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  Premio mensile in arrivo: il certificate ad alta resa e barriere profonde

Buone notizie per il nostro Paese. Secondo Prometeia, la crescita dell’economia italiana nel primo semestre del 2023 è “moderata”, ma non negativa. Sulla stessa scia le previsioni della società di consulenza EY, che stima una crescita del PIL nel 2023 del +0,5%.

Ma, sussistono variabili che possono influenzare e complicare lo scenario con conseguenze inevitabili sull’economia tra cui l’evoluzione della guerra in Ucraina, l’andamento dei prezzi dell’energia e l’efficacia della politica monetaria delle banche centrali.

Per questo motivo, il nostro suggerimento è quello di scegliere con prudenza le migliori soluzioni di investimento con il fine di proteggere il capitale a scadenza e soprattutto farlo fruttare. A queste esigenze risponde il certificato Memory Cash Collect di UniCredit ISIN DE000HC4WR96 che replica il paniere composto da tre campioni italiani: Banco BPM, Terna e Tenaris. Si avvicina la data di osservazione (20 aprile 2023) del primo premio mensile dello 0,85% del valore nominale, condizionato ad un livello barriera profondo posto al 50% dello strike. Stesso livello barriera valido per il rimborso del capitale a scadenza. Oggi è interessante acquistare il prodotto perchè quota a forte scoto, 92 euro, e di fatto incrementa il rendimento medio annuo potenziale offerto all’investitore al 12,41%, al lordo delle imposte.

Investire sull’Italia

Gli indicatori congiunturali relativi ai premi mesi del 2023, secondo Prometeia, segnalano la possibilità di un primo trimestre con una crescita molto bassa, ma non negativa, dell’economia italiana.

Quindi sembrerebbe essere scongiurata la possibilità di una vera e propria recessione, ma non bisogna trascurare fattori come inflazione, politica monetaria restrittiva, rischi finanziari che possono smuovere ed influenzare il contesto attuale.

Nel Rapporto di Previsione redatto da Prometeia, si legge che la stima di crescita dell’economia italiana nel 2023 è “moderata” al +0,7%, mentre al +0,6% nel 2024. Previsioni che sono correlate al sussistere di determinate condizioni.

In primis, l’andamento del prezzo dell’energia che traina l’inflazione. Infatti, se il prezzo dovesse rimanere sui livelli bassi o in linea con quelli presenti ora sul mercato, l’inflazione potrebbe iniziare a calare già nel corso di quest’anno. Il rallentamento del costo della vita frena anche la discesa dei consumi diminuendo la pressione ai costi e al potere d’acquisto. Stando agli ultimi dati pubblicati ieri dall’Istat, il potere di acquisto delle famiglie nel quarto trimestre 2022 è sceso del 3,7% rispetto ai tre mesi precedenti. L’istituto nazionale di statistica ha spiegato che la crescita del reddito disponibile delle famiglie (+0,8%) è stata accompagnata da un aumento dei prezzi al consumo “particolarmente forte”, provocando la discesa del potere d’acquisto.

Oltre all’andamento del prezzo dell’energia, è importante la ripartenza del ciclo industriale e gli investimenti, finanziati dal PNRR, che possono contribuire a colmare il vuoto creato dal venire meno del bonus edilizio del 110%, in un contesto nel quale la politica di bilancio dovrà occuparsi di rientrare dagli elevati livelli di indebitamento, una volta che dal 2024 sarà di nuovo operativo il Patto di Stabilità e Crescita, per quanto riformato.

Altrettanto importante è il rispetto delle scadenze per gli obiettivi del PNRR, nonostante le numerose difficoltà che stanno emergendo ogni mese. Se vengono rispettati i termini, il PNRR permette un investimento, tra privato e pubblico, di circa 40 miliardi di euro quest’anno e il prossimo.

Infine, bisogna valutare se il risparmio delle famiglie accumulato durante la pandemia 2020-2022 consente di fare da "cuscinetto” agli aumenti di prezzi e costi. Per le imprese il minore indebitamento e l’accumulo di riserve liquide consentirà un “sacrificio” temporaneo sui margini. Fondamentali lo stimolo fiscale e, soprattutto, gli investimenti trainati dal PNRR, che sosterranno la domanda interna permettendo di compensare con la tenuta del fatturato l’eventuale restringimento dei margini unitari.

Sempre nello scenario delineato da Prometeia, la BCE alzerà i tassi fino al 4% a giugno 2023 per poi ridiscendere già a inizio 2024, subito dopo l’avvio dei tagli da parte della Federal Reserve, che invece si fermerà all’intervallo target di 4,75-5%.

Notizie positive anche dalle previsioni della società di consulenza EY. Nel report “EY Italian Macroeconomic Bulletin” di marzo, si legge che la crescita del PIL nel 2023 è dello 0,5% e dell’1,3% nel 2024. I fattori trainanti sono principalmente le esportazioni nette e gli investimenti, anche grazie al forte impulso fornito dalle risorse previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), mentre i consumi sono attesi mostrare una dinamica piatta.

Stando a queste stime, e ad uno scenario di forte incertezza, le risorse del PNRR rappresentano il vero motore della crescita del PIL italiano nel 2023, in un contesto di crescenti tassi di interesse che scoraggiano consumi ed investimenti privati.

In riferimento al mercato del lavoro, il tasso di disoccupazione continua a ridursi nel 2023 e 2024, allontanandosi dai valori registrati nel 2020 e 2021, scendendo sotto il livello dell’8%.

In miglioramento le previsioni riguardanti l’inflazione, la società di consulenza prevede un rallentamento a partire da quest’anno per poi calare maggiormente nel 2024, ma mostrando una certa persistenza, ancora non in linea con gli obiettivi di politica monetaria.

Tenendo quindi conto delle precedenti considerazioni, il deficit pubblico è atteso attestarsi al 4,6% nel 2023 e 3,7% nel 2024, e il debito pubblico proseguire la sua discesa dai picchi della crisi legata alla pandemia, scendendo verso il 143% del PIL nel 2023 e 141% nel 2024. Gli ultimi dati relativi al rapporto tra l’indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni e il Pil sono stati pubblicati ieri dall'Istat, che mostrano un dato peggiorato nel quarto trimestre dello scorso anno e passato al -5,6% dal -4,9% del 2021.

Le previsioni rimangono soggette ad uno scenario di forte incertezza e presentano quindi importanti rischi, principalmente legati al contesto macroeconomico globale di riferimento, sia al ribasso sia al rialzo.

Sui mercati finanziari, il FTSE Mib chiude il primo trimestre con una performance in positivo del +9,19%, un rally che batte quello del Dax tedesco che si attesta al +8,26% e quello dell’S&P500 che è cresciuto del +7,91%.

Scegliere la migliore soluzione d’investimento in un contesto di elevata incertezza

Dato che il futuro dell’Italia si prospetta incerto e difficoltoso, il nostro suggerimento è quello di muoversi con prudenza e scegliere le migliori soluzioni di investimento disponibili sul mercato. Uno strumento studiato per l’investitore che vuole combinare le esigenze di protezione e profitto è il certificato d’investimento ISIN DE000HC4WR96 emesso da UniCredit replica il paniere italiano composto da Banco BPM, Terna e Tenaris.

Rendimento cedolare del 10,2%

Il prodotto prevede lo stacco di premi mensili di importo pari a euro 0,85, a condizione che nelle date di osservazione tutti e tre i sottostanti non scendano oltre al profondo livello barriera molto profondo fissato al 50% dello strike. La prossima data di osservazione è il 20 aprile 2023.

Tutti i premi godono dell’effetto memoria, ciò significa che se i livelli dei tre sottostanti toccano o superano il livello barriera in una qualsiasi data di osservazione mensile dei premi, oltre ad essere pagato il premio mensile, vengono recuperati tutti i premi non incassati in precedenza.

Scadenza anticipata

Il certificate gode della possibilità di rimborso anticipato con osservazione trimestrale che sarà attivo da dicembre 2023, che scatterà se i tre sottostanti si riporteranno ad un valore superiore a quello iniziale. Da marzo 2023 cambia leggermente il meccanismo perché per far scattare il rimborso anticipato le quotazioni dei sottostanti dovranno superare il 95% del Valore iniziale e così via. Ogni trimestre il livello di autocall scenderà del 5% fino a raggiungere l’80% dell’ultima data di valutazione di dicembre 2025.

Se la condizione, nelle date di autocall trimestrali, non sarà soddisfatta, il prodotto continuerà a quotare fino alla scadenza naturale fissata al 19 marzo 2026.

Rimborso a scadenza

Nel caso in cui non si sia verificato l’evento di scadenza anticipata, il prodotto scadrà alla data naturale fissata a marzo 2026. Alla data di osservazione finale si possono verificare due scenari:

– se tutti e tre i sottostanti sono ad un valore uguale o superiore del livello barriera, l’investitore riceve il rimborso dato dalla somma del nominale di importo pari a 100 euro, il premio mensile in corso e quelli eventualmente mai distribuiti (per effetto memoria);

– se uno dei sottostanti si trova sotto il livello barriera l’investitore subisce una perdita. La perdita corrisponde al prodotto tra il valore nominale e la performance del peggiore sottostante rispetto al proprio strike.

Qui di seguito i riferimenti e le distanze aggiornate.

Al momento tutti e tre i sottostanti si trovano al di sopra del livello barriera, ciò aumenta la probabilità di incassare il primo premio di 0,85 euro ad aprile. Inoltre, oggi è interessante acquistare il certificato perché quota a 92 euro circa e di fatto incrementa il rendimento medio annuo potenziale a circa il 12,46%, al lordo delle imposte.

Disclaimer:

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 6 su una scala da 1 a 7.

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza nemmeno generica o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

Ricordiamo, prima dell’adesione, di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente: clicca qui.

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