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  L’Italia performa, il certificate diventa a protezione totale e alto rendimento

La borsa di Milano brilla sui principali listini europei e vanta una performance da inizio anno a doppia cifra del 16%. Secondo le previsioni invernali della Commissione Europea, la crescita del PIL del nostro Paese è stimata allo 0,8% per quest’anno e all’1% per il 2024. Tuttavia, ci sono ancora molte incertezze e difficoltà legate allo scoppio della guerra in Ucraina, la conseguente crisi energetica e l’aumento generalizzato del costo della vita.

In tale contesto, per investire sull’Italia suggeriamo il nuovo certificato Switch to Protection di BNP Paribas ISIN NLBNPIT1M9R2 sul basket composto da tre eccellenze italiane: Eni, Leonardo e Mediobanca. Il prodotto fa parte dell’ultima emissione di Switch To Protection di BNP Paribas che trovate al seguente link.

Prodotto interessante per la sua potenzialità di trasformarsi in un certificato a capitale protetto al 100% con premi incondizionati, mantenendo anche i vantaggi fiscali tipici del mondo certificates. Il tutto a condizione che durante il primo anno i tre titoli non perdano oltre il 30% dallo strike. Analizzeremo meglio il prodotto in questo approfondimento, ma mettiamo subito in evidenza che questo certificato permette potenzialmente all’investitore di puntare sull’Italia con un prodotto meno direzionale e che può trasformarsi in un capitale totalmente protetto con un rendimento annuo ben più alto, ad esempio, del mercato obbligazionario oggi disponibile. Uno strumento eccellente per la diversificazione.

Prima di approfondire le peculiarità di questo prodotto, come sempre vediamo di contestualizzarlo.

Investire sull’Italia

Secondo le previsioni invernali della Commissione Europea, le prospettive di crescita per l’anno in corso salgono allo 0,8% nell’UE e allo 0,9% nella zona euro.

Il tasso di crescita annuo per il 2022 è attualmente stimato al 3,5% sia nell’UE che nella zona euro. Dopo l’espansione registrata nel primo semestre del 2022, la crescita ha subito un calo nel terzo trimestre, ma ha evitato la contrazione nel quarto prospettata nelle previsioni d’autunno.

Il tasso di crescita per il 2024 rimane invariato, rispettivamente all’1,6% e all’1,5% per l’UE e la zona euro.

Sul versante italiano, dopo che nella seconda metà del 2022 i consumi privati e gli investimenti delle imprese sono rallentati a causa dell’aumento forte dei prezzi dell’energia, la Commissione stima una crescita dello 0,80% nel 2023 e dell’1% nel 2024.

Tuttavia, i venti contrari rimangono forti, in primis il persistere dell’inflazione con cui devono fare i conti i consumatori e le imprese.

Nel mese di gennaio 2023 l’inflazione nella zona euro ha registrato un incremento annuale dell’8,5%, rispetto al +9,2% di dicembre e al +5,1% dello stesso mese del 2022. Il dato è risultato inferiore al consensus degli analisti che si aspettavano una crescita dei prezzi al consumo del 9%. È stata la componente energetica ad aver avuto la più rapida crescita.

Alto il livello d’inflazione anche in Italia, come riportato nell’ultimo aggiornamento dell’Istat, che nel mese di gennaio 2023 ha registrato un aumento dello 0,2% su base mensile e del 10,1% su base annua dal +11,6% del mese precedente. Secondo l’istituto, la flessione del tasso si deve al forte rallentamento dei prezzi dei beni energetici regolamentati e di quelli degli energetici non regolamentati degli alimentari non lavorati e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona.

Per i prossimi due anni la Commissione Europa ha rivisto al ribasso le precedenti stime autunnali, nell’Ue e nella zona euro l’inflazione complessiva dovrebbe scendere rispettivamente al 6,4% nel 2023 e al 2,8% nel 2024 e al 5,6% nel 2023 e al 2,5% nel 2024.

Il tasso d’inflazione italiano passerà dalla media annua dell’8,3% al 6,1% nel 2023, mentre per il 2024, si otterrà una riduzione più importante prevedendo il raggiungimento del 2,6%.

Scegliere la migliore soluzione d’investimento in un contesto di elevata incertezza

Dato il contesto macroeconomico ancora incerto, il suggerimento è quello di muoversi con prudenza e scegliere le migliori soluzioni di investimento con interessanti rendimenti e soprattutto la protezione del capitale in caso di alta volatilità.

Uno strumento, che combina le esigenze di protezione e profitto, è il certificato d’investimento codice ISIN NLBNPIT1M9R2 emesso da BNP Paribas che punta su tre campioni italiani: Eni, Leonardo e Mediobanca.

Le performance da inizio anno di tutti e tre i titoli sono positive, in particolare Leonardo che è cresciuta di circa il +28%, seguita da Mediobanca con un +13% ed Eni con un +8%.

Il paniere composto dai tre titoli presenta una matrice di correlazione poco correlata, ciò significa che durante la vita del prodotto i tre titoli possono prendere strade differenti. Il titolo con la volatilità implicita a 3 mesi più alta è Leonardo.

Al momento il consensus su Bloomberg sui titoli sottostanti, come riportato dalla tabella (aggiornata 20 febbraio 2023), mostra come gli analisti sono sostanzialmente positivi su Eni e Leonardo, mentre su Mediobanca il giudizio è misto.

Dopo aver analizzato il paniere passiamo alle caratteristiche principali del prodotto.

Meccanismo Switch to protection

La particolarità del certificato è il meccanismo Switch-to-protection. Come funziona? Se nel primo anno di vita del prodotto nessuno dei tre sottostanti infrange mai il Livello Switch to Protection, ovvero una barriera posta al 70% del Valore iniziale, il certificate si trasforma nei rimanenti tre anni in un prodotto a capitale protetto al 100% e con premi mensili garantiti dello 0,7%.

Se invece dovesse succedere che nel primo anno di vita anche per un solo giorno (compreso fra l’8 febbraio 2023 e l’8 febbraio 2024) i tre titoli dovessero registrare un prezzo di chiusura più basso del 30% rispetto al Valore iniziale, lo Switch-to-protection verrà annullato e il certificate NLBNPIT1M9R2 proseguirà la sua esistenza come un normale Memory Cash Collect.

Vediamo qui di seguito le caratteristiche del certificato fino a scadenza nel caso in cui non si attivasse il meccanismo Switch To Protection.

Premi mensili condizionati

Il prodotto prevede lo stacco di premi mensili condizionati di importo pari a euro 0,70 (la prima data di osservazione sarà l’8 marzo 2023) condizionato a un livello barriera posto al 60% dello strike. I premi mensili potrebbero offrire all’investitore un rendimento potenziale medio annuo dell’8,40%, al lordo delle imposte.

Se, in una data di osservazione dei premi mensili, uno dei sottostanti dovesse perdere oltre il 40% dallo strike, il premio non viene incassato, ma potrà essere recuperato grazie all’effetto memoria dei premi mensili condizionati.

Effetto memoria dei premi mensili condizionati

Tutti i premi mensili sono caratterizzati dall’effetto memoria, che permette all’investitore di incassare tutti i premi non precedentemente incassati qualora, in una data di osservazione dei premi mensili, tutti i sottostanti si trovino sopra il livello barriera pari al 60% del livello iniziale.

Rimborso anticipato

Se in una delle date di osservazione indicate, l’8 febbraio 2024 e il 10 febbraio 2025, tutti i sottostanti quoteranno sopra il 100% del Valore iniziale, scatterà il rimborso anticipato. L’investitore riceverà il premio da 0,70 euro prevista per la scadenza, le eventuali cedole accantonate e non pagate, e verrà rimborsato con il 100% del valore nominale del prodotto (100 euro). Da quel momento l’investimento si chiude e nessuna altra cedola sarà pagata.

Il rimborso anticipato può verificarsi in entrambe le situazioni, sia che sia scattata la clausola Switch-to-protection, sia che non sia scattata.

Rimborso a scadenza

Nel caso in cui non si sia verificato l’evento di scadenza anticipata, il prodotto scade alla data naturale fissata il 9 febbraio 2026.

A scadenza possono verificarsi due scenari:

– se tutti e tre i sottostanti sono al di sopra del livello barriera fissato al 60% dello strike, l’investitore riceverà il valore nominale del certificato (100 eu) più il premio relativo al trimestre in corso e i premi non precedentemente incassati;

– nel caso in cui uno dei sottostanti si trova sotto il livello barriera l’investitore subisce una perdita, che corrisponde al prodotto tra il valore nominale e la performance del peggiore sottostante. Se anche solo uno dei sottostanti dovesse andare a zero, il valore del certificate si azzererebbe.

Disclaimer:

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 6 su una scala da 1 a 7.

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza – nemmeno generica – o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

Ricordiamo, prima dell’adesione, di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente: clicca qui.

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