi 

Come dicevamo, il prodotto ISIN IT0006763871 riesce ad offrire un simile rendimento proprio grazie alla sua struttura Fast che ricordiamo si caratterizza proprio per prevedere la possibilità di rimborso anticipato già a partire dal secondo mese. Infatti, da luglio 2024, se il prezzo di chiusura di ogni titolo del paniere è pari o superiore alla relativa barriera per la scadenza anticipata, il prodotto scadrà anticipatamente (Autocall), pagando all’investitore il suo valore nominale di 1.000 euro a certificato.

Ma la dinamicità è l'elemento centrale di questo strumento che, oltre a prevedere la possibilità di scadenza anticipata, vanta un meccanismo di step down che di mese in mese decresce di un punto percentuale, facilitando così le possibilità di essere rimborsati prima della scadenza. In tal senso, il livello di rimborso anticipato (livello Autocall) partirà dal 100% per poi scendere progressivamente dell'1% fino a raggiungere il 67% del valore finale.

E' proprio il suo meccanismo di step down con trigger decrescente la caratteristica che contribuisce a rendere il nuovo prodotto di Marex uno strumento vincente. Teniamo infatti presente che con i mercati sui record storici e le la possibilità di correzioni assolutamente fisiologiche dopo molti mesi di acquisti, non è detto che il prodotto resti in vita fino a scadenza, pagando pochi premi, ma molto alti!. Il tutto puntando su titoli di qualità e beneficiando della protezione offerta dalle barriere a scadenza al 50% degli strike.

Scenari a scadenza

Se non si verifica la scadenza anticipata e quindi il certificate giunge alla sua naturale scadenza a giugno 2027, allora saranno possibili tre scenari:

  • Se non si è verificato nessun evento barriera e quindi se anche il titolo con la performance peggiore del paniere (worst of) arriva all'appuntamento finale con un valore pari o superiore alla barriera al 50%, allora lo strumento rimborserà l’importo nominale (1.000 euro), oltre che all'ultimo premio mensile dell’1,45%, più tutti gli eventuali premi non pagati in precedenza grazie all'effetto memoria.
  • Se al contrario si è verificato un evento barriera e quindi il valore del titolo peggiore del basket si trova a scadenza sotto al livello barriera al 50%, allora l'investitore riceverà un importo commisurato alla performance del sottostante peggiore.
  • L'altro possibile scenario è nel caso in cui il titolo peggiore del basket worst of arrivi a scadenza con un prezzo che si trova tra la barriera premio al 55% e quella capitale che ricordiamo essere al 50% degli strike. In tal caso, se ad esempio il titolo peggiore dovesse perdere a scadenza il 47% dal livello di riferimento iniziale, allora l'investitore verrà rimborsato con il valore nominale (dato che si trova sopra la barriera capitale al 50%), ma in tal caso non riceverà l'ultimo premio e quelli eventualmente in memoria (dato che si troverebbe sotto la barriera premio al 55%).

Guarda l'analisi

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