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  Il portafoglio di certificati è attuale e resiliente alla volatilità

In questo articolo proviamo a darvi uno spunto operativo partendo dalla view Intermonte per poi costruire un portafoglio di sei certificati, tre a capitale protetto e tre a capitale condizionatamente protetto. Obiettivo del portafoglio sarà quello di puntare sui temi caldi, strutturando un portafoglio molto resiliente alla volatilità e in grado di dare soddisfazione agli investitori in termini di performance. Cercheremo dunque di sfruttare al massimo la capacità di generare rendimenti asimmetrici tipica dei certificati.
L’inflazione americana di aprile al 4,9%, calante e migliore delle attese, conferma che l’IPC ha intrapreso il giusto cammino di riduzione cercato dalla Fed con le sue politiche monetarie restrittive. Importante è che anche la componente super core (al netto cioè degli affitti oltre che di alimentari ed energia) è passata da 5,8 a 5,1% a/a, come visibile dal grafico sotto.

 

Allo stesso tempo però la componente core si sta rivelando resiliente. Scende ma molto gradualmente e questo dato di aprile lo conferma. Dinamica che fa pensare come le attese del mercato per un taglio dei tassi da parte della Fed addirittura di 100 bp già quest’anno, appare eccessiva. 

In ogni caso, la direzione è quella giusta e la stretta sul credito già in atto in America non fa che confermare come la Fed dovrà essere più accomodante. Probabile una pausa nel rialzo dei tassi poi, il suo comportamento, nella seconda parte dell’anno, dipenderà dall’arrivo o meno della recessione e dalla sua entità. Come ovvio, infatti, in caso di recessione, questa darà il colpo di grazia all’inflazione e la Banca Centrale USA sarà costretta a tornare accomodante. 

Lo scenario più probabile per la seconda parte dell’anno è dunque di tassi in netto ribasso e probabilmente liquidità che tornerà a salire. Questo favorirà tre asset class: oro, Titoli di Stato e titoli tech.

Infatti, ricordiamo che l’andamento dell’oro è inversamente correlato a quello dei tassi Usa (tassi reali in particolare): quando questi ultimi scendono, il bene rifugio per eccellenza sale. Inoltre, osservando il grafico dell’ammontare di oro fisico detenuto dagli ETF mondiali (sotto), si nota come, nonostante le quotazioni del metallo giallo siano in prossimità dei massimi, ci sia ancora ampio spazio di rialzo dei prezzi, soprattutto se la quantità di oro detenuta negli ETF a replica fisica continuerà a salire. A ciò si aggiunga il forte aumento dell’acquisto di oro da parte delle banche centrali mondiali, emerso soprattutto dopo lo scoppio della guerra in Ucraina per diversificare le riserve valutarie da dollari (sotto forma di Treasury Us) ad oro. 

Anche i Treasury USA sembrano essere favoriti in uno scenario di discesa dei tassi: la Fed è infatti la prima banca centrale che potrebbe arrestare, se non invertire, l’attuale trend di rialzo dei tassi. 

Infine, il Nasdaq 100 è anch’esso fortemente correlato con liquidità e tassi: si tratta infatti del listino delle grandi società tech, che lavorano con liquidità presa a prestito, poi reinvestita attraverso buyback, determinando la risalita dei prezzi azionari. Inoltre, le società growth, per definizione, lavorano su progetti e investimenti di lungo termine, per cui traggono giovamento da un basso costo del debito. In generale comunque preferiamo l’America all’Europa proprio perché ci attendiamo una svolta sui tassi prima negli States e questo favorirà l’equity USA in generale e il tech in particolare.

Ora, per chi condivide questa view, possiamo pensare di costruire un portafoglio equipesato che, integrando certificati a capitale protetto e condizionatamente protetto, possa pagare flussi cedolari durante la sua vita e dare una performance alla scadenza e allo stesso tempo promette forte protezione del capitale dell’investitore. 

Vediamo prima i certificati selezionati e poi una proiezione dei payoff del portafoglio così costruito.
 

Selezione certificati d’investimento

• Il certificato ISIN CH1257341607 di Leonteq a capitale protetto al 105% che replica linearmente (senza leva) l’andamento di un portafoglio equipesato (Leonteq Multi Asset ETF 10%RC) costituito da tre ETF: SPDR Gold Shares, INVESCO QQQ e ìShares USD Treasury Bond 3-7y. I tre ETF sono a replica fisica, in particolare il primo replica il prezzo dell’oro, il secondo replica fedelmente il Nasdaq 100, mentre l’ultimo un paniere di Treasury USA (il prezzo dei bond ovviamente) con scadenza compresa tra 3 e 7 anni. Il prodotto non ha cap ai guadagni, non prevede possibilità di rimborso anticipato e ha una durata di cinque anni. Presenta anche il sistema di controllo della volatilità al 10% ed è Quanto, quindi, l’investitore viene protetto dal rischio di cambio. Scheda prodotto.

• Il certificato ISIN XS2484917526 di BNP Paribas a capitale protetto al 112% che replica l’indice MSCI World IMI Digital health. Il prodotto a scadenza (5 anni) replica la performance positiva dell’indice con una leva 2x senza alcun cap ai guadagni e nessuna possibilità di richiamo da parte dell’emittente. Il Digital Health rappresenta un megatrend inarrestabile, un ramo di business che rimane inserito in un trend di crescita strutturale che ha ricevuto anche un forte impulso dalla pandemia. Scheda prodotto.

• Il certificato ISIN CH1243093064 di Leonteq a capitale protetto al 105% replica l’indice China Multi Asset 10%RC. Il prodotto a scadenza (4 anni) replica la performance positiva dell’indice con una leva 1,2x senza alcun cap ai guadagni e nessuna possibilità di richiamo da parte dell’emittente. Scheda prodotto

• Il certificato ISIN DE000VU595N2 di Vontobel replica il paniere composto da ASML, STM e Infineon. Il prodotto paga premi mensili con memoria dello 0,92% (11,04% annuo) e presenta una barriera al 50% dello strike valida sia per i premi che a scadenza. Durata tre anni e possibilità di autocall da gennaio 2024 completano il profilo del prodotto. Scheda prodotto.

• Il certificato ISIN XS2504169389 di BNP Paribas replica il paniere composto da Apple, Bank of America e Occidental Petroleum, i tre titoli preferiti da Warren Buffett, l’oracolo di Omaha. Il prodotto paga premi mensili con memoria del 1,1% (13,2% annuo) condizionati ad una barriera al 60% dello strike, valida anche a scadenza. Il certificato ha una durata di 2 anni e prevede la possibilità di rimborso anticipato a partire da gennaio 2024. Scheda prodotto.

• Il certificato ISIN IT0006754946 di Marex replica il paniere composto da Eni, Enel e Stellantis. Il prodotto paga premi mensili dello 0,805% del valore nominale condizionati a un livello barriera posto al 60% dello strike e vanta un airbag al 60% a scadenza. Scheda prodotto.
 

Proiezione dei payoff a scadenza

 

 

Nell’immagine si possono osservare il payoff a scadenza e la performance annualizzata del portafoglio. È interessante evidenziare come il rendimento potenziale del portafoglio risulta sempre positivo fino ad una perdita del 40% del mercato sottostante. Si parla di mercato sottostante perché l’ipotesi di base è che i sottostanti di tutti i certificati presentino a scadenza lo stesso andamento.

Nello scenario più negativo, ovvero nell’ipotesi che il mercato sottostante dovesse perdere il 50%, il rendimento potenziale sarebbe del -2,7%, una perdita comunque contenuta grazie alla protezione offerta dai certificati a capitale protetto e i certificati cash collect con barriere profonde al 50%.

La perdita, con un -60% del mercato, passa al -23,1% e al -29,3% con una performance del -70% dei sottostanti dei certificati.

Guardando invece lo scenario positivo, il rendimento potenziale risulta del +17,5% con un andamento laterale del mercato per poi aumentare fino al +63,2% con una performance del mercato a +70%.

 

 

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