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  La scommessa europea sui chip: rendimento a doppia cifra e barriere profonde

Il mercato dei microchip è in continua espansione. Nel 2021 i ricavi del settore erano di circa 600 miliardi di dollari, ora alcuni studi stimano un tasso di crescita in questo decennio del 6%-8% annuo fino a raggiungere i 1.000 miliardi di dollari nel 2030.

I paesi sviluppati, di fronte a questa espansione, non sono rimasti a guardare. Cina, Stati Uniti, Corea del Sud, Giappone, Taiwan, India ed Europa hanno messo in atto piani per guadagnarsi parte del mercato, cercando investimenti e aumentando la produzione nazionale per soddisfare la domanda delle proprie industrie.

I semiconduttori sono sempre più al centro di forti interessi geostrategici e al centro di una gara tecnologica globale. Ogni nazione vuole assicurarsi sia una disponibilità adeguata di prodotti e componenti, sia una posizione di rilievo nello sviluppo di nuove tecnologie.

Sul fronte europeo, martedì 18 aprile, dopo quattro tornate di negoziato, è arrivata la conferma che il Consiglio e Parlamento hanno raggiunto un accordo politico provvisorio sul regolamento teso a rafforzare l’ecosistema dell’Europa dei semiconduttori, meglio noto come “normativa sui chip”.

Un accordo da 43 miliardi di euro presentato da Bruxelles nel febbraio 2022 per raddoppiare la quota di mercato nei semiconduttori dal 10% al 20% entro il 2030 e tagliare la dipendenza dalla Cina e dagli altri Paesi asiatici.

La crisi del covid-19 ha sottolineato maggiormente l’obiettivo d’indipendenza dell’Europa dagli altri paesi, in quanto molti settori come la difesa, la sanità, energia hanno dovuto affrontare interruzioni e carenze dell’approvvigionamento.

L’Europa è brava a fare ricerca, ma non non traduce questa capacità in un vero vantaggio commerciale.

La normativa sui chip europea si fonda su tre sono i pilastri. Il primo farà in modo di trasferire conoscenze dal laboratorio alla fabbrica, colmando il divario tra ricerca e imprese, e promuovendo quindi l’industrializzazione delle tecnologie innovative da parte delle imprese europee.

Il secondo pilastro è quello finanziario, cioè verterà sui 43 miliardi di euro di investimenti, che si realizzeranno come incentivi pubblici e privati negli impianti di fabbricazione per i produttori di chip e i loro fornitori.

Con il terzo e ultimo pilastro l’UE intende fare squadra, quindi rafforzarerà la collaborazione con gli Stati membri in modo da monitorare l'approvvigionamento di semiconduttori, stimare la domanda, prevedere le carenze e, se necessario, attivare una fase di crisi.

L'accordo provvisorio raggiunto tra Consiglio e Parlamento europeo deve essere messo a punto, approvato e formalmente adottato da entrambe le istituzioni.

Una volta che la normativa sui chip sarà adottata, il Consiglio adotterà una modifica dell'atto unico di base per partenariati istituzionalizzati nell'ambito di Orizzonte Europa, così da consentire l'istituzione dell'impresa comune "Chip", che è fondata sull'impresa comune "Tecnologie digitali fondamentali" e la rinomina. La modifica dell'atto unico di base è adottata dal Consiglio previa consultazione del Parlamento.

Thierry Breton, il Commissario Europeo per il Mercato interno, afferma: “In un contesto geopolitico di riduzione del rischio, l’Europa sta prendendo in mano il proprio destino. Padroneggiando i semiconduttori più avanzati, l’Ue diventerà una potenza industriale nei mercati del futuro”.

Ebba Busch, Ministro Svedese dell'Energia, delle imprese e dell'industria e Vice Primo Ministro afferma: “Si tratta di un accordo della massima importanza per la transizione verde e quella digitale, che garantisce al tempo stesso la resilienza dell'UE in tempi turbolenti. Le nuove norme rappresentano una vera rivoluzione per l'Europa nel settore chiave dei semiconduttori. La rapida attuazione dell'accordo odierno trasformerà la nostra dipendenza in leadership di mercato, la nostra vulnerabilità in sovranità e la nostra spesa in investimento. Con la normativa sui chip l'Europa si posiziona in prima linea per quanto riguarda le tecnologie all'avanguardia essenziali per le nostre transizioni verde e digitale.”

Tuttavia, alcuni osservatori, come Paul Triolo, analista presso il think americano CSIS ed esperto di tecnologia, temono che l’Europa abbia comunque poco mordente, tenuto conto dell’agguerrita concorrenza internazionale in questo delicatissimo settore.

Gli Stati Uniti, ad esempio, hanno approvato l’estate scorsa un piano per la ricerca e la produzione di microchip, il CHIPS Act, dal valore di 280 miliardi di dollari, di cui quasi 53 destinati al segmento della manifattura. Molte aziende sia nazionali che straniere, incentivate dalla legge, hanno speso grosse cifre per la costruzione di fabbriche di semiconduttori avanzati sul territorio americano. Aiuti pubblici maggiormente sostanziosi e prezzi dell’energia più bassi potrebbero spingere le aziende di microchip a privilegiare gli investimenti negli Stati Uniti piuttosto che nell’Unione europea.

Anche la Corea del Sud ha approvato a fine marzo una legge che prevede maggiori agevolazioni fiscali per le aziende che investono nella produzione di semiconduttori.

Una partita non semplice, ma necessaria affinchè l’Europa sviluppi le capacità produttive, sviluppando nuove linee di produzione e rafforzando quelle esistenti, concentrando gli sforzi e le risorse dove il mercato promette di svilupparsi.

L’industria dei semiconduttori è il cuore dell’innovazione in ogni settore, dall’automotive all’intelligenza artificiale, dalla salute al metaverso. Quindi si può dedurre che le vie di sviluppo e successo per le aziende appartenenti al settore tech sono infinite.

Sui mercati finanziari, da inizio anno il principale indice di riferimento Stoxx Europe 600 Tecnology, che racchiude le 600 aziende tecnologie europee ponderate per la capitalizzazione, registra una performance a doppia cifra di circa il 15%.

Scegliere la migliore soluzione d’investimento in un contesto di elevata incertezza

Il contesto macroeconomico rimane incerto perchè persistono fattori, tra cui il perdurare del conflitto in Ucraina, l’andamento futuro dei prezzi dell’energia e l’efficacia della politica monetaria delle banche centrali, che possono influenzare e complicare lo scenario con conseguenze inevitabili su tutti i settori dell’economia, tra cui il settore tech europeo.

Quindi, per fronteggiare la volatilità il nostro suggerimento è quello di muoversi con prudenza e scegliere le migliori soluzioni di investimento con interessanti rendimenti e soprattutto la protezione del capitale.

Uno strumento, che combina le esigenze di protezione e profitto, è il nuovo certificato d’investimento codice ISIN DE000VU595N2 firmato Vontobel che punta su tre leader del settore tech europeo: ASML, STM e Infineon.

ASML è la più grande azienda tecnologica olandese per capitalizzazione di mercato, svolge un ruolo chiave nell'industria dei semiconduttori, dominando il mercato delle apparecchiature per la litografia, utilizzate per creare i minuscoli circuiti dei chip. La società ha battuto le previsioni sugli utili del primo trimestre grazie alla continua forte domanda per le sue apparecchiature per la produzione di chip. Nel dettaglio la società ha triplicato l’utile netto a 1,96 miliardi di euro (2,15 miliardi di dollari) su un fatturato in crescita del 91% a 6,74 miliardi di euro.

STM, azienda italo-francese fornitore leader a livello globale nei semiconduttori, ha recentemente concluso un accordo con ZF, a cui fornirà un volume di milioni a doppia cifra di dispositivi al carburo di silicio, che saranno integrati nella nuova architettura modulare per inverter di ZF, in produzione di serie nel 2025. ZF potrà contare sulla produzione di carburo di silicio verticalmente integrata di ST in Europa e Asia, per garantirsi gli ordini dei clienti nel settore dell’elettromobilità. Attesi per il 27 aprile i risultati del primo trimestre 2023.

Infineon, la più grande azienda tedesca produttrice di semiconduttori, ha recentemente aumentato le previsioni sui ricavi per il trimestre in corso e per l’intero anno, citando una domanda più forte del previsto per i suoi prodotti automobilistici e industriali. La società tedesca prevede un fatturato di oltre 4 miliardi di euro nel secondo trimestre, in aumento rispetto a una precedente stima di 3,9 miliardi e ben al di sopra delle attese degli analisti. La società, inoltre, ha preannunciato anche per l’intero anno vendite “significativamente superiori” alla guidance precedente, che indicava un target di circa 15,5 miliardi di euro, più o meno 500 milioni di euro. Attesa per inizio maggio la pubblicazione dei risultati trimestrali.

Tutte società caratterizzate da buoni fondamentali e ottime prospettive di crescita. La performance da inizio anno che spicca è sicuramente quella di STM con un quasi +30%, seguita da Infineon con un +23% e, infine, ASML con un quasi +14%.

In termini di correlazione il basket risulta conservativo, superiore a 0,65, ciò significa che è possibile che, durante la vita del certificato, i titoli possano prendere strade simili. Il titolo con la maggiore volatilità a 3 mesi è STM (36%).

Al momento il consensus su Bloomberg sui titoli sottostanti, come riportato dalla tabella (aggiornata 21 aprile 2023), mostra come gli analisti sono sostanzialmente positivi su tutti e tre i titoli.

Dopo aver analizzato il paniere passiamo alle caratteristiche principali del prodotto. Un prodotto interessante perché permette all’investitore di guadagnare un rendimento per un periodo di tempo determinato con una barriera difensiva, valida anche per il rimborso del capitale a scadenza.

Premi mensili condizionati

Il prodotto prevede lo stacco di premi mensili di importo pari a euro 0,92 (il primo con data di osservazione 22 maggio 2023), a condizione che nelle date di osservazione tutti e tre i sottostanti non scendano oltre il livello barriera fissato al 50% dallo strike iniziale.

Effetto memoria dei premi mensili

Tutti i premi mensili godono dell’effetto memoria, ciò significa che se i livelli dei tre sottostanti superano il livello barriera in una qualsiasi data di osservazione mensile dei premi, oltre ad essere pagato il premio in corso, vengono recuperati tutti i premi non incassati in precedenza. I coupon mensili potrebbero offrire all’investitore un rendimento potenziale per anno del 11,04%, al lordo delle imposte.

Rimborso anticipato con effetto step down

Il certificate gode della possibilità di rimborso anticipato che sarà attivo da gennaio 2024, e che scatterà se i tre sottostanti si riporteranno, nelle date di valutazione mensili, ad un valore superiore a quello iniziale. Da luglio 2024 cambia leggermente il meccanismo perché per fare scattare il rimborso anticipato le quotazioni dei sottostanti dovranno superare il 95% del Valore iniziale e così via. Ogni sei mesi il livello di autocall scende del 5% fino ad arrivare all’ultima data di valutazione 20 marzo 2025 pari all’80%.

Se la condizione, nelle date di autocall mensili, non sarà soddisfatta, il prodotto continuerà a quotare fino alla scadenza naturale fissata al 20 aprile 2026.

Rimborso a scadenza

Se il certificate non scade anticipatamente, il prodotto scadrà alla data naturale fissata il 20 aprile 2026, in cui si possono verificare due scenari:

  1. Se i prezzi di riferimento di tutti e tre i sottostanti sono allo stesso livello o al di sopra della barriera fissata al 50% del Valore iniziale, l’investitore riceverà il 100% del valore nominale del Certificate (100 euro), il premio mensile in corso e quelli precedentemente non incassati;
  2. Se anche solo uno dei sottostanti sarà al di sotto della barriera, l’investitore riceverà un importo proporzionale alla performance del peggiore dei sottostanti.

Qui di seguito i livelli di strike e barriera dei sottostanti fissati alla data di emissione, 18 aprile 2023.

Disclaimer:

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 6 su una scala da 1 a 7.

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza nemmeno generica o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

Ricordiamo, prima dell’adesione, di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente: clicca qui.

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