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Certificate ALL COUPON su Italia: se rimborsa sbanca e paga tutto

Oggi si parla di innovazione con la i maiuscola. Vi presentiamo infatti, una struttura destinata ad affermarsi sul mercato dei certificati: gli ALL COUPON Cash Collect di BNP Paribas. Il nome già ci aiuta ad immaginare quale potrebbe essere questa volta la novità introdotta. Ebbene, il prodotto perfeziona lo strumento Cash Collect perché permette in caso di autocall di ottenere tutti i coupon successivi alla data di rimborso anticipato. Avete capito bene. L’autocall normale, quello classico a cui l’investitore è ormai ampiamente abituato, permette il rimborso del valore nominale a determinate condizioni, più il pagamento della cedola di quella data di osservazione ed eventualmente, grazie alla memoria, delle cedole passate non pagate. Memoria infatti sta per storia. Qui invece si guarda al futuro. E il rendimento potenziale in caso di rimborso anticipato schizza vertiginosamente.

Immaginiamo un prodotto All Coupon a tre anni con prima data di rimborso anticipato dopo un anno. In caso di autocall già alla prima data di osservazione, l’investitore prenderebbe tutti i premi eventualmente non pagati, più il premio inerente a quella data di osservazione e tutti i premi futuri, raggiungendo così anticipatamente il rendimento massimo potenziale del certificato. L’emittente francese supera così il problema tipico dei Cash Collect sulla visibilità del prodotto e dunque, più importante per l’investitore, sul rendimento reale che il certificato potrà pagare (fermo restando ovviamente i casi negativi di evento barriera a scadenza).

A questo punto non rimane che svelare le carte. Facciamo “spoiler”. Sono due i prodotti che vi mostreremo con questo meccanismo. Uno dedicato a blue chips italiane, su cui ci soffermeremo oggi ed un altro che uscirà nei prossimi giorni su Intelligenza artificiale ad alto rendimento (e maggior rischio naturalmente).

Il certificato ALL COUPON sul dream team italiano Eni, Banco BPM e Stellantis

Veniamo al sodo. Il certificato ISIN XS2034005608 è tra i primi della sua categoria in casa BNP Paribas. Una categoria estremamente promettente anche perché riesce a dare questa opzionalità innovativa senza pesare troppo sul rendimento complessivo del prodotto. Ovviamente un costo c’è e non potrebbe essere altrimenti, visto che può anticipare tutti i premi futuri in un colpo solo.

In particolare, il prodotto in questione propone un basket worst of composto da Eni, Banco BPM e Stellantis tre titoli con ottimi fondamentali e prospettive che analizzeremo più avanti. Il certificato paga premi mensili con memoria dello 0,98%, pari ad un rendimento annuo del 11,76%, di tutto rispetto. A fronte di questo rendimento promesso, la barriera per i premi e a scadenza è al 60% degli strike. Si traduce con protezione a scadenza fino ad una performance del -40% dai livelli attuali. Una barriera comunque importante.

ALL IN se c’è rimborso anticipato: tutti i premi pagati subito (35,28% potenziale in un anno)

Il punto di forza e grande novità è che, come abbiamo detto, dopo un anno, il certificato può rimborsare anticipatamente se i tre titoli saranno al di sopra dello strike. Solo che pagherà praticamente tutte le cedole, passate (ed eventualmente non pagate) e future per un totale complessivo di 35,28 euro (considerando tutti e tre gli anni di vita). Ipotizzando l’acquisto alla pari e il rimborso anticipato, dopo solo un anno e senza eventi barriera, il rendimento complessivo sarebbe quindi di oltre il 35%, mentre il rendimento alla scadenza anticipata sarebbe del 23,52%, ovvero 0,98% x 24 (i due anni di vita residua). L’emittente rimborserà 123,52 euro a certificato (a cui dobbiamo aggiungere i premi del primo annuo ipotizzati già pagati: 11,76 euro). Not Bad!

In caso di autocall al secondo anno invece il rimborso conterebbe i premi del terzo anno per un totale di 11,76 euro (più ovviamente eventuali premi non pagati). Il rimborso anticipato sarà dunque di 111,76 euro a certificato. Il prodotto ha due sole date per il rimborso anticipato: 5 marzo 2025 (data di osservazione 24 febbraio 2025) e 4 marzo 2026 (data di osservazione 23 febbraio 2026). Il trigger sarà sempre il 100% dello strike. Quindi i tre titoli dovranno essere al di sopra del livello iniziale nelle due date di osservazione affinché ci sia l’autocall.

Interessante notare che il prodotto ben si presta anche a chi ha esigenze di compensazione fiscale. Infatti se il prodotto dovesse essere rimborsato anticipatamente pagherebbe una “maxi cedola”.

A scadenza naturale (23 febbraio 2027), ovvero se il certificato non sarà rimborsato anticipatamente, tutto andrà come per gli altri certificati Memory Cash Collect. Se i tre titoli saranno al di sopra della barriera al 60% il certificato rimborserà il valore nominale più l’ultimo premio ed eventuali premi già pagati. Viceversa, se anche solo un titolo sarà sotto la barriera, il certificato pagherà la performance del peggiore. Quindi, ipotizzando un crollo del 50% di uno dei tre titoli, il certificato pagherà 50 euro a pezzo.

Eni, Banco BPM e Stellantis: un dream team per puntare sull’Italia

I tre titoli del basket li conosciamo bene tutti.

Stellantis ha registrato ricavi netti, utile netto e un flusso di cassa industriale netto da record nell’esercizio 2023. Per capirci, i ricavi netti si sono attestati a 189,5 miliardi, in crescita del 6% rispetto al 2022, con un aumento del 7% dei volumi di consegne consolidati. Utile netto in crescita dell’11% a 18,6 miliardi. Risultato operativo rettificato in aumento dell’1% a 24,3 miliardi di euro, con un margine sui ricavi del 12,8%. Flusso di cassa industriale netto di 12,9 miliardi di euro, in crescita del 19% rispetto al 2022. Il management ha annunciato anche un programma di acquisto di azioni proprie sul mercato per il 2024 per un importo di 3,0 miliardi. Sulla guidance il management è stato un po’ più vago ma si dice comunque positivo: “sulla base dello slancio acquisito nel 2023, il management ha rilevato che una serie di fattori che potrebbero creare un contesto favorevole per i ricavi nel 2024. Tra questi, evidenzia la riduzione dei vincoli nelle forniture e logistici, la stabilizzazione e la potenziale riduzione dei tassi di interesse e i vantaggi offerti dall’espansione dell’offerta di prodotti prevista dall’azienda. L’Azienda ribadisce l’impegno minimo di ottenere un margine di utile operativo rettificato (AOI) a due cifre nel 2024, nonché un flusso di cassa industriale netto positivo nonostante le incertezze macroeconomiche. E il mercato approva se è vero che Stellantis continua a segnare nuovi massimi. Gli analisti rimangono positivi sul titolo con 25 buy, 5 hold e in solo sell. Target price 27 euro, con 10% di up side.

Banco BPM un po’ come tutte le principali banche italiane ha chiuso conti record nel 2023 grazie a margini d’interesse elevatissimi. Frutto ovviamente dei tassi alti. Lo scenario rimane comunque favorevole per la banca italiana e in generale per il comparto. Per il 2023 Banco BPM ha presentato una serie di numeri migliori del previsto, con un aumento del dividendo e una base di capitale molto solida. Nel 2024, inoltre, il Gruppo dovrebbe registrare un'importante plusvalenza legata all'accordo sul business dei pagamenti digitali che potrebbe migliorare ulteriormente il buffer di capitale. La guidance per il 2024 è stata ribadita. Nel 2023, il margine di interesse evidenzia un’ottima performance, risultando pari a 3.289 milioni, con una crescita del 42% rispetto al 31 dicembre 2022. Il risultato della gestione operativa sale a 2.770 milioni rispetto a 2.144 milioni dell’esercizio precedente con un incremento del 29%. L’utile netto dell’esercizio si attesta a 1.264 milioni con una crescita dell’85% rispetto al 31 dicembre 2022. Ottima la situazione patrimoniale con CET 1 Ratio al 14,2%. Anche per Banco BPM il consensus resta positivo. A consigliare l’acquisto sono 10 analisti, 5 sono neutrali e 2 consigliano di vendere. Target price a 6,1 euro, con un up side del 12%.

Eni nel 2023 ha chiuso un anno positivo anche se con risultati in contrazione a/a. Così anche il quarto trimestre che non è stato brillantissimo con la parte downstream in sofferenza e debito in aumento. Ad ogni modo il titolo è una proxy del petrolio. E sull’oro nero c’è un tema di offerta tenuta bilanciata dall’Opec che dovrebbe proseguire con politiche di taglio tassi per compensare l’incremento di produzione degli USA e dall’altra parte una debolezza della domanda legata soprattutto ad un calo dei consumi in Cina e Far East. Il mercato del petrolio rimane un po’ in squilibrio ma non ci attendiamo correzioni importanti. L’oro nero potrebbe oscillare tra i 90 e i 70 dollari in funzione di queste variabili. Per Eni il focus del mercato sarà sul piano strategico che verrà presentato a metà marzo e se ci sarà una conferma della shareholder remuneration policy, quindi dividendo, più buyback. Il dividendo probabilmente sarà anche aumentato, mentre il buyback sarà legato alla generazione di cassa. Il consensus degli analisti rimane positivo. Sono 20 gli analisti che consigliano di comprare, 10 di tenere e nessun analista consiglia di vendere. Target price a 17,4 euro, con un upside dai prezzi attuali del 22%.

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