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  Rendimento a doppia cifra (11,04%) e barriere profonde, la combo per puntare sui CHIP europei

Il traguardo sembra essere raggiunto e prende il nome di Chip Act. Arrivato il via libera finale della Commissione Industria del Parlamento europeo al piano presentato dalla Commissione Ue lo scorso febbraio 2022, che prevede un investimento di 43 miliardi di euro con il fine di raddoppiare la quota di mercato nei semiconduttori al 20% entro la fine del decennio.

L'accordo emerso nei negoziati con gli Stati membri e la Commissione europea è stato approvato con 60 voti favorevoli, uno contrario e due astensioni. Atteso l’ultimo passaggio legislativo formale del dossier del voto della plenaria, probabilmente alla sessione di giugno. Seguirà la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Thierry Breton, capo del mercato interno dell’Unione Europea, ha scritto su Twitter: “L’Europa sta prendendo in mano il proprio destino. Padroneggiando i chip più avanzati, l’UE diventerà una potenza industriale nei mercati del futuro”.

Il piano europeo si riassume in un triplo attacco al mercato. La prima mossa si traduce in una iniziativa “Chips for Europe”, ovvero un mix di finanziamenti e facilitazioni per sostenere lo sviluppo su larga scala della capacità produttiva di semiconduttori nell’UE, mentre le altre due si focalizzano sulla catena di approvvigionamento, nel tentativo di renderla più sicura ed efficiente.

In concreto, lo scopo è quello di rendere indipendente l’Unione Europea dalle fabbriche estere. La pandemia ha messo in evidenza quanto attualmente l’Europa sia legata al numero di chip prodotti all’estero, Paesi che risultano sempre meno affidabili.

Nel dettaglio, le ultime due mosse prevedono la costruzione di nuove fabbriche europee e di una catena di approvvigionamento locale robusta, necessaria per alimentarle. A questo scopo, la Commissione avrebbe in mente di creare un vero e proprio sistema di monitoraggio e di risposta alle crisi, per non farsi più cogliere impreparata a fronte di nuove turbolenze, sanitarie, geopolitiche o economiche.

Inoltre, su scelta della Commissione Europea, nell’ultima versione del Chip Act, è emersa una novità, che consiste nell’ampliamento della portata degli impianti definiti “first-of-a-kind”, includendo anche quelli che producono apparecchiature utilizzate nella produzione di semiconduttori.

Questo si traduce in un’apertura di finanziamenti e facilitazioni ad una grande gamma di tecnologie che vanno dal software di automazione della progettazione elettronica (EDA) alle macchine litografiche. Una concessione che prende atto del ruolo fondamentale che tali tecnologie ricoprono, del loro peso sulla produttività di chi costruisce chip.

Infatti, i semiconduttori sono e saranno negli anni a venire parte fondamentale nella vita quotidiana di tutti noi e soprattutto saranno sempre più utilizzati in molteplici settori, dalla telefonia alla produzione di veicoli elettrici, passando per l’Internet delle Cose e l’intelligenza artificiale.

Tuttavia, non mancano i critici, che sostengono che i fondi stanziati non siano sufficienti per raggiungere l’obiettivo del 20%. La preoccupazione è che l’industria diventi più cauta su investimenti onerosi di questo tipo, a causa della diminuzione della domanda di chip e all’aumento del costo dell’energia in tutta Europa.

“Il Chips Act non può essere l’unico atto per favorire gli investimenti”, ha sottolineato Eva Maydell, principale negoziatrice del pacchetto di provvedimenti al Parlamento Europeo.

Sui mercati finanziari, da inizio anno il principale indice di riferimento Stoxx Europe 600 Tecnology, che racchiude le 600 aziende tecnologie europee ponderate per la capitalizzazione, registra una performance a doppia cifra di circa il 20%.

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Scegliere la migliore soluzione d’investimento per investire nel settore chip europeo

Dato il contesto incerto del settore, il suggerimento è quello di muoversi con prudenza e scegliere le migliori soluzioni di investimento per proteggere il capitale a scadenza e soprattutto farlo fruttare.

Uno strumento, che combina le esigenze di protezione e profitto, è il nuovo certificato d’investimento codice ISIN DE000VU595N2 emesso da Vontobel che punta su ASML, STM e Infineon.

Nell’ultimo anno le performance da inizio anno dei tre sottostanti sono positive, quella che spicca è ASML con un aumento del +29,71%, seguita da STM con il +18,71% e infine quella di Infineon con un +16,27%.

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Rendimento cedolare del 11,04%

Il prodotto prevede lo stacco di premi mensili di importo pari a euro 0,92, a condizione che nelle date di osservazione tutti e tre i sottostanti non scendano oltre al profondo livello barriera molto profondo fissato al 50% dello strike. La prossima data di osservazione è fissata per il 20 giugno 2023.

Tutti i premi godono dell’effetto memoria, ciò significa che se i livelli dei tre sottostanti toccano o superano il livello barriera in una qualsiasi data di osservazione mensile dei premi, oltre ad essere pagato il premio mensile, vengono recuperati tutti i premi non incassati in precedenza.

Scadenza anticipata

Il certificate gode della possibilità di rimborso anticipato con osservazione mensile che sarà attivo da gennaio 2024, che scatterà se i tre sottostanti si riporteranno ad un valore superiore a quello iniziale. Da luglio 2024 cambia leggermente il meccanismo perché per far scattare il rimborso anticipato le quotazioni dei sottostanti dovranno superare il 95% del Valore iniziale e così via. Ogni semestre il livello di autocall scenderà del 5% fino a raggiungere l’80% dell’ultima data di valutazione di marzo 2026.

Se la condizione, nelle date di autocall mensili, non sarà soddisfatta, il prodotto continuerà a quotare fino alla scadenza naturale fissata al 20 aprile 2026.

Rimborso a scadenza

Nel caso in cui non si sia verificato l’evento di scadenza anticipata, il prodotto scadrà alla data naturale fissata ad aprile 2026. Alla data di osservazione finale si possono verificare due scenari:

– se tutti e tre i sottostanti sono ad un valore uguale o superiore del livello barriera, l’investitore riceve il rimborso dato dalla somma del nominale di importo pari a 100 euro, il premio mensile in corso e quelli eventualmente mai distribuiti (per effetto memoria);

– se uno dei sottostanti si trova sotto il livello barriera l’investitore subisce una perdita. La perdita corrisponde al prodotto tra il valore nominale e la performance del peggiore sottostante rispetto al proprio strike.

Qui di seguito i riferimenti e le distanze aggiornate.

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Al momento tutti e tre i sottostanti si trovano al di sopra del livello barriera, questo incrementa la probabilità che l’investitore incassi il premio di 0,92 euro a giugno. Inoltre, oggi è interessante acquistare il certificato perché quota sotto la pari e si traduce in un rendimento medio annuo potenziale di circa il 11,65%, al lordo delle imposte. 

Disclaimer:

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 6 su una scala da 1 a 7. L’investimento in questa tipologia di Certificate espone il risparmiatore al rischio default dell’emittente. Tutti i rendimenti espressi sono al lordo delle imposte.

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza nemmeno generica o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

Ricordiamo, prima dell’adesione, di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente:clicca qui.

 

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