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Credit Linked Certificate su basket equipesato di finanziari italiani

Oggi vi parliamo di una soluzione d’investimento diversa dal solito e spostata sul credito. Di fatto un certificato che per payoff si avvicina tantissimo ad un bond e per certi versi ne ottimizza anche il funzionamento. Vi parliamo del Credit Linked Certificate (CLC), la novità assoluta di quest’anno per il mercato secondario.

Per farla breve, si tratta di un certificato che paga premi periodici fissi, possono essere trimestrali, semestrali o annuali e a scadenza rimborsa il valore nominale, se non si verifica un evento di credito della reference entity. Ovviamente, essendo un certificato, prevede molte varianti, ma noi in questo articolo ci concentriamo sulla variante Bullet, quella classica e più semplice. In particolare, analizzeremo il certificato ISIN XS2701373420 di BNP Paribas con entità di riferimento (reference entity) un basket di obbligazioni subordinate di bancari italiani: Intesa Sanpaolo, UniCredit e Mediobanca. Il prodotto paga un premio trimestrale circa del 1,24% (4,95% annuo). A differenza di tanti certificati, il premio è fisso. Non ci sono barriere. Quello che conta nei CLC è che non avvenga un evento di credito di una o di tutte e tre le banche reference entity.

Vedremo di spiegare in modo semplice punti di forza e rischi di questo prodotto, ma rimandiamo per una trattazione molto completa su come vengono strutturati, sensitivity alle componenti chiave e in generale tutto quello che c’è da sapere al nostro approfondimento dedicato pubblicato sulla pagina formazione di Websim al link. Qui troverete esempi, spiegazioni sulla strutturazione e tanto altro. La pagina dell’emittente invece dove trovate la documentazione è al link.

Punti di forza e debolezza delle CLC

Se non fosse ancora chiaro diciamo subito che un CLC bullet, dunque nella versione più classica, se durante la vita del prodotto non si verifica l’evento di credito, funziona esattamente come un bond. Paga dei premi e alla scadenza rimborsa il valore nominale. Ma con dei vantaggi importanti:

  • Efficienza fiscale: essendo certificati, le cedole delle CLC sono redditi diversi e non redditi di capitale come le cedole delle obbligazioni. La tassazione è al 26% per i CLC (così come per i bond corporate sottostanti), ma tutti i redditi generati sono quindi compensabili con eventuali minus in portafoglio. In questo senso, prima scrivevamo che un CLC “ottimizza il funzionamento del bond”, di cui invece le cedole sono reddito da capitale. Il prodotto è quindi fiscalmente più efficiente di un’obbligazione.
  • Yield Enhancement: un CLC tendenzialmente riesce a pagare qualcosina di più rispetto al rendimento dell’obbligazione sottostante. Questo perché al rendimento del CDS si aggiunge il funding dell’emittente.
  • Flessibilità: le CLC sono molto più flessibili della reference entity sottostante. Infatti, il taglio può essere di 1.000 euro vs tagli anche da 100.000/200.000 euro di tante obbligazioni corporate, soprattutto subordinate. Rendono quindi più accessibili i prodotti di credito agli investitori privati. Possono essere scambiati in valute diverse rispetto alla reference entity, cancellando il rischio valuta. Si può scegliere la scadenza, cosa che non si può fare talvolta con le obbligazioni. Nel senso che soprattutto gli emittenti corporate emettono pochi bond e magari si è costretti a comprare solo determinate scadenza che possono differire dall’interesse dell’investitore. Una CLC su un bond magari con maturity a 5 anni, potrebbe essere realizzata su qualsiasi scadenza, anche ad 1 anno per esempio.
  • Diversificazione del portafoglio: legato al punto sopra, si evidenzia l’utilità dei CLC che consentono all’investitore di acquisire esposizione su svariate combinazioni di obbligazioni, scadenze e rendimenti. Aiutano quindi l’investitore nella diversificazione del portafoglio. Aiutano in termini d’efficienza anche in questo modo.

 

Evento di credito

Ovviamente non sono tutte rose e fiori. Infatti, abbiamo più volte detto, che affinché tutto proceda come da programma, non dovrà esserci un evento di credito su uno dei sottostanti. Nel caso di questo prodotto, appunto tre obbligazioni subordinate di Intesa Sanpaolo, UniCredit e Mediobanca.

Rimandiamo al nostro approfondimento per ulteriori dettagli ma ricordiamo che per evento di credito si intende uno di questi eventi: procedura concorsuale/insolvenza, mancato pagamento, ristrutturazione del debito, intervento governativo, decadenza dal beneficio del termine, ripudio/moratoria e inadempimento di un’obbligazione. In questi casi, viene stabilito dall’ISDA, ovvero l’International Swaps and Derivatives Association, che è l’organismo che regola il mondo dei derivati sottostanti il prodotto (CDS,) quale sarà il tasso di recupero. Ovvero quanto effettivamente riprenderà l’investitore. Questa percentuale può variare dallo 0% al 100%. Quindi, in caso di evento di credito l’intero capitale investito è a rischio. Questo è bene saperlo.

Come è bene sapere che essendo le tre obbligazioni del basket subordinate e non senior il rischio è maggiore. Infatti, nella piramide del rischio obbligazionario, gli investitori che hanno comprato obbligazioni senior sono più garantiti di quelli che hanno comprato le cugine subordinate. Vero anche che su questi tre titoli non ci risultano eventi di credito che abbiano messo a rischio il capitale negli ultimi anni. Infatti, CLC su questi sottostanti non hanno mai avuto problemi. Ma come sempre la storia non è certezza delle future evoluzioni.

Un Basket di tre reference entity

Proprio in virtù delle caratteristiche specificate, ci piace la proposta di BNP Paribas che propone un basket diversificato di tre titoli obbligazionari bancari. Il CLC dipende da un basket equipesato di tre bond subordinati bancari (appunto Intesa Sanpaolo, UniCredit e Mediobanca). Essendo il basket equipesato e non worst of come nei certificati, si riduce il rischio a 1/3. Infatti, nell’ipotesi sciagurata di un evento di credito di una delle reference entity, questa peserà solo sul 33% del capitale investito. Ipotizzando un recovery rate del 50%, su un prodotto single name, l’investitore perderebbe il 50% del capitale, invece, in un basket equipesato qual è il prodotto ISIN XS2701373420 il danno ammonterebbe al 16,5% circa.

Non solo, un basket equipesato avrà anche una minor volatilità del certificato durante la vita del prodotto rispetto al single name. Anche questo un bel vantaggio.

Maggior efficienza fiscale, diversificazione

In conclusione, il CLC di BNP Paribas ISIN XS2701373420 è uno strumento di diversificazione valido da inserire nel portafoglio perché, a differenza di tante obbligazioni corporate che hanno un taglio anche da 100.000/200.000 euro, qui il valore nominale è di 20.000 euro, allocati appunto su un basket equipesato che ha come reference entity tre obbligazioni subordinate di tre tra le più importanti banche italiane.

Il prodotto inoltre permette di ottenere flussi fissi periodici fissi come un bond, ma con la caratteristica di essere redditi diversi, rendendo anche più efficiente il ptf rispetto ai bond corporate.

Il valore nominale del prodotto, come abbiamo detto, è di 20.000 euro a pezzo, mentre la maturity è a 7 anni con scadenza dicembre 2030.

Disclaimer:

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 3 su una scala da 1 a 7. L’investimento in questa tipologia di Certificate espone il risparmiatore al rischio default dell’emittente e, in generale, ad eventi di credito delle reference entity. Tutti i rendimenti espressi sono al lordo delle imposte.

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza nemmeno generica o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

Ricordiamo, prima dell’adesione, di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente: clicca qui.

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