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Alto rendimento (17% annuo) per chi scommette sull’energia pulita

Tre società americane sulla cresta dell’onda nel settore della Clean Energy, tutte e tre ampiamente beneficiarie della enorme quantità di denaro, fra investimenti pubblici e incentivi fiscali, con cui l’amministrazione Biden sta guidando gli Stati Uniti verso la transizione energetica. Su queste tre aziende BNP Paribas ha costruito uno strumento di investimento come pochi ce ne sono in circolazione per l’alto rendimento potenziale offerto e per l’ampiezza della protezione accordata al capitale investito.

Emesso a 100 euro, il prodotto è acquistabile oggi a 95 euro

Le società sono: Bloom Energy, azienda che produce celle combustibili per realizzare elettricità e idrogeno, Sunnova Energy e Sunrun, queste ultime due entrambe impegnate negli impianti fotovoltaici. Su queste tre società punta il nuovo certificate di BNP Paribas con codice ISIN XS2567753871, un Cash Collect con Airbag che si fa notare a partire dalle cedole mensili dell’1,4%, pari a un rendimento annuo del 16,8%.

Emesso lo scorso 3 agosto a un valore nominale di 100 euro, questo certificate ha durata di tre anni e oggi è acquistabile sul mercato secondario a 95 euro, con uno sconto sul nominale del 5%.

Durata tre anni. Per tutto il primo anno i bonus sono garantiti

La cosa importante è che per tutto il primo anno i bonus sono garantiti: il loro pagamento non è sottoposto a nessuna condizione (al netto ovviamente del rischio emittente sempre presente). Invece, nei successivi due anni i premi saranno pagati se alle date mensili di osservazione sarà rispettata la barriera posta al 40% dei valori iniziali. Una barriera al 40% significa che le azioni potranno subire un ribasso fino al 60%, senza compromettere il pagamento delle cedole, che comunque godono dell’effetto memoria, per cui se anche a una certa data di osservazione non ci fossero le condizioni per il pagamento del premio, la cedola verrà accantonata e pagata alla prima scadenza successiva in cui tutti e tre i sottostanti saranno tornati sopra la barriera (o allo stesso livello).

Barriera al 40% per il secondo e terzo anno e alla scadenza finale

La stessa barriera al 40% giocherà alla scadenza finale a protezione del capitale, che verrà rimborsato al 100% del valore nominale (100 euro) anche se nel frattempo le quotazioni dei tre sottostanti saranno scese rispetto ai valori iniziali. La protezione funziona fino a un ribasso massimo del 60%. Nel caso di un ribasso più forte l’investitore andrà incontro a una perdita sul capitale investito, ma una perdita decisamente ridotta rispetto a quella che subirebbe in condizioni analoghe con altri Cash Collect, perché, come abbiamo accennato, il certificate ISIN XS2567753871 è dotato di Airbag, un meccanismo che attutisce notevolmente gli effetti negativo delle performance deludenti dei sottostanti.

L’Airbag che attutisce le perdite: come funziona

La cosa migliore per capire il funzionamento dell’Airbag è fare un paio di esempi.

  • Tutti sopra la barriera. Ipotizziamo che fra tre anni, alla scadenza finale fissata per il 7 agosto 2026, tutti e tre i sottostanti si presentino con quotazioni superiori (o uguali) alla barriera. L’investimento si chiude nel modo migliore: all’investitore vengono pagate l’ultima cedola e le eventuali cedole non corrisposte, ma tenute in memoria.  Chi spende oggi 95 euro per acquistare il certificate, si troverà fra tre anni ad avere incassato un monte-bonus di 50,4 euro e il prodotto gli verrà rimborsato al valore nominale di 100 euro. Fra bonus e plusvalenza il rendimento medio annuo sarà del 19,4%.
  •  Anche solo un sottostante sotto la barriera. Se alla scadenza finale del 7 agosto 2026 anche solo uno dei sottostanti quoterà sotto la barriera, l’investitore non riceverà l’ultima cedola e nemmeno le cedole eventualmente non pagate e accantonate in memoria. Inoltre, andrà incontro a una perdita sul capitale investito. Nel caso di un normale Cash collect, la perdita sarebbe proporzionale alla performance del peggiore dei sottostanti. Ipotizziamo che il peggiore sia Sunnova Energy, crollata in un ribasso dell’80% dal valore iniziale: il prodotto verrebbe rimborsato al 20% del valore nominale, cioè a 20 euro. Ma è qui che entra in gioco l’Airbag che prevede un moltiplicatore della performance di 2,5 volte, per cui il rimborso avverrà al 50% (20% x 2,5) del valore nominale. Ai 50 euro di rimborso vanno aggiunti però almeno i premi del primo anno certi. Quindi il certificato avrà pagato all’investitore almeno 66,8 euro. Chi lo compra oggi a 95 euro conseguirebbe così una perdita del 30% circa e non del 80% come sarebbe per il classico Cash Collect. Questo grazie al combinato effetto di cedole fisse, airbag 40% e sconto sul prezzo.

Possibile guadagnare anche con un ribasso del 70% di un sottostante

Se facciamo un’ipotesi leggermente meno negativa, con il titolo peggiore in ribasso del 70% e i premi pagati anche nel secondo anno (ma non nel terzo), l’investimento si chiuderà con un rimborso di 75 euro (30 x 2,5) e con un monte-bonus di 33,6 euro, per un totale di 108,6 euro. Sembra incredibile, ma anche con il ribasso del 70% di un sottostante l’investimento si chiuderà con un guadagno di 13,6 euro in tre anni, pari a un rendimento medio annuo del 4,7% (sui 95 euro investiti). Con ogni probabilità anche in questa ipotesi semi-fallimentare l’investitore sarà riuscito a battere l’inflazione.

Quanto è forte il rischio legato ai sottostanti?

Ci si potrebbe stupire di tanta generosità da parte dell’emittente: rendimento annuo potenziale del 16,8%, addirittura certo il primo anno, una barriera profondissima al 40% del Valore iniziale, e se le cose vanno male un Airbag con moltiplicatore di 2,5 x.

È evidente che nessuno regala nulla. Quindi non si tratta di generosità, ma di remunerazione di un rischio che viene ritenuto alto.

Le tre società le cui azioni sono i sottostanti del certificate ISIN XS2567753871 hanno bellissime prospettive di sviluppo, ma devono ancora dimostrare di essere in grado di guadagnare, e quindi di produrre valore. Secondo gli analisti, quella più vicina a generare profitti è Bloom Energy che nel 2025 potrebbe chiudere il suo primo bilancio in utile. Per Sunnova e Sunrun sono previste perdite per il 2025 e oltre.

Oggi tutti gli scenari sono assolutamente favorevoli alle imprese che operano nelle energie rinnovabili. Secondo l'International Renewable Energy Agency (IRENA), la capacità globale di energia rinnovabile è cresciuta di oltre il 20% nel 2022 e si prevede che si espanderà di oltre il 70% entro il 2030. Questa crescita è guidata dalle scelte politiche dei governi che sempre più numerosi sottoscrivono impegni per ridurre le emissioni clima-alteranti. Eolico, fotovoltaico, idrogeno e nucleare sono le tecnologie su cui in tutto il mondo si punta per soddisfare una domanda di energia elettrica in fortissima crescita e contemporaneamente abbandonare progressivamente carbone e petrolio.

Ma non basta uno scenario positivo perché le aziende abbiano successo. Oggi Bloom Energy capitalizza tre miliardi di dollari, più o meno quanto Sunrun. Il valore di Borsa di Sunnova Energy è circa la metà (1,6 miliardi).  Secondo gli esperti tutte e tre sono aziende che fra cinque anni potrebbero valere oltre 10 miliardi di dollari l’una, ma potrebbero anche avere destini fortemente avversi: gli orientamenti politici potrebbero cambiare, l’evoluzione tecnologica potrebbe fare emergere nuovi concorrenti, il quadro macroeconomico (ad esempio i tassi di interesse) potrebbe diventare meno favorevole.

Focus sui sottostanti.

 - Bloom Energy realizza impianti che producono elettricità e idrogeno attraverso pile a combustibile ad ossido solido (Solid oxyde fuel cell, in sigla SOFC).  Sono dispositivi elettrochimici che producono energia elettrica direttamente dal combustibile, che negli impianti di Bloom Energy è quasi sempre biogas o gas naturale.

La società è nota per l'elettrolizzatore Bloom, che può aiutare a produrre idrogeno pulito in modo più efficiente del 15%-45% rispetto ad altri elettrolizzatori. Questa tecnologia può essere implementata in diversi settori industriali e può essere abbinata all'energia eolica e solare per la generazione di idrogeno verde. L’azienda beneficerà degli incentivi del governo Usa per la produzione di idrogeno e intanto ha avviato l’espansione in Europa. Il consensus degli analisti si aspetta che il 2023 chiuda con ricavi in crescita del 27% a 1,4 miliardi di dollari e una perdita di 161 milioni, dimezzata rispetto all’anno precedente. La previsione è che nel 2025 i ricavi raggiungano quota 2,4 miliardi di dollari, il che permetterebbe un utile di 100 milioni.

Alla quotazione attuale di 14,88 dollari il titolo è in calo del 24% dall’inizio dell’anno. Anche se è sceso dell’11% rispetto al valore iniziale, la distanza dalla barriera (6,708 dollari) resta altissima. Inoltre, è dal luglio 2020 che le quotazioni di Bloom Energy non scendono sotto i 10 dollari.

Su 21 analisti che coprono il titolo, 12 consigliano di comprare e nove hanno un giudizio neutrale. La media dei target price è 25,6 dollari.

 - Sunnova realizza impianti fotovoltaici per abitazioni e aziende e impianti di stoccaggio dell’energia. La società, con sede in California, opera solo negli Stati Uniti. Gli analisti si aspettano in media ricavi 2023 pari a 770 milioni di dollari (+38%) con una perdita di 232 milioni. Nel 2024 il fatturato è stimato in crescita a 1 miliardo con una perdita di 252 milioni di dollari. Per il management di Sunnova la crescita è un imperativo assoluto da realizzare il più velocemente possibile, perché sui bilanci della società pesa un debito netto di circa 7 miliardi di dollari. Dall’inizio dell’anno il titolo è sceso del 25% e ha perso il 22% dal Valore iniziale del 2 agosto scorso.     

Per gli analisti Sunnova è un titolo su cui vale la pena rischiare: le raccomandazioni di acquisto sono 20 su un totale di 25 esperti che coprono il titolo e la media dei target price è 30,6 dollari (+130% rispetto al valore attuale).

 - Sunrun fa più o meno lo stesso mestiere di Sunnova con un modello di business diverso: realizza impianti fotovoltaici per abitazioni residenziali e li gestisce con contratti di 20 o 30 anni, con i quali vende a un prezzo predeterminato l’elettricità prodotta dai pannelli alle famiglie che abitano nell’immobile. Il business è in forte crescita con 2,3 miliardi di dollari di ricavi previsti nel 2023, ma le perdite sono ancora pesanti (260 milioni stimate per quest’anno). Inoltre, il debito netto ha superato i 10 miliardi di dollari rispetto a una market cap di 3 miliardi. Negli ultimi 12 mesi la quotazione di Sunrun si è dimezzata.

I punti chiave del certificate con ISIN XS2567753871

Nella tabella qui sotto riportiamo gli elementi di riferimento del certificate con ISIN XS2567753871. I prezzi sono in dollari. I Valori iniziali (Strike) sono i prezzi di chiusura del 2 agosto 2023. I target price sono quelli del consensus di Market Screener.

Disclaimer:

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 6 su una scala da 1 a 7. L’investimento in questa tipologia di Certificate espone il risparmiatore al rischio default dell’emittente. Tutti i rendimenti espressi sono al lordo delle imposte.

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza nemmeno generica o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

Ricordiamo, prima dell’adesione, di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente: clicca qui.

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