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  In arrivo il maxipremio incondizionato del 15% per chi crede nell'Europa

La maxicedola è davvero ricca nel certificato ISIN XS2656199671: chi lo acquista entro lunedì 11 dicembre incluso incassa un premio incondizionato del 15% lordo, pari a 15 euro per ogni certificato detenuto. Ecco un focus sull’emissione di BNP Paribas, già negoziabile su Borsa Italiana, che ha per sottostanti le azioni di Banco BPM, Volskwagen e Infineon.

Maxicedola incondizionata del 15%

Il piatto forte è servito subito, con un premio garantito in arrivo già questo mese e pertanto utile anche per compensare eventuali minusvalenze presenti nello zainetto fiscale. Chi deterrà il certificato al closing bell dell’11 dicembre riceverà un premio pari al 15% del valore nominale. Non sono previste condizioni di prezzo per l’incasso del premio, appunto incondizionato. Il certificato naviga intorno alla pari. Di fatto, grazie alla maxicedola ormai in arrivo, è come se lo si acquistasse in area 85, ossia a sconto del 15% rispetto al prezzo nominale. Ma c’è di più. Chi opera con un operatore che permette la compensazione immediata, potrebbe incassare il premio netto, qualora avesse minusvalenze pregresse. I certificati, infatti, sono prodotti finanziari spesso definiti come fiscalmente efficienti. Generano redditi diversi e permettono quindi la compensazione di precedenti perdite sia per quanto riguarda la componente di capital gain (rivendita a prezzo superiore a quello di acquisto), che per l’incasso di cedole e maxicedole, come in questo caso.

Vediamo un esempio. Poniamo l’ipotesi di acquistare 50 certificates. In questo caso si incasserebbe una maxicedola del 15%, pari a 750 euro. Un investitore che avesse precedentemente subito perdite di 3000 euro, si troverebbe con uno zainetto fiscale capiente, potendo quindi incassare i premi senza pagare alcun capital gain. Soltanto al superamento dei 780 euro (il 26% di 3000 euro) si inizierebbe a pagare nuovamente la tassazione sul capital gain, avendo esaurito il credito con lo Stato.

Barriere ampie al 50% e cedole dell’1% a trimestre

Vediamo ora la struttura del prodotto. Come detto, la maxicedola è incondizionata, viene quindi pagata indipendentemente dall’andamento dei tre titoli sottostanti. Successivamente sono previsti premi cedolari dell’1% su base trimestrale (a partire da maggio 2024), condizionati a barriere del 50%. Le cedole sono quindi pagate sia in caso di rialzi da parte dei sottostanti, che se vi fossero movimenti laterali o ribassisti, a patto che i tre titoli si trovino al di sopra delle rispettive barriere.

Dalla terza finestra cedolare in poi, ossia dall'agosto 2024, è presente l'opzione del richiamo anticipato. Il trigger per la sua attivazione è fissato al 100% dei prezzi di osservazione iniziale. Pertanto, qualora i sottostanti si dovessero apprezzare, il certificato potrebbe essere richiamato anticipatamente. In questo caso l'investitore riceverebbe il rimborso del valore nominale, cui si aggiungerebbe la cedola del periodo e ogni altro premio eventualmente portato a memoria.

Siccome la maxi cedola è pagata all'inizio della vita del certificato, un eventuale richiamo anticipato alzerebbe il rendimento annualizzato del prodotto. Per esemplificare il tutto, qualora il certificato fosse richiamato già ad agosto, fra poco più di nove mesi, si otterrebbe un rendimento del 15% + 2 cedole da 1%, per un totale del 17% (quasi il 23% annualizzato). Se il certificato arrivasse a scadenza, con i tre sottostanti sopra le rispettive barriere, il rendimento complessivo sarebbe pari al 15% della maxicedola + 11 premi dell’1%, per un totale del 26%, pari ad un valore prossimo al 9% annualizzato. Considerando il fatto che la maxicedola è pagata a stretto giro, potremmo rifare il calcolo con base 850 e non 1000, ottenendo quindi rendimenti potenziali più elevati.

Rimborso a scadenza

Per ottenere la protezione del capitale è sufficiente che alla scadenza del certificato (l’osservazione finale è in data 16 novembre 2026), le quotazioni delle azioni sottostanti si trovino al di sopra del 50% dei prezzi di osservazione iniziale. In questo caso l'investitore riceverebbe il rimborso del valore nominale pari a 1000, l'ultima cedola ed ogni altro premio eventualmente portato a memoria. In caso contrario, il rimborso finale sarebbe pari al valore nominale 1.000 € decurtato della perdita percentuale fatta registrare dal peggior sottostante fra i tre presenti in questo basket.

I sottostanti del certificato: tre grandi azioni europee

BNP Paribas ha scelto tre big cap come sottostanti del certificato. Si tratta di Banco BPM, Infineon e Volkswagen.

Infineon è un’azienda tedesca fondata sul finire del secolo scorso dalla scissione della filiale legata ai semi conduttori di Siemens con la casa madre. Conta oltre 50.000 dipendenti e nel 2022 ha generato ricavi per oltre 14 miliardi di euro. Lo strike iniziale sul titolo è pari a 33,49 euro, anche se l’azione naviga al momento oltre i 36 euro, allontanandosi quindi dalla barriera (posizionata sotto quota 17 euro).

La view degli analisti sul titolo è complessivamente positiva, con un target price medio collocato oltre i 44 euro. Secondo Market Screener, su 24 analisti che seguono il titolo, 16 lo valutano “buy”, 5 “outperform” e 3 “hold”. Non troviamo indicazioni di vendita.

Banco BPM è un titolo che negli ultimi anni ha mostrato un trend positivo estremamente marcato. Di fatto, le azioni della banca milanese sono state comprate a piene mani, entrando nei grandi portafogli di investimento. Il titolo è arrivato in area 5,50 euro, beneficiando del buon momento dei listini ed anche dei maggiori margini di profitto per il settore bancario derivanti dai tassi più alti, così come delle aspettative per possibili acquisizioni da parte di altre banche. Nelle ultime settimane ha consolidato verso i 5 euro. Anche in questo caso ci troviamo ancora sotto il target price medio, che secondo i 14 analisti ripresi da Market Screener è in area 6,7. Da inizio anno Banco BPM si è apprezzato del 50% ed al momento la barriera, collocata in area 2,66 euro, appare decisamente lontana.

A differenza di Banco BPM, Volkswagen negli ultimi mesi ha sottoperformato i mercati che si aspettavano una crescita ancora maggiore nel comparto elettrico, capitanato da Tesla e BYD. Al momento il titolo ha perso il 50% dai massimi del 2021, quando arrivò oltre i 220 euro per azione. Volkswagen ha una capitalizzazione di mercato di poco superiore ai 56 miliardi, ed il titolo naviga poco sotto lo strike iniziale di 110,04 euro. Anche in questo caso ci troviamo ampiamente sotto il consensus medio degli analisti (148,50 euro). Come per i due precedenti sottostanti la barriera del certificato è profonda (55,02 euro), su valori non toccati nemmeno durante il crollo post Covid. Ecco, quindi, i principali punti chiave su questo certificato, ormai prossimo allo stacco della maxicedola.

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