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Il tris su cui puntare: Oro, Nasdaq e Treasury. Tutto nel nuovo capitale protetto 105%

Oro, Nasdaq 100 e Treasury USA. Ecco il cocktail su cui puntare in Borsa nell’attuale congiuntura di mercato. Il perché lo vediamo come sempre nel nostro approfondimento. Come farlo, sono diverse le soluzioni. Sicuramente ha senso utilizzare degli ETF dedicati a queste tematiche d’investimento. Se ne trovano tanti e di diverse case, anche hedgiati per chi vuole evitare il rischio cambio. Ma c’è un prodotto che ci permette di investire su un portafoglio equipesato di questi tre asset, con l’aggiunta importante della protezione del capitale. Ci riferiamo al nuovissimo certificato emesso da Leonteq ISIN CH1257341607 a capitale protetto 105% che investe su un basket equipesato di tre ETF su oro, Nasdaq 100 e Treasury USA (un basket di titoli tra i 3 e i 7 anni). Procediamo come sempre con ordine evidenziando subito perché, nell’attuale congiuntura di mercato, queste tre asset class sono profondamente connesse e rappresentano un’opportunità d’investimento, per poi analizzare il prodotto.

Oro, Nasdaq e Treasury: il mix di tassi in calo e liquidità in aumento ne guida le performance 

Si presenta molto bene il portafoglio equipesato suggerito da Leonteq per il certificato a capitale protetto 105% su oro, Nasdaq 100 e Treasury perché, come abbiamo accennato, queste tre asset class dovrebbero essere sostenute e spinte da una congiuntura particolarmente favorevole. Congiuntura che si sta venendo a delineare e che trova nel picco dell’inflazione in USA e nel successivo cambio atteso delle politiche monetarie della Fed, il fil rouge del loro futuro apprezzamento.

Il contesto ovviamente è quello del mercato americano e non potrebbe essere diversamente quando si parla di oro, Treasury e Nasdaq. Ed è proprio in USA che l’inflazione gradualmente ha iniziato la fase calante. Lo si vede bene dal grafico dove si confronta l’inflazione CPI USA (in bianco), con quella core (in blu) che risulta più persistente per la presenza soprattutto della componente affitti e housing cost in generale. Ma gli indicatori predittivi (quelli delle agenzie immobiliari) danno in calo anche questa componente. Di conseguenza, sembra essere solo questione di tempo.

Il picco inflattivo in ogni caso è stato preso e questo è l’elemento chiave. Non solo, anche la Fed alla fine ha ammesso, nel documento ufficiale della minute di marzo, che con molta probabilità gli USA entreranno in recessione quest’anno. La Fed parla di recessione lieve, ma fino a qualche mese fa non la riteneva neanche probabile. Le cose cambiano molto velocemente. Ad ogni modo, l’arrivo della recessione sicuramente darà il colpo di grazia all’inflazione. E questo rafforza l’idea che il costo della vita è ormai destinato a normalizzarsi. Ci troviamo dunque in un contesto, in America, di disinflazione e quindi di Fed che gradualmente diventerà più accomodante. Se davvero il picco dell’inflazione è stato preso, statisticamente in un orizzonte di 6/9 mesi la Fed inizierà la fase di taglio dei tassi. Ecco perché il mercato si attende, nella seconda parte dell’anno, che la Banca Centrale implementerà il primo taglio dei tassi (se ne aspetta 1 o 2 da 25bp nella seconda parte dell’anno).

A questo si aggiunge anche la crisi bancaria americana che sta di fatto accelerando la recessione, poiché produce un effetto di credit crunch, ovvero di stretta al credito. Ragion per cui la Fed ha dovuto far dietro front, tornando sui suoi passi per immettere nuovamente liquidità nell’economia.

Se lo scenario è chiaro (inflazione e tassi in graduale calo e liquidità in aumento) dobbiamo allora chiederci quali sono le asset class che lavorano meglio in questo scenario. Insomma, se piove molto e c’è neve quali sono gli pneumatici migliori?

Sicuramente l’oro ha una correlazione piuttosto significativa con i tassi reali USA. Se questi scendono, soprattutto i tassi reali, sale il prezioso. Non solo, l’oro è diventato l’alterego della moneta. Più liquidità immetti più svaluti la moneta cartacea tanto più l’oro si rivaluta. C’è poi un tema geopolitico. Le banche centrali non allineate, come quella cinese, turca e sud africana, comprano più oro per le proprie riserve, in quanto non si fidano più a detenere troppi dollari. La guerra in Ucraina ha mostrato che si può arrivare al congelamento delle riserve in dollari. Quindi, meglio comprare oro. Inoltre, stanno cominciando a vedersi anche acquisti sugli ETF da parte degli investitori. Se guardiamo il grafico dell’ammontare di oro fisico detenuto dagli ETF mondiali (in bianco sotto), vi erano stati deflussi durante il 2022, ma da inizio anno le cose sono cambiate e il trend si sta invertendo. Se aggiungiamo anche il grafico del prezzo dell’oro (in giallo) vediamo come ci sia spazio di ampio rialzo nonostante l’oro sia sui massimi. Se sale la quantità di oro detenuta negli ETF a replica fisica, il prezioso è destinato a salire ancora molto.

Anche i governativi (Treasury USA) sembrano essere in questo frangente favoriti. Se i tassi scendono, i prezzi saliranno. La Fed è la prima banca centrale che potrebbe arrestare se non invertire il trend di rialzo dei tassi favorita anche da una certa stagionalità. Come dicevamo infatti, quando l’inflazione ha fatto il picco, la Fed statisticamente dopo 6/9 mesi comincia a tagliare.

Infine, il Nasdaq 100. Il paniere ha infatti una forte correlazione con la liquidità e con i tassi. Sono titoli tech di società a grandi dimensioni. Lavorano molto con la liquidità presa a prestito, attraverso emissione corporate, che viene poi reinvestita attraverso buyback, comprando le proprie azioni. Questo fa salire i prezzi azionari. Inoltre, tutto ciò che è growth, come le società del Nasdaq 100, lavorano su progetti e investimenti di lungo termine e quindi lavora meglio in contesti di tassi bassi. Si abbassa infatti il costo del debito.

Il certificato protetto al 105% per puntare su oro, Nasdaq 100 e Treasury USA

Per tutti coloro che vogliono puntare su queste tre asset class, Leonteq ha appena lanciato sul mercato un prodotto appositamente pensato. È il certificato ISIN CH1257341607 a capitale protetto 105% che replica l’andamento di un portafoglio equipesato (Leonteq Multi Asset ETF 10%RC) costituito da tre ETF: SPDR Gold Shares, INVESCO QQQ e ìShares USD Treasury Bond 3-7y. Tutti e tre gli ETF sono a replica fisica. Il grande vantaggio? Il certificato è quanto. L’indice è per ovvie ragioni in usd, ma il certificato è in euro ed è appunto Quanto, quindi l’investitore viene protetto dal rischio di cambio. Il primo ETF, replica il prezzo dell’oro, il secondo, quello di Invesco, replica fedelmente il Nasdaq 100, mentre l’ultimo un paniere di Treasury USA (il prezzo dei bond ovviamente) con scadenza compresa tra 3 e 7 anni.

Un prodotto estremamente semplice quanto efficace. A scadenza (11 aprile 2028, ovvero 5 anni), se il basket equipesato avrà performato male, qualsiasi sarà la performance negativa, il certificato pagherà 1.050 euro a pezzo. Proprio perché è un capitale protetto al 105%. Se invece la performance del basket sarà positiva, semplicemente il certificato restituirà tale performance lineare (partecipazione 100%) senza alcun cap ai guadagni. Non è prevista possibilità di richiamo da parte dell’emittente.

Il certificato presenta anche il sistema di controllo della volatilità al 10%. Questo significa che la volatilità annua dell’indice sottostante non potrà mai essere maggiore del 10%. Se dovesse salire sopra questa soglia, il certificato sposta in liquidità (Libor 3 mesi) una parte del portafoglio per poi reinvestirlo nell’indice quando questa sarà tornata sotto questa soglia critica. Non solo, quando la volatilità realizzata del paniere di ETF è inferiore al 10%, l'indice consente un'esposizione con leva finanziaria, fino a un massimo del 150%.

Disclaimer:

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 3 su una scala da 1 a 7.

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza nemmeno generica o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

Ricordiamo, prima dell’adesione, di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente: clicca qui.

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