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Estrarre rendimento dal petrolio con il Certificate su Brent e WTI

Volete investire sul petrolio ma avete un certo timore reverenziale derivante dalla volatilità di questo asset finanziario? EFG International, solida banca svizzera, partner di Leonteq, ha quotato su Borsa Italiana un certificato di investimento softcallable che punta sul WTI e Brent, con un significativo margine di protezione.

 

Per chi mastica meno le tematiche inerenti alle materie prime, il West Texas intermediate (WTI) è il benchmark per la quotazione americana del petrolio, mentre il Brent è il prezzo di riferimento per l’oro nero del Mare del Nord Europa. I due prezzi sono strettamente correlati e tradizionalmente il WTI è scambiato leggermente a sconto rispetto al Brent. Un primo punto di forza del certificato perché la correlazione è forte e questo in qualche modo abbassa il rischio sul prodotto. Ovviamente se la view sul sottostante è corretta.

 

Con questo certificato è possibile incassare premi mensili dell’1% a patto che le quotazioni di Brent e WTI non perdano il 40% o più dai prezzi di osservazione iniziale. Pertanto, in ogni finestra di rilevazione cedolare mensile si percepisce un premio dell’1% (10 euro per certificato) a patto che i due benchmark del petrolio si trovino sopra il 60% del prezzo di osservazione iniziale. Un margine ampio, quindi, che permette all’investitore di ricavare profitto anche in caso di ribassi entro barriera da parte dei sottostanti.

 

 

 

 

Il prezzo del petrolio: analisi dello scenario

Ad ottobre il prezzo del Brent e - per qualche giorno - anche quello del WTI sono saliti sopra i 90 dollari. Gli strike del certificato sono su valori più bassi, pari a 82,52$ per il Brent e 78,28$ per il Brent e permettono all’investitore di ottenere un profitto anche a fronte di significativi ribassi, grazie a barriere collocate a 49,512$ per il Brent e 46,956 $ per il WTI.

Dal punto di vista tecnico nelle ultime settimane è emersa una correzione dei prezzi, seguita da un tentativo di rimbalzo dopo che la Federal Reserve ha confermato le aspettative per almeno tre tagli dei tassi di interesse nel 2024. Analizzando il WTI troviamo un’importante serie di supporti, ossia zone che si oppongono alla discesa dei prezzi, fra i 65 ed i 68 dollari al barile. Un ulteriore livello chiave è collocato a 62 dollari, mentre per rivedere il WTI sotto i 50 dollari al barile dobbiamo andare indietro a fine 2020, ossia in pieno COVID, in un contesto completamente differente. Inoltre, l’OPEC+, il cartello dei paesi produttori di petrolio, negli ultimi anni ha limitato la produzione per mantenere determinati livelli di prezzo, in un percorso che difficilmente verrà abbandonato facilmente.

 

Al momento le quotazioni del petrolio navigano leggermente sotto i prezzi iniziali, ma con una distanza dalla barriera ancora nell’ordine del 35% per entrambi i sottostanti. Il certificato si acquista poco sotto la pari, grazie ad una quotazione in lettera di circa 990 euro, che offre un punto percentuale di capital gain potenziale aggiuntivo all’investitore, a fronte di una distanza dalla barriera inferiore rispetto a quella originaria.

 

La transizione green: un percorso ultradecennale

La transizione green è senz’altro in atto, ma si tratta di un processo che richiede decenni. Al Cop28 tenutosi ad inizio dicembre è stato raggiunto un accordo di base per la transizione dai combustibili fossili con target 2050. Parliamo di tre decenni, giusto per quantificare le tempistiche (sempre ammesso che non subentrino ulteriori ritardi). La scadenza del certificato è decisamente più vicina ed inferiore ai tre anni.

Per quanto riguarda il medio termine, i timori di recessione non spaventano particolarmente gli investitori. Analizzando le scadenze lunghe dei futures relativi al petrolio emerge un prezzo in contango nel range 3-6 mesi (ossia attese per un modesto apprezzamento delle quotazioni). Allungando le scadenze, è invece prezzata una lenta, se non lentissima discesa dei prezzi. Basti pensare che i futures con scadenza 2030 sul WTI hanno un prezzo leggermente superiore ai 60 dollari, mentre quelli sul Brent passano di mano in area 66. Di fatto valori nettamente superiori alla barriera del certificato, inferiore ai 50 dollari sia per il Brent che per il WTI.

 

Focus sul certificato ISIN CH1300970659

Vediamo ora alcuni elementi chiave di questo certificato, legati al rischio di cambio coperto, all’effetto memoria delle cedole ed alla possibilità di richiamo discrezionale, tipico dei certificates softcallable.

 

Rischio di cambio coperto

WTI e Brent sono tradizionalmente quotati in dollari. Pertanto, quando si investe sul petrolio molto spesso si devono fare i conti con il rischio cambio. In altre parole, oltre alle fluttuazioni del prezzo del greggio, bisogna considerare anche l’andamento del cambio euro/dollaro.

 

Fra le peculiarità di questo certificato troviamo la presenza dell'opzione Quanto. Il certificato è denominato in euro, con valore nominale pari a mille euro (si compra oggi a sconto). Non è quindi presente rischio di cambio per l’investitore ed il risultato finale dell’investimento dipenderà unicamente dall’andamento delle quotazioni del greggio. Se alla scadenza saranno sopra la barriera del 60%, l’investitore riceverà il pagamento dell’ultima cedola (con effetto memoria) ed il rimborso del valore nominale. In caso contrario, si otterrà una performance pari a quella fatta registrare dal peggiore dei benchmark del petrolio, con un rimborso quindi inferiore a 600 euro per certificato.

 

Effetto memoria delle cedole

Abbiamo menzionato l’effetto memoria delle cedole. Nel caso in cui in una data di rilevazione uno o entrambi i sottostanti si trovassero sotto barriera, l’investitore non riceverebbe il pagamento del premio del periodo. Questa cedola, però, non sarebbe definitivamente persa. Verrebbe invece portata a memoria, con possibilità di essere recuperata, anche cumulativamente, in una successiva finestra cedolare qualora il prezzo di Brent e WTI si trovasse nuovamente sopra le barriere.

 

Questo elemento è particolarmente importante in un prodotto legato ad un asset volatile come il petrolio. Infatti, in caso di un temporaneo crollo delle quotazioni sotto barriera, l’investitore non perderebbe definitivamente la cedola. Sarebbe sufficiente che le quotazioni tornassero sopra il livello del 60% in una successiva finestra cedolare per incassare il nuovo premio ed il precedente. Da notare, poi, come la barriera sia discreta, ossia con osservazione soltanto alla scadenza del certificato.

 

Richiamo anticipato discrezionale

Il certificato emesso da EFG International, grazie alla tecnologia Leonteq, ha una vita complessiva massima pari a tre anni. La scadenza naturale del prodotto è fissata al 10 novembre 2026, con rimborso una settimana più tardi. A partire dalla finestra cedolare di marzo 2024, però, l’emittente avrà la facoltà di richiamare discrezionalmente il prodotto, trattandosi di un certificato softcallable.

 

Qualora il prodotto fosse richiamato anticipatamente, l’investitore incasserebbe tutte le cedole dovute fino a quel momento (con effetto memoria) e riceverebbe il rimborso del valore nominale, pari a mille euro.

Disclaimer:

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 6 su una scala da 1 a 7.

L’investitore è esposto anche al rischio default dell’emittente e alla perdita totale del capitale investito, in caso di azzeramento del valore di uno dei sottostanti.

Ricordiamo, prima dell’adesione, di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente. Clicca qui.

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza – nemmeno generica – o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

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